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La spiaggia di Nerja

Come si vive in Spagna, con Raffaella di Raf around the world

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L’altro giorno parlavo con dei cari amici del trauma del rientro dopo aver vissuto all’estero, io in Inghilterra e loro in Spagna e Germania. Da quando sono tornata in Italia infatti il pensiero di guardarmi di nuovo intorno non se ne va mai del tutto e le interviste sul mio blog di chi vive all’estero sono sempre una grande fonte di ispirazione. Spesso trasferirsi è l’unico modo per vivere secondo il nostro ritmo e continuare con un lavoro che amiamo, come è successo a Raffaella di Raf around the world.

Raffaella ha scelto la Spagna, una meta molto ambita per noi italiani e allo stesso tempo con un alto tasso di disoccupazione, ma è riuscita a realizzare i suoi sogni senza difficoltà. In questa lunga chiacchierata ci racconta come è riuscita a coniugare il suo lavoro nel mondo del turismo con l’imparare una nuova lingua, viaggiare e vivere all’estero.

Come trasferirsi in Spagna e vivere al mare

Raffaella, blogger di Raf around the world

Raffaella, blogger di Raf around the world

Parlando con Raffaella mi ha colpito subito il suo desiderio di vivere in un modo più rilassato, senza farsi contagiare dalla frenesia del ritmo casa-lavoro. Anche per me un lavoro, per quanto amato, non deve costringerci a modellare la nostra vita sui suoi orari e sui clienti, in un mondo ideale dovrebbe incastrarsi alla perfezione con i nostri viaggi e interessi. Leggere come ci è riuscita Raffaella mi ha trasmesso davvero molto ottimismo.

🇪🇸 Perché hai deciso di trasferirti all’estero e hai scelto la Spagna, in particolare l’Andalusia?

L’idea di trasferirmi all’estero è nata alla fine del 2008. Vivevo a Rimini e da quasi tre anni lavoravo come consulente e formatrice in campo alberghiero, un lavoro molto bello, ma anche stancante. Stavo valutando di smettere quando mi si è accesa la famosa lampadina. I miei clienti erano sparsi in tutta Italia, con loro comunicavo abitualmente via email o via Skype, i corsi che tenevo erano quasi tutti concentrati in una o due settimane al mese, avrei potuto vivere quindi in qualsiasi città europea con un aeroporto di medie dimensioni. Il mio compagno (oggi marito) che lavorava da remoto, già da un po’ mi proponeva di fare un’esperienza di vita all’estero per ampliare i nostri orizzonti oltre al viaggio. Abbiamo quindi fatto una lista delle caratteristiche che doveva avere la nostra nuova città: il mare, un buon clima, dimensioni medie, costo della vita ragionevole, aeroporto con compagnie aeree low cost e buoni collegamenti con l’Italia. La scelta è caduta su Malaga. Ad aprile 2009 abbiamo preso un volo Ryanair di sola andata, prenotato su Booking un hotel per una settimana e via!

Calle Larios a Malaga

Calle Larios di sera, a Malaga

🇪🇸 Di cosa ti occupavi in Italia?

Ho sempre lavorato nel settore alberghiero. Sono laureata in economia del turismo e ho sempre lavorato in hotel, prima alla reception e poi nel marketing. Come raccontavo prima, negli ultimi anni prima del trasferimento in Spagna facevo consulenze e corsi di formazione per albergatori.

🇪🇸 Adesso a Nerja gestisci degli appartamenti turistici. Ci puoi dire di che tipo di attività si tratta e cosa fai di preciso?

Dopo due anni passati a Malaga, mi sono spostata di una cinquantina di chilometri lungo la costa, a Nerja, dove ho iniziato a gestire un piccolo residence di appartamenti turistici. In verità io e mio marito abbiamo sempre sognato di avere un hotel tutto nostro e questo è il primo passo per realizzare il nostro sogno. In pratica gestisco il marketing, le prenotazioni, gli arrivi e offro assistenza durante il soggiorno agli ospiti del residence. Si tratta di un’attività molto più semplice rispetto alla gestione di un hotel, ma ci dà la possibilità di avere tanto tempo libero per viaggiare sia assieme che da soli.

🇪🇸 Quanto tempo ti ci è voluto per ambientarti?

Direi poco. Ho avuto la fortuna di trovare subito un bell’appartamento in affitto nel centro pedonale a un modico prezzo e quindi, avendo già come base una casa che mi piaceva e che potevo chiamare tale, il resto è venuto da sé. La burocrazia legata al trasferimento, le nuove utenze, i primi contatti con i locali sono stati vissuti in modo molto positivo. Una volta al mese tornavo in Italia per una o due settimane per incontrare i miei clienti, quindi lo stacco non è stato drastico.

🇪🇸 Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra lo stile di vita spagnolo e quello italiano?

Si dice sempre che italiani e spagnoli siano molto simili, in realtà differiscono sotto molteplici aspetti. Ti racconto le due differenze che mi hanno più colpito. La prima ci aiuta a sfatare il mito che vuole che gli spagnoli siano aperti e sia facile fare amicizia con loro. Si, gli spagnoli sono persone di compagnia e se vai al bar con loro probabilmente riderai tutta la sera. Dopo poco tempo però ti renderai conto che non parlano mai della loro vita privata. Di più non invitano mai nessuno che non sia della loro famiglia a casa. Immaginati le facce sconvolte degli spagnoli a cui, dopo una o due serate passate assieme,dicevamo “Domani sera facciamo una pasta da noi”. Orrore, terrore e gentile rifiuto. La seconda differenza mi ha lasciato stupita: gli spagnoli hanno un senso della fila, del rispettare l’ordine di arrivo molto più sviluppato di quello italiano. Si mettono in fila spontaneamente davanti ai cancelli dei concerti, al panificio e perfino alla fermata dell’autobus. Questa è una cosa che adoro!

🇪🇸 E le similitudini?

Facile: facciamo parte entrambi, spagnoli e italiani, della cultura mediterranea. Per cui abbiamo un modo di vivere più rilassato rispetto ad esempio agli scandinavi.  E lo dico perché  molti dei miei clienti oggi vengono dal Nord Europa e noto tantissimo questo diverso approccio ai problemi e alla vita in generale che invece accomuna italiani e spagnoli.

 🇪🇸 Ci sono degli usi locali che ora fanno parte della tua quotidianità e che prima trovavi strani?

Una cosa terribile, difficile da confessare, soprattutto ad un pubblico italiano sempre attento alla buona cucina. Qui gli spagnoli non si fanno nessun problema a mescolare portate di carne con portate di pesce all’interno dello stesso pasto. All’inizio mi sembrava un’eresia. Oggi, dopo 9 anni, lo faccio anch’io, ma solo quando mangio al ristorante, a casa mai. Lo giuro.

La cucina spagnola (senza paella e sangria!)

Ve lo anticipo, la prossima domanda sarà la preferita di noi gourmet viaggiatori. Per me infatti la prima domanda da fare a qualcuno di ritorno da un viaggio è sempre “cosa hai mangiato” e davvero non capisco chi si rinchiude nei fast-food o nei ristoranti pseudo-italiani. Della cucina spagnola pensiamo subito a paella e sangria, invece la nostra Raffaella ci ha dato una versione totalmente nuova della gastronomia locale!

🇪🇸 Quali sono i piatti tipici dell’Andalusia che ti piacciono di più?

La cucina spagnola è meno varia di quella italiana, non ci sono differenze molto marcate tra le diverse cucine regionali. Ci sono però alcuni piatti della tradizione andalusa, anzi direi malagueña, che amo molto e che si sposano perfettamente con il clima estivo: sono l’ajo blanco e l’espeto de sardinas. L’ajo blanco è una zuppa fredda a base di mandorle, aglio e pane raffermo che si accompagna con dell’uva. L’espeto de sardinas è il simbolo di Malaga. Si tratta di un piccolo bastoncino di legno in cui vengono infilzate le sardine, salate e cotte al fumo della brace.

Grigliata di pesce sulla spiaggia

Grigliata di pesce sulla spiaggia

Vamos a la playa oh oh oh, ovvero cosa vedere e dove andare a vivere in Spagna

La Spagna è una destinazione molto apprezzata da noi italiani per la cucina ottima, la lingua comprensibile, il clima mite e le bellissime spiagge. La Spagna poi offre un soggiorno perfetto sia per chi è in cerca di discoteche e vita notturna che per chi vuole godersi la natura e magari anche la vita culturale delle città. Non potevo quindi perdere l’occasione per chiedere a Raffaella dei suggerimenti sulle località da visitare e cosa considerare se stiamo valutando un trasferimento in Spagna.

 🇪🇸 Cosa consigli a chi vuole visitare la Spagna come turista?

Io parlo soprattutto per l’Andalusia: organizzatevi voi il vostro viaggio in autonomia e rifuggite i viaggi di gruppo. Noleggiate una macchina: è molto economico, la maggior parte delle autostrade è gratuita e c’è poco traffico. Solo con una macchina sarete in grado di visitare gli autentici ‘pueblos blancos’ andalusi e scoprire le bellezze dell’entroterra. La cosa più importante però è il periodo: evitate l’Andalusia in luglio e agosto. Non per il caldo, come potrete pensare, ma per la folla. Se volete scoprire l’Andalusia più autentica non potete farlo in piena stagione.

🇪🇸 E a chi vuole trasferirsi? Che opportunità lavorative ci sono per gli stranieri?

Poche, direi. Vengo contattata da molti italiani che sognano di trasferirsi qui e dalle domande che mi fanno mi accorgo che c’è una visione po’ distorta di questa terra. Questa è una delle zone della Spagna con la disoccupazione più alta: il tasso di disoccupazione nel 2017 è stato superiore al 25% e la disoccupazione giovanile arriva al 46%. Trovare un lavoro come dipendente, anche nelle città turistiche, è davvero difficile e gli stipendi sono bassi. Altro discorso invece se, come ho fatto io, decidete di aprire un’attività in proprio. In questo caso ci sono più possibilità, ma è sempre necessario avere un progetto chiaro di quello che si vuole fare. In questi anni ho visto tantissime attività (anche di italiani) che hanno aperto e chiuso dopo qualche mese.

 🇪🇸 Com’era il tuo livello di spagnolo quando ti sei trasferita?

A essere ottimisti direi basico, ma in realtà non sapevo (anzi sapevamo) nemmeno una parola. Ho fatto il liceo linguistico e parlo inglese, francese e tedesco. Lo spagnolo mi mancava e l’ho imparato giorno dopo giorno parlando con la gente. Ora lo padroneggio bene e nel mio viaggio in Perù ho realizzato quanto sia importante sapere lo spagnolo in Sudamerica per entrare in contatto con i locali. Ma non chiedermi né di scrivere né di coniugare verbi: la grammatica in questi casi mi manca, anche se sto tentando di recuperare.

🇪🇸 A cosa serve la punteggiatura prima di una frase? Es. ¡Hola! ¿Còmo va?

Dall’alto della mia conoscenza grammaticale, ti posso dire che il punto esclamativo o quello interrogativo capovolti messi all’inizio di una frase servono ad avvertirti che sta iniziando una domanda o un’esclamazione di modo che tu possa dare la giusta intonazione alla frase mentre leggi. Per me (che uso un computer con tastiera italiana) sono una vera seccatura e anche tra gli spagnoli stanno lentamente scomparendo.

La spiaggia di Malaga

La spiaggia di Malaga

Raf around the world, il blog di Raffaella

Oltre all’esperienza spagnola, Raffaella è una vera travel blogger con un curriculum di viaggi da farci invidia, l’ultimo dei quali alla scoperta di un Peru totalmente inedito. Io ho letto i suoi post con il fiato sospeso, specialmente quello sulla cucina peruviana.

🇪🇸 Quando hai iniziato a scrivere il tuo blog e di che argomenti tratti?

 Nell’ottobre 2016 ho aperto il mio blog dove ho deciso di raccontare tutti i miei viaggi, in particolare quelli a lungo raggio zaino in spalla e quelli a brevissimo raggio che mi permettono di scoprire la realtà andalusa. L’idea è nata quando mi sono trovata a riorganizzare il mio archivio fotografico e ho pensato che un blog fosse un bel modo per lasciare una traccia delle mie avventure.  Solo da qualche mese però ho iniziato a metterci più impegno nel blog perché è un’attività che mi appassiona e che mi ha permesso di entrare in contatto con tante persone interessanti.

🇪🇸 Hai fatto tantissimi viaggi, qual è stato il tuo preferito e quale invece vorresti fare.

Nonostante sia follemente innamorata del Sudest asiatico, il mio viaggio preferito è stato senza dubbio quello in Namibia. Un viaggio assolutamente unico che mi ha dato delle emozioni incredibili. Mentre il viaggio che vorrei fare fa parte di un progetto che sta nascendo e che, se tutto va come deve andare, sarà un viaggio che durerà un anno. Dita incrociate per me!

🤞🏻In bocca al lupo Raffaella con il tuo prossimo progetto e grazie per l’intervista sulla tua esperienza spagnola. Se volete leggere altri post sulla Spagna scrivetemelo nei commenti ⬇ hermosas chicas︎!

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9 commenti

Valentina 18/10/2018 - 23:20

Meravigliosa la Spagna! Ho vissuto a Córdoba, a Málaga e a Madrid grazie alle borse Erasmus, quindi ho vissuto sempre la Spagna con gli occhi prima di una studentessa universitaria e poi con quelli di una laureata! Confermo che i tassi di disoccupazione in Andalusia, regione che amo, sono molto alti purtroppo! A Madrid, dove ho svolto un tirocinio post lauream, si sta decisamente meglio!

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Paola 19/10/2018 - 14:23

Io per ora sono stata solo a Barcellona, ma me ne sono innamorata ♥ l’ospitalità e il buon cibo della Spagna mi fanno sempre venire voglia di tornare (ma solo in vacanza!)

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Raffaella 17/05/2018 - 8:04

Grazie ancora cara Paola per l’ospitalità! Ho trovato davvero molto utile rispondere alle tue domande sulla mia avventura spagnola. Direi che è stata un’occasione perfetta per me per fare un po’ il punto della situazione! A volte quando vivi queste esperienze non ti fermi a pensare a tutto il percorso nel suo complesso.

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Paola 17/05/2018 - 8:25

Grazie a te per aver condiviso la tua storia. Molti pensano che vivere all’estero debba rimanere per forza un sogno e condividere le storie di chi l’ha fatto davvero è un messaggio positivo per tutti 🙂 In più la Spagna è davvero meravigliosa!

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Zucchero Farina in viaggio 15/05/2018 - 14:33

È una bella intervista! Anch’io non disdegnerei vivere sll’estero, ora con i bimbi che crescono è una scelta che va valutata diversamente

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Paola 15/05/2018 - 16:11

I bambini sono molto adattabili e imparano in fretta una lingua diversa, deve però essere una scelta molto ponderata perché trasferirsi all’estero ha anche una parte di difficoltà non indifferente per noi adulti anche solo per integrarci nella cultura locale

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Ally Blue 15/05/2018 - 11:13

è stato spesso nei nostri pensieri , lasciare tutto e trasferirci all’estero!!! chissà cosa ci riserverà la vita in futuro.Di certo ammiro chi ha preso il coraggio a 4 mani e ha deciso senza voltarsi indietro 🙂

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Paola 15/05/2018 - 11:36

Se hai un lavoro a tempo indeterminato puoi chiedere aspettativa in modo da avere pronto un piano B, ho scritto un e-book sulla mia esperienza 😉

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Ally Blue 15/05/2018 - 11:51

Magari …. io sono una libera professionista quindi non ci sarebbe nulla a farmi da cuscinetto. . Però intanto leggerò il tuo ebook

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