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Pesce pagliaccio (Nemo) all'Acquario di Genova

Perché visitare il super interessante Acquario di Genova

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Per chi come me adora il mare, l’Acquario di Genova è il posto ideale per tornare bambini e restare a bocca aperta davanti alle vasche con pinguini, meduse, delfini e altri pesci. Mentre facciamo la conoscenza con i suoi abitanti, possiamo imparare tantissimo sull’ecosistema marino. L’Acquario di Genova è il più grande d’Europa per numero di animali, e ha anche il primato della più ricca esposizione di biodiversità acquatica.

Cosa vedere all’Acquario di Genova

L’acquario di Genova è enorme, ha una superficie espositiva di 27.000 metri quadri per ben 12.000 animali e duecento specie vegetali, ed è suddiviso per aree tematiche. Di queste aree, le quattro grandi vasche dedicate ai lamantini (una specie di tricheco), squali, foche e pinguini sono costruite in modo da farci osservare gli animali da due diversi livelli, sopra e sotto l’acqua.

La sensazione che si prova è bellissima, le vasche sono enormi e alcuni animali come le foche sembra si divertano a guardare i visitatori come noi guardiamo loro. Ci sono anche dei pesci super popolari come i pesci pagliaccio che devono la loro notorietà alla serie di film di animazione Alla ricerca di Nemo. All’Acquario di Genova comunque si percepisce davvero il rispetto verso gli animali che hanno anche dello spazio privato dove isolarsi, come i pinguini che se ne stavano in gruppo a una discreta distanza dal vetro.

Pesce a pois all'Acquario di Genova
Un simpatico pesce a pois all’Acquario di Genova di cui non so dirvi la specie

La baia degli squali

Nella vasca degli squali possiamo vedere varie specie di squalo da diversi ambienti marini. Questi predatori sono molto curiosi da vedere perché si muovono lentamente, ignorandoci del tutto. Gli squali sono davvero eleganti e osservarli pacifici nel loro ambiente marino ci fa completamente dimenticare quanto possano essere aggressivi.

Sul fondale abitano anche due pesci sega con un lungo rostro dentellato e dei giganteschi pesci maculati di cui non ricordo il nome, simili agli hypostomus plecostomus, i pesci ventosa degli acquari d’acqua dolce.

I pinguini nel Regno dei Ghiacci

La gigantesca vasca dei pinguini ha le pareti dipinte di bianco come i ghiacci dell’Antartide. L’interno di questo continente è disabitato perché è troppo inospitale per accogliere animali, ma le sue acque sono ricche di invertebrati, pesci, foche e pinguini.

I pinguini sono bellissimi da vedere e passano il tempo a prendere il fresco su una piattaforma ghiacciata tra una nuotata e l’altra. Le foche invece sono simpaticissime e vengono vicino al vetro per scrutare i visitatori con il loro sguardo da gatto. L’espressione delle foche infatti è la stessa della mia gatta quando mi guarda fare qualsiasi cosa.

I pinguini dell'Acquario di Genova
I pinguini dell’Acquario di Genova mentre si dedicano allo yoga antartico

Un dettaglio molto interessante è quello del ghiaccio da toccare, fuori dalla vasca ovviamente. Durante il percorso di visita non riusciamo a renderci conto della reale temperatura dell’Antartide, così vicino alle vasche polari c’è un cartello educativo e una barra ricoperta di ghiaccio che i visitatori possono toccare.

Barra di ghiaccio all'Acquario di Genova
Foto molto utile scattata per documentare la mia scoperta della temperatura gelida del ghiaccio

La danza delle meduse

Prima di visitare l’Acquario di Genova pensavo alle meduse come a uno spiacevole incontro marino da evitare a tutti i costi, ma dopo averle viste così fluttuanti nell’acqua ne sono rimasta totalmente affascinata. La sala delle meduse è infatti la più magica di tutto l’Acquario di Genova, quella dalla quale non vorremmo mai andare via.

Immaginatevi al centro del palco durante un balletto, la sensazione è quella, sapientemente ricreata dalla diffusione di musica classica. Le meduse infatti non nuotano, danzano flessuose nell’acqua.

Meduse all'Acquario di Genova
Gruppo di meduse intente a ballare al ritmo di musica classica alla Jellyfish Disco

Possiamo ammirare diverse specie di meduse, dalle più grandi alle più piccole, nelle nove vasche dedicate. In una di queste nuota anche la plasticobursa medusoides, il comune sacchetto di plastica, che una volta in acqua può venire scambiato dalle tartarughe e da altri marini per una medusa, causandone così il soffocamento. Niente è più d’impatto per capire davvero le conseguenze dell’inquinamento.

I delfini nel Padiglione Cetacei

Appena entrata nel Padiglione Cetacei mi aspettavo di vedere i delfini schizzare in aria come in Guida galattica per autostoppisti, ma in realtà i delfini mi hanno tranquillamente ignorato, sia dal livello inferiore che da quello superiore.

I delfini ospiti all’Acquario di Genova sono tutti dei tursiopi, dei delfini costieri, e sono una specie a rischio di estinzione. Prima della visita all’Acquario di Genova ho sempre evitato di vedere i delfini dal vivo, preoccupata delle loro condizioni di vita. Per fortuna l’Acquario di Genova ha davvero a cuore i suoi delfini e promuove sempre nuovi studi condotti da etologi e veterinari.

Gli studi finanziati dall’Acquario di Genova ci sono davvero interessantissimi e variano dal modo di dormire dei delfini – con un emisfero del cervello per volta, per poter risalire in superficie a respirare – ai rapporti che i tursiopi stabiliscono tra loro.

Grazie alla mia visita all’Acquario di Genova ho scoperto che i delfini sono riconoscibili tra loro dai segni sulle pinne e che i loro salti e giochi non sono delle forzature degli addestratori, ma sono parte del loro modo di comunicare e socializzare. Inoltre ho imparato anche che i piccoli di delfino nascono con le pinne molto morbide e infatti i primi giorni di vita fanno moltissima fatica a nuotare.

Il Padiglione della Biodiversità

Nel 1998 l’Acquario di Genova è stato ampliato per la prima volta, aggiungendo gli spazi recuperato dallo scafo di una nave, e realizzando nella Nave Italia (o Nave Blu) il Padiglione della Biodiversità dove incontrare diversi animali delle foreste pluviali. L’attrazione principale di questa sala è la vasca tattile nella quale è possibile accarezzare le razze, seguendo le istruzioni indicate nei pannelli.

Le razze sono simpaticissime, si avvicinano per venire accarezzate come farebbe un qualsiasi animale domestico. Io subito non l’avevo capito per cui non ho considerato il primo pesce che mi si è avvicinato, e mi dispiace tanto averlo deluso così.

Nel Padiglione della Biodiversità, oltre alla vasca tattile, possiamo vedere anche serpenti, iguane, tartarughe e altri animali anfibi. Io mi sono innamorata delle baby tartarughe di terra, davvero minuscole e adorabili, e ho scattato fotografie a tutti i serissimi rettili presenti in sala.

Iguana all'Acquario di Genova
Iguana dall’espressione scocciatissima intenta a posare per le foto dei visitatori

Pesci virtuali e attrazioni interattive

Lungo il percorso di visita dell’Acquario di Genova ci sono diverse installazioni interattive molto carine. Probabilmente sono pensate per i bambini, ma io mi sono divertita tantissimo lo stesso.

Dopo aver toccato il ghiaccio nella sala dei pinguini, mi sono messa a creare il mio pesce computerizzato nell’area Fish making. Il mio tenero squaletto rosso charcartodon trigaster binatus si è rivelato un predatore terribile ed è stato liberato senza drammi nello schermo gigante dell’acquario virtuale. Io lì l’avevo perso e mi stavo già disperando, quando un bambino molto tech mi ha indicato il mio pesce guardandomi con compassione.

L'applicazione Fish making all'Acquario di Genova
La mia feroce creaturina degli abissi pronta a essere liberata nell’acquario virtuale dell’area Fish making

Nella sala dei coralli è invece possibile toccare delle riproduzioni di coralli per scoprire quanto possono essere diversi tra loro. La spiegazione per i bambini è qui affidata a SpongeBob in inglese e in italiano, ed è ricca di dettagli curiosi e interessanti anche per gli adulti. Se ve lo state chiedendo, visito sempre musei e attrazioni seguendo il doppio percorso adulti/bambini per capire quando una certa attività sarà adatta a mio figlio, ma anche perché spesso il percorso per bambini è molto più divertente e ricco di curiosità.

Riproduzione di coralli all'Acquario di Genova
Coralli super ingranditi da toccare per capire la texture delle diverse superfici senza distruggere ecosistemi marini

Alla fine della visita è esposto anche un braccio di polpo robotico creato in materiali soffici come siliconi da un gruppo di ricerca dell’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia. Il braccio di polpo robotico è super interessante da vedere all’opera, pensate che è in grado di sollevare oggetti di peso molto maggiore del suo e può funzionare sia all’asciutto che in immerso in fluidi come acqua e olii. Il suo scopo ovviamente non è solo divertire noi visitatori, fa parte di una ricerca per sviluppare nuove tecnologie ecosostenibili che si ispirano alla natura.

Braccio di polpo robotico all'Acquario di Genova
Braccio di polpo übertech che si esercita nel body building

L’impegno dell’Acquario di Genova per la tutela degli animali marini

Passando ad argomenti serissimi e importanti, l’Acquario di Genova promuove e partecipa a diversi progetti scientifici per tutelare la biodiversità. Delfini Metropolitani per esempio è un progetto attivo dal 2011 che studia la presenza, le abitudini e le interazioni con gli umani dei delfini del Santuario Pelagos, un’area marina protetta lungo la costa francese, monegasca e italiana.

I delfini tursiope vengono studiati e riconosciuti attraverso i segni caratteristici della pinna dorsale, lo stesso metodo che viene spiegato nel Padiglione Cetacei per riconoscere gli ospiti. Grazie a questo progetto i ricercatori hanno potuto stimare la presenza di circa 1.000 delfini, indentificandone già duecento.

Accanto al progetto Delfini Metropolitani, l’Acquario di Genova ha avviato CrocierAcquario, delle uscite in battello di mezza giornata con i ricercatori per scoprire le loro attività di studio sul campo, imparare a riconoscere i cetacei e a rispettare l’ambiente marino.

Intercet invece è una piattaforma online ideata e sviluppata dall’Acquario di Genova per favorire la cooperazione tra i ricercatori impegnati in progetti di ricerca sui cetacei e sulle tartarughe marine, mentre Whalesafe, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea per la conservazione dei capodogli. Grazie a Whalesafe nell’area portuale di Savona sono state installate delle boe in grado di rilevare i capodogli e avvisare in tempo reale le navi nella zona per evitare collisioni.

Pesce giallo all'Acquario di Genova
Pesce brutto, ma molto giallo che sta bene a questo punto dell’articolo sull’Acquario di Genova

L’architettura dell’Acquario di Genova e del Padiglione Cetacei

Gli amanti dell’architettura come me saranno felici di scoprire un pizzico di Renzo Piano anche nell’Acquario di Genova, non solo nell’area del Porto Antico. La progettazione della struttura e il Padiglione Cetacei sono infatti firmati proprio dall’archistar genovese Renzo Piano, mentre l’allestimento degli spazi interni è stato curato da Peter Chermayeff, un architetto e documentarista anglo-statunitense, specializzato proprio nella progettazione, allestimento e gestione degli acquari.

Il Padiglione Cetacei dove vivono i delfini è alto ventitre metri, come un palazzo di sette piani, di cui la maggior parte immersi in acqua. Se volete altri numeri, il padiglione è lungo novantaquattro metri e largo trenta, e contiene quattro vasche di forma e profondità diverse per 4.800 metri cubi d’acqua e due piani di percorso espositivo.

Oltre alle dimensioni mastodontiche, il Padiglione Cetacei è davvero notevole perché si tratta di un’opera unica dal punto di vista ingegneristico perché è stato progettato tenendo in mente il benessere degli animali. Le vasche sono infatti comunicanti tra loro, mentre il colore del fondo è blu scuro come l’ambiente marino naturale. Questa distribuzione degli spazi permette ai delfini di spostarsi come preferiscono. Per consentire eventuali interventi veterinari, ogni vasca è anche isolabile attraverso porte stagne, lasciando allo stesso tempo libero l’accesso alle altre tre vasche.

Dal 2012 inoltre l’acqua dell’Acquario di Genova viene prelevata direttamente dal mare, a cinquanta metri dalla costa, analizzata e depurata prima di venire immessa nelle vasche. Ogni vasca è poi dotata di impianti di filtrazione biologici e meccanici che garantiscono a ogni ambiente marino PH, temperatura e salinità giusti.

Piante in una vasca dell'Acquario di Genova
Graziose piante marine che ho fotografato dimenticandomi di segnare il loro nome

La mia esperienza all’Acquario di Genova

La mia prima visita all’Acquario di Genova, più di dieci anni fa, non era stata entusiasmante, ricordavo una presenza ingombrante di sponsor e meno attenzione alla conservazione della fauna marina. Questa volta però sono rimasta a bocca aperta davanti a ogni vasca e mi sono goduta ogni momento. L’Acquario di Genova è migliorato moltissimo, i contenuti brandizzati come SpongeBob e Nemo sono integrati nel percorso di visita senza risultare fastidiosi, anzi a mio parere sono stati sfruttati alla perfezione come riferimento per incuriosire i bambini.

Prima di visitare l’Acquario di Genova non immaginavo affatto l’attenzione così meticolosa alla qualità dell’acqua e al mantenimento degli ambienti, sono rimasta davvero piacevolmente sorpresa perché la cura e il rispetto verso gli animali si percepiscono in ogni sala. Le vasche tematiche riproducono climi e ambientazioni dei cinque continenti, e ogni area è ricca di spiegazioni su come l’Acquario di Genova inserisce gli animali marini rispettando le loro esigenze. Tutti gli animali inoltre sono nati in cattività o non più inseribili in natura, quindi il valore dell’Acquario è anche di tutela della biodiversità.

Pesce giallo e anemoni di mare all'Acquario di Genova
Pesce giallo e pesce blu alla ricerca di Nemo in mezzo agli anemoni di mare nella vasca dei pesci pagliaccio

Info utili per visitare l’Acquario di Genova

Dal sito internet dell’Acquario di Genova, il percorso di visita dura circa 2-3 ore, ma vi consiglio di prevedere almeno mezza giornata per vedere con calma ogni vasca. Se potete, evitate anche il fine settimana e i giorni festivi perché sono le date con più flusso di persone. Dopo le 16:00 si riesce anche a evitare i gruppi di crocieristi che a quell’ora dovrebbero tornare tutti sulle loro navi.

L’unico rischio nell’evitare la folla a tutti i costi è quello di venire sollecitati dal personale a uscire per non sforare l’orario di chiusura come è successo a me. Ho visitato l’Acquario di Genova nel pomeriggio di un giorno feriale e alla fine mi stavano cacciando fuori.

Devo ammettere che ci sono rimasta un po’ male a non poter rivedere da capo il video di un delfino che partoriva. Dopo aver partorito mio figlio, i parti dei mammiferi hanno assunto tutto un altro valore, e mi sono immedesimata nella madre delfino così tanto da commuovermi, però capisco pure che all’addetto non importava nulla del mio momento catartico.

La prossima mi piacerebbe provare una visita guidata o seguire uno dei percorsi particolari che propone l’Acquario di Genova, ma soprattutto mi piacerebbe tornare a breve con mio figlio. Il percorso di visita è infatti godibile anche dai bambini molto piccoli di uno/due anni a cui piacciono gli animali.

L’Acquario di Genova può venire visitato comodamente durante una gita di un giorno in quanto vicinissimo alla stazione Genova Principe in cui si fermano tutti i treni Frecce e regionali. Da Torino per esempio sono molto comodi i treni regionali diretti che partono ogni ora e non necessitano di prenotazione.

📌 Acquario di Genova
Ponte Spinola
16128 Genova

Avete avuto le mie stesse impressioni sull’Acquario di Genova? Fatemi sapere anche se siete andate da sole o in famiglia, o se avete partecipato a qualche attività particolare durante la vostra visita.

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