Kata Beach

Phuket, Kata Beach e le trappole per turisti abbagliati dalle spiagge tropicali

Vi è mai capitato di voler andare tantissimo in un posto e poi rimanerci super deluse? A me è successo con Phuket, durante il mio ultimo viaggio in Thailandia.

Tutte le isole thailandesi in foto sembrano il paradiso e sono destinazioni popolarissime. Arrivata sull’isola di Phuket, invece di rilassarmi al suono delle onde mangiando grigliate di pesce appena pescato, mi sono ritrovata in un posto acchiappaturisti della peggior specie e dopo due giorni a Kata Beach non vedevo l’ora di tornare a Bangkok.

L’isola di Phuket e le sue spiagge

Tra tutte le isole thailandesi, avevo scelto di andare a Phuket perché era quella meglio collegata con la terraferma. Dalle principali città turistiche come Bangkok, Chiang Mai e Chiang Rai partono infatti voli giornalieri super economici, oltre a voli verso Singapore, Kuala Lumpur e Siem Reap per chi vuole uscire dalla Thailandia.

Dalle foto e recensioni su internet le spiagge di Phuket sembravano imperdibili ed io già mi immaginavo a fare snorkeling con la maschera e le pinne che mi sono trascinata dall’Italia all’Inghilterra solo per portarmele in Thailandia.

Prima di passare alla mia lista del perché evitare Phuket – a meno che non amiate spalmarvi a prendere il sole in spiaggia di giorno e sbevazzare di sera – confermo che le spiagge sono effettivamente bellissime. Ce ne sono più di trenta, tutte ricoperte di sabbia, e il mare ha un’acqua davvero limpida che rende piacevole nuotare.

Kata Beach sull'isola di Phuket
Kata Beach sull’isola di Phuket

Riguardo ai monsoni, se viaggiate ad agosto come ho fatto io, nelle isole del sud non piove tanto come al nord e si può tranquillamente nuotare facendo solo attenzione alla bandiera sulla spiaggia. Sfortunatamente però Phuket non è adatta a fare snorkeling a meno di non acquistare una gita organizzata verso isole più piccole, quindi tutta la mia attrezzatura è stata un peso inutile.

Perché non dovremmo scegliere una destinazione in base alle guide e alle recensioni

Quando organizzo i miei viaggi mi concentro quasi esclusivamente sul prezzo dei voli e cosa fare una volta arrivata a destinazione. Nel caso del mio viaggio in Thailandia, volevo alternare a viaggi in treno e bus per visitare antichi templi buddisti una settimana di relax e natura sulla costa.

Io odio la vita da spiaggia intesa come stare ad abbrustolirsi al sole. A me piace saltellare tra le onde, passeggiare lungo la costa e mangiare in riva al mare. Praticamente a Phuket speravo di riprodurre quello che faccio già in Inghilterra, ma senza rischiare il congelamento per entrare in acqua. In base a quello che ho visto personalmente però la maggior parte dei turisti in Thailandia però sembra voglia solo abbronzarsi e bere birra locale.

Quando ho iniziato ad informarmi su Phuket ho visto che le recensioni dei viaggiatori su siti internet e forum erano tutte entusiaste, e la mia Lonely Planet riportava descrizioni da sogno. Probabilmente non ho approfondito abbastanza, abbagliata dalle foto delle spiagge però ho imparato a non fidarmi di guide e recensioni scritte da qualcuno con gusti opposti ai miei.

Le spiagge più famose di Phuket sono Patong, Kata, Karon, Kamala, Bang Tao, Surin, Nai Harn, Kata Noi, Mai Khao e dalle foto sembrano tutte uguali con il mare azzurrissimo, la sabbia fine, e il sole splendente. Non avendo notato grandi differenze tra queste zone, avevo scelto Kata Beach dopo aver trovato una stanza singola in un ostello con co-working e piscina sul tetto. La piscina purtroppo era troppo piccola per nuotarci, ma questo dalle foto sul sito di prenotazioni non si capiva.

Cosa non mi è piaciuto di Kata Beach

La spiaggia di Kata Beach è esattamente come nelle foto, lunga e sabbiosa, con il mare generalmente pulito, a parte subito dopo la pioggia quando le correnti portano dell’acqua sporca. La mia camera nell’ostello era molto spaziosa e ben arredata, con un wi-fi quasi sempre funzionante.

Detto così sembra tutto perfetto, ma una volta arrivata a Kata Beach sono rimasta bloccata lì tutta la settimana perché non ci sono mezzi pubblici. A Phuket è possibile spostarsi solo affittando un motorino oppure con taxi o tuk tuk. I tassisti però non hanno il tassametro e accettano di trasportarci in giro solo a tariffe europee difficilmente negoziabili. Affittare un motorino è più economico, ma anche rischioso per via del traffico incomprensibile e perché in teoria in Thailandia potremmo guidare solo con la patente internazionale.

Per come l’ho vissuta, l’area di Kata Beach è un buco nero in cui risucchiare il denaro dei turisti nei modi peggiori possibili. Senza la possibilità di spostarmi agevolmente ho dovuto anche adattarmi a mangiare in zona e, salvo un paio di ristoranti anch’essi a prezzi europei, è stato il peggior cibo mangiato in Thailandia.

Un altro incubo dell’area di Kata Beach sono i ‘butta dentro’. Ogni ristorante ha infatti del personale con il solo compito di metterci in mano il menu mentre passeggiamo e di invitarci ad entrare. Non possiamo scappare ai ‘butta dentro’ perché sono in ogni via, persino quelle più distanti dalla spiaggia e l’unico modo di salvarci è ripetere costantemente ‘No, thanks‘ ad ogni metro.

Anche dopo cena comunque era impossibile passeggiare in pace perché i locali notturni alzavano la musica a volume improponibile e mettevano sul marciapiede delle ragazze, riconoscibili per le magliette sponsorizzate da birre e altri alcolici, per attirare i turisti. Il turismo alcolico era più che altro russo ed est europeo ed infatti in molti bar i menu erano direttamente scritti in cirillico per consentire ubriacature maggiormente consapevoli.

L’incubo di essere finita in una gabbia per turisti

A Kata Beach è tutto progettato più o meno consapevolmente per acchiappare turisti e non farli andare via. Non c’è nulla di autentico thailandese, persino i ristoranti più piccoli propongono pizza o con cucina continentale. Il mercato notturno è un mercatino turistico dove trovare eleganti saponette a forma di pene o magliette tamarrissime.

Un altro incubo a cui non ho preso parte erano le gite organizzate per i turisti. Il sud della Thailandia è famoso per essere stato il set dei film di James Bond e di The Beach con Leonardo di Caprio e queste isole hanno davvero dei paesaggi mozzafiato. Il problema è la solita organizzazione per turisti che a me fa accapponare la pelle.

I volantini delle gite erano tutti perfettamente uguali, cambiava solo il prezzo e l’organizzatore, e già questo non mi ispirava per niente. Se proprio devo partecipare ad una gita di gruppo, mi aspetto almeno che sia qualcosa di particolare e non identico a tutte le altre gite organizzate nello stesso posto.

Alcune gite avevano anche dei prezzi accettabili, ma sembravano tutte organizzate dal comandante di una prigione: il programma prevedeva sempre partenza dall’hotel con spostamento in minibus e barca + mezz’ora di pascolo/nuotata liberi per ogni destinazione.

Probabilmente se avessi viaggiato con amici o fidanzato, avrei comunque prenotato la gita alle isolette dei film di James Bond e The Beach, ma da sola mi sembrava solo triste venire spostata come un pacco con gli altri turisti. Viaggiare da sole dà sempre un’altra prospettiva, e ci possiamo anche permettere il lusso di evitare le trappole per turisti.

Come sono sopravvissuta a Phuket e cosa avrei organizzato diversamente

Da questa esperienza ho capito che non posso basarmi solo sulla guida e un paio di recensioni, ma dovrei programmare in modo più approfondito le tappe dei miei viaggi, o almeno non prenotare un hotel per una settimana quando c’è un’offerta speciale.

Se la mia stanza fosse stata rimborsabile sarei ripartita già dopo due giorni o mi sarei spostata nella città di Phuket. Kata Beach è un posto carino da vedere e una nuotata in mare è davvero piacevole, ma per me una settimana era decisamente troppo.

Mi sarebbe piaciuto molto visitare la città vecchia di Phuket, ma avrei dovuto investire un intero giorno del mio budget vacanza in taxi o tuk tuk e se viaggiamo per lunghi periodi consecutivi dobbiamo fare davvero attenzione a tutte spese. Io sono dell’idea di non rinunciare a nessuna esperienza in viaggio, ma in questo caso non mi andava di rischiare di sprecare soldi per andare in un posto che poteva essere una trappola per turisti come Kata Beach.

Della mia settimana qui comunque tre giorni li ho passati in camera a guardare Supergirl su Netflix perché ho avuto qualche problema intestinale, e gli altri giorni a lavorare nel co-working dopo aver fatto una nuotata la mattina presto, prima della folla dei turisti. Non avrò amato Kata Beach, ma almeno non ho sprecato giorni in una località migliore e ho consegnato in anticipo una mole di testi per un sito internet.

Se dovessi andare di nuovo a Phuket, cercherei contatto con qualche expat prima di partire per sapere con certezza i luoghi da evitare. Purtroppo viaggiare da sole ci espone anche agli imprevisti di visitare posti meno interessanti di quello che sembravano sulla guida.

8 Replies to “Phuket, Kata Beach e le trappole per turisti abbagliati dalle spiagge tropicali

  1. È un peccato che ti sia annoiata in phuket! A me non dispiace una settimana tutto mare e vacanza relax, ma il fatto che praticamente si possa sole prendere il sole e bere non mi attira. Avrei volentieri fatto una vacanza lí, pouchè dalla Corea non è molto distante, ma punterò su altro–

    1. Altri hanno avuto un’esperienza migliore, sembra solo che io sia finita nella zona più turistica e commerciale dell’isola! Altrimenti mi hanno parlato bene di Krabi che è vicina e facile da raggiungere 🙂

  2. A me è capitato in Campania. La sabbia nera sotto al Vesuvio mi faceva paura. L’Hotel non era per niente come sembrava da Internet e anch’io mi sono sentita in una trappola per turisti…

    1. Terribile! Nel mio caso almeno l’ostello era carino e ho passato il tempo a lavorare nella stanza e nel co-working 🙂

  3. la Lonely Planet ha un po’ questo viziaccio di far sembrare tutto superincredibilmentefantastico. Io sono stata a koh phangan e koh tao appositamente per evitare il sovraffollamento di altre isole più facilmente raggiungibili. non ho trovato troppa gente ma il mare mi ha un po’ deluso se lo paragoniamo al mare del mediterraneo, e decisamente non vale la pena arrivare dall’altra parte del mondo per vederlo. in compenso l’atmosfera delle spiagge è molto bella e rilassata.
    anche il problema degli spostamenti è serio. non ho avuto coraggio di noleggiare un motorino e sono rimasta confinata nel mio resort finché non ho deciso di azzardare un autostop.
    insomma, queste isole mi hanno lasciato con la bocca amara.

    1. Della Thailandia ora che l’ho girata tutta penso che sia molto meglio andare a nord, meno turistico rispetto al sud, e per le isole andare in Malesia, davvero meno sovraffollate e ancora abbastanza selvagge

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento :)