Home Blogging Alla scoperta dei social bot e come utilizzarli per far crescere il nostro profilo Instagram
Social bot per Instagram

Alla scoperta dei social bot e come utilizzarli per far crescere il nostro profilo Instagram

32 commenti

Nei gruppi di blogger non c’è argomento più caldo dell’utilizzo dei bot per Instagram: tra chi li usa abitualmente e le puriste che gridano allo scandalo per ogni unfollow c’è quasi una guerra in corso. Prima di prendere le parti di una fazione o dell’altra e buttarci nella mischia proviamo a scoprire cosa sono i bot e come funzionano.

Cosa sono i bot e cosa fanno

Partiamo dal presupposto che non esistono solo i bot per Instagram, un bot è un’applicazione che esegue un’attività automatica su internet e il suo lavoro può essere qualsiasi cosa come censire i vari siti, parlare con noi dalla chat di una pagina Facebook e persino mandarci e-mail di spam. Per fare un paio di esempi famosi, Siri, Cortana e il web crawler di Google sono tutti bot!

Le grandi aziende utilizzano moltissimo i chatbot per dare risposte automatiche dai loro siti internet, mentre i tipi di bot usati da noi blogger si chiamano social bot perché li usiamo sui social network. Con un bot possiamo inviare messaggi su Twitter, impostare risposte automatiche per la nostra pagina Facebook, mettere like, commentare e seguire profili su Instagram.

Un pizzico di storia sui bot e sull’intelligenza artificiale

Prima di andare all’argomento caldo di cosa sono e come funzionano i bot per Instagram voglio però raccontarvi qualche pettegolezzo sull’influenza dei bot sulla nostra vita di tutti i giorni. La loro storia inizia più di cinquant’anni fa, quando Alan Turing aveva iniziato a parlare di intelligenza artificiale, ma abbiamo iniziato a usare programmi automatici di questo tipo per scopi concreti solo recentemente.

La tecnologia dei bot infatti ha fatto enormi passi avanti grazie agli investimenti e all’interesse di società come Facebook e Google. Non tutti i bot sono comunque dotati di un software di intelligenza artificiale, alcuni semplicemente eseguono delle indicazioni date da noi senza stare ad analizzare e escludere la frequenza delle parole usate nel messaggio. Alla fine mi spiace deludervi, ma l’AI è solo matematica avanzata.

I vari tipi di social bot

I primi bot sviluppati sono stati dei sistemi per avviare delle conversazioni attraverso dei messaggi automatici che riconoscono le parole usate. Fino a poco tempo fa se mi mandavate un messaggio sulla pagina Facebook di Pasta Pizza Scones vi rispondeva un chatbot molto semplice che però avrei potuto sviluppare per avviare una conversazione con voi fino a vendervi qualcosa per sfinimento come i chatbot dei tizi che fanno network marketing.

Quando su Facebook leggete un post con l’indicazione di scrivere “ok” nei commenti preparatevi a venire sommersi di messaggi. Non ci sono persone in carne e ossa a interagire con voi, solo bot! Una volta sono finita nelle grinfie di un bot di questo tipo solo perché ho avuto la cattiva idea di scaricare una guida gratuita e riuscire a mollarlo è stato più difficile di cacciare da casa un venditore porta a porta!

Lo scandaloso uso di Twitter dei sostenitori di Donald Trump

Su Twitter invece i primi bot sono stati utilizzati nel 2006 e sono diventati popolari una decina di anni dopo durante le elezioni americane, lanciando lo scandalo dell’opinione pubblica pilotata da malvagi tweet a favore di Trump. Il loro utilizzo nella campagna presidenziale è stato confermato, ma vogliamo credere davvero che un programma automatico sia in grado di farci cambiare idea di voto solo perché ci ripete all’impazzata quanto è figo Trump? Io non voterei qualche razzista omofobo solo perché leggo cose carine su di lui sulla mia timeline!

Come usare i social bot su Instagram

Molte blogger sono decisamente ostili rispetto all’utilizzo dei bot per Instagram perché sostengono che sia scortese fare follow/unfollow solo per essere seguite. Secondo me invece la netiquette non c’entra proprio nulla con l’unfollow che vedo solo come una delle regole del gioco. Forse su Instagram è più evidente, ma anche su Facebook e Twitter è pieno di persone che a un certo punto smettono di seguirci perché non sono più interessati.

I vantaggi dei bot per Instagram

Se ben programmati, i bot aiutano a far crescere la nostra base di fan su Instagram perché interagiscono con gli altri utenti al nostro posto. Pensiamo al tempo che impieghiamo a mettere like e commentare i profili o gli hashtag che ci interessano e immaginiamoci un programma che fa tutto questo mentre lavoriamo, dormiamo, mangiamo o usciamo con gli amici. Gli utenti che vedono i nostri like e commenti possono scoprire il nostro profilo e decidere o meno di seguirci. Proprio perché non esiste nessuna regola sul follow for follow (seguire chi ci segue) è assurdo pensare che ci ci segue non possa smettere di farlo quando vuole ovvero unfollow.

Io ho scoperto dei profili carinissimi di persone con le quali ora ci seguiamo e commentiamo regolarmente proprio grazie a un bot impostato per bene sui miei interessi. Se il nostro bot finisce su un profilo che ci piace basta metterlo in white list, la lista dei profili da seguire, per evitare che faccia unfollow per sbaglio. Allo stesso tempo se non vogliamo farci beccare a usare bot malamente da altre blogger più esperte possiamo mettere i loro profili in una black list di utenti con i quali non interagire.

Come impostare i nostri bot per Instagram

Per me i bot sono super interessanti per la parte di impostazioni che c’è dietro. A seconda delle caratteristiche del bot che abbiamo scelto possiamo entrare in contatto con davvero tutto il mondo e farci aiutare a crescere molto più velocemente di come faremmo mettendo solo like e commenti a mano.

Bot per Instagram

I social bot per Instagram possono mettere like, commenti e seguire persone al posto nostro

Le controindicazioni dei bot per Instagram

Instagram non ama i bot e se da un lato è popolato anche da influencer con milioni di follower che hanno creato così il loro successo, dall’altro non vede di buon occhio i meccanismi di like e commenti automatici, che in teoria violano i suoi termini d’uso. Qualche anno fa moltissimi utenti usavano il bot Instagress, chiuso proprio da Instagram. C’è stata poi un’ondata di sospensioni di account e shadow ban che ha portato tutti gli utilizzatori di bot ad affinare le loro tecniche.

La prima cosa a cui fare attenzione per evitare sospensioni è impostare i bot in modo da imitare il nostro comportamento e non lanciarli sperando di battere un record di like al minuto. Una ventina di like e commenti all’ora, più una pausa di qualche ora in cui far ‘dormire’ il nostro bot dovrebbero essere più che sufficienti alla nostra strategia di crescita, senza rischiare la chiusura del nostro account. Proprio per lo stesso motivo se usiamo i bot vi suggerisco di non fare troppe azioni manuali in modo da non aumentare il numero di azioni e renderci ‘sospette’.

Quali bot usare e quanto costano

Instagram combatte l’uso dei bot chiudendoli come è successo a Instagress. Per un periodo avevo usato Turbogram, chiuso anche lui, e avevo guadagnato quasi 2.000 followers in un paio di mesi. Mi piaceva molto, imitava il comportamento umano ed era semplice da usare. Alle persone contrarie ai bot posso solo dire che mi ha fatto scoprire dei profili super interessanti che non avrei mai scoperto se non fosse stato per il follow automatico.

Quando ho provato Instazood invece il mio account è stato sospeso temporaneamente per un paio di giorni quindi anche se è ancora attivo non ve lo consiglio affatto. Probabilmente la velocità delle sue azioni non è in linea con i limiti di Instagram e rischiate solo di perdere tempo.

I migliori bot per Instagram

Molte delle mie lettrici quando hanno saputo che stavo scrivendo un post sui bot mi hanno scritto chiedendomi di indicare i nomi dei bot da usare. Scrivere questa indicazione su un post pubblico però non ha molto senso perché i bot chiudono o cambiano nome davvero troppo in fretta e buttare giù un elenco renderebbe questo post inutile e datato.

Altri siti invece li elencano periodicamente e basta cercare su Google “bot Instagram” per scoprire un elenco lunghissimo. Nel frattempo qualche bot sarà già chiuso, ma avrete comunque una panoramica più fresca della situazione. L’unica recensione che ho fatto riguarda Upleap perché non è un bot vero e proprio bensì una gestione del nostro account da una persona reale che probabilmente utilizza bot in modo molto valido.

Quanto costa un bot per Instagram

Di solito i bot offrono ai nuovi utenti un periodo di prova da tre giorni a una settimana e non ne esistono di completamente gratuiti. Il costo parte da una decina di dollari al mese fino a cifre più importanti a seconda delle funzioni che desideriamo avere.

Proprio per via dello spettro del blocco di Instagram al nostro profilo, lo shadowban, un abbonamento base che non metta troppi like ci permette di sperimentare qualche automatismo senza rischi. Vi sconsiglio i vari programmi veloci che vi promettono di guadagnare millemila nuovi followers in poco tempo perché il rischio di venire bannate da Instagram è molto più reale di un futuro da influencer.

Bot per Instagram

I bot per Instagram fanno solo quello che facciamo noi, ma molto più velocemente: like, commenti, follow e unfollow

Come impostare i bot in modo corretto

Dopo tutte le raccomandazioni sui rischi di usare i bot, vediamo come impostarli in modo da fare esattamente quello che faremmo noi su Instagram, solo più velocemente. Non c’è neanche bisogno di fare follow/unfollow se proprio non vi piace questa idea, potete impostarli anche solo su like e commenti.

In genere le impostazioni dei bot sono le seguenti:

  • velocità di utilizzo
  • durata e orario di inattività per far dormire il nostro bot
  • hashtag e profili con cui interagire
  • lista nera/bianca di persone con cui non interagire/continuare a seguire
  • numero di nuovi utenti da seguire
  • possibilità di seguire account privati/business
  • numero di post, followers e persone seguite dagli account con i quali vogliamo interagire
  • commenti da lasciare

I commenti lasciati dai bot su Instagram

Riguardo ai commenti, la prima cosa da sapere è che i bot lavorano in automatico senza distinguere se un hashtag è usato in una situazione positiva o negativa. Una situazione imbarazzante che potrebbe capitarci è quindi quella di commentare con un “great 😃” la foto di un cucciolo con la descrizione strappalacrime di come è appena finito sotto una macchina solo perché abbiamo impostato di seguire l’hashtag #dog.

Per evitare simili situazioni, e anche perché molti utenti si sono stufati di ricevere solo faccine e “cool” come commenti, alcuni bot non contemplano più la funzione dei commenti, ma solo di like e follow/unfollow.

Gli hashtag da impostare sui bot per Instagram

Perché il nostro bot rientri in una strategia di crescita, dobbiamo impostarlo in modo che interagisca con le foto che riportano hashtag di nostro interesse, quindi con foto simili alle nostre. Se vogliamo scoprire altre travel blogger possiamo quindi seguire chi utilizza hashtag come #happytotravel o #travelblogger, così come impostare il bot per interagire con i followers di profili di viaggio molto seguiti.

I bot senza una strategia di crescita organica però non servono a molto perché dopo il primo entusiasmo iniziale rischiamo di perdere buona parte dei nuovi followers se il nostro profilo non è all’altezza delle aspettative.

Ora che sai tutte queste cose non dimenticarti di seguirmi su Instagram e fammi sapere nei commenti se questo post sui bot ha soddisfatto le tue curiosità!

32 commenti

cappellini.ariana@gmail.com 08/02/2019 - 21:15

Anch’io sono stato sospeso quando ho pagato per Instazood, non mi è piaciuto. Ho deciso di cambiare il bot e sto cercando un bot più sicuro e efficace, su alcuni forum (dopo la battaglia contro la propaganda) ho trovato che adesso i migliori bot sono likeslive.com e ingamer.com. hai sentito qualcosa su di loro? O potresti consigliarmi un’altro?

Rispondi
Paola 12/02/2019 - 15:03

Non conosco i bot che citi, ne nascono e muoiono tantissimi più velocemente di quelli che si riesce a provare 🙂 Al momento però conta che il follow/unfollow è sempre più malvisto dagli utenti quindi come prima cosa verifica che il bot funzioni anche senza attivare il f/u (Stim per esempio ha un ottimo rapporto qualità/prezzo, ma il meccanismo dei like automatici è solo accessorio a quello del f/u). Credo farò nuove recensioni di bot più avanti perché l’argomento continua a interessare molti lettori, ma vorrei prima creare un profilo di prova per evitare di offendere i miei follower con f/u o commenti inutili non settati per bene!

Rispondi
Feliciano Vargas 01/10/2018 - 16:33

Anch’io sono stato sospeso quando ho pagato per Instazood, non mi è piaciuto. Ho deciso di cambiare il bot e sto cercando un bot più sicuro e efficace, su alcuni forum (dopo la battaglia contro la propaganda) ho trovato che adesso i migliori bot sono likeslive e ingamer. Non hai sentito di questi? O potresti consigliarmi un’altro? Grazie!

Rispondi
Paola 01/10/2018 - 20:11

Questi bot che segnali non li ho ancora testati. Al momento penso che il migliore sia Upleap (vedi altro post) perché non fa follow/unfollow, attività molto contestata nel settore dei blog di viaggio. Diverso però se punti a una crescita veloce e non hai già una community di riferimento, in questo caso il f/u può darti una buona mano a raggiungere i primi numeri

Rispondi
Mammecoitacchi (@mammetacchiaspi) 17/05/2018 - 8:47

Ottimo articolo. Anche io sto provando un bot e se utilizzato in modo sensato è davvero utile. Il bot è quella persona che lavora per me tutto il giorno solo su Instagram, cosa che io non potrei fare!

Rispondi
Paola 17/05/2018 - 9:01

Se il mio bot fosse una persona vera lo farei impazzire a forza di guardare foto di unicorni invece di concentrarmi sul mio target, meno male che è un programma!

Rispondi
Giulia 15/05/2018 - 13:51

Interessante questa guida, decisamente molto utile. Alcuni utenti secondo me hanno settato male i loro bot, fanno dei massicci follow/unfollow spesso anche alle stesse persone, per questo credo molti si siano infastiditi. Se usati bene, possono essere un ottimo strumento per crescere, con delle controindicazioni ovviamente ma comunque utili. Mi iscriverò al minicorso!

Rispondi
Paola 15/05/2018 - 16:05

In teoria un bot non dovrebbe fare follow/unfollow alle stesse persone… capisco il fastidio, è come avere un piazzista alla porta di casa che non se ne va invece di uno che passa solo a darti un salutino! Ora sto facendo qualche esperimento senza il follow, solo con i like e sono curiosa di vedere come si evolverà la situazione 😉

Rispondi
Viaggiare con Laura 11/05/2018 - 14:44

Finalmente ho trovato un attimo per leggere il tuo articolo. Adesso mi scarico il mini-corso, poi ti dirò che cosa avrò deciso di fare….avevo provato Stim-Social per i 5 giorni gratuiti Non mi dispiaceva, anche se mi ha fatto seguire un sacco di gente di cui poi non me ne fregava niente (pur impostando 5/6 profili di influencer molto bravi). Ho deciso però di non continuare e IG mi ha tenuto praticamente fermo il profilo per 3 settimane. Il brutto di queste cose secondo me è che, una volta che cominci, poi se smetti non cresci più.

Rispondi
Paola 11/05/2018 - 17:20

Instagram blocca il profilo quando un bot viene usato con impostazioni sbagliate, probabilmente non avevi inserito la pausa notturna o facevi azioni anche tu mentre seguivi il bot. Il migliore secondo me era Turbogram, ma purtroppo ha chiuso. Un bot da solo non serve, bisogna sempre accompagnarlo ad un piano di crescita organica in modo da compensare l’eventuale perdita di followers al termine d’uso del bot. Spero che il mio mini corso su Instagram ti sia utile e ti possa dare degli spunti

Rispondi
dritteontheroad 05/05/2018 - 8:17

ciao Paola, mi è piaciuto molto il tuo articolo sui bot. Ammetto che avevo un pregiudizio sulla questione. Detto ciò anche se non li ho usati capisco possano essere un valido aiuto per aumentare i follower e scoprire nuovi profili interessanti. Come tutte le cose ci vuole un uso dettato dal buon senso.

Rispondi
Paola 05/05/2018 - 22:47

Grazie! Sono contenta di aver sfatato un mito negativo. A me la tecnologia piace e credo davvero che possa aiutarci a semplificarci la vita anche su Instagram

Rispondi
Sara Chandana 04/05/2018 - 23:22

Leggendo questo post ho adesso maggiore chiarezza riguardo l’argomento bot. Devo ammettere che hai contribuito a sfatare dei pregiudizi che avevo, forse sono stati un po’ troppo demonizzati. Non li uso ma adesso non li giudico, ho capito che sono uno strumento e mi piace il modo in cui lo utilizzi tu.

Rispondi
Paola 05/05/2018 - 0:16

Sono contenta di aver raggiunto lo scopo del post! Qualsiasi strumento può essere buono e cattivo a seconda di come lo usiamo, volevo sfatare questo mito del bot malvagio a tutti i costi 🙂

Rispondi
lizbiella 04/05/2018 - 16:50

Io li trovo davvero utili. Magari avessi il tempo di interagire manualmente con tutti gli utenti!!! Invece, grazie a dio, ci sono i bot che lo fanno per me.
PS: instazood nemmeno funziona bene, te lo dice una che sta provando ora l’abbonamento settimanale! Lo uso solo su uno dei miei due account e solo per follow (poi unfollow manualmente i profili che non mi piacciono).

Rispondi
Paola 04/05/2018 - 22:32

L’unfollow manuale è una tragedia, l’ho fatto una volta sola e ci ho messo secoli! Ora preferisco salvare in White List i profili che mi piacciono 🙂 Purtroppo Instagram vuole che gli utenti interagiscano manualmente senza rendersi conto che ormai senza almeno 5.000 followers non vieni proprio considerato e solo i bot ci salvano! (Discorso diverso invece per chi usa un profilo in modo strettamente personale…)

Rispondi
Erica 02/05/2018 - 11:30

Non uso BOT e per il momento non credo proprio li utilizzerò (i numeri del mio account lo testimoniano ) . Credo siano utili per mettere like mentre ritengo sia difficile impostare dei commenti che possano applicarsi ad ogni foto commentata (almeno questo è il mio modesto parere – infatti si vedono i soliti commenti spam). Quanto al f/u, beh non lo sopporto e spesso blocco pure i profili.

Rispondi
Paola 02/05/2018 - 14:53

Alcuni bot non prevedono la possibilità di commentare proprio per il motivo che hai sottolineato, ma devo dire che ci sono anche alcuni utenti reali con l’abitudine di mettere commenti tutti uguali.
Il follow/unfollow è invece una pratica usata e riconosciuta come metodo di crescita. Non la vedo come una cosa sgradevole bensì come bussare alla porta di qualcuno in modo virtuale. Se il bot segue un automatico qualcuno di interessante posso sempre metterlo nella cosiddetta ‘white list’ e continuare a seguirlo. Vedendola così a me sembra un modo di scoprire in fretta profili interessanti e non perdere tempo con quelli non in linea con i miei interessi 🙂

Rispondi
Zucchero Farina in viaggio 02/05/2018 - 6:16

Ho trovato questo articolo molto interessante perché pur avendone sentito parlare non sapevo come funzionassero ed il loro utilizzo

Rispondi
Paola 02/05/2018 - 7:05

Ti capisco, io ci ho messo un po’ a informarmi per bene proprio perché tutti gli articoli che trovavo li demonizzavano o erano sul genere “squali di internet” mentre questi poveri bot sono solo dei programmini che eseguono le nostre indicazioni

Rispondi
Dani 02/05/2018 - 5:37

Un po’ di chiarezza su un tema davvero controverso. Molto interessante!

Rispondi
Paola 02/05/2018 - 7:02

Grazie! Ero stufa di tutta quella segretezza e demonizzazione sull’uso dei bot, alla fine sono programmi come gli altri

Rispondi
Giulia M. 01/05/2018 - 17:08

Ero molto curiosa di leggere questo articolo e devo dire che mi sembra più uno dei più ragionevoli sull’argomento che mi è capitato di leggere. Non incensi né demonizzi quelli che fondamentalmente sono programmi che gestiscono le persone e di conseguenza possono agire bene o male e con fini e risultati diversi!

Rispondi
Paola 01/05/2018 - 19:28

Ho voluto proprio dare una panoramica della questione, non mi piacciono gli integralisti da nessuna parte e se da un lato alcuno ne fanno un uso eccessivo, gridare all’immoralità di un programma lo trovo ancora più ridicolo 😉 Il buon senso vince sempre, anche con i bot!

Rispondi
raffigarofalo 01/05/2018 - 16:08

Aspettavo questo post, grazie! Ci sono molte indicazioni utili di cui dovrò tener conto valutando il prossimo bot. Al momento ne ho usando uno che non è molto flessibile e non dà molta autonomia. E non sono per nulla soddisfatta.

Rispondi
Paola 01/05/2018 - 19:23

Anche quello che sto usando io ha diverse limitazioni, alla fine sono programmi e seguono solo semplici istruzioni. Purtroppo in molti casi è lo stesso Instagram che blocca subito i bot più evoluti 🙁

Rispondi
Simona Genovali 01/05/2018 - 16:08

Sull’utilizzo dei bot ci sono sempre pareri discordanti. Non ho esperienza in merito ma se possono essere utili alla crescita di un profilo non ci vedo nulla di male. Seguirò il tuo mini corso , vediamo se alla fine avrò le idee più chiare!

Rispondi
Paola 01/05/2018 - 19:22

Grazie! Se alla fine del mini corso hai dubbi o suggerimenti, io sono qui 😉

Rispondi
Alessia 01/05/2018 - 14:17

Io ho provato un bot all’inizio, appena creato il profilo. Si sono cresciuta ma con una settimana di prova gratuita non sono riuscita a fare grossi numeri. Dovrei riprovare adesso, che mastico un po’ di più e vedere che succede. Ti saprò dire 🙂

Rispondi
Paola 01/05/2018 - 14:29

Una settimana serve solo a capire il funzionamento, i bot sono degli strumenti molto utili, ma è necessario pianificare bene il loro utilizzo per ottenere risultati

Rispondi
panannablogdiviaggi 27/04/2018 - 20:04

Super interessante questo excursus sui bot! Sono d’accordissimo con te che non vanno demonizzati, ma utilizzati in modo costruttivo!

Rispondi
Paola 28/04/2018 - 8:13

Era ora di fare chiarezza, i bot sono solo programmi e fanno quelli che diciamo noi, nulla di più 😉

Rispondi

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento

Questo sito internet usa i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy