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I peggiori compagni di viaggio

Chi sono i peggiori compagni di viaggio

8 commenti

Ho iniziato a viaggiare da sola un po’ per caso, complice un fidanzato con la paura dell’aereo e giorni di ferie non allineati a quelle delle amiche, e non mi sono più fermata. Viaggiare da sole ci offre la possibilità di organizzare le visite esattamente come vogliamo, ma soprattutto di evitare di incrociare persone che farebbero meglio a restare a casa. In questo post ho raccolto le testimonianze delle blogger sui peggiori compagni di viaggio che hanno incontrato. Dal ragazzo che prima ti invita per un viaggio e poi si dimentica di averlo cancellato agli amici che non vogliono provare la cucina locale e si nutrono esclusivamente nei fast food scoprirete una serie di casi umani da evitare.

Quello che si dimentica di dirti di aver annullato il viaggio

I peggiori compagni di viaggio di Carlotta di Piccole avventure di famiglia ⬇︎

Immaginate una serata tra amici. E che tra questi amici, greci, ci sia il ragazzo che si frequenta da poco. Tra una risata e qualche bicchiere di vino, il tipo vi chiede di partire con lui, accompagnandolo ad una conferenza a Cambridge, proprio la settimana in cui dovete discutere la vostra tesi di laurea. Le amiche, le sue, assistono divertite alla scena ed è proprio una di loro che interrompe le insistenze inutili (chi, sano di mente, salterebbe mai la propria laurea per un tipo appena conosciuto?) proponendo “perché non vieni a Berlino con noi?” e mentre lui vi guarda con gli occhioni languidi, vi ritrovate ad acquistare il biglietto sul loro volo.

Il tempo passa. Voi vi accorgete che quel moro non è poi cosi interessante. La scintilla non si è accesa, ma siete rimasti in buoni rapporti e con amici comuni. Il giorno del viaggio si avvicina, voi iniziate ad informarvi su cosa fare, dove andare, come preparare la valigia. Ed è mentre state preparando la valigia che vi viene il dubbio in quale ostello andremo a dormire. Chiamate l’amica comune ed è allora che la doccia fredda vi arriva addosso. “Partire? Per andare dove?” chiede l’amica sbigottita. “Berlino” rispondete. “Ma come? Lui non ti ha chiamata il mese scorso per dirti che non saremmo più partiti?”…

Così l’opinione su di lui  e sugli amici comuni si trasforma in delusione cocente e, al tempo stesso, un’illuminazione: mai comprare un biglietto aereo in compagnia di amici (greci) brilli!

Amiche che bevono una birra
“Ci siamo dimenticate di avvisare qualcuno?” “Noooo”. Ops!

Quello che non vuole fare niente di nuovo

I peggiori compagni di viaggio di Agata di Cambia la tua vita con un trip ⬇︎

Durante queste meravigliose e fantastiche esperienze chiamate viaggi ci ritroviamo improvvisamente catapultati in un nuovo mondo pronto ad essere scoperto in tutte le sue innumerevoli sfaccettature: musei, palazzi incredibili, cibo tipico, attrazioni entusiasmanti… Ma cosa succede se i nostri compagni di viaggio non vogliono fare nulla di tutto ciò?

Vi racconto il mio primo viaggio all’estero nell’ormai lontano 2012 a Londra, luogo dove avrei vissuto qualche anno dopo. I miei compagni di viaggio non avevano molta voglia di addentrarsi nella cultura inglese e infatti i luoghi che ricordo di aver visitato sono Burger King e McDonald’s, ‘ristoranti’ dove avrei potuto mangiare anche rimanendo in Italia.

Ricordo poi di aver insistentemente proposto la visita al Madame Tussaud o di fare un giro panoramico al London Eye, ma indovinate? Le mie proposte sono state tutte bocciate, perché era inutile spendere tanti soldi per delle schiocchezze!

Così, visto che la maggioranza vince, nessun museo, tour a pagamento o cibo tipico è stato provato durante questo viaggio!

Ragazzo che dorme su una panchina
“Quando torniamo a casa?”

Quello che non capisce come funzionano i press tour

I peggiori compagni di viaggio di Candy Valentino ⬇︎

Sono una blogger, ma anche una giornalista e vengo spesso invitata a press tour. Questi viaggi organizzati per la stampa in genere sono incentrati sulla scoperta e promozione di strutture ricettive, località meno note e soprattutto prodotti enogastronomici della zona. Un’occasione bellissima e voi immaginerete viaggiare nel lusso senza spendere un euro. Senz’altro è così, ma si deve considerare il rovescio della medaglia… i compagni di viaggio! Viaggiare con i colleghi giornalisti è stata in molti casi, per me, un’esperienza divertentissima e un’opportunità per fare nuove amicizie. Ma i compagni di viaggio dei press tour non si possono scegliere e mi è capitato anche di avere a che fare con un ‘soggetto’ che non si dovrebbe mai avere come compagno di viaggio! Parlo di quello che:

  • quando la guida indica un orario di appuntamento al gruppo, arriva sempre in ritardo;
  • quando ti posizioni per scattare una foto, ti supera con scatto felino per mettersi davanti a te e farla al posto tuo;
  • quello che mobilita guide, organizzatori e ufficio stampa per invertire tutte le tappe del tour e le attività della giornata secondo i suoi personali criteri.

E per concludere, il top della ‘simpatia’ la manifesta durante le degustazioni di cibo o vino, quando inevitabilmente fa il suo assalto al buffet!

Ragazzo con tablet
“Non possiamo invertire gli eventi in programma? Non capisco perché dobbiamo fare prima questo e poi quello”

Quello che all’estero non vuole provare la cucina locale

I peggiori compagni di viaggio di Marina Lo Blundo di Maraina in viaggio ⬇︎

Non c’è peggior compagno di viaggio, per quanto mi riguarda, di quello che quando viaggia all’estero sostiene la supremazia della cucina italiana. Costretto, se non vuole morire di fame, a mangiare qualcosa di locale, lo mangerà, ma non ammetterà mai che è buono perché “vuoi mettere un bel piatto di pasta al pomodoro?”. Io la pasta al pomodoro la odio. Per contro, quando viaggio all’estero amo provare i piatti della cucina locale e più sono cose particolari più mi attirano, poi farò le mie valutazioni su cosa mi piace e cosa non mi piace.

La cucina marocchina è molto varia: tajine di carne, di verdura e pesce, couscous, dolciumi da accompagnare al tè alla menta… E invece no. A Marrakech c’è lui, il mio compagno di viaggio: siccome non gli piace la cucina marocchina, in nome della pasta al pomodoro di cui sopra, e non fidandosi di come potrebbero cucinarla in Marocco, decide che dobbiamo mangiare tutti al Burger King.

Intendiamoci, non è il Burger King in sé il male, mi è capitato in viaggio di mangiare al McDonald’s o al KFC. Ma è la prevaricazione che mi ha infastidito, l’imposizione prepotente. E no, quel panino non mi è proprio andato giù.

Ragazzo davanti a un McDonald's
“Meno male che abbiamo trovato un McDonald’s altrimenti restavamo senza cibo”

Quello che ti schiavizza peggio di Miranda Priestly

I peggiori compagni di viaggio di Silvia di The Food Traveler ⬇︎

In un’altra vita ho lavorato per una celebrità. Non di quelle che vincono Grammy Awards, ma piuttosto un almost famous noto in certi ambienti intellettuali radical chic. Non posso svelarvi il suo nome, perché pur essendomi licenziata, abitiamo nella stessa città e dunque preferisco evitare ripercussioni.

Dovete sapere che sebbene le sue frequentazioni vantino personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e dell’intellighenzia italiana ed estera, il mio ex boss è la persona più burbera del Nord Italia. Ma, soprattutto, è il peggior compagno di viaggio che io abbia mai avuto occasione di incontrare. 

Ne avrei tante da raccontare perché in qualità di traduttrice/portaborse/parafulmine ho viaggiato parecchio con lui. Siamo stati a New York, dove lui mi ha colpito ripetutamente il braccio con un giornale arrotolato davanti all’allora sindaco Bloomberg perché il nostro autista era in ritardo.

Durante un altro viaggio a Londra fummo invitati a casa di un nobile scozzese dai gusti un po’ eccentrici in fatto di abbigliamento. Il mio ex capo, vedendo i pantaloni blu elettrico, la camicia gialla, il gilet rosso e la giacca azzurra, mi domandò urlando: “Chi è questo pagliaccio?” Certo, il laird non parlava italiano – spero – ma certe espressioni e certi toni sono universali.

La volta peggiore per noi sottoposti fu quando ci costrinse a procurargli un kilt. Su un’isola sperduta della Scozia, dove non conoscevamo nessuno e dove non c’era nemmeno un negozio. Comunque ce l’abbiamo fatta: la sera stessa il boss poté scatenarsi in un reel con indosso il suo kilt del clan McDonald.

Il diavolo veste Prada
“Sì certo, ti ho chiesto un kilt e non mi importa se siamo su un’isola sperduta”

I miei peggiori compagni di viaggio

Rispetto ai commenti che mi sono stati lasciati sul post del compagno di viaggio ideale i miei peggiori compagni di viaggio sono sempre stati i miei fidanzati/compagni e infatti sono diventati tutti ex (non solo per i viaggi, eh!). Ho viaggiato con un ex che serviva quanto un cartonato visto che in ogni viaggio poteva essere in Africa come dietro casa, tanto non parlava inglese e non gli interessava nulla. Almeno però non si lamentava.

Un altro ex invece aveva iniziato a dare segni di squilibrio mentale a Dubai importunando gli addetti dell’hotel perché voleva tornare via terra attraversando l’Arabia Saudita in auto. Alla fine aveva comprato dei farmaci per tenere a bada la paura di volare, ma poi aveva letto il bugiardino e lascio a voi immaginare il seguito.

Sempre lo stesso ex fidanzato che aveva paura di volare l’anno dopo si era impuntato con i viaggi in auto e si era offerto di guidare lui. La destinazione dovevano essere i Balcani occidentali, mischiando mare e cultura. Meno male che avevamo optato per un viaggio avventuroso, ovvero senza prenotare nulla, perché al momento di partire avevamo passato un’ora in auto con lui al volante che voleva andare in Costa Azzurra. Con il senno di poi avrei dovuto farlo scendere e lasciarlo in quel momento, ma alla fine siamo andati in Francia invece che nei Balcani e ci siamo divertiti lo stesso.

Infine vorrei parlare ancora un momento degli amici, quelli che sono convinti di conoscere una città alla perfezione e ti fanno perdere nelle periferie desolate quando non passano più i bus, oppure quelli che ti rallentano il viaggio perché si portano dietro un bagaglio assolutamente sovradimensionato, o ancora quelli che non vogliono mangiare nei ristoranti tipici perché costa troppo.

Dobbiamo però ringraziare tutti questi personaggi perché è grazie a loro se abbiamo iniziato o inizieremo a viaggiare da sole. Senza il fastidio di averli come compagno di viaggio non ci saremmo mai lanciate in avventure in solitaria. Fatemi sapere cosa ne pensate non dimenticate di raccontarmi nei commenti e le vostre disavventure con amici o fidanzati in viaggio.

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8 commenti

partyepartenze 29/03/2020 - 22:05

Di norma evito di viaggiare in compagnia (viaggio solo con la mia famiglia) per non incappare in un compagno di viaggio scomodo e pesante. Oltre a quelli da te descritti, detesto quelli che monopolizzano il viaggio secondo le loro necessità e gusti: sono abbastanza conciliante e finirei per assecondare desideri altrui rinunciando ai miei. Con la mia famiglia ci si mette sempre d’accordo!

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Paola 31/03/2020 - 11:10

A me negli ultimi anni è capitato di fare gite insieme a famiglie con bambini prima di avere mio figlio e i bambini monopolizzano davvero ogni momento della giornata quindi sarebbero da aggiungere alla lista ahahah

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Silvia - The Food Traveler 05/01/2020 - 17:51

Marina ha tutta la mia solidarietà perché io non li sopporto proprio quelli che “per fortuna che c’è il McDonald’s” – posso solo immaginare il nervoso di ritrovarsi in un posto dove si potrebbero mangiare tante cose buone… e invece no.
Però l’episodio che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi dal ridere (scusa Carlotta) è stato il primo
Anche se c’è da dire che tu non scherzi Paola, soprattutto con il tizio che non voleva più prendere l’aereo. Comunque “in hindsight” sono tutte esperienze che alla fine ci hanno insegnato che tante volte è meglio partire da soli!
Grazie ancora e buon anno

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Paola 07/01/2020 - 07:16

Ahahah io ho davvero iniziato a viaggiare da sola stufa di compagni sbagliati. A onor del vero però devo dare anche un po’ di merito all’ex fidanzato (italico) che mi ha appoggiato per viaggiare dove volevo – da sola o con altri – senza stressarlo per l’aereo 😀

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Carlotta 04/01/2020 - 15:38

Ho letto divertita questo post! E’ incredibile come basti scrivere delle pessime esperienze (in compagnia di questi pessimi compagni di viaggio) per poterne ridere… Grazie Paola! 😉

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Paola 04/01/2020 - 22:42

Sicuramente è il modo migliore per esorcizzare una pessima vacanza! 😀

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Giulia 03/01/2020 - 10:36

Cavoli che esperienze… a questo punto posso dire che mi è andata bene ^^” Io ho dovuto modificare la compagnia di un viaggio perché un’amica si è tirata indietro circa un mese prima, ma almeno ho avuto il tempo di cercare un’alternativa (trovata per pura botta di fortuna, ma comunque trovata!)

“o ancora quelli che non vogliono mangiare nei ristoranti tipici perché costa troppo.”

Ecco, la tua esperienza in questo senso e quella della prima ragazza che non è riuscita a veder nulla sono la riprova che su queste cose è sempre meglio mettere tutto in chiaro prima di partire, sigh. Non serve spendere migliaia di euro per spassarsela insieme, ma andare in viaggio pretendendo di usare i soldi solo per mangiare in modo economico secondo me richiede quantomeno di viaggiare con persone che hanno il tuo stesso obiettivo, altrimenti o l’altro si lascia prevaricare o scoppiano casini vari ed eventuali seguiti da musi lunghi e accuse. Fortunatamente non mi è mai capitato personalmente ma ho visto e sentito più volte situazioni e storie altrui di questo tipo, ed è molto triste quando le questioni di soldi rovinare un viaggio, soprattutto se tra persone che si vogliono bene.

Tremendo anche il tipo del press tour, ma almeno essendo un viaggio “di lavoro” penso riuscirei a prenderla con più filosofia, ecco XD

Riguardo a “quello che non mangia cucina locale” io di per sé non lo odio affatto perché per anni non sono stata attratta dal cibo straniero (anche se non amo nemmeno io particolarmente la pasta al pomodoro XD) e tuttora non condivido minimamente l’idea molto popolare che il fulcro di un viaggio sia principalmente mangiare né assaggerei nemmeno sotto tortura certi animali. Detto questo, non mi sarei mai sognata di pretendere che TUTTI mangiassero dove dicevo io, questo è egoista quanto pretendere che chi non vuol mangiare insetti o carni particolari li ingurgiti a forza (spoiler: nel mio caso fallireste la missione XD) per poi mettere il muso se l’altro non cede alla pressione sociale, lol. Viva le separazioni temporanee in viaggio! XD Così poi ci si ritrova tutti felici, contenti, soddisfatti e pronti a visitare il posto insieme ^^

“Con il senno di poi avrei dovuto farlo scendere e lasciarlo in quel momento, ma alla fine siamo andati dove voleva lui e ci siamo comunque divertiti.”

Almeno alla fine nell’ultimo caso ti sei divertita, meno male dai…

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Paola 04/01/2020 - 22:41

Con l’ex fidanzato con la paura di volare ci siamo lasciati in buoni rapporti per incompatibilità e ogni tanto ci sentiamo ancora, ma non lo rimpiango affatto come compagno di viaggio 😀
Anche io sono a favore delle separazioni temporanee, ad alcuni sembra un po’ rude, ma è l’unico modo per non rovinarsi le vacanze e può migliorarle anche quando trovi il perfetto compagno di viaggio che non necessariamente deve essere interessato a vedere tutto quello che vogliamo noi. Ci va però mooolta apertura mentale a far passare il messaggio.
Sul cibo io faccio parte di quella schiera di viaggiatori che DEVE abbuffarsi di cucina locale (non a caso il mio blog ha un nome composto da cibi italiani e British!) però viaggiando con amici vegani ho scoperto specialità e posti davvero interessanti quindi ben venga ogni tipo di cucina!

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