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Burocrazia giveaway e pochi like

La burocrazia assurda dei giveaway e il mio fallimento nel raccattare like

17 commenti

Nel 2018 ho festeggiato i primi 500 like sulla pagina Facebook del blog, che coincidevano pure con il mio compleanno, con il lancio di un giveaway. Chi ha un blog sa che le leggi italiane rendono queste iniziative assurdamente complicate, ma nel 2017 la normativa era appena cambiata e il “modico valore” dei premi in palio era stato alzato a una ventina di euro.

Il mio obiettivo era moltiplicare i fan della pagina attraverso un regalo personalizzato con il logo di Pasta Pizza Scones, ma non ci sono riuscita per nulla e riflettendoci dopo ho capito di aver fatto diversi errori nel promuovere il giveaway. In ogni caso è stata un’esperienza utile perché mi ha permesso di capire molto di più sulle dinamiche dei social network e sono stata molto felice che il premio in palio sia stato vinto da Anna di PanAnna blog di viaggi che seguo sempre con piacere.

Visto che la parte organizzativa del giveaway aveva suscitato un discreto interesse nella mia community delle Travel Blogger Italiane avevo iniziato a scrivere un post per spiegarne il funzionamento. Nel frattempo però la legge era di nuovo cambiata, riportando il famoso “modico valore” a un euro e rendendo di fatto impossibile a noi blogger lanciare dei giveaway legali.

L’argomento giveaway continua(va) comunque a ripresentarsi nei vari gruppi per blogger, quindi ho ripreso i miei appunti e mi sono rimessa a studiare la normativa italiana. In questo post vi racconto come funzionano e quale è stata la mia esperienza.

Cos’è un giveaway e quali vantaggi può portare a noi blogger

I giveaway, letteralmente “dare via”, sono dei concorsi in cui i fan di un blog o di un canale social possono vincere un premio. Sono nati negli Stati Uniti, dove sono tutt’ora molto popolari. Oltreoceano infatti gli influencer presenti su Youtube, Facebook o Instagram ne fanno un largo uso per attirare nuovi followers. Blogger & c. possono offrire a chi li segue vestiti, trucchi o altri prodotti ancora, sia comprati da loro che messi a disposizione dalle aziende.

Al contrario che in Italia, all’estero i giveaway sono perfettamente legali e, siccome a tutti piace ricevere premi senza sforzo, queste iniziative sono quasi sempre un successo. I premi però devono essere in linea con gli interessi e i gusti dei nostri followers e la promozione dell’iniziativa deve avvenire in modo efficace, cosa abbastanza difficile se ci lanciamo da sole allo sbaraglio.

I vantaggi che può portarci un giveaway sono comunque così interessanti che vale la pena fare un tentativo, anche improvvisato come il mio. Possiamo infatti usare la nostra iniziativa per aumentare il nostro engagement, ovvero il coinvolgimento dei nostri lettori, o se siamo molto più organizzate per raccogliere nominativi da far iscrivere alla nostra newsletter.

Giveaway Willy B mum

Giveaway del mummy blog australiano Willy B mum

Giveaway legali e illegali

A differenza degli Stati Uniti e del mondo anglosassone in generale, in Italia la maggior parte dei giveaway sui social network non sono legali. La legge infatti ci impone una serie di clausole abbastanza assurde da rispettare che rende di fatto impossibile a noi blogger lanciare un’iniziativa di questo tipo. In più il “modico valore” dei regali non deve superare un euro per non rientrare nella normativa dei concorsi a premi.

Fino al 2017 venivano esclusi dai concorsi a premi solo le iniziative i cui premi erano di importo irrisorio, il famoso valore di un euro di una matita o un calendario (peccato che ci siano calendari illustrati e matite molto più costosi!). L’Agenzia della Entrate a marzo 2017 si era accorta dell’assurdità della cosa e aveva elevato fatto girare una circolare in cui specificava che:

In base alla normativa (…) i premi corrisposti nell’ambito di iniziative promozionali attraverso estrazioni oppure ulteriori parametri (…) sono soggetti, in linea di principio alla applicazione della ritenuta a titolo di imposta se di ammontare complessivo superiore a 25,82 euro.

Per mettere tutto nella giusta prospettiva, con il valore di € 25,00 si può offrire una maglietta personalizzata, un rossetto di una buona marca o poco altro. Questa cifra infatti era chiaramente indicata come valore massimo per i premi che una stessa persona poteva vincere. Per fare un esempio pratico, la nostra ipotetica lettrice Alessia poteva vincere la maglietta o il rossetto, non entrambi.

Ovviamente, visto che l’Italia è la patria della burocrazia, neanche un anno dopo il Ministero dello Sviluppo Economico aveva rilasciato un documento in cui venivano chiariti alcuni aspetti dei concorsi a premi di cui riporto l’estratto in questione:

Pertanto, in attesa che vengano definitivamente chiariti gli ambiti applicativi del concetto di esclusione dagli adempimenti amministrativi e da quelli fiscali su iniziative promozionali aventi le caratteristiche delle manifestazioni a premio rientranti nell’ipotesi di esclusione (…) si rimanda nuovamente all’interpretazione fornita (…) nella parte in cui detto valore era assimilato a quello del lapis, della bandierina, del calendario e di oggetti ad essi similari

In pratica nel giro di un anno sono stati annullati gli aggiornamenti che potevano permettere a blogger e microinfluencer di lanciare dei giveaway, riportando il valore dei premi al tetto fissato dal Regio Decreto 1077 del 1940!!! (Risate di sottofondo dal resto del mondo). Riassumendo, se il premio in palio del nostro giveaway supera il valore di € 1,00 la nostra iniziativa rientra nella normativa dei concorsi a premi anche se il nostro blog ha solo una decina di visite al mese.

Giveaway Happy Indulgence Books

Giveaway del book blog australiano Happy Indulgence Books

Cosa prevede la normativa italiana dei concorsi a premi

Se il nostro premio supera il “modico valore” di un euro dobbiamo sottostare alla normativa dei concorsi a premi che prevede una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico tramite apposito modello, con allegato il regolamento ufficiale del concorso.

Poi va definito il valore del premio e versata una cauzione al Ministero dello Sviluppo Economico pari all’importo netto del premio in palio.

Infine va contattato un funzionario della Camera di Commercio competente o un notaio per individuare i vincitori concorso e per scrivere i verbali di chiusura da inviare al Ministero dello Sviluppo Economico. Tutto chiaro?

Per quanto la legge sia assurda e i nostri blog semisconosciuti non vale comunque la pena rischiare di lanciare un giveaway che non sia a norma di legge. Le multe infatti sono molto alte, da un minimo di € 1.000 fino ad un massimo di € 500.000.

Un’altra eccezione che fa rientrare i giveaway nella normativa dei concorsi a premi è quando vengono promossi dalle aziende stesse anziché dagli influencer. In questo caso il concorso viene classificato come attività di impresa, qualsiasi sia il valore del premio, e deve venire registrato al Ministero dello Sviluppo Economico seguendo i vari passaggi indicati sopra.

I giveaway e le regole dei social network

Nonostante la loro popolarità, spesso i giveaway organizzati dai piccoli influencer violano pure i regolamenti dei social network oltre a non rispettare le leggi italiane. Le richieste di taggare o condividere un post per vincere un premio vanno infatti contro le regole di quasi tutti i social network!

Io stessa ho fatto tutti questi errori quando ho lanciato il mio primo giveaway su Pasta Pizza Scones, ma per fortuna ero così (in)influencer da non attirare l’attenzione di Facebook. Le linee guida di Facebook infatti consentono solo di chiedere ai partecipanti ai concorsi a premi di postare o commentare per iscriversi e utilizzare like o reactions per votare.

La mia esperienza con il giveaway di Pasta Pizza Scones

Come anticipato all’inizio di questo post, ho lanciato il mio giveaway nel 2018 durante la finestra di tempo in cui il tetto massimo era considerato intorno ai venticinque euro. La mia esperienza però è stata totalmente fallimentare dal punto di vista del marketing, ma vi racconto come è andata per condividere quello che ho imparato.

Il primo errore è stato lanciare il mio giveaway ispirandomi a quelli di altri influencer italiani senza informarmi delle possibili violazioni del regolamento di Facebook. In più la mia strategia per acquisire nuovi follower si è rivelata decisamente sbagliata.

Il premio in palio era una borsa di stoffa con una caricatura della regina Elisabetta creata dall’illustratrice che gestiva la pagina Il mondo di Hat, ora non più presente su Facebook. Qualche mese prima avevo lanciato l’idea ai miei follower, facendo scegliere il disegno vincente con i sondaggi e questo è stato il primo errore.

Io stessa odio e non partecipo ai concorsi nei quali vince la foto o il blogger più votati perché credo che privilegi lo spam e l’animo da piazzista piuttosto che la qualità dei contenuti. Nonostante ciò ho fatto lo stesso sulla mia pagina ed ha perfettamente senso che non funzioni qualcosa in cui io per prima non credo.

Ho imparato anche che la collaborazione con un’altra pagina ha successo solo se c’è una comunione di intenti. Se le pagine coinvolte non si impegnano entrambe a promuovere l’iniziativa non ci sono benefici, almeno per una delle pagine.

L’altro mio errore è stato improvvisare il lancio del giveaway. Avevo chiesto le opinioni della mia community di travel blogger per testare l’idea e mi ero basata interamente sui loro suggerimenti, senza creare una vera strategia. Quando lanciamo un’iniziativa i pareri dei nostri lettori sono utilissimi, ma dobbiamo considerarli solo come una bussola e pensare noi per prime alla nostra strategia.

I miei risultati in numeri

Il tragico risultato del mio primo giveaway è stato il seguente:

  • 6,944 persone raggiunte (4.826 tramite Facebook Ads)
  • 600 visualizzazioni (1.123 tramite Facebook Ads)
  • 424 persone coinvolte (engagements)
  • 19 mi piace e reazioni
  • 14 commenti (1 tramite Facebook Ads)
  • 22 condivisioni

Potete ridere perché i numeri sono davvero ridicoli. Il post sul bidet ogni volta che lo ripubblico su Facebook ha un successo maggiore!

Conclusioni sul primo giveaway di Pasta Pizza Scones

La mia pagina Facebook aveva 547 like quando ho lanciato il giveaway e al suo termine 585 like. Vi ricordo che il like alla pagina era un requisito indispensabile per partecipare per cui 38 like come risultato sono davvero pochi.

Visto che a distanza di meno di un anno la mia pagina Facebook si avvia verso i 900 like ho capito che non ha senso indire un giveaway solo per far crescere i like perché senza sponsorizzazioni crescono comunque con una pubblicazione costante di contenuti di qualità.

Dalla mia esperienza ho imparato l’importanza di pianificare una strategia appropriata, che comunque andrebbe pensata per qualsiasi attività di promozione! Scrivetemi nei commenti se avevate seguito il lancio del mio giveaway, cosa ne pensate delle mie riflessioni e se anche voi avete mai lanciato un’iniziativa che non è andata esattamente come previsto.

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17 commenti

raffigarofalo 02/05/2019 - 7:32

Devo dire che ho sempre considerato i give away come campagne di fidelizzazione e non di acquisizione di fan. Forse è proprio questo il punto di vista che potrebbe farti riconsiderare i numeri.

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Paola 02/05/2019 - 16:13

Non ci avevo pensato sotto questo punto di vista, è interessante. Dovrei comunque rivedere la strategia anche se ora fino a quando non ci sarà una normativa più chiara di giveaway non se ne parla più…

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francesca 30/04/2019 - 9:19

Complimenti per il post, che può essere sempre utile a chi, come te o me, ha poca esperienza in materia e vorrebbe comunque cimentarsi. Non so sinceramente dirti cosa avresti potuto cambiare, ma come dice il proverbio: la vita è cadere 7 volte. E rialzarsi 8.
Quindi… UP!

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Paola 30/04/2019 - 14:12

Up!!! E poi il bello di blogging & c. secondo me è soprattutto sperimentare quindi pazienza se un progetto va male 😉

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mainagioiaisthenewblack 27/04/2019 - 7:28

Inizialmente ero anche io interessata a lanciare uno. Poi leggendo il tuo articolo mi é solo venuta voglia di andare subito a leggere il post sul bidet

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Paola 27/04/2019 - 8:45

Ahahah il post sul bidet è una garanzia! Resta il più letto da anni 🙂

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ingirovagandomum 25/04/2019 - 11:02

Post utilissimo Paola! Io per lavoro gestisco la pagina locale della mia azienda e stavo proprio pensando a una sorta di contest proponendo come premio un’esperienza dietro le quinte, ma prima volevo informarmi bene per non incorrere in sanzioni. Per me i social restano un mistero: contenuti simili a volte riscuotono successo altre sono un flop quindi bisogna andare per tentativi e non demordere.

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Paola 25/04/2019 - 12:37

Io ho cercato di fare un riassunto della situazione per noi blogger, purtroppo molti influencer continuano a proporre giveaway senza sapere delle sanzioni 🙁
Per una consulenza specifica per un’azienda ti consiglio di seguire l’Avvocato del Digitale (lo riconosci per il papillon giallo) che ho conosciuto di persona all’ultimo WordCamp di WordPress, @theblondelawyer su Instagram oppure il blog di Leevia. Quest’ultima azienda in particolare è specializzata nel fornire consulenza per organizzare giveaway legali

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anna di 24/04/2019 - 1:53

A parte che io ti avevo pure seguito e condiviso! A me piaceva la tua idea, certo di numeri non sono stati dalla tua. Sono convinta di una cosa su tutte: se non ci credi tu per prima, il fallimento è certo. Certo, magari poco programmato, ma il motivo principale per me era che tu non ci credevi fino in fondo. Anyway, la legge italiana davvero è ridicola. Io non mi cimenterei proprio, troppa fatica. Grande Paola, e grazie per aver condiviso informazioni e “insuccessi”:)

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Paola 24/04/2019 - 12:16

Di sicuro ho imparato un sacco di cose. Se mai la legge riuscirà a distinguere i piccoli blog dalle grandi aziende al prossimo giveaway saprò fare di meglio 😉

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Jessica 23/04/2019 - 22:10

E poi trovi influencer che a momenti mettono in palio l’intero guardaroba e chiedono in cambio tag e condivisioni a iosa…

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Speranza 23/04/2019 - 16:27

Complimenti per la sincerità, non è da tutti esporre un fallimento in pubblico!

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Paola 23/04/2019 - 18:09

Grazie! Io credo molto nella trasparenza tra noi blogger, per migliorare dobbiamo confrontarci tra noi senza paura di raccontare cosa non funziona 🙂

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Anna 23/04/2019 - 14:36

Concordo con Silvia, se penso al regio decreto rido e piango insieme! Anch’io ho fatto un giveaway per i 1000 iscritti alla pagina facebook, in effetti la difficoltà maggiore è farlo girare, a meno che non si pensi a una strategia di sponsorizzazione, cosa che io ho fatto, ma assolutamente a caso gli ultimi 2 giorni. Quindi in conclusione concordo che bisogna pianificare meglio la strategia promozionale!

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Paola 23/04/2019 - 18:08

Sperimentando con le sponsorizzazioni ho notato che usando il medesimo pubblico per campagne diverse si possono ottenere risultati opposti. Anche per aumentare i i follower delle nostre pagine Facebook dobbiamo pianificare davvero tutto nel dettaglio… aiuto!

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Silvia - The Food Traveler 23/04/2019 - 12:49

Non so se piangere o se ridere: ancora facciamo riferimento a un Regio Decreto del 1940? Vedo che come sempre le nostre leggi sono veramente al passo con tempi… Io ho partecipato a qualche giveway senza mai vincere niente, però trovo che sia molto carina la possibilità di vincere un oggetto come una shopper, un libro o qualcosa di simile. Non sapevo che ci fossero tutte queste restrizioni che trovo veramente assurde: che danno può fare un blogger che regala un rossetto? E poi la multa fino a 500.000 euro, davvero incredibile

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Paola 23/04/2019 - 13:41

Pensa che ho seguito un video di approfondimento di un avvocato che spiegava come fosse rimasto il riferimento al lapis o alla bandierina del Regio Decreto perché Ministero e Agenzia delle Entrate non si “parlano” ahahah

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