Convivenza

Cosa fare quando la convivenza si rivela più complicata del previsto

Quando sono partita dall’Italia carica di entusiasmo e valigie mi aspettavo di trovare una casa quasi perfetta, solo da rifinire con qualche tocco femminile. Mi ero sbagliata in pieno, e la convivenza anziché partire in pieno stile fiore, cuore, amore ne ha risentito parecchio. Di qui una serie di importantissime riflessioni sociologiche sulle differenze di arredamento e senso dell’ordine tra maschi e femmine.

Le differenze tra maschi e femmine sull’arredamento

Gli uomini amano tanto tanto tantissimo videogiochi e DVD che puntualmente finiscono a vagare nel salotto, pronti a diventare ricettacoli di polvere, insieme ai cavi dei loro apparecchi elettronici. La loro massima ambizione sarebbe avere una stanza solo per i giochi, con tanto di mega schermo, in cui invitare i loro amici in pieno revival adolescenziale.

Noi donne italiane invece abbiamo chiarissima in testa la nostra missione di vegliare sull’Ordine Supremo della casa, cosa che comprende ricordare al maschio di turno che la Playstation non può davvero vivere per terra in salotto. Se poi pensiamo alla decorazione della casa diventiamo matte per cuscini, tende, fodere del divano e non abbiamo dubbi che una libreria polverosa piena di libri fantasy non rientri nella nostra idea di casa.

Ci sono eccezioni, ma non nel mio mondo posh pieno di unicorni. Le mie amiche potrebbero far sfigurare le migliori riviste di arredamento, mentre i miei amici che pensano che buttare i vestiti per terra sia normalissimo. Non penso che i miei amici siano delle bestie, sono solo abituati ad avere sempre una donna dedicata a riordinare il loro casino. Purtroppo in Italia la parità dei sessi nei lavori di casa è ancora troppo lontana. In Inghilterra invece ho notato che semplicemente il concetto di ordine è molto diverso dal nostro.

Come la convivenza diventa poco piacevole con due stili di vita differenti

Se già è difficile conciliare le differenze se si deve dividere uno spazio con qualcuno, avere idee di ordine e arredamento opposte può essere traumatico quando si inizia una convivenza. Nella mia esperienza il passaggio diretto da casa dei genitori a quello di una prima convivenza per entrambi porta a dover mediare soprattutto tra mobili moderni o in stile classico, piatti rotondi bianchi o quadrati neri e colore dei tessili. Non sempre ne escono compromessi felici, ma c’è molto di peggio.

Un mio ex per esempio era convinto che i vestiti entrassero magicamente da soli in lavatrice per poi tornare puliti e stirati nei cassetti. La sua orrida madre casalinga l’aveva educato a lasciare tutto per terra di fianco al letto. Quando l’ho lasciato non riusciva davvero a capire che trattare la propria compagna come una lavoratrice domestica era un grande problema nel nostro rapporto e subito dopo sono corsa in piazza a bruciare reggiseni solo per rendermi conto se il femminismo esisteva ancora.

Riprovare a convivere dopo essere stata una single felice

Dopo il terribile ex che lasciava i vestiti sporchi per terra ho avuto un’altra brevissima convivenza e poi anni di beata singletudine. La mia ultima casa in Italia era curata in ogni singolo dettaglio: mobili di legno laccato bianco, parquet lucidissimo, frigorifero Smeg dal design vintage, box doccia in cristallo, balconi invasi dalle piante e tutti i vestiti nell’armadio appesi per lunghezza, pesantezza e gradazione di colore, ordinati secondo il metodo Konmari.

MyLove invece è l’esatto opposto di me, peggiorato da tendenze accumulatorie che neanche Marie Kondo potrebbe migliorare (ehi Marie, se mi leggi sappi che qui abbiamo davvero bisogno di aiuto!). Il suo appartamento da single era occupato per la maggior parte da un mostruoso computer a due schermi, la vetrinetta in salotto serviva come esposizione per carri armati e soldatini di qualche gioco nerd, mentre il suo armadio strabordava lasciando in giro mucchi di vestiti senza fissa dimora.

Non potevamo essere più diversi e con queste premesse avremmo dovuto immaginare che la convivenza sarebbe stata difficile. Entrambi poi abbiamo ignorato le nostre differenze perché volevamo a tutti i costi il lieto fine con tanto di gattini arcobaleno e unicorni. Forse sarebbe stato meglio affrontare i problemi prima con sincerità piuttosto che scontrarsi dopo con la realtà.

Per vivere insieme in Inghilterra MyLove ha scelto un appartamento vista mare in una tipica casa vittoriana, potenzialmente molto bella se solo avesse subito qualche intervento di manutenzione. Peccato che il linoleum e la moquette siano ovunque nel peggiore stile inglese, compreso un mix indecente di entrambi i materiali attorno alla vasca da bagno. Le finestre a ghigliottina invece sono così malconce da perdere i pezzi quando le apri e la pianta della casa è quantomeno discutibile con un lavandino in camera e il bagno per le scale.

Sono sicura che MyLove ha fatto del suo meglio per trovare il nostro nido, ma i nostri gusti sono così diversi che quando sono a casa mi sento un gabbiano, non nel senso di libera e felice, bensì su una chiatta di immondizia.

A proposito di gusti e usanze differenti, un momento tragicomico è stato quando gli ho proposto l’acquisto di un servizio coordinato di piatti e bicchieri. Il suo sincero stupore mi ha fatto capire che davvero per lui non è un problema tenere stoviglie spaiate in cucina e scatole di cartone piene di cavi in salotto.

Santo Mastro Lindo, aiutami tu.

2 Replies to “Cosa fare quando la convivenza si rivela più complicata del previsto

  1. “La sua orrida madre casalinga l’aveva educato a lasciare tutto per terra di fianco al letto”: true story. Ne ho avuto uno cosi’, eravamo davvero ai due antipodi in tema di ordine. Io minimalista fino allo sfinimento e molto ordinata, lui accumulatore seriale della peggiore specie e disordinato come davvero ho visto pochi. Tra l’altro, mai che avesse alzato un dito per pulire la sua m***a, e non capiva perche’ a me facesse dare fuori di matto vivere nel caos piu’ totale. Puoi immaginare bene com’e’ finita e anzi, mi sono meravigliata di averlo sopportato per ben tre anni, di cui due in convivenza. Eravamo molto incompatibili su molte cose.
    Il ragazzo che ho avuto dopo di lui, invece, era ordinato e minimalista come me e, nonostante l’intesa su questa e altre cose, purtroppo, ha deciso di lasciarmi 🙁
    La morale della favola e’: non scendero’ mai piu’ a compromessi sulla cura della casa e, soprattutto, ci pensero’ bene prima di andare di nuovo a convivere con qualcuno!!

  2. Devo dire che a distanza di tempo MyLove sta migliorando e per il prossimo appartamento (non ne possiamo più del lavandino in camera!) stiamo addirittura trattando per comprare dei mobili coordinati, quindi sono speranzosa!

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento :)