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Giovy in viaggio

Stile personale e progetti per portare i nostri blog a un livello superiore

12 commenti

Come avrete intuito dal tema del mio blog, durante il mio anno in Inghilterra mi sono appassionata alla cultura inglese e allo stesso tempo mi sono abituata alle sue stranezze. Un’altra blogger amante dell’Inghilterra al punto da andarsi a cercare dove vengono girati i telefilm come The Crown o Downton Abbey è Giovy di Emotion Recollected in Tranquillity.

Da parlare del castello della regina e delle campagne inglesi siamo finite a parlare di blogging e visto che Giovy è anche un’esperta di marketing sono riuscita a coinvolgerla in questa rubrica. Un lato che mi è piaciuto subito di lei è il suo aspetto normale, proprio come noi in viaggio, con i capelli scompigliati dal vento e la sciarpa ad avvolgerla stile burrito. Le sue foto sono una liberazione dallo stereotipo della blogger magra & perfetta e un’incentivo a instagrammare tutto per noi donne normali con la pancetta.

In questa intervista aspettatevi quindi tanti spunti su come portare avanti un progetto di blogging e come la nostra personalità – capello selvaggio compreso – possa essere un punto a favore nel percorso tra SEO e web marketing. Vi avviso, Giovy è davvero una bomba!

Gianluca e Giovanna del blog Emotion Recollected in Tranquillity

Gianluca e Giovanna del blog Emotion Recollected in Tranquillity (sorry Gianluca, qui è uno spazio al femminile quindi intervistiamo solo la Giovy!)

Conosciamo Giovy, la parte femminile del blog Emotion Recollected in Tranquillity

Per iniziare subito alla grande questa intervista, ho lasciato la parola direttamente a Giovy per farci raccontare direttamente dalla sua voce qualcosa su di lei e sul suo blog Emotion Recollected in Tranquillity.

Buongiorno a tutti, sono la Giovy e ho 40 anni. La mia passione per la scrittura nasce non appena ho saputo scrivere il mio nome sulla copertina di un diario.
Da piccola, invece di avere il diario segreto, scrivevo già i miei primi racconti di viaggio. Anni fa ho deciso di passare dalla carta al digitale perché mi piace tradurre in parole i pensieri e l’amore che ho per il mondo. Il mio blog si chiama Emotion Recollected in Tranquillity: il titolo deriva da una frase del poeta inglese William Wordsworth. Nella prefazione di una sua raccolta di poesie spiegava al lettore cosa fosse per lui la sua arte. Scrivere di viaggi per me è tradurre a modo mio le emozioni che provo in giro per il mondo. Il blog è nato nel 2011 principalmente con l’intento di raccontare la Gran Bretagna, Londra esclusa. Proprio in quegli anni iniziavo a viaggiare molto intensamente in lungo e in largo alla scoperta di quell’isola. Gli argomenti, poi, si sono allargati anche se la Gran Bretagna resta uno dei focus principali del blog. Mi piace scrivere di itinerari storici e culturali, anche di viaggi legati a libri e romanzi. Amo l’Europa e viaggiare in treno. Nel tempo sono diventata freelance e ho fatto del blogging parte della mia professione. Sono una consulente di web marketing e affianco agenzie e aziende dello studio e l’attuazione di strategie di promozione e storytelling. Ovviamente non faccio tutto questo da sola: con me c’è il mio compagno Gian, anche lui consulente e copywriter.

✒ Come avete fatto a imporvi nel panorama del blogging presentarvi con un aspetto normalissimo invece che con delle foto super ritoccate con trucco e vestiti perfetti? Quanto vi ha aiutato a diventare dei ‘personaggi’ nel mondo del blogging?

Nessuna finzione: in foto io sono quella buffa, quella che sembra ‘una scappata di casa’, quella con i capelli sempre in disordine e sicuramente senza trucco. Nella mia vita mi sono truccata solo nell’adolescenza. Poi ho smesso. Non credo di essermi imposta nel panorama del blogging ma ne faccio orgogliosamente parte. Sono una blogger più di sostanza che d’immagine. Amo scrivere e le parole sono il mio punto forte. Le foto, poi, arrivano di seguito. Forse è per questo che non sono un personaggio ma resto semplicemente me stessa. I vestiti perfetti non sono mai stati una cosa mia. L’imperfezione è la mia firma e ne vado fiera. Io sono così: nel bene e nel male. Sono fermamente convinta che la normalità sia un gran punto di forza. La gente che legge il blog mi apprezza ma non sono un idolo. Forse è per questo che si fida di me e di ciò che racconto.

Queste parole sono un vero incoraggiamento per le blogger dal capello spettinato e la voglia di avventura senza badare allo stile. Molto spesso infatti nel mondo dell’influencer marketing viene dato troppo valore all’immagine, senza considerare che chi viaggia di solito non si porta dietro l’armadio o il parrucchiere. Se per Giovy questo stile naturale funziona, forse anche noi altre blogger dovremmo iniziare a farci meno problemi e dare ai chi ci segue un’immagine più normale della nostra vita su internet!

Il percorso per diventare delle blogstar partendo dal blog e dalle collaborazioni

Le collaborazioni per i blogger sono un argomento spinoso, c’è chi non ne parla e accetta lo stesso prodotti gratis, ci sono i pochi che riescono a guadagnare davvero di che vivere e chi porta avanti un discorso di trasparenza come noi della community delle Travel Blogger Italiane, di cui fa parte anche Giovy. Visto la sua ‘anzianità’ come blogger e la sua esperienza lavorativa, Giovy è la persona giusta per rispondere a qualche domanda spinosa, dando delle linee guida utilissime per le blogger alle prime armi.

✒ Cosa ne pensi delle collaborazioni in cambio merce per iniziare? Credi che siano una buona palestra per i piccoli blog o che rovinino il mercato per i blog più grossi?

Le collaborazioni che prevedono il cambio merce sono un modo per iniziare e tale dovrebbero restare. Mi spiego meglio: al giorno d’oggi nascono blog e sedicenti blogger con la stessa velocità con la quale nascono i funghi nei boschi. E questo non è sempre un bene. Molto spesso c’è gente che apre un blog solo per ottenere qualcosa in cambio: per me non deve andare così. Il blog deve avere un progetto di fondo, anche nelle collaborazioni in cambio merce. All’inizio di ogni anno io mi pongo una domanda: quali saranno i fili conduttori del blog per questo nuovo anno? Per darmi una risposta cerco di tracciare le linee generali di un progetto di fondo. Ad esempio “quest’anno voglio dedicarmi a città inusuali, street food e musei”. Uno degli errori più grandi che si possono fare nel blogging è andare avanti a caso, in base a ciò che arriva. Ci vuole una coerenza di fondo per non svendersi e questo, per me, è fondamentale. Quindi ben vengano le collaborazioni che abbracciano una linea coerente e che, magari con tempo, si trasformeranno in un lavoro pagato. Il blog è un progetto di comunicazione vera e pura.

✒ Come possiamo iniziare a farci pagare per un nostro progetto di collaborazione invece di limitarci ad accettare prodotti omaggio?

La prima cosa da fare è, per me, non avere fretta: il blog va fatto crescere, soprattutto nella sua potenzialità organica. Sottolineo che ho scritto blog e non social. Attualmente la tendenza è un uso sempre più forte del social che, però, è spesso fine a se stesso e non porta al risultato a lungo termine. Il blog è uno strumento che ha nei risultati a lungo termine la sua forza e la grande differenza con altri mezzi di comunicazione o di promozione. Ecco perché va fatto crescere e gli va fatta trovare la sua strada. Una volta trovata questa, va capito nei suoi numeri e nelle sue potenzialità. Una delle grandi mancanze generali nel panorama del blogging italiano è la capacità di analisi del blog: troppo spesso ci si limita a presentare un mediakit con le visite e le page views mensili, ma non basta. Occorre saper leggere la qualità della visita. Ci sono dei blog con 5.000 visite al mese che valgono di più di alcuni con 100.000 perché rappresentano una nicchia e su quella sono fortissimi. Ogni blogger che ha voglia di far diventare la sua passione un lavoro dovrebbe saper guardare le statistiche e farle parlare. Io dico sempre che Analytics è come l’oracolo dei tempi antichi: risponde solo se gli si pone la giusta domanda. Per far sì che le aziende si fidino di noi e ci includano nei loro budget promozionali occorre diventare strumenti in grado di essere letti e di restituire dei risultati. Se non si sanno leggere i numeri nel modo giusto, questo non può avvenire. Quindi, per me, prima di pensare a collaborazioni pagate occorre farsi delle gran domande e capire di quanta formazione abbiamo bisogno come blogger per poter essere uno strumento e non solo una e-mail di richiesta merce. Fondamentalmente occorre pensare al blog come un’azienda.

✒ Come fate a ottenere una collaborazione continuativa di tre/sei mesi con un ente del turismo? Che consigli puoi dare a chi vorrebbe tuffarsi in un progetto più ampio?

Le collaborazioni continuative si ottengono con competenza e con dei progetti ben precisi, che sappiano incontrare le esigenze degli enti del turismo. Il blogger (col suo blog in primis e con i social poi) è una risorsa che può aiutare un ente nella scrittura dei suoi contenuti o nel veicolare le campagne già prefissate. Le buone collaborazioni arrivano quando si smette di cercare un viaggio gratuito e si pensa alla forza del racconto.

Le risposte di Giovy sono state davvero illuminanti e mi hanno dato ancora più energia per continuare il mio progetto di blogging. Crescere come blogger e diventare delle professioniste mantenendo il nostro stile è possibile, e Giovy ne è l’esempio concreto! Se volete approfondire qualche argomento di cui abbiamo parlato in questa intervista scrivetelo nei commenti ⬇︎ altrimenti correte subito a creare il vostro progetto per la prossima collaborazione!

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12 commenti

dritteontheroad 05/11/2018 - 8:55

Brava Giovy e brava Paola! Ecco un chiaro esempio da seguire per lavorare nella direzione giusta. Qualità, autenticità e sostanza. Grazie per aver dato voce a quello che ho sempre pensato su questo mondo del blogging.

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Paola 05/11/2018 - 20:19

Il blog di Giovy è l’esempio perfetto di come si fa una buona SEO, io mi informo, studio, ma lei è sempre un passo avanti e disponibile a condividere queste informazioni. Per me è uno stimolo potermi confrontare con blogger così valide!

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Alessia 24/04/2018 - 18:49

La Giovy é un’istituzione Il suo blog mi piace tantissimo e molti post mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Grazie per la schiettezza di informazioni … Molto molto apprezzabile e sopratutto apprezzato, per lo meno da me 🙂

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Paola 25/04/2018 - 17:50

Grazie! L’intento è proprio di instaurare un circolo virtuoso di scambio di informazioni tra noi blogger 🙂

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camilla corradini 09/04/2018 - 7:28

Grazie ad entrambe: schiette e chiare. Soprattutto per chi ha aperto un blog da poco, questo tipo di articoli sono molto utili per capire come muoversi, dove si sbaglia e dove si può migliorare. Il riferimento al valore di una nicchia mi è piaciuto molto, credo che spesso sia proprio un pubblico ben preciso, targettizzato e fidelizzato che facccia la differenza.

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Paola 09/04/2018 - 7:44

Il discorso della nicchia vale soprattutto oggi che c’è tanta concorrenza, un blog generalista, quelli chiamati lifestyle, difficilmente riuscirà a conquistare la sua fetta di lettori fidelizzati meglio di un blog che tratta uno specifico argomento, es. viaggi con il cane. Il blogging comunque è fatto anche di tentativi e soprattutto tanta costanza!

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maria millarte 07/04/2018 - 16:39

Io Giovy l’ho notata subito per quella sua aria di “ragazza appena alzata dal letto”. Ho letto e riletto i suoi articoli e ho guardato le sue foto tantissime volte, stupita dal fatto che non fosse una blogger patinata e costruita. Sai, Paola ,alla mia età non è semplice buttarsi di colpo nella mischia dove tutte sono perfettine e soprattutto giovani, ma Giovy mi ha fatto capire che “io sono io” !

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Paola 07/04/2018 - 21:20

Per me Giovy è davvero un esempio positivo per continuare sulla strada della spontaneità e sto notando che anche chi ci segue inizia ad avere una preferenza in questo senso. Su Instagram per esempio le foto più finte e in posa ottengono già molti meno like rispetto a foto divertenti anche se non composte secondo tutte le regole fotografiche, così come sul blog racconti personali con qualche disavventura di viaggio attirano più commenti perché ci fanno identificare con chi scrive. Non dico che ora possiamo farci vedere in pigiama e con i capelli sporchi però possiamo essere davvero noi, senza troppe paranoie, se dietro al nostro blog o profilo IG c’è un vero progetto dietro 🙂

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panannablogdiviaggi 06/04/2018 - 14:45

Bellissima intervista Paola! E grazie a Giovy per tutti i consigli, c’è davvero tanto da imparare! L’attenzione ai numeri che sputa fuori Google Analytics è un punto di attenzione che sto cercando di mettere in pratica a dovere!

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Paola 06/04/2018 - 17:31

Grazie! La Giovy è una super esperta di numeri e il suo modo di spiegare Google Analytics una vera rivelazione. Ora sta a noi riuscire a comunicare il valore della nostra nicchia 😉

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Silvia 06/04/2018 - 13:46

Bella intervista! a me piace un sacco Giovy come scrive e con tanta naturalezza. Ottimi consigli. Sicuramente c’e da adottare una linea di fondo senno io, come lettore,non capto l’anima del blog in questione.Grazie Paola per questi preziosi post!

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Paola 06/04/2018 - 17:28

Quello di fare un programma per il blog effettivamente è proprio un ottimo consiglio. Io stessa a volte seguo i miei interessi e mi rendo conto che con un progetto più strutturato otterrei molti più lettori e collaborazioni 🙂

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