Post poco fashion del rapporto tra gli inglesi e l’abbigliamento

Perché gli inglesi si vestono così male?

Uno dei luoghi comuni sugli inglesi è che si vestono come gli pare. In Italia lo sentiamo sempre dire dagli adolescenti in fase di ribellione vestimentaria oppure dalle signore eleganti con un filo di ribrezzo nella voce.
“Se vai a Londra puoi vestirti come ti pare e nessuno ti dice niente”
“Basta guardare come si vestono (gli inglesi) per andare a un qualunque evento sociale”

Tutto vero. Vi confermo che qui in Inghilterra ognuno si veste esattamente come gli pare. Per dovere di cronaca vi riporto pure che al supermercato vicino a casa ho visto pure più di una persona in pigiama.

Ovviamente gli indigeni sono in grado di identificare il gruppo sociale a cui appartiene il ragazzo in tuta e canottiera o la ragazzina (s)vestita con un abito luccicante, ma nessuno si scandalizza per l’eventuale tenuta inappropriata.

Vivendo nel Regno Unito da diversi mesi, la mia opinione è che gli inglesi abbiano semplicemente uno stile molto particolare che casualmente fa a pugni con la nostra idea di eleganza. Il clima comunque non li aiuta a tenere un armadio ordinato per stagione.

Abbigliamento e clima

In Inghilterra piove quasi sempre, motivo per cui i British nella loro testa non hanno una definizione netta delle stagioni. Se c’è il sole si va a fare un picnic in pantaloni corti. Se piove ci si mette maglione e ombrello.

Dopo Natale siamo andati a fare un picnic su un lago dalle parti di Leeds con la famiglia di MyLove al completo. Del luogo ricordo solo il freddo e il fango sul sentiero, per me c’era un clima da caminetto, coperta e divano più che da giornata all’aperto, ed infatti ero vestita con il massimo numero di strati. MyLove e i suoi fratelli invece erano in pantaloncini corti perché c’era il sole. Pantaloncini corti. A dicembre.

ABBIGLIAMENTO E LAVORO

Altra interessante analisi sociale riguarda l’abbigliamento da lavoro. In Inghilterra, in quasi tutti i negozi di catena e nelle filiali delle banche, gli impiegati hanno una divisa che rende tutti molto omogenei. Nei luoghi di lavoro in cui non è previsto un abbigliamento particolare invece ci si può vestire secondo il proprio gusto.

Nei posti creativi, esprimere il proprio stile è quasi incentivato. Negli uffici londinesi di Big G per esempio c’erano persone vestite in tutti i modi possibili, dai giovanissimi youtubers alla moda ai nerds stile The big bang theory, passando per tizi dai capelli unicorno con tatuaggi kawaii. In questo ambiente le uniche persone che sembravano fuori luogo erano quelle vestite come la vetrina di Zara, che tra l’altro fa dei vestiti orrendi che si rovinano al primo lavaggio.

Nelle sedi di grandi società come banche o assicurazioni invece predomina un abbigliamento formale, ma senza arrivare neanche lontanamente agli eccessi italiani di spendere tantissimi soldi per dei vestiti. E questo mi piace molto, perché la mania di seguire la moda a tutti i costi mi ha sempre messo in difficoltà.

Nel mio ultimo ufficio italiano la divisa non ufficiale era giacca e cravatta per i maschi e borsa monogram di Luis Vuitton per le femmine. Se non ti adeguavi eri diverso, più o meno come al liceo se non avevi le scarpe di una certa marca. I miei stipendi comunque tra un viaggio e una borsa marrone cacca sceglievano sempre la prima possibilità, e se non fosse stato così la mia sete di avventura non mi avrebbe portato dove sono ora!