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Upleap per aumentare i followers su Instagram

Upleap, il servizio di crescita per Instagram che non è un bot

10 commenti

Nel post sui bot vi avevo raccontato cos’erano questi programmini e come potevamo utilizzarli per far crescere il nostro profilo su Instagram ed è stato apprezzato da molte di voi. Altre blogger invece mi hanno scritto per dirmi che non apprezzano la modalità del follow/unfollow anche se ormai è la norma. Questo malcontento si sta diffondendo sempre di più così come le persone che praticano esclusivamente il follow for follow, ovvero io ti seguo solo se mi segui tu, generando di conseguenza una perdita di followers abbastanza grande quando smettiamo di usare i bot per un periodo.

La mia opinione è rimasta sempre la stessa, il follow/unfollow è un comportamento presente su Instagram e sui social in generale e non dobbiamo prenderla come un’offesa personale quando qualcuno smette di seguirci. Mi preoccupa invece di più l’emorragia di followers nel momento in cui smettiamo di usare i bot perché, se li usate come me solo durante i periodi in cui pubblicate di più sperando di farvi conoscere, rischiamo solo di buttare via i soldi dell’abbonamento. I bot funzionano in modo efficace solo se usati costantemente.

Per fortuna esistono anche servizi alternativi come Upleap che ci liberano delle incombenze dei like manuali e si basano sulla gestione diretta da parte di un account manager. Per capire se questo servizio può esservi utile vi ho preparato uno spiegone ricco di dettagli.

Dashboard di Upleap

La mia dashboard di Upleap con i profili mio personale @bertonipe e quello della community @travelbloggeritaliane

Come funziona Upleap e come gestisce i nostri account di Instagram

Lo scopo di Upleap è aumentare in nostri followers, like e influenza su Instagram. Per farlo si appoggia a un account manager dedicato che si occuperà di interagire con altri profili simili su Instagram per conto nostro. A differenza di tutti gli altri servizi che ho provato Upleap è quasi banale nella sua semplicità di utilizzo perché non richiede nessuna delle precisissime impostazioni fondamentali per far funzionare decentemente un bot, qui nelle impostazioni ci basta descrivere il nostro profilo, indicare alcuni hashtag in linea con i nostri contenuti e dei profili che propongono tematiche simili alle nostre. Con la versione Premium è anche possibile scegliere la localizzazione dei nostri potenziali followers per escludere tutta l’area anglofona se ci rivolgiamo esclusivamente a un pubblico italiano.

Il funzionamento di Upleap non è chiarissimo, sul sito è indicato che il nostro profilo verrà gestito da un account manager umano, ma credo che tale attività sia comunque affiancata in modo leggero dai bot perché mi sono accorta di aver lasciato alcuni commenti generici ad altri profili. In ogni caso l’obiettivo di aumentare il coinvolgimento organico viene raggiunto grazie al fatto che qualcuno (bot o persona reale) apprezza post e stories di profili con contenuti simili al mio mentre io mi dedico ad altre attività, il tutto senza fare follow/unfollow. In pratica viene applicata una strategia di crescita basata principalmente sui like e meno sui commenti.

Upleap in ogni caso non vende followers finti, non lascia commenti imbarazzanti e non segue altre persone per poi smetterle di seguire pochi giorni dopo. La crescita organica è reale perché il nostro account manager interagisce esclusivamente con profili simili a nostro.

Dashboard di Upleap da cellulare

Come viene visualizzata la dashboard di Upleap da cellulare, immagine fornita da cartella stampa

La mia esperienza con Upleap

Il mio parere su Upleap è molto positivo per via della facilità d’uso e della crescita reale che sono riuscita a ottenere. In media sto ottenendo una media di dieci-quindici nuovi followers al giorno, sia sul mio profilo personale come Paola Bertoni che su quello delle Travel Blogger Italiane e anche i like ai miei post sono aumentati leggermente. Il profilo delle Travel Blogger Italiane cresce più lentamente solo perché come target di luogo ho impostato l’Italia e sappiamo che l’italiano è parlato meno dell’inglese.

La semplicità di Upleap è però anche un suo grosso limite perché non potendo vedere le performance di ogni singolo hashtag o profilo di riferimento non sono in grado di capire quali variazioni potrebbero farmi crescere più velocemente. In teoria dovrebbe pensarci il nostro account manager, ma stiamo sempre utilizzando un servizio in lingua inglese e non credo abbia la capacità di ricercare gli hashtag o i profili italiani simili al nostro in autonomia.

Grafico sulla dashboard di Upleap del mio profilo personale @bertonipe

Grafico sulla dashboard di Upleap del mio profilo personale @bertonipe

Sulla dashboard di Upleap vediamo solo un grafico con la crescita del nostro profilo e nella parte dedicata alle impostazioni possiamo indicare solo hashtag e profili con cui interagire. Quando mi è capitato di avere un calo fisiologico della crescita ho quindi improvvisato pensando di avere esaurito le interazioni possibili con gli hashtag e i profili forniti. Un’altra considerazione da fare è che impostando la localizzazione geografica si riduce il numero dei nostri potenziali followers perché la quantità di profili con cui interagire diminuisce drasticamente.

Upleap SI o NO?

Nonostante qualche miglioramento possibile, Upleap è davvero la migliore soluzione presente su internet in grado di aiutarci a crescere su Instagram perché interagisce con veri followers pertinenti invece che con profili casuali. Se volete provare questo servizio i primi tre giorni sono gratuiti e non c’è bisogno di fornire in anticipo i dati di pagamento. Condividendo un banner su Twitter o invitando gli amici a provare il servizio si possono ottenere ulteriori giorni gratis, dopodiché ci si può abbonare con una spesa a partire da $ 39,00 al mese per la versione Lite.

Pro:

  • Facilità d’uso e nessuna competenza richiesta
  • Operatore umano per gestire il nostro profilo
  • Acquisizione di un pubblico mirato anche geograficamente

Contro:

  • Mancanza di dettaglio sulle operazioni effettuate per nostro conto
  • Prezzo elevato rispetto ai bot

Anche se Upleap è un servizio efficace dobbiamo comunque ricordarci di curare il nostro feed postando foto piacevoli perché tutte le interazioni effettuate non servono a nulla se poi i nostri potenziali followers finiscono su un profilo brutto da vedere. Un buon esempio di come i bot possono essere un aiuto, ma non sono indispensabili per la crescita dei nostri profili è Simona di Oltre le parole che nel suo post su Instagram racconta con molta pacatezza la sua antipatia nei confronti del follow/unfollow e perché ha scelto invece di puntare tutto sulla crescita organica.

Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi di Upleap e non dimenticarti di seguirmi su Instagram!

10 commenti

Giorgia 21/01/2019 - 7:47

Questo servizio è molto interessante, non ne conoscevo l’esistenza. Conoscevo solo i bot, e sono tra quelle persone a cui la pratica del follow/unfollow dà un gran fastidio! La differenza sostanziale di modalità d’interazione mi rende invece molto appetibile uno strume to come Unleap!
Mi iscriverò subito al corso sull’uso di Instagram, e ti ringrazio molto per averlo messo a disposizione!

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Paola 28/01/2019 - 19:16

Io mi sono trovata molto bene con Upleap, soprattutto ora che i bot “classici” vengono presi molto in antipatia proprio per il follow/unfollow. Spero che le info su Instagram ti siano utili!

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Tripti 14/12/2018 - 22:40

Rieccomi qui, finalmente, per i tuoi preziosi consigli 🙂 Mi sono iscritta al mini corso su IG (e alla newsletter). Per quanto riguarda Unleap, è certamente un servizio interessante, anche se io non riesco ancora a simpatizzare per questo tipo di sistemi. Credo molto dipenda anche dagli obiettivi che una persona si pone..

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Paola 17/12/2018 - 23:43

Capisco, ognuno ha il suo modo diverso di approcciarsi al web. Nel post cito Simona di Oltre le parole, lei ha una crescita più lenta, ma un engagement altissimo perché non automatizza neanche i like, quindi i bot non sono indispensabili. Su Instagram comunque al momento in cui scriviamo stanno di nuovo cambiando tante cose e nel 2019 potrebbe esserci una penalizzazione per chi usa i bot che fanno follow/unfollow (Upleap non è uno di questo, preciso). Io non sono contraria, credo che sia giusto provare tutto anche per essere poi in grado di scegliere la strategia più appropriata al tipo di crescita che vogliamo per i nostri canali 😉

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raffigarofalo 27/08/2018 - 12:06

Questo post “casca a fagiolo”, come si suol dire. In questo periodo sono assolutamente scontenta del servizio di crescita instagram che sto usando e sto pensando di mollarli. Per questo sto valutando altre opportunità. Studierò con attenzione il tuo post. Ti farò sapere.

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Paola 27/08/2018 - 13:18

Spero di esserti d’aiuto! Per me provare questo servizio è stato davvero un’esperienza positiva e mi ha aiutato a crescere costantemente in modo reale. Ultimamente i bot classici invece non vengono accolti molto bene per la questione f/u ed è necessario usarli parecchi mesi con costanza per avere risultati duraturi. Fammi sapere se sarà così anche per te.

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Giulia 27/08/2018 - 7:28

Finalmente sono riuscita a leggere questo post. Ho provato Upleap anch’io e ne sono rimasta soddisfatta. L’unica cosa che non mi piace è che non si può vedere l’attività di post “likati” direttamente sul sito, devi andare a vedere su IG. Anche a me l’idea di follow/unfollow non piace, per questo credo questo possa essere un’ottima alternativa. Instagram richiede tempo e se possiamo ottimizzarlo, why not? 🙂

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Paola 27/11/2018 - 0:33

Sicuramente ti fa risparmiare tanto tempo! Anche a me non convince il fatto di non poter vedere con quali profili ho interagito, ma ho rimediato andando a controllare manualmente i nuovi followers per scoprire nuovi profili da seguire

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Simona 24/08/2018 - 14:39

Come sai Paola anche dopo aver provato Upleap la mia opinione sui bot non è cambiata. Upleap funziona in modo diverso è vero, ma resta il fatto che ci sia qualcuno (o qualcosa) a lasciare commenti o like al posto mio e la cosa non mi va proprio giù, mi viene l’ansia e non sto tranquilla. Il follow/unfollow invece non l’ho voluto provare. So che secondo te noi followers “arrabbiati per la presa in giro” non dovremmo prenderla sul personale, ma mi chiedo che senso abbia continuare a farlo se la maggior parte dei follower non gradisce. Capisco che bisogna farsi notare, bisogna crearsi una certa visibilità all’interno di questo grande mare, ma non si potrebbe fare con i commenti ad esempio invece che con un finto follow? Forse la cosa ripagherebbe di più! Io resto della mia opinione, ne abbiamo ampiamente parlato, sono però felice che nonostante i nostri punti di vista siano così diversi, siamo riuscite a collaborare ancora una volta e a confrontarci in modo pacifico e rispettoso! Un abbraccio a te Paola! <3

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Paola 24/08/2018 - 17:13

Credo che tutto dipenda da quali sono gli obiettivi di noi blogger/instagrammer. Se vogliamo diventare un influencer i numeri contano e non possiamo aspettare anni per iniziare a collaborare con le aziende. L’uso di bot lo vedo solo come una spinta a crescere più velocemente mentre si creano relazioni vere con i followers. Io per esempio quando ricevo commenti in stile “passa da me” rispondo sempre in modo ironico e da lì a volte si sviluppano delle vere conversazioni. Del f/u sinceramente mi importa poco quando lo fanno a me, io ho smesso di usarlo come strumento di crescita principalmente perché sul breve periodo non porta benefici e ti obbliga all’uso di bot per periodi lunghi. In quel caso ovviamente funziona, ma è un investimento che non mi interessa fare.
Anche se abbiamo visioni opposte, di sicuro siamo comunque accomunate dall’antipatia nei confronti di chi si manifesta un purista di IG e invece usa bot come se non ci fosse un domani!!! 😉

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