Festa dei Lavoratori

La Festa dei Lavoratori, il corteo del 1 maggio e i diritti che diamo per scontati

Il tempo vola, ed essere a maggio mi fa solo pensare al fatto che tra pochi mesi dovrò decidere se tornare in banca al termine del mio periodo di aspettativa o lanciarmi senza paracadute verso un futuro non ancora ben definito. Per me che amo controllare piani e programmare tutto è davvero una decisione difficile da prendere.

Da questa esperienza ho capito che per essere serena necessito di comodità materiali, ma quello che incasso con le mie collaborazioni che svolgo come freelance non si avvicina neanche lontanamente ad uno stipendio da lavoro dipendente. (NDA: io sono una workaholic, lavoro come freelance + come dipendente full time!) Tra un contratto inglese e uno italiano poi ci sono una marea di differenze. Lo stipendio di Big G è molto buono, ma comprende gli stessi diritti del contratto a tempo indeterminato che mi aspetta in Italia.

I diritti dei lavoratori nel mondo anglosassone

Mutua, maternità e ferie pagate sono conquiste di anni e anni di lotte sindacali. In Inghilterra non c’è questa cultura sindacale e l’approccio al lavoro è molto più pragmatico. Qui i poveri non muoiono di fame e sono molto aiutati, ma il sistema penalizza chi invece lavora molto e ha uno stipendio medio.

Per fare un esempio concreto, per via del mio lavoro mi è uscita una sciatalgia che mi costringe a stare a casa dal lavoro da diverse settimane. In Italia avrei preso il mio stipendio pieno, qui prendo solo £ 89,35 a settimana, che è un importo ridicolo. Alcune aziende hanno alzato questo importo e i poveri possono chiedere un’integrazione, ma io non rientro in questi casi perché sono assunta tramite agenzia. Tradotto in soldoni, nel mese di malattia – provocata dal lavoro – il mio stipendio sarà solo di € 423,40, al cambio odierno! Anche per la maternità l’indennità è incredibilmente bassa, motivo per cui ogni assenza dal lavoro legata alla salute va attentamente ponderata.

In Europa siamo fortunati che ci siano leggi a tutela dei diritti dei lavoratori e il 1 maggio dovrebbe ricordarcelo. Molti miei conoscenti pensano che la Festa dei Lavoratori e i suoi cortei siano solo più una roba da sindacalisti e fricchettoni però sarebbero i primi ad indignarsi in caso di riduzione dello stipendio in caso di malattia.

La famosa foto dei lavoratori reinterpretata con i personaggi di Dylan Dog
Secondo la ricerca immagini di Google questo disegno sarebbe libero da diritti, speriamo sia davvero così! (Immagine trovata sul sito Optimaitalia.com)

La Festa dei Lavoratori in Italia e le mie personalissime tradizioni

La Festa dei Lavoratori per me è sempre stata un evento da non perdere. Nel periodo della mia vita dai venti ai trent’anni il corteo dei lavoratori nel centro di Torino è stato l’appuntamento principale. Di solito finivo nello spezzone della Cgil, dopo essermi goduta un caffè in piazza Vittorio con gli amici, o meglio i ‘compagni’, come ci si chiamava nel mio periodo di militanza di sinistra.

Chissà se ci si chiama ancora ‘compagni’. Devo confessare che ogni tanto mi manca non sentirmi più parte di quella forza (lavoro). Essere una sindacalista – essere, non fare – comportava pure il sopportare le lamentele di colleghi incompetenti, ma la soddisfazione nel sentirsi parte dei risultati raggiunti era incredibile. Quando ero riuscita ad ottenere il pagamento delle indennità di turno per tutti gli uffici mi ero sentita davvero al settimo cielo. Per non parlare del sentirsi parte di un gruppo pazzesco di persone super competenti, da cui potevo solo imparare, sia come sindacalista che come lavoratrice. Con alcuni di loro ci sentiamo ancora e sono orgogliosa di poter essere una loro amica. I sindacati per fortuna non sono composti solo da persone che vogliono tutelarsi e scaldare le sedie.

La Festa dei Lavoratori all’estero

Anche il Inghilterra, come nella maggior parte del mondo, la Festa dei Lavoratori cade il 1 maggio che quindi è sempre bank holiday, ovvero una di quelle feste in cui la maggior parte delle attività sono chiuse. Onestamente non so dirvi se oggi ci saranno cortei in città anche perché se cerco qualsiasi frase con labour su Google mi escono articoli di propaganda elettorale per le elezioni amministrative che si terranno a breve.

Negli Stati Uniti invece, dove la grammatica viene aggredita con la zappa, la Festa dei Lavoratori si chiama Labor Day invece di Labour Day, e cade il primo lunedì di settembre, così come in Canada.

In ogni caso, ovunque siate oggi, fermatevi un attimo a pensare ai diritti che abbiamo conquistato negli anni, e fatemi sapere quanto pesano per voi nella scelta di continuare con un certo tipo di lavoro. Non fatemi sentire l’unica che esita a lanciarsi senza paracadute!

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento :)