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Le buone pratiche SEO per far felice Google e far trovare il nostro blog ai potenziali lettori

10 commenti

Nella serie di post sulla SEO abbiamo visto come funziona Google e come scrivere in modo SEO-friendly. Nei blog di viaggi però la concorrenza sulle parole chiave, comprese quelle a coda lunga, ovvero frasi vere e proprie che cerchiamo su Google, è altissima e dobbiamo fare il possibile per ottimizzare al massimo il nostro sito.

Cos’è la SEO e perché dobbiamo farla anche noi

La SEO, Search Engine Optimisation, non è altro che l’ottimizzazione del nostro blog per i motori di ricerca con piccoli accorgimenti che ci possono aiutare a salire nelle pagine dei risultati. Viste da sole, le modifiche che possiamo apportare ai nostri blog per renderli più SEO-friendly possono sembrare di poca importanza, ma tante ottimizzazioni combinate insieme possono avere davvero un grande impatto sui risultati della ricerca organica.

Io per prima odio la SEO ‘a tavolino’ e le ripetizioni ossessive delle stesse frasi lungo lo stesso post per farlo indicizzare con una determinata parola chiave quindi state tranquille, non vi proporrò niente del genere né di modificare il vostro stile di scrittura, giusto un paio di interventi minimi sulla struttura del blog che però faranno una grande differenza per Google.

Perché dobbiamo ottimizzare il nostro blog per i dispositivi mobili

Dalle statistiche dei nostri blog è super probabile che almeno metà delle visite avvenga da cellulare. Nel caso di Pasta Pizza Scones più del 60% si connette attraverso smartphone o tablet, entrambi dispositivi che richiedono una versione mobile dei siti internet per navigare agevolmente.

Sua santità Google ci mette a disposizione un test gratuito per verificare l’ottimizzazione mobile con tanto di link a informazioni sul tema quindi possiamo approfittarne per vedere al volo se siamo a posto da questo punto di vista. L’algoritmo di Google infatti considera già dal 2016 come un sito viene visualizzato su tablet e cellulari per decidere se farlo salire nei risultati di ricerca. Nel caso dei nostri blog dobbiamo quindi assicurarci che il template scelto sia responsive, ovvero adatti le sue dimensioni e i menu a seconda dello schermo su cui viene visualizzato.

Pasta Pizza Scones visto da computer, tablet e smartphone

Pasta Pizza Scones come di vede da computer, tablet e telefono. Il blog è responsive perché si adatta alla dimensione dello schermo

Come gestire gli indirizzi e la gerarchia delle pagine dei nostri blog

Per eseguire la scansione e indicizzare le pagine dei nostri blog i motori di ricerca devono trovare un indirizzo URL univoco per ogni contenuto in modo da organizzarlo nel loro database e tirarlo fuori come risposta alle ricerche degli utenti. Una cosa poco nota è che Google fa differenza tra la versione del nostro dominio con e senza il www iniziale come possono essere www.pastapizzascones.com e pastapizzascones.com. Ci conviene quindi inserire su Search Console sia la versione con www che quella senza così come entrambi gli indirizzi con http:// e https:// se li abbiamo attivati tutti e due.

Per far trovare i contenuti che interessano ai nostri lettori dobbiamo strutturare i nostri blog con una navigazione chiara a partire dai menu e dalla struttura delle pagine, e lo stesso avviene con i motori di ricerca. Google fornisce la singola pagina come risultato, ma se Googlebot capisce come è organizzato il nostro blog sarà più facile fornire i contenuti richiesti.

In pratica per essere davvero SEO-friendly dovremmo pianificare la navigazione partendo dalla home page che è il punto di partenza per scoprire il nostro blog e creare dei sottolivelli come i menu per categorie solo quando giustificato dalla quantità dei contenuti presenti. Se vogliamo essere precisissime a questo punto entrerebbe in gioco anche l’usabilità dei siti, ma non la approfondiremo altrimenti mi uscirebbe un libro invece di un post!

In pratica dobbiamo semplificare il più possibile il menu del nostro blog, rendendo chiaro al primo sguardo quali sono le categorie principali e quelle più specifiche, organizzando nel caso di travel blog i post di viaggio per destinazione come in questo esempio: Destinazioni > Europa > Italia. Non dobbiamo invece creare così tanti sottomenu quando abbiamo ancora pochi post perché confondono solo i nostri lettori e Google stesso non apprezza una categoria da uno o due post!

Un altro modo semplice per far scoprire ai nostri lettori contenuti simili è quello di collegare le pagine correlate, come ho fatto all’inizio di questo post quando ho inserito il link ai precedenti contenuti sulla SEO. Infine, per rendere ancora più semplice la navigazione del nostro blog possiamo anche usare una breadcrumb che è una riga di link interni sopra o sotto il nostro post dalla quale possiamo accedere con un click al menu superiore o tornare alla home page.

Breadcrumb su un post di Pasta Pizza Scones

Le breadcrumb di Pasta Pizza Scones si trovano sopra ogni singolo post

Facciamo comunicare agli indirizzi URL informazioni sui contenuti

Se diamo ai nostri post e categorie dei nomi descrittivi creiamo degli indirizzi URL più semplici da ricordare che ci aiutano a mantenere i nostri blog ordinati e facili da navigare. Notiamo subito la differenza tra un indirizzo con un nome incomprensibile e uno facile da navigare:

Gli indirizzi URL vengono inoltre visualizzati nei risultati di ricerca e quindi se sono descrittivi danno già informazioni ai nostri potenziali lettori su cosa troveranno. Google ci suggerisce inoltre di mantenere la struttura degli indirizzi URL il più semplice possibile, preferibilmente direttamente al nome del post:

  • https://pastapizzascones.com/articolo-di-esempio/

Blogger organizza i post tutti con anno/mese/nome, mentre Worpress ci lascia la scelta di altri formati oltre a quello più semplice del solo nome del post:

  • Data e nome: https://pastapizzascones.com/2018/07/14/articolo-di-esempio/
  • Mese e nome: https://pastapizzascones.com/2018/07/articolo-di-esempio/
  • Numerico: https://pastapizzascones.com/archives/123

Ovviamente tanta scelta non serve a molto visto che la soluzione migliore è quella di registrare i nostri post solo con il loro nome.

In caso di dramma, salviamo il salvabile con una pagina 404 personalizzata

Se per qualche motivo cambiamo l’indirizzo delle pagine o dei post (ehm, non fatelo!) i nostri lettori possono perdersi e finire sulla temutissima pagina 404, quella che ti dice che il link seguito è inesistente. Una pagina 404 personalizzata però potrebbe minimizzare il disagio e riportare il nostro lettore sperduto sul blog. La mia pagina 404 per esempio riporta il logo in versione compatta, la farfalla con la bombetta, un campo di ricerca e il link alla home page.

Pagina 404 personalizzata di Pasta Pizza Scones

Pagina 404 personalizzata di Pasta Pizza Scones

Titoli e sottotitoli precisi per comunicare già da subito il contenuto dei nostri post

Quando i nostri post compaiono nei risultati dei motori di ricerca è subito visibile il titolo con un riassunto del contenuto. Se usiamo WordPress possiamo farlo direttamente noi attraverso il plugin di Yoast, inserendo nello snippet un brevissimo riassunto del post che invogli i potenziali lettori a curiosare sul nostro blog.

Titolo e snippet di un post di Pasta Pizza Scones dalla ricerca su Google

Come appaiono su Google titolo e snippet dei post, esempio del post Dove e cosa mangiare nel Regno Unito per non rimanere traumatizzati dalla cucina inglese di Pasta Pizza Scones

I sottotitoli invece ci aiutano a creare una struttura gerarchica per i contenuti dei nostri post e li rendono più leggibili perché rendono subito chiaro quali sono gli argomenti trattati. L’uso dei sottotitoli e la distribuzione del testo sono legati in parte anche alla SEO, ma soprattutto alla scrittura per internet, il cosiddetto web writing che segue regole diverse rispetto alla scrittura per libri e giornali.

Utilizziamo l’attributo ‘alt’ e ottimizziamo le nostre immagini

In un tempo lontano lontano ci collegavamo ad internet con un modem a 56K e pagavamo l’abbonamento a consumo, con grande ansia per le bollette a sorpresa. I miei genitori mi offrivano la connessione cronometrata, mentre alcuni nerd sceglievano direttamente di non visualizzare le immagini e navigavano da browser testuali che non ho mai avuto il dispiacere di provare. L’attributo ‘alt’ all’epoca veniva utilizzato come testo alternativo per spiegare ai lettori il contenuto dell’immagine non caricata.

Browser testuale Lynx

Una pagina internet vista dal browser testuale Lynx

Ancora oggi l’attributo ‘alt’ mostra il testo alternativo da noi indicato se l’immagine non può essere visualizzata, ma il motivo principale per inserire una descrizione nell’attributo ‘alt’ e dare un nome descrittivo alle fotografie è che serve a Google Immagini per catalogare i nostri contenuti grafici e darci quindi ulteriori possibilità di venire trovate, anche attraverso la ricerca per immagini.

I nomi file generici come image1.jpg o 1.jpg non servono proprio a nulla, anzi nel momento in cui avremo tantissime fotografie caricate ci diventerà poi difficile gestirle se il loro nome non ha alcun significato.

Spero che questo post non sia stato troppo tecnico e vi abbia aiutato a rendere più SEO-friendly il vostro blog. Scrivetemi nei commenti se applicate già questi suggerimenti e se volete leggere ancora di SEO & c. per i nostri blog!

10 commenti

anna raffin 19/12/2018 - 10:48

Davvero interessante e pieno di consigli che ho già messo in pratica :-). Volevo chiederti una cosa, come fai a personalizzare la pagina 404?

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Paola 19/12/2018 - 13:43

Può prevederlo il tuo tema oppure ci sono dei plugin da installare 🙂

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Giulia 22/11/2018 - 8:46

Grazie Paola, sempre consigli utilissimi scritti in modo chiaro e semplice! Ti faccio una domanda: ho molti post con la data nell’URL, se da oggi in poi cambiassi l’URL solo dei post nuovi (quindi prima della pubblicazione) potrei rischiare una penalizzazione? Grazie!

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Paola 24/11/2018 - 1:04

Sui post nuovi no, verifica però prima se cambiando la struttura delle url di WordPress non vengano modificate anche le url dei post precedenti. In questo caso senza un plugin che faccia un redirect e l’invio di una nuova sitemap a Google potresti trovarti con degli errori su Google Search Console e un calo di posizioni sui motori di ricerca

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dritteontheroad 22/11/2018 - 8:20

Grande Paola, parole semplici e contenuti interessanti come sempre!

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Paola 24/11/2018 - 1:02

Grazie mille ♥

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Sabrina Balugani 20/11/2018 - 11:02

Meravigliosa come sempre con tantissimi spunti che racconti con semplicità. E mi piace che fai la differenza tra chi ha un blog sotto blogger e chi sotto wordpress. Non è da tutti ….

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Paola 20/11/2018 - 21:01

Il mio primo blog è nato con Blogger, ero digiuna di tutto ed è stato una palestra per imparare a scrivere per internet 🙂

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Sylvié 20/11/2018 - 9:31

Grazie per i tuoi consigli, veramente molto utili.
Ho provato a vedere se il mio blog era ottimizzato per smartphone ed è ok. Molto utile la spiegazione sulle immagini e uso di alt, io lo facevo su consiglio tecnico del mio web master ma non ne conoscevo il motivo. Anch’io come te uso i link di aggancio interni al mio blog, per citare articoli inerenti all’argomento che sto trattando. È una buona abitudine. Una cosa che non sapevo è che cercherò di fare è la programmazione personalizzata della pagina 404, la tua è davvero bella

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Paola 20/11/2018 - 9:58

I siti nuovi su WordPress in genere hanno meno problemi rispetto ai vecchi perché i template nascono già responsive, si adattano da soli a tablet e cellulare, e i temi non aggiornati sono stati quasi tutti abbandonati. Gli altri accorgimenti sono piccole cose che tutte insieme possono fare la differenza sul posizionamento, quindi è importante non trascurare nulla 😉

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