(Dis)Avventure in Francia

Cose che i commercianti francesi non capiscono, ovvero come i turisti vorrebbero usare la carta di credito

Viaggiare per lavoro mi porta spesso in posti fantastici che altrimenti non avrei mai visto. Non sono un’appassionata delle campagne francesi, anzi ettari di campi mi mettono decisamente ansia per la mancanza di Wi-Fi, ma alcuni paesaggi in Île-de-France sono davvero mozzafiato. Poi arrivo nei paeselli e rischio di morire di fame perché ragionano ancora in franchi e nessuno conosce la carta di credito.

L’altro giorno sono stata a Provins, una bellissima cittadina medievale patrimonio dell’UNESCO, e ho tirato giù un paio di santi a caso perché neanche un parchimetro era attrezzato per accettare pagamenti con carte di credito. Lo stesso problema mi era già successo in altri posti, ma mai in un sito turistico. Ho provato a chiedere nei negozi se esisteva un metodo di pagamento alternativo alle monete, ma nulla. Ho dovuto parcheggiare fuori dal centro in modo più o meno selvaggio e farmela a piedi. Sicuramente non sarò né la prima né l’ultima a chiedersi cosa abbiano i francesi contro la carte bleu.

Io viaggio per lavoro e ho una carta di credito aziendale per tutte le mie spese all’estero quindi per me non ha senso girare con i contanti, ma lo stesso discorso vale anche per i turisti. Con la carta in genere non ci sono spese di cambio valuta e in caso di furto o perdita del portafogli si riesce subito a contenere il danno bloccandola. Anche quando viaggio per piacere porto con me la VISA e lascio a casa il cash perché è decisamente più sicuro e funzionale.

Perché i negozi non accettano la carta di credito?

Sicuramente tra le vostre conoscenze c’è almeno un commerciante che accetta solo contanti e se provate a mostrargli il bancomat inizia a lamentarsi tempo zero delle commissioni sul POS. Prima di empatizzare con lui però pensate a come è più semplice non dover girare più carichi di contanti e quanto l’utilizzo delle carte di credito abbia reso reale la possibilità di individuare chi ricicla denaro o evade le tasse. Ne vale la pena, no?

In Inghilterra, che da questo punto di vista è un paese civile, si può pagare con la carta di credito anche un caffè, mentre in Francia e in Italia no. Credo che sia più un discorso culturale che di costi. Su internet tutti gli e-commerce accettano Paypal, le cui commissioni non sono proprio economiche, perché è considerato necessario lasciare al cliente la scelta di pagare con questo metodo, oltre al fatto che il pagamento è immediato. Nel mondo reale invece i negozianti europei ti indicano il bancomat più vicino per andare a prelevare e spesso si perdono una vendita, la fidelizzazione di un cliente o una recensione positiva. Peccato che viviamo nell’epoca della sharing economy e come me ci sono altre persone (o turisti!) che scelgono una laverie o un bar piuttosto che un altro perché recensito bene con l’indicazione che accetta la carta di credito.

Come i francesi amano rendere la vita difficile agli stranieri

I francesi comunque sono ancora peggio degli italiani perché in molti posti non accettano neppure le carte di credito che non sono collegate ad un conto in euro. Forse c’è un piano diabolico ideato da Le Pen & soci per tenere fuori gli immigrati, ma non si capisce perché il loro odio coinvolga anche gli inglesi e gli americani che vogliono solo spendere la loro valuta nazionale in baguette e macarons.

Sei un manager della Silicon Valley in vacanza con il tuo compagno/a/gatto nelle romantiche campagne francesi? Spera che ti basti il pieno fatto dall’autonoleggio perché se vuoi fare benzina al distributore automatico, ma hai una carta legata ad un conto corrente in dollari non c’è nulla da fare che piangere. I distributori aperti 24 ore legati alle catene dei supermercati infatti non accettano le carte americane. L’unica speranza, prendete nota, sono le stazioni di servizio Total lungo le strade principali che spesso hanno anche un Wi-Fi decente per scaricare le mappe di Google prima di perdere ogni segnale telefonico in qualche paesino.

Sei invece un inglese che ha deciso di esplorare l’Europa continentale in auto partendo da Calais? I caselli delle autostrade A1 e A6 renderanno la tua vacanza davvero indimenticabile perché la tua VISA debit, standard accettato in tutto il mondo, qui verrà rifiutata con disgusto. Una volta ho dovuto discutere per mezz’ora con una casellante che per l’enorme cifra di trenta centesimi si rifiutava di alzare la sbarra. Per fortuna avevo poi trovato un euro in fondo alla borsa, altrimenti per farmi passare avrebbe mandato la fattura dei trenta centesimi all’autonoleggio, il quale l’avrebbe poi inoltrata al mio datore di lavoro.

Credit card

I bar poi semplicemente si rifiutano di farti pagare con la carta. Se nei paesini sperduti non provo neanche più a chiedere, nelle cittadine turistiche mi aspetto che il sistema bancario non vada avanti a baguette, e mi sbaglio ogni volta. A Barbizon, una località vicino alla foresta di Fontainebleau famosa per aver dato il nome ad una scuola pittorica e per aver ospitato anche pittori impressionisti in cerca di ispirazione, sono rimasti ai tempi in cui Monet e Renoir pagavano in franchi. Nel bar – ristorante al centro del paese infatti la carta di credito la accettano solo da dieci euro in su.

Come sopravvivere senza contanti

Se non avete degli euro in contanti l’unica soluzione per fare colazione resta partire alla ricerca di un supermercato. Di solito si trovano abbasta frequentemente dei Carrefour o degli Intermarché. Non aspettatevi di trovare dei bagni pubblici o una caffetteria, l’idea di servizio al cliente è tutt’ora sconosciuta, ma almeno potrete pagare il vostro tanto sospirato croissant con il bancomat.

Giusto per farvi capire come il (mancato) pagamento con la carta sia solo la punta dell’iceberg, in un negozio di alimentari, sperduto nella campagna in Île-de-France, i prezzi erano esposti in franchi. Inutile dirvi che ho fatto il mio lavoro il più velocemente possibile per poi scappare verso la civiltà.

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