Home DestinazioniEuropaRegno Unito Vita da expat: Mum what else, una mamma italiana a Londra
Guardie della regina a Londra

Vita da expat: Mum what else, una mamma italiana a Londra

2 commenti

Nella mia esperienza da expat prima e da semi-pendolare dopo ho sempre letto con curiosità i blog degli altri italiani all’estero e uno dei miei preferiti è Mum what else, scritto da Francesca, un ex produttrice televisiva trasferitasi a Londra diventando per un periodo una mamma a tempo pieno. Nonostante il cambio del suo stile di vita Francesca è rimasta una donna grintosa e piena di interessi che si riflettono nel suo blog, molto poco mummy nell’accezione negativa di questo termine e molto interessante anche per chi non ha figli. Io stessa che prima di rimanere incinta trovavo noiosissimi i post sui bambini-amorini-fagiolini e ancora adesso li trovo spesso pesanti, ho sempre letto con interesse i suoi articoli sulla vita da mamma, salvandomeli per girarli poi alle amiche con bambini.

Francesca inoltre ha uno spettacolare profilo Instagram curatissimo che ci fa scoprire il meglio di Londra attraverso delle immagini a volte originali a volte elegantissime. I suoi bambini sono una presenza costante su questo canale, ma Francesca tutela la loro privacy senza sovraesporli creando un feed davvero elegante e ben assortito. Sono quindi molto felice di potervela presentare e ospitare la sua intervista sul mio blog ♥

View this post on Instagram

🇬🇧 What does Ig mean to me? Instagram, as the word itself says, was born to capture a moment. It is the power of a picture, its ability to isolate a moment that we want to preserve for ourselves or share with others. What about the increase in Ig of images clearly artifacts? I do not have breakfast or a bath among petals, as I'm not watching flowers flying from a cloud … I do not find all this cloying, and in the end this ride to the most glossy and faltering photo I do not mind! In my eyes this incubator of creativity does not stop being a hotbed of ideas and, inspiration. And what do you think about it? Should Instagram be more real? . 🇮🇹 Cosa rappresenta per me Ig? Instagram, come dice la parola stessa, era nato per cogliere un istante, un momento. È la potenza di una fotografia, la sua capacità di isolare nel tempo un attimo che vogliamo conservare per noi o condividere con gli altri. Che dire del proliferare in Ig di immagini palesemente artefatte? Non faccio nè colazione o il bagno tra petali di rose, come non sto a guardare dei fiori volanti da una nuvola… Non trovo tutto questo stucchevole, e alla fine questa corsa alla foto più patinata e costruita non mi dispiace! Ai miei occhi questo incubatore di creatività non smette di essere una fucina di idee, spunti, ispirazione. E voi cosa ne pensate al riguardo? Instagram dovrebbe essere più reale? . . #instagran#mumwhatelse#writersofinstagram#thatsdarling#momentslikethese#forprettyssake#thehappycapture#flashesofdelight#petaloso#feliceadesso#vivodiparticolari#flowersporn#pursuepretty#floralfoam#floralhoop#hoopersofinstagram#inspirewithblooms#myeverydaymagic#bloomsoftheday#mystoryoflight#passportpassion#livingabroad#goabroad#travelinspiration#expat

A post shared by Francesca in London (@mumwhatelse) on

La storia di un’expat a Londra

Nelle seguenti domande ho chiesto a Francesca come quando e perché ha deciso di trasferirsi in Inghilterra e le sue risposte sono super interessanti!

☂️ Come mai hai deciso di trasferirti in Inghilterra e perché hai scelto Londra?

La scelta di trasferirci in Inghilterra è capitata, non avevamo mai preso in considerazione di andare a vivere all’estero prima che ci si presentasse l’opportunità. Eravamo genitori da un anno e con due contratti a tempo indeterminato. Poi un head hunter contattò il mio compagno, offrendogli un posto a Londra e abbiamo pensato che fosse un’occasione da non perdere. Non volevamo passare il resto della nostra vita a chiederci, “e se..”. Ha vinto l’idea di fare un’esperienza del genere, pensando che fosse un’opportunità di crescita per tutti, compresi i nostri figli, che cresceranno bilingue. Ed eccoci qui, da due anni a Londra, una città che ho sempre amato, fin dalla prima vacanza studio e che sicuramente ha giocato un ruolo importante nel prendere la decisione di partire.

☂️ In Italia eri una produttrice televisiva, come mai hai scelto di non lavorare dopo il trasferimento?

Quando abbiamo accordato questa intervista io ero ancora una mamma full time. In realtà le cose sono da poco cambiate, ho infatti trovato lavoro. Quando ci siamo trasferiti io ero incinta del mio secondo figlio, che ho partorito a Londra, e mi sono dedicata totalmente a loro negli ultimi due anni. Ritengo di essere stata fortunata, ho potuto trascorrere moltissimo tempo con loro. Ho cominciato a cercare lavoro perché la vita è fatta di equilibri e dopo essermi data al 100% ai miei figli, avevo bisogno di ritarare la bilancia intorno a me stessa. In Italia ero appunto una producer per la TV. Qui in Inghilterra però l’ambiente televisivo è assai competitivo e ho capito sin da subito che avrei dovuto ricominciare un po’ da zero e fare gavetta. Sinceramente non me la sono sentita. Ho già dato, quando non avevo nessuno da cui tornare dopo le mie ore lavorative. Per fortuna grazie al blog, ho imparato un lavoro, il content marketing, ed ora faccio quello!

☂️ Com’era il tuo livello di inglese appena ti sei trasferita e com’è adesso? Hai seguito dei corsi per migliorarlo?

Quando sono partita dall’Italia, pensavo di avere un buon livello di inglese, avendolo utilizzato anche per lavoro giornalmente. Ma quando arrivai qui a Londra, mi resi subito conto di essere a malapena in grado di capire cosa mi venisse chiesto al telefono. In generale ho trovato la comprensione orale la più difficile. Ho fatto un corso e poi ho sfruttato il blog, che è anche in inglese, per fare pratica. Per la parte orale, leggo di tutto, dalle riviste ai saggi ai romanzi, e ascolto podcast.

☂️ In che zona di Londra vivi e quali sono i quartieri che preferisci?

I primi due anni abbiamo vissuto a Ealing, ma ora ci trasferiamo a Fulham. Consiglio entrambi per chi stesse valutando di trasferirsi a Londra. I quartieri che preferisco? La lista è lunga, accanto ai più scontati e posh come Marylebone e Kensington, mi piace Notting Hill, adoro Richmond, con il suo parco con i cervi e i Kew Gardens (un parco botanico enorme e stupendo) e poi il colorato e vivace Shoreditch, pieno di hipster e graffiti.

Francesca di Mum what else a Kew Gardens

Francesca di Mum what else a Kew Gardens

Amici, famiglia & abitudini Brit

Quando si espatria una delle difficoltà maggiori è proprio ricostruire la propria rete di relazioni e abitudini. A Londra ci sono tantissimi stranieri e quindi sarebbe possibile frequentare anche solo altri italiani con abitudini italiane (i gruppi di Facebook sono pieni di spacciatori di caciotte e salumi, per dire), ma avendo dei bambini forse è più facile integrarsi grazie a scuola e asilo, come conferma l’esperienza di Francesca.

☂️ Frequenti altre famiglie inglesi o solo expat? Hai avuto difficoltà a fare amicizia con altri londinesi?

Frequentiamo prevalentemente altre famiglie expat, ma abbiamo anche amici Brit. Non è difficile fare amicizia con i londinesi, anzi, avendo figli, sono moltissime le occasioni per scambiare due chiacchiere, dal parco al cancello dell’asilo. I londinesi sono ospitali, non ho mai avuto la sensazione di non essere gradita.

☂️ L’Inghilterra, e Londra in particolare, è un posto a misura di famiglie e bambini?

Eh, questa è una domanda a cui è difficile rispondere in poche righe. Per potersi permettere una buona qualità della vita a Londra, bisogna guadagnare parecchio. Tutto costa molto, a partire dagli affitti delle case e al costo dell’educazione, che fino all’età di 4 anni è pressoché tutta sulle spalle dei genitori ed è una voce di spesa molto importante. La nostra esperienza, dal punto di vista sanitario è buona, anche se dipende sempre da chi incontri. Diciamo che l’NHS, il sistema sanitario inglese, è efficiente ma molto basico. Il pediatra opera solo in ospedale, non è una figura di riferimento nella crescita del bambino, come abbiamo in Italia, e i medici che ho incontrato non sempre erano preparati. C’è molta attenzione al verde e a strutture adatte ad intrattenere i bambini, i musei sono gratuiti e offrono davvero tanto alle nuove generazioni e ci sono dei parchi meravigliosi. Le scuole pubbliche sono buone, ma dipende dalla zona in cui vivi e le scuole migliori sono ahimè private. È un sistema classista e competitivo. Per noi questa esperienza è un investimento, in termini di bagaglio culturale, non credo rimarremo a Londra per sempre, a meno che non diventeremo milionari.

Pomeriggio al parco per i bambini di Mum what else

Pomeriggio al parco per i bambini di Mum what else

☂️ Ti manca l’Italia? Se sì, cosa ti manca in particolare che non hai trovato in Inghilterra

L’Italia mi manca a momenti, ma abbiamo la fortuna di essere a solo un paio di ore di aereo. Possiamo tornare e vedere parenti e amici spesso.

☂️ Qual è il tuo cibo inglese preferito? Hai assaggiato la Marmite?

Il mio cibo inglese preferito sono gli scones con la whipped cream. La Marmite mai assaggiata invece, so cosa sia ma non mi è mai capitato di assaggiarla.

☂️ Quali sono le abitudini inglesi che hai acquisito e quali non sopporti?

Da quando ci siamo trasferiti, l’orario della cena in casa nostra è stato notevolmente anticipato, ci siamo un po’ adeguati alla tradizione inglese: d’inverno ceniamo tra le 17:30 e le 18:00, d’estate, complice il bel tempo, allunghiamo fino alle 18:30. Ma mi rendo conto che è prestissimo rispetto ai nostri standard.
Sai che invece non ci sono degli atteggiamenti inglesi che mi danno veramente fastidio?

Da mamma expat a super blogger

☂️ Quando e perché hai deciso di aprire il tuo blog?

Ho iniziato il blog senza un progetto ben preciso, mi serviva una scusa per esercitarmi nello scritto per prepararmi a un esame di inglese. Così ho iniziato a scrivere, solo in inglese. Poi però ho scoperto che avere un blog mi piaceva tantissimo, e allora mi sono messa a fare le cose seriamente. Ho fatto molti corsi e a settembre 2017, ho dato una nuova veste al sito e l’ho totalmente ristrutturato per renderlo bilingue. Il blog è stata per me una ventata di ossigeno, mi ha dato l’occasione di reinventarmi in un campo totalmente nuovo e inoltre mi sta dando l’opportunità di conoscere tantissime blogger e persone stupende.

Francesca di Mum what else

Francesca di Mum what else

Grazie Francesca per la tua intervista tra espatrio e maternità, soprattutto perché il tuo blog e il tuo profilo Instagram riflettono una personalità piena di interessi! Conoscevate già Mum what else? Fatemi sapere nei commenti se vi rispecchiate nella sua storia, se per voi l’espatrio è nato da un percorso diverso e anche se non vi spostereste mai dall’Italia!

Altri post che potrebbero interessarti

2 commenti

Anna 26/08/2018 - 2:19

mum what else non lo conoscevo, ma grazie a questa intervista sono diventata curiosa e andro a leggerlo. e’ stata una delle interviste che ho letto con piu attenzione,forse perche francesca mi assomiglia,eccetto l eta e i dye figli. la sintesi per me e’ che e importante reinventarsi sempre.

Rispondi
Paola 26/08/2018 - 20:11

Lo stesso motivo per cui anche per me è fonte di ispirazione. Più la conosco, anche solo virtualmente, più la stimo per come è riuscita ad affrontare i cambiamenti in modo positivo

Rispondi

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento

Questo sito internet usa i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy