Centre Pompidou-Metz

Cosa vedere al Centre Pompidou-Metz: arte moderna, suoni, musica e giardini

Se vi chiedessi di dirmi il nome di una città francese dal fascino antico ricco di storia e con un fantastico museo di arte moderna, quale vi verrebbe in mente? Se state pensando Parigi siete fuori strada, perché la meta di questo posto è Metz, una cittadina sulla Mosella, nella regione della Lorena – Grand Est. La sua storia parte da antiche contese tra i regni tedesco e francese per ad un futuro decisamente orientato al turismo, visto la comodità a raggiungerla dall’aeroporto del Lussemburgo. Arrivando in treno poi si rimane subito colpiti dalle mura fortificate e dalla bellissima architettura della stazione, e si viene definitivamente conquistati percorrendo l’area pedonale del centro storico e visitando le ricche esposizioni del Centre Pompidou-Metz.

Il Centre Pompidou-Metz

Se amate l’arte moderna vi innamorerete di sicuro del Centre Pompidou-Metz, una versione più piccola dell’omonimo museo parigino. Già solo la struttura esterna dell’edificio di Shigeru Ban e Jean de Gastines vi lascerà a bocca aperta per le sue linee curve e asimmetriche, mentre lo spazio interno di ben 5.000 metri quadri comprende, oltre all’area espositiva, uno studio per performance artistiche, un auditorium, una libreria e un ottimo bar ristorante.

Al Centre Pompidou-Metz non c’è un’esposizione permanente, tutte le mostre variano durante l’anno, e in questo periodo troverete Musicircus e Jardin infini che resteranno aperte fino a metà estate. Trattano due temi molto diversi, la musica e i giardini, che qualche modo stanno molto bene insieme.

Musicircus ovvero cose strane che emettono suoni

Al piano terra del Centre Pompidou-Metz si trova l’area musicale di Musicircus. Devo ammettere di averci messo un po’ a capire qual era il filo conduttore della mostra e di averla trovata decisamente assurda, anche se non così assurda da non farmi arrivare alla fine del percorso espositivo.

Un pianoforte rivestito di lana in modo da non poter essere suonato? C’era. Un filmato di inizi novecento di donne che si spalmavano di vernice per poi andarsi a stampare su una tela bianca a tempo di musica? C’era. E per fortuna c’erano anche installazioni più comprensibili come degli specchi che creano sibili quando qualcuno ci passa in mezzo, e quest’ultima era molto affascinante.

Il Musicircus è stato realizzato nel 1967 da John Cage con l’intento di

rapprocher les unes des autres toutes les musiques qui sont ordinairement séparées

ovvero avvicinare l’un l’altra tutte le musiche che di solito sono separate. La mostra presenta quindi vari quadri di pittori di epoche diverse per esaminare il rapporto tra artisti famosi che amavano suonare ed altri che non suonavano, ma amavano della musica.

Finita la prima galleria però mi sono persa e mi è sfuggito il passaggio dalle tele di Marc Chagall e Vassily Kandinsky all’altra galleria con le opere assurde accostate a quelle che emettono suoni. Ma l’arte è anche perdersi in quello che non si capisce, giusto? In ogni caso accetto spiegazioni alternative.

La mostra molto verde sui giardini Jardin infini

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L’altra esposizione temporanea invece è dedicata ai giardini ed mi è sembrata decisamente più comprensibile, anche se l’idea di fondo era sempre così concettuale da risultare spesso incomprensibile. Questo comunque è un problema che hanno quasi tutte le mostre di arte moderna per cui se siete frequentatori abituali di musei ve ne sarete già fatti una ragione.

Jardin infini stravolge il concetto di giardino come luogo chiuso e lo rappresenta come uno spazio infinito, fuori dal tempo e dallo spazio. L’esposizione comprende 300 opere di artisti internazionali, di date diverse, dalla fine del diciannovesimo secolo ad oggi. Ci sono infatti progetti di giardini classici e delicati disegni di fiori, ma anche opere dall’aspetto decisamente più bizzarro come tubi di schiuma e qualcosa che sembra un gruppo di testicoli di sabbia sospesi sulle teste dei visitatori.

A me sono piaciute molto anche le installazioni verdi vere e proprie, piante vive all’interno di isole su tubi di gomma o piantate nella terra appoggiata direttamente al pavimento. Non c’era nessun portavasi coordinato come quelli che mi piace avere in casa, e difatti il concetto era arte pura, senza nessuna volontà di poter essere ripetuta nella vita quotidiana – non ci sono più i quadri di una volta da appendere alle pareti! – e forse proprio per questo era surreale e divertente passarci intorno.

Info utili

Per entrare nel Centre Pompidou-Metz, così come in molte altre attrazioni in Francia, è consentita solo una borsa di medie dimensioni. Valigie e zaini non si possono portare perché violano le normative di sicurezza che ultimamente stanno applicando con molta solerzia quasi ovunque.

Sul sito del museo trovate gli orari aggiornati e i prezzi.

  • Musicircus è aperta dal 20 aprile al 17 luglio 2017
  • Jardin infini è aperta dal 18 marzo al 28 agosto 2017

Dal 20 maggio verranno inoltre esposte delle opere di Fernand Léger nella galleria al primo piano.

Anche se in teoria i disabili potrebbero entrare gratuitamente o a tariffa ridotta ovunque, i francesi sono così poco fiduciosi nei confronti dei turisti che senza una carta che attesti la disabilità vi faranno pagare il biglietto intero, alla faccia dell’egalité.

Se per qualche motivo vi trovate in Lorena vi consiglio di non perdervi per nessun motivo né il Centre Pompidou-Metz con le sue mostre interessanti e assurde allo stesso tempo, né la bellissima città di Metz.

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento :)