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Musei BELvue e Magritte a Bruxelles

Perché visitare i musei di storia e in particolare il BELvue di Bruxelles

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Quando visitiamo una città in pochi giorni ci ritroviamo sempre a scegliere quali attrazioni e musei visitare per questioni di tempo. In genere, mi limito a due o tre musei e poi cerco di respirare il più possibile l’atmosfera dei luoghi senza fare programmi in modo da poter inserire all’ultimo momento la visita a qualcosa che non avevo programmato.

Bruxelles avevo scelto i musei BELvue e Magritte, che trattano rispettivamente di storia ed arte, oltre all’imperdibile Parlamentarium che raccoglie tutto il meglio dell’Unione Europea. Probabilmente vi starete chiedendo perché tra questi ho scelto anche un museo di storia quando ogni guida turistica ci riporta i secoli precedenti in versione Bignami. La risposta può darvela solo lo stesso museo BELvue che è molto più interessante di quello che sembra a prima vista.

Il lato interessante (o assurdo) dei musei di storia

A differenza delle guide turistiche, generalmente scritte e pensate per dei lettori occidentali, i musei locali che trattano la storia del proprio Paese ci danno una visione inedita degli eventi, mentre riflettono la visione dei loro cittadini.

In Thailandia per esempio mi ero quasi strozzata leggendo di Mussolini ucciso dai balilla nella seconda guerra mondiale (!). Tuttora continuo a sperare che il museo WWII di Kanchanaburi, situato nei pressi della ferrovia della morte Death Railway, venga rivisto al più presto, ma questa assurdità mi ha fatto capire quanto l’Italia possa essere assolutamente indifferente a un thailandese di provincia.

Ognuno di noi infatti ha una percezione diversa della storia a seconda della cultura e istruzione di origine. Nel caso belga, la rilettura di eventi storici data dal museo BELvue mi ha fatto capire meglio il modo di vivere e pensare dei locali.

La visita al museo BELvue può seguire due differenti percorsi suggeriti: quello cronologico oppure quello legato alle vite dei sovrani, ma nessuno vi vieta di saltellare dall’uniforme di Baldovino all’esposizione universale senza soluzione di continuità. È un posto rilassante, nel quale trascorrere un pomeriggio piovoso in tutta tranquillità.

La storia cancellata del museo BELvue di Bruxelles

Bellezza del palazzo e riparo dalla pioggia a parte, il motivo per visitare il museo BELvue è scoprire come anche l’europeissima Bruxelles riesce a essere assolutamente unpolitically correct quando si parla delle sue colonie. La tragica storia dei possedimenti reali in Congo infatti è stata ridotta a soli tre articoli di giornale quasi nascosti tra gli altri reportage dell’epoca.

Museo BELvue di Bruxelles

Una sala dell’esposizione permanente al museo BELvue

Re Leopoldo II infatti aveva deciso di prendersi anche lui un pezzetto di Africa per non essere da meno degli altri capi di Stato europei, ma visto che né il governo né i suoi sudditi sembravano interessati, si era dedicato al colonialismo come privato cittadino. Proprio per lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani che permetteva e incentivava in Congo, Leopoldo II è rimasto una figura molto oscura nella storia del Belgio.

Dopo che il Congo Belga passò dalla proprietà di re Leopoldo II ad essere una colonia belga, fu avviata una politica dell’oblio per dimenticare un passato inenarrabile. Come riporta Adam Hochschild in King Leopold’s Ghost:

Il Congo offre un eclatante esempio della politica dell’oblio. Leopoldo e i funzionari coloniali belgi che lo seguirono fecero accuratamente tutto il necessario per cercare di cancellare le prove potenzialmente incriminanti dagli archivi storici.

Sono rimasta molto impressionata per la mancanza di un pezzo di storia a distanza di così tanti anni. A inizio Novecento coprire le malefatte dei propri governanti poteva essere la prassi, ma oggi con Bruxelles sede del Parlamento Europeo mi è sembrato decisamente colpevole e assurdo, soprattutto perché il colonialismo passato influenza ancora moltissimo i rapporti internazionali e la struttura sociale del Belgio.

Pensiamo solo al quartiere Matongé, popolato quasi esclusivamente da immigrati provenienti dall’area dell’ex Congo Belga: quando passeggiamo per queste vie ci ricordiamo di non essere in Africa solo per il clima. Ristoranti, colori, suoni e sapori ci riportano immediatamente ad una cultura completamente diversa e mai del tutto integrata.

Museo BELvue di Bruxelles

Interno del museo BELvue

Perché visitare il museo BELvue a Bruxelles

Prima di continuare la visita al museo ho rifatto un paio di volte il giro delle sale del Novecento e vi confermo che manca davvero tutta la parte di storia riguardante il Congo Belga. Una volta accertata e accettata l’assenza delle malefatte di re Leopoldo possiamo goderci il resto del museo BELvue. Io spero che in futuro il museo possa cambiare, se avverrà sarò ben felice di aggiornare il mio post con il pezzettino di storia dimenticata.

Il museo BELvue comunque ci racconta tante altre storie interessanti, a partire dalla fondazione del Belgio moderno nel 1830. Se la vostra guida turistica non racconta come si è costituito il Belgio, potete scoprirlo qui. Al museo BELvue la storia è riportata esattamente come viene insegnata nelle scuole perché è un museo allestito dai belgi per i belgi. Questo motivo, insieme allo splendido palazzo in cui è ubicato e al ristorante super carino, dovrebbero convincerci a non ignorarlo durante la nostra visita a Bruxelles.

Ristorante del museo BELvue di Bruxelles

Lo splendido ristorante all’interno del museo BELvue

Care viaggiatrici, come al solito fatemi sapere nei commenti ⬇︎ cosa ne pensate del museo BELvue o se vi è venuta voglia di visitarlo dopo aver letto questo post.

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2 commenti

selly 03/04/2018 - 12:50

Ciao carissima. Intanto complimenti per come scrivi. Io quando viaggio cerco spesso, quelle che sono le particolarità che il posto mi riserva. A Bruxelles vorrei vedere il museo del perizoma e quello dei fumetti. Penso che sarà bizzarro ma curioso allo stesso tempo. Il 21 aprile parto. Ti saprò dire.

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Paola 03/04/2018 - 22:29

Ciao, grazie per i complimenti, fanno sempre piacere 🙂 I musei che citi non li ho visti quindi leggerò volentieri i tuoi racconti di viaggio. Ti consiglio anche il museo Magritte, davvero molto interessante. La prossima settimana invece farò uscire un post su dove mangiare a Bruxelles e ti anticipo che non è assolutamente una città da visitare quando si è a dieta!

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