Home Appunti di viaggio Il lavoro dei sogni di ogni travel blogger: il mystery guest negli hotel
Uno degli appartamenti di Paola in affitto a Varsavia

Il lavoro dei sogni di ogni travel blogger: il mystery guest negli hotel

14 commenti

Come ogni travel blogger che si rispetti adoro viaggiare e il mio sogno sarebbe trovare un lavoro che mi permetta di spostarmi spesso e soggiornare sempre in hotel di lusso. Se togliamo la parola ‘lusso’ dalla frase precedente sono riuscita a farlo per diversi mesi grazie a un lavoro di geolocalizzazione per Google Maps e, anche se ora la mia situazione familiare è cambiata, lo ricordo come un periodo emozionante e avventuroso in cui ‘casa’ era una settimana Ipswich e una settimana Fontainebleau.

Grazie a internet ho conosciuto Paola Pesoli, la blogger dietro al progetto di Bella Varsavia, che mi ha raccontato di quando ha lavorato come mystery guest per una catena di hotel di lusso. Se il lavoro dei sogni per noi travel blogger esiste davvero non è però così facile ottenerlo perché non ci si può candidare, ma si viene direttamente scelti dalla catena alberghiera per cui si lavora. Lascio quindi la parola alla mia omonima Paola per raccontarci tutto su questo lavoro ♥

Paola di Bella Varsavia a un concerto di Chopin

Paola di Bella Varsavia a un concerto di Chopin

Come diventare mystery guest negli hotel e ospitalità italiana a Varsavia

Ricordo che da piccola, in un viaggio in Austria, rimasi colpita da un bigliettino in un bagno pubblico che riportava la frase “lascia come hai trovato”. E questa sono io, lascio come trovo e se posso lo miglioro! Romana e orgogliosa di poter mostrare la mia città sul passaporto; testarda e impulsiva, ma soprattutto uno spirito libero.

Amo viaggiare da sempre ma ciò che amo è soprattutto perdermi nelle città, camminando con curiosità e scoprendo angoli deliziosi per puro caso, senza farmi aiutare da una mappa. Girando e girando nel 2014 mi sono ritrovata a Varsavia come turista e sono rimasta a viverci con mio marito, italiano, anzi napoletano! Anche qui mi occupo di ospitalità, ma con qualità italiana però.

La mia curiosità e pignoleria però spesso mi portano a notare pure troppi dettagli, che finiscono per rovinarmi le vacanze. Però questo mio aspetto caratteriale mi ha aperto ad un mondo che amo: il mio lavoro come Quality Manager di hotel di lusso.

Controllo che ogni dettaglio in albergo sia perfetto, perché prevenire è meglio che curare! Questo è uno degli aspetti tecnici che studiano i partecipanti ai miei corsi di formazione del personale alberghiero. Abbiamo il compito di lavorare quando gli altri sono in vacanza, ma in particolar modo l’obiettivo è rendere quella vacanza indimenticabile. Solo così parleranno in giro del nostro hotel.

Nella mia carriera ho avuto l’onore di lavorare in diverse strutture prestigiose e sono stata nominata ‘la manager che trova il capello bianco sul tappeto bianco’. Questa frase ha fatto sì che diventassi un ispettore, o meglio conosciuto dai più, un mystery guest.

Non vi preoccupate, ora posso svelare il mio misterioso lavoro e la mia identità, ma per anni non ho potuto farlo. Iniziare non è semplice perché si viene scelti. Non esiste come ruolo ‘fare il cliente misterioso’, altrimenti vorremmo farlo tutti. Ma chi ci sceglie? La casa madre, ossia, la catena alberghiera per cui si lavora e per cui ci si è distinti durante il proprio lavoro.

Dato che il mystery guest deve fare in modo che l’albergo migliori le sue performance ho sempre pensato che quella frase con cui ero soprannominata ha dato inizio a tutta questa avventura. Bisogna conoscere ogni reparto dell’hotel per poterlo analizzare, valutandone i pregi e i difetti da migliorare. Si viaggia e si dorme in posti fantastici, ma si lavora molto, soprattutto per non farsi scoprire.

Dai mettetevi comodi che vi racconto la giornata tipo di un cliente misterioso. Prima di arrivare in albergo avrà sicuramente prenotato e in genere tende a farlo telefonicamente, perché deve valutare la prontezza di risposta (in genere al terzo squillo). Valuta anche cosa gli viene chiesto. Pensate ad un mystery guest anche in versione familiare che prenota per tre. Se non gli viene chiesta l’età del terzo ospite la matita rossa segna subito una X, e subito dopo valuterà se gli hanno domandato il suo orario di arrivo e dato informazioni su come arrivare.

Al suo arrivo valuterà la pulizia degli esterni, compresa la facciata del palazzo, e l’accoglienza della reception. Dopo aver avuto informazioni sulla camera, sulla struttura e sull’orario per la colazione sale in camera, valutando la pulizia degli ascensori e chi gli porta la valigia. Arrivato in camera la smonterà come si dice in gergo, andando alla ricerca anche di un solo difetto. Notate che della camera fa parte anche il davanzale, dove spesso si trovano mozziconi di sigaretta del cliente precedente. Arriverà a controllare sotto i letti e sopra gli armadi, alla ricerca di riviste particolari.

Durante il soggiorno, incontrando la cameriera di piano, le chiederà di aprirgli la porta, fantasticando su come abbia dimenticato la chiave. E qui pensavo sempre “God save the Hotel”, per i miei trascorsi vissuti in Inghilterra, sperando non lo facesse. La sicurezza e la privacy prima di tutto, perciò la signora avrebbe dovuto gentilmente chiedere all’ospite di scendere alla reception. Negli hotel di extra lusso esiste anche l’addetto che assiste il concierge e salirà lui al piano, identificando l’ospite e facendolo accomodare in camera.

A seconda dei servizi che l’albergo offre ne proverà un paio, non di più per non dare nell’occhio. Mangerà al ristorante e andrà in piscina, oppure chiederà un massaggio, o di farsi stirare un pantalone, valutando la qualità e l’orario di consegna.

Prima della partenza annoterà, scrivendo e fotografando, tutto in un report che spedirà alla casa madre. Una volta al mese questi report saranno presentati alla direzione, e a sua volta a tutto lo staff. E tutti si guarderanno chiedendosi chi fosse il mystery guest di quel mese, perché l’allenamento della controparte sta nel capire chi sia, perciò la bravura sta nel non farsi beccare.

Varsavia al tramonto

Varsavia al tramonto

Dopo un periodo trascorso come ospite misterioso negli hotel di lusso, oggi Paola continua a dedicarsi all’ospitalità attraverso il Warsawa Aparthotel per cui gestisce tre splendidi appartamenti nel centro di Varsavia, la città in cui vive con suo marito.

Fatemi sapere nei commenti se l’esperienza di Paola come mystery guest ha affascinato anche voi e non dimenticate di condividere questo post sui social network per far scoprire questo lavoro dei sogni ad altre viaggiatrici seriali come noi  ✈️

Altri post che potrebbero interessarti

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento

14 commenti

Pier Giuseppe Lanza 11/02/2019 - 18:09

Articolo interessante. Mi sono sempre occupato di qualità ma nel settore alberghiero è la prima volta. Ho frequentato un corso di Mistery Guest e sarebbe interessante poter collaborare con persone che già fanno questo lavoro da tempo, proprio per poter acquisire esperienza. C’è possibilità di conoscere qualcuno ( del resto nessuno nasce ” dottore ” )

Rispondi
Paola 12/02/2019 - 15:04

Come diceva la mia omonima Paola nel post, a questo lavoro si accede dopo anni di esperienza nel comparto alberghiero quindi dovresti proprio partire da una carriera in qualche società di settore 🙂

Rispondi
FlaviaCru 28/12/2018 - 13:36

Io che passo in rassegna pure il dentro delle federe del cuscino e appena entro in camera apro il letto per vedere se ci sono capelli, salgo sugli armadi per vedere la polvere sarei la candidata perfetta!
ma in che senso “sceglie la casa madre”? bisogna quindi già lavorare per quella determinata catena alberghiera in altre vesti?

Rispondi
Paola 28/12/2018 - 14:09

Sembra proprio di sì, da come ci ha spiegato la mia omonima credo sia un ruolo al quale si può accedere solo dopo una certa esperienza nel mondo alberghiero

Rispondi
Paola BellaVarsavia 30/12/2018 - 12:16

ciao Flavia, si in genere devi aver avuto esperienza o essere operativa nel settore. E’ difficile che scelgano chi ha solo viaggiato perchè non ha conoscenze e nozioni tecniche.

Rispondi
Maria rosaria 10/11/2018 - 15:13

Gentile Paola, avendo già esperienze nel settore turistico ricettivo e conoscendo anche lingua Inglese, mi appresto a diventare Mystery Guest per gli Hotel di lusso ma vorrei chiederti come proporsi facilmente alle grandi catene per ottenere incarichi in maniera continuativa.
Dammi qualche consiglio per favore.x

Rispondi
Paola 10/11/2018 - 21:48

Deve rispondere l’altra Paola, quella che ho intervistato 🙂

Rispondi
Paola BellaVarsavia 30/12/2018 - 12:18

ciao Maria Rosaria, come spiegavo nell’articolo , di solito si viene scelti, ma essendo tu già nel settore turistico e soprattutto ricettivo avrai già idea di come funziona. Se non ti hanno mai proposto questa mansione forse devi ampliare il tuo background.

Rispondi
Jessica 18/09/2018 - 12:32

Un vero sogno il lavoro di mystery guest! Mi piacerebbe moltissimo, soprattutto perché sono una vera pignola È stato davvero interessante leggere l’esperienza di Paola

Rispondi
Paola 25/09/2018 - 15:10

Sembra davvero il lavoro perfetto per noi precisine 😉

Rispondi
Silvia - The Food Traveler 18/09/2018 - 10:09

Un lavoro bellissimo perché permette di viaggiare tanto e di dormire in posti bellissimi, ma immagino anche quanta ansia! Tanta responsabilità e quanta bravura ci va a non farsi scoprire… L’unica esperienza simile che ho avuto con il mio precedente lavoro è stato un pranzo con un giornalista inglese che si occupa di recensioni di ristoranti: è stato molto divertente perché abbiamo prenotato con un nome falso e abbiamo dovuto valutare tanti aspetti sperando che non ci scoprissero.
Buona giornata a entrambe ❤️

Rispondi
Paola 25/09/2018 - 15:09

Che esperienza divertente anche la tua!!! A me non è mai capitato nulla di simile, ma sarei cattivissima 😉

Rispondi
Paola 18/09/2018 - 9:24

ciao Paola, un abbraccio da Varsavia 🙂

Rispondi
Paola 25/09/2018 - 15:08

Spero di venirti a trovare prima o poi, Varsavia ancora mi manca 🙂

Rispondi

Questo sito internet usa i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy