Home DestinazioniEuropa Interrail: in viaggio con gli amici per scoprire l’Europa

Interrail: in viaggio con gli amici per scoprire l’Europa

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Le avventure in Interrail delle Travel Blogger Italiane continuano con Marina di Maraina in viaggio, archeologa, amante di Agatha Christie anche lei e ovviamente viaggiatrice instancabile. Marina dice che “viaggiare è il suo peccato”, citando la nostra amata scrittrice di gialli a bordo treno.

Marina nei suoi viaggi ha sempre scritto diari e scattato fotografie, prima tutto in analogico (avete visto che meraviglia i suoi diari?) mentre oggi le parole le scorrono veloci dalla tastiera. Il suo blog è un fluire costante di pensieri e un’avventura da vivere in sua compagnia. Ha iniziato a viaggiare proprio con l’Interrail e ce lo racconta qui, con il suo stile di scrittura così coinvolgente che sembra un racconto a viva voce.


L’esperienza di Marina in Interrail in giro per l’Europa

Quando sono partita per l’Interrail avevo la bella età di 22 anni. Era l’ormai lontano 2003, quando ancora gli smartphone non esistevano e anche le fotocamere digitali erano poco diffuse. Andai in giro per l’Europa con una macchina fotografica a rullino e scattai soltanto tre rullini da 36: impensabile al giorno d’oggi!

Mi propose il viaggio un ragazzo brasiliano, un carissimo amico di nome Fernando che era venuto in Italia, a Genova, a fare una sorta di Erasmus alla facoltà di architettura. Lui convinse me e una delle mie compagne di casa, la Ila, a partire. Cioè, noi due ci convinse subito. I nostri genitori furono ben più difficili da persuadere… Non era cosa da poco in effetti: né io né lei avevamo mai fatto viaggi all’estero, men che meno da sole, e prendere e partire, affrontare così il mondo esterno senza alcuna preparazione li spaventava a morte. Ci salvò il fatto che entrambe eravamo due ragazze con la testa sulle spalle, e che Fernando era persona davvero irreprensibile. Un uomo (un ragazzo, meglio) al nostro fianco avrebbe fatto comodo. Così partimmo, nel torrido agosto del 2003.

Già all’epoca mi piaceva scrivere. Già all’epoca sapevo che avrei compiuto un’impresa eccezionale. Durante il viaggio scrissi giorno per giorno un diario; tornata a casa confezionai un quaderno bellissimo, in cui alternai alle parti scritte le fotografie, gli scontrini, i biglietti e quant’altro. Quel quaderno viene sempre con me, mi ha seguito in tutti i miei traslochi. È il papà del mio futuro travel blog Maraina in viaggio.

Diario di viaggio Interrail Amsterdam

Le pagine di Amsterdam del diario di viaggio in Interrail di Marina

L’itinerario dell’Interrail di Marina attraverso l’Europa

In realtà l’itinerario non lo scelsi io, lo fece Fernando: per me era tutto nuovo, mentre lui sentiva l’esigenza di dover girare quanto più possibile l’Europa prima di tornare definitivamente in Brasile (in realtà poi sarebbe tornato altre volte in Italia e non solo, ma all’epoca non poteva saperlo).

Scegliemmo di toccare le capitali europee Vienna, Berlino, Amsterdam, Parigi, Madrid. Da qui saremmo stati per una settimana ospiti di un compagno di casa di Erasmus di Fernando, tale Daniel, portoghese, il quale ci avrebbe messo a disposizione la sua casa al mare, a Nazaré; poi avremmo proseguito tornando verso la Spagna passando da Siviglia, Granada (in una notte), Barcellona. Infine il rientro. Non male, in un mese, eh?

L’organizzazione di un viaggio in Interrail

All’epoca il biglietto Interrail era distinto per zone sulla base delle nazioni che si toccavano. Noi facemmo il biglietto per tre zone, il più ampio e più lungo (quello che ora è il biglietto Interrail Global Pass). Con l’eccezione della Spagna, dove già all’epoca bisognava prenotare il posto sul treno, per cui bisognava pagare un sovrapprezzo, in tutte le altre nazioni ci bastò il biglietto Interrail base.

Spesso viaggiammo di notte, per ottimizzare i tempi e per risparmiare sulle spese di alloggio. In quel viaggio ho imparato a dormire in treno, devo dirlo! Quando invece ci fermavamo per una o due notti in una capitale europea allora cercavamo un ostello tra quelli garantiti, che costavano magari un pochino di più, ma ci davano la sicurezza di poter dormire con tranquillità, magari in una stanza solo per noi. Giravano troppe storie di furti nelle camerate degli ostelli di mezza Europa, per cui questa era la condizione che ci avevano messo i nostri genitori. E devo dire che anche noi eravamo comunque più tranquilli.

A Madrid, a Siviglia e in Portogallo invece fummo ospitati da ragazzi che a loro volta avevano fatto l’Erasmus a Genova e che avevamo conosciuto poco prima di partire.

Lo rifarei? Oh sì, lo rifarei, tappa per tappa, treno per treno.

A chi è adatto un viaggio in Interrail secondo Marina

Chi mi conosceva all’epoca non avrebbe scommesso una lira sulla mia voglia di partire e sulla mia capacità di adattarmi alle situazioni più disparate, in contesti in cui anche la lingua è diversa (e io all’epoca conoscevo il francese e basta, l’inglese l’ho appreso – poco – solo in seguito).

Innanzitutto l’Interrail è un’esperienza che va fatta da giovani. E che va fatta. Per me è stata il battesimo del viaggio, l’ingresso vero e proprio nella vita adulta, potrei dire. Certo, bisogna esserci portati: chi vuole viaggiare con tutti gli agi e con la valigia piena di ogni cosa può scegliere un’altra tipologia di viaggio.

L’Interrail è senza dubbio faticoso e necessita di una buona dose di arte d’arrangiarsi e di capacità di affrontare le varie situazioni in maniera anche spartana. Ma dà davvero tante emozioni e soddisfazioni. Ed è un viaggio che non si dimentica.

Diario di viaggio Interrail Portogallo

Le pagine sul Portogallo del diario di viaggio in Interrail di Marina

Il bonus extra dell’Interrail di Marina: una storia d’amore in Portogallo

Eheh… Avevo conosciuto Daniel già a Genova: era anche lui in Erasmus e viveva con Fernando. Già in Italia avevo avuto sentore di piacergli. Fu lui che ci propose di passare una settimana al mare da lui in Portogallo. L’ospitalità non si rifiuta mai, del resto.

Fu una storia breve ma intensa, una roba da film come tutte le ragazze sognano di vivere: l’avventura col ragazzo straniero in vacanza, l’emozione di un “Je t’aime” sussurrato nell’orecchio al tramonto, la disperazione quando sai che il giorno dopo dovrai partire e non lo vedrai mai più.

Ci siamo sentiti ancora per qualche tempo, saltuariamente e sempre meno. Ognuno s’è fatto la sua vita, com’è giusto che sia. Io ricordo sempre con grande piacere quella breve storia d’amore. Mi piace pensare che anche per lui sia così.


Tra romanticherie in riva al mare e avventure in treno non avete anche voi voglia di partire? Secondo me l’Interrail possiamo farlo anche ora che siamo più âgée, cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti e sappiate che se cercate una compagna di viaggio con bimbo al seguito io ci sono!

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