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5 cose SEO da sapere per posizionarci nella prima pagina di Google

57 commenti

Quasi tutti conoscono il detto che ‘il posto migliore dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google’ perché prende in giro la pigrizia di chi naviga in internet e si ferma ai primi risultati. Proprio per questo motivo noi blogger ci sforziamo tantissimo di venire considerate da Google il quale, per mantenere la sua posizione come miglior motore di ricerca al mondo, continua ad affinare il suo algoritmo per restituire risultati sempre più precisi rispetto alle ricerche degli utenti.

Questo significa che i vari trucchi per scalare la pagina dei risultati del motore di ricerca, come ripetere più volte la parola chiave, in futuro funzioneranno sempre meno. Oltre all’ottimizzazione dei nostri blog, che vedremo in un prossimo post, per scalare la classifica dei risultati dobbiamo curare sempre al massimo i contenuti. Io sono in prima pagina con diverse chiavi di ricerca, le famose long tail keywords, e questo ci dimostra che anche i piccoli blog possono posizionarsi bene.

Screen shot ricerca 'come lavarsi senza bidet'

Il risultato di questa ricerca, eseguita dalla navigazione in incognito, restituisce come primo risultato di Google il mio post La mancanza del bidet e la nobile arte di pulirsi il sedere all’estero, un post semiserio su come sopravvivere all’estero senza il bidet. Potrei raccontarvi che per posizionarmi così bene ho usato dei trucchi segreti da SEO guru, quando in realtà ho solo scritto un testo interessante e divertente che rispondeva a un’esigenza ben precisa.

1. Rispondere alle domande di chi naviga in internet per farci trovare da Google

Le mie visite al blog hanno iniziato ad aumentare da quando ho pubblicato il post sull’uso dei sanitari in Inghilterra e la prima conclusione è che gli utenti di internet se ne fregano di arte e cultura, mentre questo post risponde davvero alle domande che si fanno gli italiani in Inghilterra.

Tra noi blogger c’è chi si fa un calendario editoriale fittissimo e ricerca in anticipo le parole chiave per poi scrivere di conseguenza. Tutto questo lavoraccio di analizzare le ricerche degli utenti non è comunque detto che porti i risultati sperati, specialmente se non siamo professionisti del settore e non creiamo siti a tavolino.

Google sta orientando il suo algoritmo a pensare come un umano e noi possiamo ottenere un risultato migliore con decisamente meno fatica, semplicemente restando umane. Nel caso del post sul bidet la domanda che mi ero fatta io era la stessa che si facevano altre migliaia di italiani all’estero nello stesso momento, e i commenti me lo confermano.

Quando scriviamo un post, pensiamo quindi a quali parole potrebbe cercare un utente per trovare il nostro contenuto. Chi va su internet a cercare informazioni potrebbe scrivere la stessa frase, la parola chiave, in un modo diverso o usare sinonimi. Se usiamo queste variazioni nel nostro post possiamo anticipare il comportamento di ricerca e di conseguenza aumentare la possibilità di farci trovare da Google.

2. Scrivere contenuti utili e interessanti per salire nei risultati di ricerca

Il motore di ricerca di Google tende a dare maggiore importanza ai contenuti utili e interessanti, ed essendo un programma non è (ancora) capace di interpretare cosa scriviamo, bensì riconosce i contenuti validi in base alle azioni che compiono gli utenti.

Un comportamento tipico di chi legge un contenuto interessante è quello di consigliarlo ad altre persone, ad esempio riportando il link su un post nel suo blog, oppure condividendolo sui social network. Al contrario, quando i contenuti non sono di qualità, gli utenti raramente li condividono e consigliano.

Per capire se un contenuto è valido Google segue quindi il nostro comportamento. Se stiamo soffrendo in Inghilterra per la mancanza del bidet e troviamo il mio post che propone soluzioni di lavaggio alternative, probabilmente finiremo per condividerlo su internet o inoltrarlo via e-mail a tutti i nostri amici all’estero.

Google considera la condivisione organica molto importante perché se un utente consiglia un contenuto questo deve essere necessariamente utile, interessante o divertente, e in ogni caso rispondere al bisogno di chi l’ha cercato.

Facendo quindi il ragionamento al contrario, se tanti altri blog citano il mio post sul bidet e i lettori lo condividono spesso e volentieri, per Google il mio contenuto risponde meglio di altri alla domanda su come lavarsi senza bidet.

3. Buone pratiche sulla scrittura per internet da tenere sempre a mente

Anche se c’è voluto Google per farcelo capire, ora sappiamo che per farci leggere dobbiamo scrivere qualcosa di utile però dobbiamo anche scriverlo in modo leggibile. Quando scriviamo sui nostri blog teniamo sempre in mente la maestra delle elementari che ci faceva aggiungere virgole e punti a tutti i nostri temini.

Gli utenti di internet amano i contenuti ben scritti e facili da seguire, proprio come le maestre a scuola. Prima di pubblicare il nostro post dobbiamo assicurarci di aver scritto un testo coerente e privo di errori ortografici, grammaticali o di sintassi. Un refuso può capitare a tutte, una serie di erroracci e contenuti scritti male o poco comprensibili no, anche perché basta rileggere più volte quello che abbiamo scritto, proprio come ci ha insegnato la nostra maestra.

Un modo semplice di aumentare la leggibilità dei nostri post è organizzare gli argomenti con sottotitoli e paragrafi distinti per dare ai nostri lettori una chiara idea di dove inizia un argomento e ne finisce un altro.

Google infine sconsiglia chiaramente di inserire parole chiave a casaccio solo per i motori di ricerca se queste risultano fastidiose o senza senso per gli utenti. Avete presente quei post dal tono paternalistico che ripetono in continuazione “ora ti spiego come fare questo”? Questi testi in genere vengono scritti da copywriter sottopagati che devono inserire un certo numero di parole chiave, il “come fare questo”. Alcune blogger imitano questo comportamento nella speranza di ottenere dei risultati e ve lo sconsiglio perché l’algoritmo di Google è sempre più in grado di riconoscere contenuti validi, anche con un’analisi del testo.

4. Creare nuovi contenuti unici e aggiornare quelli vecchi per aumentare i nostri lettori

La pubblicazione regolare di nuovi post comunica a Google che il nostro blog è attivo e aggiornato, caratteristiche fondamentali per scalare la classifica dei risultati di ricerca. I nuovi contenuti inoltre contribuiscono a portare nuovi visitatori al nostro blog oltre a far tornare regolarmente i nostri lettori fedeli.

I contenuti unici e coinvolgenti ci aiutano a distinguerci dagli altri blog di viaggi, oltre a incuriosire e fidelizzare i visitatori che arrivano per caso sul nostro blog tramite i motori di ricerca. I nuovi post comunque devono essere originali anche perché Google penalizza i contenuti copiati perché di scarso valore per i lettori.

Riproporre quindi vecchi post o peggio ancora copiare contenuti di altri blog sono comportamenti da evitare che ci portano in fondo ai risultati di ricerca. Se abbiamo un vecchio post interessante che risulta datato nelle informazioni, ad esempio orari e giorni di apertura di un museo, possiamo riprenderlo e aggiornare il suo contenuto. In questo modo Google premierà la freschezza del contenuto aggiornato e lo valuterà come nuovo senza considerarlo un doppione di un vecchio post.

5 – Usare i link in modo furbo per rendere felice sia Google che i nostri lettori

A differenza dei libri di carta i siti internet rendono possibile passare da un argomento all’altro seguendo un flusso di idee grazie ai link. Visto che Google considera i link come delle raccomandazioni è importante metterli nei nostri post nel modo giusto in modo da non suggerire contenuti spazzatura.

Agli albori di internet si usava tantissimo lo scambio di link per farsi raccomandare da più siti possibili e scalare i risultati dei motori di ricerca. Ora Google penalizza questa pratica, specialmente se i link puntano a contenuti non in linea con i nostri blog o sembrano comprati per cui nei post sponsorizzati dobbiamo sempre inserire il tag nofollow nei link che puntano al nostro committente.

Il testo che scegliamo per i nostri link, l’anchor text, è molto importante perché può aiutarci a rendere più leggibile il nostro post. Per gli utenti e i motori di ricerca infatti è più facile capire il contenuto delle pagine collegate in presenza di un testo appropriato rispetto a indicazioni come ‘questa pagina’ o ‘fai click qui’.

Per scalare i risultati di Google non esistono quindi trucchi segreti, dobbiamo solo scrivere contenuti di qualità pensando ai nostri lettori prima che ai motori di ricerca. Se il nostro blog ruota intorno alle esigenze dei visitatori e non ha problemi tecnici che ne impediscono l’accesso ai motori di ricerca, dovremmo ottenere risultati positivi in breve tempo!

Fatemi sapere nei commenti ⬇︎ se questi consigli SEO vi sono stati utili e se volete approfondire l’argomento in modo più tecnico.

57 commenti

Anna 23/07/2019 - 21:36

Non è facile pensare come un utente…ovvero forse sono io che non mi sono mai chiesta come sopravvivere senza bidet.
Davvero molto interessante! Cmq anche al mio articolo più gettonato non ci avrei scommesso un centesimo.

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Paola 24/07/2019 - 12:55

Questa è la grande sfida per noi che scriviamo. A parte il bidet che è stato il caso più eclatante, ho scritto vari post divertenti che hanno avuto molto più successo di post di viaggio super approfonditi! Forse sono io noiosa e non me ne rendo conto 😀

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Virginia 19/11/2018 - 15:28

Questo articolo è davvero molto interessante. Penso che per chi è all’inizio (noi abbiamo un blog a cui solo da poco abbiamo iniziato a pensare “seriamente” e non come un’hobby a tempo perso) sarebbe molto importante avere una guida pratica passo a passo che spieghi grossolanamente cosa sono i SEO, come si ottimizza un sito, cosa sono slug e metataf e affini. Per me continua ad esserci un po’ di confusione, il tuo post è stato utile, grazie.

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Paola 20/11/2018 - 9:38

Grazie mille! Nei post sul blogging cerco di spiegare in modo semplice le basi su come creare un blog che piaccia sia a Google che ai lettori. La SEO è in continuo aggiornamento ed è proprio per questo che è così affascinante, ma è complicata solo al primo approccio 🙂

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Jessica 12/11/2018 - 15:05

I tuoi post sono sempre utilissimi, Paola! E davvero molto chiari! 🙂
Dopo 6 mesi dall’apertura del mio blog, però, sto iniziando a credere che siano proprio i miei contenuti a fare pena… D: Mi pare sia tutto in regola dal punto di vista SEO (sto leggendo centinaia di articoli in merito), eppure le mie visite si aggirano sempre intorno alle 200 al mese (nessuna dai motori di ricerca, e per la metà da parte di stranieri). Sono davvero sconsolata…

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Paola 12/11/2018 - 22:27

La SEO non è una scienza esatta, i fattori calcolati dell’algoritmo di Google sono tantissimi e per farti trovare non basta solo la scrittura, ma anche freschezza dei contenuti, bontà dei contenuti, ecc… Sei mesi comunque sono pochi per disperarti, se il blog è un hobby non scriverai tutti i giorni quindi la sua crescita sarà più lenta! Cerca di scrivere regolarmente e partecipa il più possibile alle iniziative dei gruppi per farti conoscere, se dal lato SEO è tutto a posto allora le visite arriveranno di conseguenza 🙂

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Jessica 13/11/2018 - 8:30

Grazie Paola per la tua risposta. Vedrò di seguire i tuoi consigli! Grazie e buona giornata. 🙂

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Sylvié 27/03/2018 - 17:09

Davvero molto utile e interessante. L’unica cosa che non ho ben capito è il discorso che facevi sul no follow. Per il resto è tutto molto chiaro e in linea di massima è un po’ quello che cerco di fare con il mio blog Crazy Travel. Non sapevo che commenti e condivisioni influenzassero Google per il posizionamento. Grazie per tutte queste dritte Sylvié

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Paola 27/03/2018 - 20:09

Quando inserisci un link perché ti pagano (=post sponsorizzato) devi sempre inserire l’attributo nofollow per far capire a Google che non è un link “spontaneo” 🙂

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Cristiana Franzini 25/03/2018 - 13:30

esattamente cosa si intende per parola chiave?

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Paola 25/03/2018 - 13:58

Le parole che usi per cercare un determinato argomento e che devono rientrare nel testo del tuo post

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Alessandra 23/03/2018 - 10:09

Voglio stamparmi tutti i tuoi articoli sull’argomento Blogging perché sono veramente pratici e ben fatti! Grazie❤️

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Paola 24/03/2018 - 10:09

Grazie! Sto cercando di pubblicarne almeno uno al mese per trattare più argomenti possibile, sempre senza paroloni tecnici 🙂

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elisabettapend 08/03/2018 - 3:07

devo dirti che raramente sono incappata in articoli sull’argomento ben fatti , non banali, non infarciti di luoghi comuni e non inutili,come il tuo. brava.<3

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Paola 08/03/2018 - 11:42

Grazie ❤️ volevo raccontare la SEO in modo semplice perché alla fine non è una scienza esatta e Google premia chi scrive bene per il piacere di condividere informazioni utili

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elisabettapend 08/03/2018 - 15:28

lo penso da sempre. e sono lieta di non essere l’unica. Google così come la vita in generale. grazie a te, leggerò con piacere anche i tuoi articoli futuri.

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claireinsicily 04/03/2018 - 14:44

Ma sai che seguendo questo schema sto ottenendo dei buoni risultati per determinate parole chiave? La cosa più difficile, quando si scrive in ottica SEO è cercare di mantenere il proprio stile di scrittura, che spesso può sembrare forzato, non trovi?

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Paola 04/03/2018 - 15:32

Concordo che gli articoli scritti principalmente per la SEO sono tutti molto simili e da copywriter li riconosco a prima vista 😉 Lo stile di scrittura si sviluppa solo scrivendo tanto, ma se stai già ottenendo buoni risultati vuol dire che hai già assimilato tutte le nozioni SEO più importanti restando te stessa in quello che scrivi!

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lizbiella 03/03/2018 - 18:22

Sono sempre utilissimi i tuoi articoli sul blogging!
Questo sulla SEO in particolare.
Ma come mai è necessario mettere il link di no follow quando sponsorizziamo? Cioè, se sto sponsorizzando un hotel, e inserisco il link che rimanda alla sua pagina, quale risultato negativo ho? (Ovviamente l’ho sempre fatto così, sigh).
Ad esempio, alcune collaborazioni mi hanno chiesto esplicitamente di non inserire il tag nofollow!

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Paola 04/03/2018 - 15:28

Si tratta di una regola di Google perché il suo algoritmo dà maggiore importanza agli articoli che vengono condivisi, ma la compravendita di link che avviene con i post sponsorizzati andrebbe a falsare il risultato. Se Google si accorge che link comprati sono follow va a penalizzare sia il tuo blog che la destinazione del link. Quindi tutti i link per cui ricevi un pagamento devono essere nofollow, ovvero il modo che serve per indicare a Google che non sono condivisioni avvenute in modo naturale. Per sanare il pregresso e avere un blog “pulito” dal punto di vista SEO ti basta modificare l’attributo dei vecchi link come nofollow 🙂

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Sandra 02/03/2018 - 17:10

Ma certo che ne voglio sapere di più, sempre di più! Ho riletto questo tuo post almeno 4 volte e ogni volta mi dico: ma accidenti a me dove diavolo sbaglio? Non ho il giusto approccio nella scelta della parola chiave?
Al mio ritorno in patria con il nuovo materiale accumulato qui, farò in modo di mettere in pratica questi tuoi consigli alla lettera.
Aspetto altri post così!!

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Paola 02/03/2018 - 21:21

Grazie Sandra! Ho tante idee sui prossimi post riguardanti il blogging, il difficile è solo “tradurli” in modo comprensibile non da addetti ai lavori 🙂 Prima del prossimo post però voglio vedere un’iniezione di SEO al tuo blog!

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Sandra 03/03/2018 - 8:46

Ci proverò! Giuro!!

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Lara Chiari 27/02/2018 - 20:47

Grazie Paola per queste utilissime raccomandazioni!
Terrò sicuramente conto di quanto hai detto per i prossimi post e spero, così facendo, di piacere un po’ di più ai lettori e a Google 😉

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Paola 28/02/2018 - 1:19

Fammi sapere il risultato! Nel frattempo mi tengo libera per un brindisi appena arrivi in prima pagina di Google!

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Noemi Bengala 27/02/2018 - 11:31

Ho seguito i tuoi consigli, soprattutto il numero 4 e devo dire che la mia SEO è davvero migliorata. Ti ringrazio moltissimo per queste dritte

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Paola 27/02/2018 - 12:44

Che bello ricevere dei feedback positivi!

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francesca 27/02/2018 - 11:18

Consigli utilissimi, soprattutto quello di aggiornare vicchi post, non avevo idea che fosse una cosa “google friendly”. Grazie!

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Paola 27/02/2018 - 12:40

Rinfrescare i vecchi post ti farà avere un boom di nuove visualizzazioni 🙂

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Robi 25/02/2018 - 21:18

E’ sempre bello leggere i tuoi articoli. Sei simpatica, preparata e molto utile. Questo SEO che ci fa impazzire , gioia e dolore dei blogger!
Articolo molto interessante, grazie delle dritte. E ora? corro a leggere il post sul bidet!

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Paola 25/02/2018 - 22:57

Il post sul bidet è un must per i lettori del mio blog 😉 e grazie per i complimenti!

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sowmyasofia 25/02/2018 - 16:10

Molti interessante, e finalmente qualcosa di scritto come “si mangia”. E’ sempre complicato leggere di SEO, scrivono come se fossero tutti ingegneri e diventa complicato per una come me che di logico ha solo il logaritmo del cellullare. 🙂

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Paola 25/02/2018 - 18:46

Grazie! Concordo con te sul fatto che ogni tanto sia necessario spiegare le cose in modo semplice, quando ero alle prime armi nel blogging diventavo matta a capirci qualcosa. Spesso rimaniamo intimidite dietro paroloni che poi si rivelano regole semplici da mettere in pratica 🙂

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Simona 25/02/2018 - 12:52

Molto utile e interessante!! Cercherò di applicare questi consigli quando scrivo sil blog

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Paola 25/02/2018 - 15:00

Fammi sapere i miglioramenti poi 😉

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La_Fede 23/02/2018 - 13:08

Sono alle prime armi e trovo molto interessanti queste informazioni per aiutare il mio blog a crescere nel migliore dei modi, aspetterò con ansia le prossime informazioni!

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Paola 23/02/2018 - 14:36

Con la newsletter di oggi è arrivata una SEO-sorpresa 😉

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Rivogliolabarbie 19/02/2018 - 12:43

Consigli davvero utilissimi, la SEO sarà la mia missione per il 2018 (come se ci fosse solo quello da guardare) quindi prendo e porto a casa!

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Paola 19/02/2018 - 15:25

Forza! Sono con te (e con Barbie!!!)

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Daniela - The DAZ box 19/02/2018 - 11:04

Condivido tutto Paola e infatti seguo praticamente tutto ciò che hai scritto. Detesto glo articoli con la ripetizione osseasiva delle parole chiave, tipo quando ripetono il titolo ad ogni paragrafo!

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Paola 19/02/2018 - 15:22

Detto da te che hai dei numeri ottimi e una SEO “naturale” è davvero una soddisfazione 🙂

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Giulia 19/02/2018 - 9:34

Consigli utilissimi, complimenti! Io ammetto che a volte me ne frego un po’ della SEO, però in linea di massima cerco di applicare almeno le regole base. Comunque il disagio di noi senza bidet è reale e merita di essere il primo risultato 😀 😀

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Paola 19/02/2018 - 15:21

Ora con la casa nuova dovrai installare il bidet! Un mio conoscente si è garantito un sacco di popolarità postando sui social la foto del suo bagno British con bidet 😀 Lato SEO invece secondo me i tuoi post sono ok, sempre leggibilissimi

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Denise 19/02/2018 - 9:11

Molto utile il tuo post Paola! In realtà sapevo già molte di queste cose ma mi manca L’applicarmi in modo sistematico…ora dopo qualche anno di blogging è arrivato il momento!

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Paola 20/02/2018 - 0:43

Quella è la grande difficoltà di ogni blogger, mantenere il nostro stile personale e piacere a Google può essere complicato specialmente per quelle di noi che lasciano fluire la scrittura a ruota libera!

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marina lo blundo 19/02/2018 - 8:50

Ottimi consigli! Sempre mal sopportato i post in cui “ora ti spiego come fare questo”: si capisce che non sono naturali e personalmente il tono usato fa sentire a me, lettrice, una cretina. Non sono una grande applicatrice di tecniche SEO, anche perché in tanti casi vedo che mi snaturerebbe lo stile e per me lo stile è fondamentale. È evidente però che non si possa far finta di niente e quindi ben venga questo post, che ci dice come usare la SEO col buonsenso.

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Paola 19/02/2018 - 15:19

Il “ti spiego come fare” secondo me ormai è diventato un riempitivo per chi scrive gli articoli ed è pagato a parola 🙂

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Rocio Novarino 10/02/2018 - 14:48

Molto interessante e utile! Alcune cose le sapevo già essendo che da brava studente come mi piace sempre essere, mi ero documentata. Però mi è piaciuto molto il modo con cui hai descritto le cose senza appunto i paroloni 🙂

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Paola 10/02/2018 - 21:05

Grazie! Avevo paura di semplificare troppo quando in realtà proprio questo approccio “facile” sembra essere molto apprezzato 🙂

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Anna 10/02/2018 - 2:04

Grazie Paola, ora ho capito tante cose. Io nn capisco nulla di Seo, e sinceramente a volte ne sono felice. In effetti ci sono post scritti solo seguendo la Seo e li senti, freddi e tutti uguali. Come dici tu, ben venga che Google si stia umanizzando… Cmq anche in Aussie non c è il bidet!

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Paola 10/02/2018 - 11:11

Pensa alla SEO come un insieme di regole per la stesura di un testo, se sei hai talento puoi infrangerne qualcuna e venire letta lo stesso 😉 In italiano credo che la scrittura per la SEO si noti molto di più perché abbiamo tanti sinonimi e un modo di esprimerci più complesso, grammaticalmente parlando. Alcuni testi SEO friendly li percepiamo finti proprio perché hanno una ripetizione di frasi e parole normalmente non utilizzate. Ben vengano quindi i sinonimi anche se non ci fanno superare la densità della parola chiave prevista dalla regoletta! PS: bidet forevah 😉

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Giulia M. 09/02/2018 - 21:30

A me è sembrato un post molto utile (e anche incoraggiante in realtà), sarei felice di leggere altri tuoi post sul blogging! Quando ho deciso di aprire il mio blog mi sono messa a cercare informazioni e ovviamente la questione Seo e calendari editoriali è saltata subito fuori. Sono abituata a studiare in modo organizzato e stilare calendari, ma soprattutto mi piace scrivere. Sentir dire da una percona con esperienza che nonostante tutto per l’indicizzazione è comunque importante riuscire a pensare in modo umano, piuttosto che robotico e iper programmato, sinceramente mi solleva!

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Paola 09/02/2018 - 21:59

Google con i suoi algoritmi sta cercando di diventare sempre più umano e io per prima ne sono felicissima! Creare un sito a tavolino e posizionarlo bene richiede alcune tecniche che fanno perdere tutto il piacere della scrittura (e sono anche noiose da applicare se devo dirla tutta!). Calendari editoriali, titoli e parole chiave devono essere solo una traccia da seguire, non un vincolo indissolubile. Se qualche volta ci scappa un post SEO unfriendly non è un dramma e magari piace lo stesso ai nostri lettori affezionati 🙂 Sono davvero contenta che il post ti sia stato utile!

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Stefania CON LA VALIGIA ARANCIONE 09/02/2018 - 19:58

Seguo le tue rubriche sul blogging con molto interesse Paola! Grazie per condividere le best practices, sono molto utili ☺️. E adoro il post sui bidet

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Paola 09/02/2018 - 20:39

Il post sul bidet è un must! Speravo di diventare una blogstar per i musei di Liverpool, ma gli internauti preferiscono il bidet ahahah. Meno male che almeno la rubrica sul blogging mi da sembrare una persona seria. Grazie a te per seguire la rubrica e motivarmi a continuare 🙂

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oltreleparole 09/02/2018 - 11:41

Consigli utilissimi i tuoi Paola! Io, la Seo e Google non adiamo per nulla a braccetto. Il mio problema fondamentale è che non riesco a stilare un piano editoriale. Scrivo di getto, di momento e questo si vede, molto anche. So che devo applicarmi di più ma mi scombussola proprio il modo di scrivere. Devo ammettere però che il tuo articolo, scritto in modo davvero comprensibile, mi ha aiutato ad individuare qualche metodo per accontentare google senza distorcere quella che sono io e quello che il mio modo di raccontare. Mi devo sicuramente mettere d’impegno e pensare prima di scrivere senza però perdere la mia essenza. Grazie per questo post, io l’ho trovato davvero utile!

Rispondi
Paola 09/02/2018 - 14:12

Grazie! Avevo un po’ paura a presentare la SEO in modo meno tecnico perché se non dici paroloni non sei nessuno 🙂 e allo stesso tempo mi ritrovavo nella tua posizione di non voler forzare il mio blog a diventare un prodotto studiato a tavolino. Sono davvero contenta ti sia stato utile! Fammi poi sapere che risultati otterrai applicando questi consigli SEO, io ho fatto l’esempio del mio post più letto, ma il numero di visite è aumentato su tutti i post

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