Lavorare in viaggio

Come mantenerci mentre siamo in aspettativa, senza farci tentare da un contratto da dipendenti

Nei post precedenti abbiamo visto come funziona e come si può richiedere un anno di aspettativa dal lavoro e come sopravvivere un anno in aspettativa senza lavorare, ovvero come analizzare le nostre finanze e risparmiare. Ci manca ancora un passaggio importante prima di inviare la nostra richiesta all’ufficio delle Risorse Umane, dobbiamo capire se e come possiamo guadagnare durante il nostro anno di libertà senza rischiare di avere problemi con il nostro vecchio datore di lavoro.

Durante l’aspettativa infatti non è possibile svolgere un altro lavoro dipendente e non è detto che vogliamo basarci interamente sui nostri risparmi. Personalmente penso che attingere ai risparmi vada fatto solo nel caso di imprevisti perché se diventa un’abitudine e l’imprevisto accade davvero rischiamo di ritrovarci in una brutta situazione. Ovviamente parlo per me e per quelle persone che non hanno dei genitori ricchi a fare da salvagente. Chi è in una situazione privilegiata forse può addirittura permettersi di non lavorare proprio!

Perché non posso lavorare come dipendente durante l’aspettativa?

Se siamo in aspettativa abbiamo già un lavoro vero e quindi non possiamo fare i furbetti e farci assumere da un’altra parte. Se poi il nostro contratto prevede pure delle clausole di non concorrenza,  allora non possiamo neanche svolgere collaborazioni nel nostro stesso settore. Nel caso accettassimo un contratto come dipendenti, il nostro datore di lavoro potrebbe quindi chiederci di licenziarci dal nostro nuovo lavoro o da quello vecchio.

Uno dei motivi per cui abbiamo chiesto aspettativa è quello di fare un’esperienza diversa, di uscire dalla nostra comfort zone ed esplorare il mondo quindi queste limitazioni possono essere anche viste come una spinta a trovare una strada diversa dalla solita. Iniziare delle collaborazioni o avviare un’attività autonoma sono solo due tra le tante idee che possiamo mettere in piedi durante il nostro periodo di aspettativa. Mentre coltiviamo il nostro progetto possiamo comunque fare alcuni lavoretti per mangiare e pagare l’affitto.

Lavori ‘brutti’

Il motivo per cui non possiamo avere un altro lavoro dipendente è perché il nostro datore italiano potrebbe chiederci di licenziarci. Ci sono però alcuni tipi di lavoro che richiedono così poche competenze che difficilmente il nostro datore di lavoro ci chiederebbe di lasciarli. Penso ad esempio al lavoro di chi frigge patatine nei fast food.

Se ci troviamo all’estero e siamo dei lavoratori qualificati, finire nelle cucine del McDonalds non dovrebbe urtare la sensibilità della nostra azienda italiana. Per noi sarebbe solo un modo di imparare la lingua più che un lavoro vero e proprio, e allo stesso tempo ci farebbe guadagnare del denaro e il diritto di restare nello Stato estero che abbiamo scelto, in caso di normativa restrittiva sull’immigrazione.

In ogni caso il mio consiglio è quello di parlare chiaramente con il nostro capo e spiegare cosa stiamo facendo in modo che ci possa far presente subito eventuali problemi di incompatibilità. Ricordiamoci sempre che se abbiamo chiesto aspettativa invece di licenziarci è perché vogliamo mantenere la possibilità di tornare al nostro lavoro precedente!

Lavorare su progetti definiti

Un modo per avere uno stipendio regolare senza essere un vero e proprio dipendente è quello di cercare dei lavori legati a dei progetti definiti.

Per esempio, il mio primo lavoro in Inghilterra è stato attraverso Adecco per un progetto di implementazione di Google Maps. Il mio contratto era molto simile al vecchio contratto a progetto italiano e, pur inserita nella struttura di Big G, operavo in maniera autonoma nel raggiungere i miei obiettivi. Non poteva assolutamente essere paragonato ad un lavoro dipendente perché ero sempre in viaggio e gestivo in maniera autonoma le trasferte.

Se avete dei dubbi con contratti esteri pensate sempre se possono venire considerati lavori dipendenti in Italia: gerarchia e sede di lavoro sono dei buoni indicatori.

Lavorare come freelance

Se il nostro obiettivo è quello di viaggiare o vivere un’esperienza all’estero, trovare un altro lavoro da ufficio ci allontana solo dal nostro sogno. La mia idea di lavoro perfetto per esempio è quella di lavorare in pigiama da casa o al massimo mettermi un paio di jeans per andare a scroccare la connessione al Costa Coffee più vicino.

Con queste premesse, e con il segreto desiderio di diventare il capo di me stesso, ho iniziato a cercare collaborazioni come SEO copywriter, parolone per dire che scrivo testi per siti internet in grado di essere indicizzati decentemente da Google.

Web writer, copywriter, traduzioni e simili sono alcuni dei lavori che è possibile svolgere attraverso internet, con l’unico problema delle offerte al ribasso della concorrenza che rendono molto difficile viverci. Senza entrare nel merito di come iniziare una nuova professione, se vi serve solo un lavoretto per coprirvi le spese durante l’aspettativa e siete brave a scrivere, questa è una possibilità da considerare.

Precisazione sui lavori da freelance (così non si offende nessuno!)

Riguardo a scrivere testi per internet per mantenersi durante l’aspettativa, mi riferisco solo ai lavoretti che si trovano sui vari marketplace perché per diventare una professionista del settore o per fare traduzioni bisogna studiare davvero tanto.

Da diversi mesi sto portando avanti collaborazioni come SEO copywriter con l’obiettivo di farlo diventare il mio lavoro principale e vi assicuro che per fare questo lavoro seriamente c’è tantissimo da imparare. Senza disciplina e solide competenze magari è anche possibile prendere un lavoro interessante che però rischia di diventare una palude dalla quale non si riesce ad uscire se non si è in grado di scrivere in modo veloce ed efficiente, o se non si hanno ottimi collaboratori!

2 Replies to “Come mantenerci mentre siamo in aspettativa, senza farci tentare da un contratto da dipendenti

  1. L’aspettativa per me è sempre stata un miraggio, mai concessa e mai neppure presa in considerazione… 🙁 Nel mio ultimo lavoro per altro l’azienda ha proprio chiuso quindi non c’è stato problema in quel senso. Però condivido tutto il resto per quanto riguarda lavori da freelance e su progetti! 🙂

    1. Purtroppo, salvo casi particolari, è il datore di lavoro che decide se concedercela o meno e non tutti hanno la lungimiranza di capire che è meglio ‘perdere’ un lavoratore per un anno piuttosto che avere qualcuno di infelice a scaldare la sedia.

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento :)