25 aprile, festa della Liberazione

Alcuni buoni motivi per festeggiare ancora la Liberazione dopo più di settant’anni

Ad ogni ricorrenza, festa nazionale, giornata mondiale di qualcosa il blogger perfetto scrive un post speciale per l’evento in calendario. Pasta Pizza & Scones racconta solo le mie avventure da expat, quindi avrei potuto ignorare il 25 aprile e la Liberazione e non ne avremmo sentito la mancanza. Mentre ci pensavo ho chiesto al mio compagno cosa ne sapeva lui dello sbarco alleato in Italia e dei partigiani ed è stato il vuoto totale. Gli inglesi commemorano la regina e la fine delle guerre mondiali, ma non danno così importanza ai fatti del secolo scorso, al contrario di noi italiani che stiamo ancora a scannarci sul revisionismo storico.

I racconti dei partigiani, persone come noi in un periodo storico complicato

A scuola, dalle elementari al liceo, prima del 25 aprile venivano sempre i nonni partigiani a raccontarci le loro avventure durante la guerra di Liberazione. Nelle loro storie la Val di Susa era occupata dai tedeschi, e i partigiani erano allora solo dei ragazzi che non volevano farsi arruolare dai fascisti. Mi ha sempre affascinato questo eroismo inconsapevole. Non è che proprio tutti volevano liberare l’Italia o si intendessero di politica, erano solo degli adolescenti in un periodo di caos e volevano prima di tutto salvare la pelle.

L'esercito americano a Milano il 29 aprile 1945
Carri armati americani a Milano, in piazza del Duomo, il 29 aprile 1945. Foto Panorama.

Ogni zona d’Italia poi ha dato il suo personale contributo alla Liberazione, con storie diverse in Centro e Sud Italia. Di mio nonno per esempio si raccontava si fosse aggregato agli americani quando erano passati da Firenze, ma non ho mai avuto l’opportunità di chiedergli cosa avesse fatto davvero. Uno zio bergamasco invece è entrato nelle cronache familiari per aver nascosto sotto la culla del nipote dei fucili rubati ai fascisti, non scoperti solo grazie alla gentilezza di un soldato che aveva evitato di ispezionare quella stanza per lasciare dormire il neonato.

Che valore ha la festa di Liberazione oggi

I partigiani al corteo del 25 aprile con lo striscione della loro associazione ANPI
I partigiani al corteo del 25 aprile con lo striscione della loro associazione ANPI, foto La Stampa

Ogni volta che sento o leggo i racconti dei partigiani mi chiedo come mi sarei comportata io al loro posto. Non c’era più un governo o comunque non si capiva a quale governo dare ascolto, c’era la guerra, dei soldati stranieri pattugliavano le strade e la polizia poteva torturarti se pensava avessi informazioni. I partigiani non erano intellettuali interessati di politica, solo ragazzi il cui futuro era molto confuso. Il loro eroismo vale ancora di più proprio perché erano persone comuni. La loro decisione di combattere il fascismo, un governo totalitario, razzista e violento, ha creato un futuro di libertà per le generazioni successive.

Oggi viviamo in un mondo diverso, ma fascismo e dittature esistono ancora, hanno solo cambiato aspetto e si sono spostati in Paesi più distanti da noi. Egitto e Turchia imprigionano i giornalisti, la Cina censura internet, l’Arabia Saudita nega quotidianamente i diritti delle donne, solo per fare qualche esempio. Per quanto mi riguarda, parlare della Liberazione e festeggiare il 25 aprile avrà senso fino a quando ci sarà anche solo una persona che non potrà esprimersi per via della sua razza, sesso o religione. I fascisti di oggi sono Trump che lancia super bombe, i razzisti che non vogliono accogliere i migranti e i retrogradi che vorrebbero le donne chiuse in casa.

One Reply to “Alcuni buoni motivi per festeggiare ancora la Liberazione dopo più di settant’anni”

  1. Concordo pienamente con tutto quello che hai scritto. E’ importate festeggiare e commemorare il 25 aprile soprattutto per non dimenticare quello che è successo e affinché non si ripeta più.

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento :)