Home DestinazioniAsiaSingapore La storia coloniale di Singapore, un porto tra India e Cina nato da un’idea dell’inglese Sir Raffles
Architettura coloniale a Singapore

La storia coloniale di Singapore, un porto tra India e Cina nato da un’idea dell’inglese Sir Raffles

12 commenti

Quando programmo un viaggio in Asia, cerco sempre di fare scalo al Changi Airport per ritagliarmi una visita a Singapore, la mia città preferita al mondo. Singapore racchiude il meglio di Europa e Asia ed è riuscita a mescolare con eleganza la millenaria cultura cinese alla migliore architettura coloniale.

A differenza di Malacca e Penang, a Singapore tutte le case più antiche sono perfettamente conservate e si integrano alla perfezione nel paesaggio urbano. Passeggiare nel centro e scoprire dietro l’angolo delle case-negozio dallo stile coloniale sullo sfondo dei grattacieli è sempre una sorpresa, specialmente perché sono tutte dipinte a nuovo.

Immaginatevi l’Asia riprogettata da un inglese di classe ed ecco la Singapore coloniale. Anche se la città non ha mai smesso di svilupparsi, i quartieri suddivisi in base alle funzioni amministrative e ai gruppi etnici infatti sono stati un’idea del suo fondatore Sir Raffles. Prima di lui, Singapore non esisteva proprio!

La nascita di Singapore dal progetto di Sir Raffles

Durante il ‘500 Singapore era parte del Sultanato di Malacca, ma il suo primo insediamento urbano era stato distrutto dai portoghesi nel 1613 che, da come raccontano le cronache dell’epoca, erano un po’ grezzi e spadroneggiavano intorno al mondo come dei tamarri. Il loro predominio in Asia però era stato cancellato dagli olandesi che il secolo successivo si erano presi il monopolio su tutti i commerci nell’arcipelago malese, proibendo alle altre compagnie di operare nei porti controllati da loro o imponendo una tariffa elevata per parcheggiare le navi.

Gli inglesi, che non amavano affatto l’idea di avere un pezzettino di impero mancante sulla mappa, si erano messi in testa di voler annullare il predominio degli olandesi pure in Malesia e la situazione cambiò in loro favore quando Sir Stamford Raffles fu nominato governatore della colonia inglese di Bencoolen.

Sir Raffles aveva capito che i commercianti non amavano pagare le tasse ed ebbe la brillante idea di aprire un porto gratuito lungo il percorso tra India e Cina. Nel 1819 fece quindi costruire il primo insediamento coloniale a Singapore e riuscì ad attirare il passaggio di tutte le navi commerciali che non volevano sottostare alle restrizioni olandesi o pagare le loro pesanti tasse.

Mappa di Singapore

Mappa di Singapore trovata su internet. Non ho trovato la data, ma è abbastanza vecchiotta da stare bene in questo post.

L’idea era così buona che in soli tre anni il porto di Singapore superò il traffico di quello di Penang in Malesia e la popolazione aumentò da 1.000 a 5.000 persone grazie al flusso di migranti cinesi e indiani, i bis-bis-nonni della popolazione attuale.

All’epoca il responsabile della colonia era William Farquhar, molto bravo nel far crescere la città e i commerci, ma poco attento all’ordine locale. Sir Raffles invece doveva essere un perfettino che voleva tutto nel migliore stile inglese quindi nel 1822 mise in atto una serie di riforme note come Piano Raffles – Raffles Plan of Singapore – che fecero chiudere i locali per il gioco d’azzardo, vietarono la schiavitù e il trasporto delle armi e imposero pure pesanti tassazioni per scoraggiare l’ubriachezza e il fumo dell’oppio, oltre a riorganizzare la città secondo suddivisioni funzionali ed etniche più efficienti. Sembra storia antichissima, ma i quartieri di Singapore indiani e cinesi li dobbiamo proprio alle riforme che Sir Raffles fece più di due secoli fa.

Lo sviluppo di Singapore sotto la British East India Company e come Colonia della Corona Britannica

Le colonie britanniche erano organizzate più o meno come le grandi multinazionali di oggi e periodicamente subivano fusioni e riorganizzazioni interne. Nel 1826 Singapore divenne parte degli Straits Settlements della British East India Company insieme a Penang e Malacca, e nel 1830 cambiò di nuovo stato diventando una suddivisione della Presidenza del Bengala nell’India Britannica.

Dal punto di vista commerciale, in quel periodo Singapore aumentò la sua importanza nella regione perché continuava ad essere un porto libero da dazi doganali, la Cina si era aperta ai commerci, la Malesia produceva gomma e stagno in quantità e si trovava pure in un’ottima posizione geografica per le navi a vapore che percorrevano la rotta Europa-Asia.

Tra 1830 e il 1867 mentre i commerci andavano benissimo, la popolazione si era quadruplicata, facendo così diventare la gestione di Singapore insufficiente e inefficace. Gli amministratori infatti non erano tutti dei perfettini come Sir Raffles, la maggior parte di loro veniva inviata dall’India e non conosceva né le lingue né le culture locali. In pratica erano degli impiegati sfigati che venivano trasferiti d’ufficio e si limitavano a produrre documenti e mettere timbri.

Foto storica di Singapore

Foto storica di Singapore, immagine presa da internet, fonte non trovata

In quel periodo invece Singapore aveva invece decisamente bisogno di attenzione perché con una crescita così veloce la maggior parte delle persone si era ritrovata senza accesso ai servizi sanitari pubblici. Per capire meglio le carenze dell’amministrazione credo che l’esempio migliore sia il numero degli agenti di polizia nel 1850: solo dodici poliziotti in servizio in una città di quasi 60.000 persone! Questa situazione aveva portato ad una sorta di illegalità diffusa in cui comandavano le società segrete cinesi e si erano nuovamente diffusioni prostituzione, gioco d’azzardo e abuso di oppio.

Quando le inefficienze dell’amministrazione coloniale diventarono palesi, la comunità mercantile di Singapore iniziò a lamentarsi, gli inglesi capirono di aver fatto un casino e nel 1867 fecero diventare la città una colonia separata, sotto la supervisione diretta di un governatore e con la presenza della popolazione locale nei consigli. Una volta sistemata l’amministrazione, Singapore aveva continuato a crescere d’importanza, anche grazie alla sua posizione geografica perfetta come stop nelle rotte tra Europa e Asia dopo l’apertura del canale di Suez nel 1869.

La prima guerra mondiale non influenzò lo sviluppo di Singapore perché non si era diffusa nel Sud-Est Asiatico, ma dopo la guerra il governo britannico decise di costruire una base navale come deterrente per l’impero giapponese. Il nuovo porto, terminato nel 1939, era uno dei più grandi e moderni dell’epoca, ma si rivelò di un’inutilità senza precedenti perché le navi inglesi restavano fisse in Europa e navigavano a Singapore solo quando necessario.

L’occupazione giapponese di Singapore

Durante la seconda guerra mondiale, i giapponesi passarono dall’ikebana e servire il tè secondo riti millenari a tenere un comportamento iperaggressivo verso tutti i loro vicini con l’obiettivo di impossessarsi di tutte le risorse naturali per poi sfruttarle militarmente.

Singapore era un obiettivo militare evidente come principale base degli Alleati nella regione, ma i militari britannici erano abbastanza tranquilli perché erano preparatissimi ad affrontare un attacco giapponese sul mare. Peccato che Singapore fu invece conquistata senza sforzo con attacchi aerei sulle navi militari e sugli obiettivi civili, in contemporanea ad un’invasione via terra attraverso la giungla malese che gli inglesi ritenevano una barriera naturale sufficiente.

La caduta di Singapore è una pagina nera nella storia della Gran Bretagna perché è stata la più grande resa di sempre delle sue forze armate. L’occupazione giapponese, che durò dal 1942 al 1945, fece subire alla popolazione locale massacri e rappresaglie, e trasformò in prigionieri di guerra circa 130.000 indiani, australiani e le truppe britanniche che vennero trasportati in campi di lavoro forzati in Birmania, Giappone, Corea o Manciuria, nei quali tortura e sperimentazioni umane sui prigionieri erano la norma.

Gli anni dopo la guerra e la nascita della moderna Singapore

Alla fine della guerra Lord Louis Mountbatten, lo zio del Principe Filippo, il marito della regina Elisabetta, aveva ricevuto la resa formale delle forze armate giapponesi e riportato Singapore sotto l’amministrazione militare britannica. Nonostante il ritorno degli inglesi però Singapore subì un nuovo periodo di violenza e disordine perché la città era al collasso per la mancanza di cibo e di lavoro. Durante l’occupazione giapponese infatti erano state distrutte quasi tutte le infrastrutture, compresi gli acquedotti, le linee elettriche e telefoniche, e le strutture portuali.

Dopo quello che aveva subito, la popolazione di Singapore non vedeva più la Gran Bretagna come un governante infallibile e nel 1946 gli Strait Settlements si dissolsero, avviando la fine del suo periodo coloniale. Singapore divenne quindi una Colonia della Corona separata, con un’amministrazione civile guidata da un governatore e con dei Consigli esecutivi e legislativi separati.

Foto storica di Singapore

Foto storica di Singapore, immagine presa da internet, fonte non trovata

Vi ho riportato un sacco di fatti storici, ma la storia di Singapore è ancora lunga. Per diventare la repubblica pseudo-democratica che conosciamo ci sono voluti ancora diversi anni e un presidente maniaco dell’ordine e del controllo come Lee Kuan Yew. Vi racconto come continua nel post su come Singapore è passata da essere una colonia inglese a uno stato modernissimo. Voi nel frattempo fatemi sapere cosa ne pensate di Singapore nei commenti ⬇︎

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12 commenti

Giordana Querceto 26/01/2018 - 17:20

Io stamane avevo lasciato un commento ma non lo vedo!

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Paola 26/01/2018 - 19:15

Era ancora in moderazione 😉

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marina 26/01/2018 - 15:37

Interessantissimo questo post sulla storia della fondazione della città! Spesso andiamo nei luoghi senza sapere come si sono formati! Ci hai fatto fare un bel viaggio nel tempo, oltre che nello spazio!

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Paola 26/01/2018 - 19:13

Grazie! Visitando Singapore l’influenza inglese si sente tantissimo

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Giordana 26/01/2018 - 8:11

Beh Singapore è davvero una città Singolare! Piena di bella Architettura! Bel post, esauriente!

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Paola 26/01/2018 - 19:09

La Singapore coloniale poi è davvero affascinante, tutti gli edifici sono stati restaurati alla perfezione

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Francesca 09/01/2018 - 20:30

Uh che interessante! Non vedo l’ora di leggere il resto

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Paola 09/01/2018 - 20:59

Il seguito diventa tragicomico con un fondatore della patria maniaco del controllo 😉

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oltreleparole 09/01/2018 - 20:19

Incredibile la storia che c’è dietro la città di Singapore!

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Paola 09/01/2018 - 21:00

E non è finita ancora!!!

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Marta Sailis 09/01/2018 - 19:44

Mi piace il modo in cui descrivi la storia e mi sto immaginando gli impiegati indiani sfigati messi li a fare una cosa che non sanno fare ahahha! sembra quasi attualità!

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Paola 09/01/2018 - 21:00

Grazie! La colonia “lasciata andare” mi ha fatto subito venire in mente alcune aziende in cui ho lavorato in cui non c’erano né premi né possibilità di carriera ahahaha

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