Home Appunti di viaggio In Asia di Tiziano Terzani, raccontato da Samanta di Hopeless Wanderer
Giovane monaco buddista in Asia

In Asia di Tiziano Terzani, raccontato da Samanta di Hopeless Wanderer

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Uno dei miei libri preferiti, di quelli che mi ha fatto appassionare al Sud Est Asiatico e mi ha spinto a conoscerlo attraverso i miei viaggi è sicuramente In Asia, scritto da Tiziano Terzani. Ho amato così tanto questo autore che a Bangkok sono andata anche a visitare la casa Turtle House di cui ha parlato in diversi suoi libri, giusto in tempo prima che venisse abbattuta.

Quando Samanta di Hopeless Wanderer mi ha quindi proposto la recensione di In Asia per la mia rubrica sui libri di viaggio ho accettato immediatamente, piena di entusiasmo per rileggere questo libro con gli occhi di un’altra viaggiatrice. Vi lascio quindi alla sua splendida e profonda recensione, ricca di dettagli che ci faranno venire voglia di riprendere in mano questo libro anche se l’abbiamo già letto numerose volte perché Tiziano Terzani secondo me è un vero compagno di avventure, non un semplice scrittore.

La recensione di In Asia di Samanta di Hopeless Wanderer

La prima volta che lessi dell’Asia, di quella vera, non patinata e lontana dalle immagini esotiche e spesso fuorvianti che ci vengono propinate, avevo tra le mani Niente e così sia di Oriana Fallaci. A nemmeno vent’anni, mi immersi in un contesto fatto di angoli poco conosciuti, problematiche spesso più profonde di quanto immaginiamo e di frammenti di bellezza nascosti, molto di frequente, in attimi inaspettati. Ricordo ancora i pomeriggi d’estate in cui, per fuggire ai manuali di letteratura e a quelli di filologia, mi perdevo nei resoconti sulla guerra del Vietnam e mi chiedevo perché, al liceo, certe cose non ci fossero state trasmesse.

Samanta di Hopeless Wanderer

Samanta di Hopeless Wanderer legge ‘In Asia’ di Tiziano Terzani

In Asia di Tiziano Terzani, quasi dieci anni dopo, mi ha riportato a quelle atmosfere spesso un po’ crude ma incredibilmente affascinanti, dove la realtà pare prendersi gioco delle stampe ritoccate che campeggiano nelle agenzie di viaggi. Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1998, contiene tutti gli articoli che Terzani, all’epoca corrispondente per Der Spiegel, scrisse durante il proprio soggiorno in Asia. A introdurre il volume, infatti, troviamo queste parole:

La collezione che segue è una selezione delle cose puramente giornalistiche che ho scritto nel corso degli ultimi venticinque anni. La maggior parte sono traduzioni dei miei originali in tedesco o in inglese, altri sono articoli scritti direttamente in italiano. Mi son permesso di lasciarli come li ho trovati, i vecchi nelle veline o nelle versioni passate al telex, i più recenti nella memoria del computer.

L’autore parla non solo di Cina e Giappone ma anche di angoli del continente asiatico spesso meno conosciuti quali la Birmania e, così facendo, invoglia il lettore a informarsi, continuare a leggere e ricercare, porsi domande. L’ordine cronologico con cui i vari testi sono presentati, inoltre, permette di comprendere meglio l’evoluzione sociale e spesso politica che caratterizza alcune parti del continente asiatico e l’estrema eterogeneità di questo ultimo.

D’altra parte, la presenza di articoli di cronaca alternati a commenti e riflessioni permette di intrecciare queste due dimensioni, quella sociale e quella politica, e coglierne aspetti che altrimenti passerebbero inosservati. Allo stesso modo, tutte queste considerazioni permettono un confronto, spesso involontario, con la cronaca attuale e le piccole e grandi tragedie del mondo moderno.

La descrizione che Terzani fa, ad esempio, del razzismo caratterizzante il popolo giapponese permette non solo una maggiore contestualizzazione di questo paese tristemente inflazionato (si pensi ai numerosi All you can eat di ispirazione sino-giapponese oppure ai kimono usati come costume di Carnevale) quanto una serie di riflessioni su pratiche e modi di pensare che, pur caratterizzando anche la civilissima Europa, ci sembrano estranei al sentire comune. L’analisi attenta delle varie dinamiche politiche e dei giochi di potere che hanno fatto da padrone in alcuni angoli dell’Asia, uniti ai commenti spesso disarmanti dell’autore, permettono poi un’ulteriore considerazione fondamentale a proposito dell’influsso delle potenze occidentali su queste realtà e del concetto di occidentalizzazione degli usi e dei costumi.

A fronte della complessità tematica del libro, insomma, perché consigliarlo? Perché esplorare realtà diverse dalle nostre, viaggiando oppure semplicemente immergendosi in questo vortice di parole, significa assorbirne anche gli aspetti meno luccicanti. Perché conoscere davvero un paese straniero significa essere a conoscenza di ciò che ne ha scolpito il tessuto sociale, contraddistinto gli avvicendamenti politici e condizionato la morale. Perché, concludendo, sarebbe bello camminare su questa terra un poco più consapevoli di ciò che ci sta attorno, attenti alle mille sfumature che la caratterizzano e alle piccole e grandi contraddizioni che la rendono unica e speciale.

Grazie Samanta per la tua recensione! Fatemi sapere nei commenti ⬇︎ se anche voi avete amato questo libro e Tiziano Terzani quanto noi.

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