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Bambino che si trasporta i suoi bagagli

Come cambia il modo di viaggiare e bloggare dopo la nascita di un bambino – Parte II

4 commenti

Quando ho iniziato a intervistare le travel blogger su come cambia il modo di viaggiare dopo la nascita di un bambino non mi aspettavo una partecipazione così alta da dover pubblicare più di un post, eppure ho scoperto che è un argomento caldo che interessa tutte le madri quindi ho proseguito con la serie di post. Oggi ci racconteranno la loro storia Julia di Zucchero e farina in viaggio, Francesca di Mum what else e Stefania di Con la valigia arancione, ma mi sono arrivati così tanti contributi di mamme in viaggio che ho dovuto aggiungere una terza parte alla serie su viaggi e bambini!


Julia di Zucchero e farina in viaggio

Logo Zucchero e farina in viaggioHo sempre amato viaggiare e già molti anni fa scrivevo di viaggi in un mio sito internet, ora non più on line, e nel frattempo sono arrivati due bimbi con conseguenti impegni e aspetti sia economici che di altra natura come la gestione delle vacanze con gli asili e le scuole chiuse per le vacanze scolastiche da tenere in considerazione. Senza dubbio è cambiato il modo ed il tempo di viaggiare per questi aspetti ma ciò che non manca è la stessa voglia di viaggiare che c’era prima.

Julia di Zucchero e farina in viaggio

Julia di Zucchero e farina in viaggio

Dal punto di vista pratico c’è un po’ di attenzione in più alla scelta dell’alloggio, considero maggiormente le condizioni igienico sanitarie della meta prescelta e non si può partire così spesso. Sicuramente l’organizzazione di un viaggio richiede più tempo, cerco esperienze che interessino noi, ma anche i bambini; l’offerta di mercato è molto varia e frequentemente anche nei musei, che forse possono annoiare i più piccoli, ci sono tour apposta, guide specializzate per famiglie, ristoranti che forniscono tovagliette colorate e pastelli, etc…

Julia di Zucchero e farina in viaggio con i suoi bambini

Julia di Zucchero e farina in viaggio con i suoi bambini

Riguardo al blog da alcuni mesi ne ho aperto uno nuovo dedicato solo ai viaggi Zucchero e farina in viaggio (prima mi ero dedicata anche ad un blog dedicato prevalentemente alla cucina) dove tra destinazioni e rubriche a carattere generale vi è una sezione dove raccolgo esperienze particolari vissute con i bambini. Dal 2011 tutti i nostri viaggi sono sempre stati fatti con loro. Poco è cambiato se non per i motivi di cui sopra. Anche i bimbi ora sono dei viaggiatori, tornati da un viaggio pensano già dove poter andare la volta successiva. Viaggiare con i bimbi significa anche fare esperienze che con buona probabilità prima non avremmo considerato o perlomeno accantonato a fronte di altre. Un esempio? Sono stata felicissima due anni fa di essere andata a Disneyland Paris, forse sola non lo avrei fatto.

Foto dei bimbi non ne trovate se non qualche scorcio o con il viso coperto da buffe emoticon, la scelta è di comune accordo con mio marito. Quando poi saranno grandi starà a loro decidere se comparire o meno sul blog.


Francesca di Mum what else

Francesca di Mum what else con uno dei suoi bambini

Francesca di Mum what else con uno dei suoi bambini

Siamo appena rientrati da un weekend lungo da Amsterdam. Per la prima volta dopo tanto, ci siamo rimessi a viaggiare. In quattro, due adulti e due bambini di due e quasi quattro anni. Da quando viviamo all’estero – questo è uno degli svantaggi dell’essere expatabbiamo sempre cercato di sfruttare le vacanze per andare in Italia, e poter stare un po’ con i nonni. E quindi abbiamo ridotto drasticamente i viaggi verso città e mete da scoprire. E questo si rispecchia nel blog, dove si trovano soprattutto consigli e itinerari per visitare Londra con bambini, e sono ancora pochi i post dedicati ai viaggi, ma credo che Amsterdam segnerà una svolta.

Siamo una famiglia expat a Londra e il blog Mum what else è nato per condividere la mia esperienza di mamma all’estero. Non è mai stato un mummy blog puro, perché fin dall’inizio ho pensato di scrivere anche post utili a chi pensasse di trasferirsi a Londra e volesse avere delle informazioni legate ad esempio al sistema sanitario (es. esiste il pediatra in Inghilterra?) o educativo o linguistico (come crescere bambini bilingue). Non è mai stato un mummy blog puro anche perché non voglio disperdere troppe immagini dei miei figli nella rete. Nei social, in particolare su Instagram, cerco di non abusare della loro immagine. Ho sempre un po’ l’impressione di approfittare di loro che non sanno dove vanno a finire i video che registro. Il blog sta naturalmente virando verso un family travel blog, e per questo forse rispetto alle altre blogger qui presenti, io sono in controtendenza. Prima di diventare mamma ero una una viaggiatrice seriale, ma il blog non esisteva ancora.

Francesca Mum what else alla scoperta di un galeone

Francesca Mum what else alla scoperta di un galeone con uno dei suoi bambini

Viaggiare con dei bambini piccoli significa limitarsi in alcune scelte e rallentare. Vuol dire organizzare le giornate pensando di vedere due, massimo tre cose in un giorno, non di più e prevedere sempre tra queste un momento di svago per loro, che per noi di solito coincide con la ricerca di un playground o di un parco. I musei ad esempio, sono stati selezionati sulla base dell’interesse dei bambini principalmente. Quando mio figlio era più piccolo, in genere facevamo coincidere il momento nanna pomeridiano, con le visite più noiose per dei bambini. Ma ora, che ha quasi quattro anni, raramente si addormenta il pomeriggio e quindi abbiamo proprio dovuto evitare alcuni musei. Con dei bambini di poco più grandi credo sia più facile conciliare gli interessi e le esigenze di tutti. Ma per noi è andata bene anche così. Scoprire una città attraverso i loro occhi, così curiosi e bramosi di novità da condividere, è stata una bella novità.

Ho sempre viaggiato in compagnia, non sono mai stata una solo traveller, e perciò ho trovato questa esperienza un vero arricchimento per tutti. Non sono mai stata neppure una da villaggio turistico, anche quando si trattava di località al mare, abbiamo sempre scelto l’appartamento. Meno comodità forse, ma più libertà! E anche a Amsterdam eravamo in un appartamento di Airbnb, scelto appositamente perché era una casa abitata da bambini e piena di giochi. Perfetti per i miei figli, che si sono così intrattenuti tutte le sere che rientravamo a casa.

La cosa più stupida che ho sentito dire è “Sono troppo piccoli, non si ricorderanno nulla”. Niente di più falso. Alcuni dei ricordi più vividi che ho, sono proprio quelli in cui non andavo ancora all’asilo. Le emozioni influiscono sulla nostra capacità di salvare certe esperienze nel cassetto che un giorno ci ricorderemo di aprire. E il viaggio di certo amplifica le emozioni!

“Fill your life with adventures not things. Have stories to tell not stuff to show”


Stefania di Con la valigia arancione

Logo Con la valigia arancioneSono Stefania, viaggiatrice e mamma di Alessandro, classe 2013. Amo viaggiare perché mi emoziona, mi fa stare bene, mi rende felice e da quando è arrivato Alessandro la voglia di partire non si è assopita. Al contrario ha dato una forte spinta ed un nuovo significato a questa passione.

Il primo viaggio in tre è stato a Dubai, quando Alessandro aveva appena compiuto cinque mesi e da lì non ci siamo fermati. Ogni anno aggiungiamo bandierine sul nostro colorato mappamondo e conserviamo le carte di imbarco dei voli di Alessandro. Attraverso questo blog conservo un diario delle sue avventure nel mondo. Insieme abbiamo passeggiato sulla spiaggia selvaggia di Boa Vista a Capo Verde, esplorato la città di Spiderman, New York, abbiamo imparato a nuotare nelle acque cristalline della Repubblica Dominicana, abbiamo visitato le rovine Maya in Messico e poi ci siamo rilassati sulle bianche spiagge della riviera. Abbiamo attraversato le foreste della Finlandia e ci siamo bagnati i piedi nei laghi, abbiamo fatto un salto nel passato visitando i Castelli della Loira, passando prima da Disneyland e dopo a Parigi, e poi navigato nel Mediterraneo a bordo di una nave da crociera diretti in Grecia. Infine la nostra ultima vacanza l’abbiamo trascorsa in montagna, in Friuli Venezia Giulia, in una terra a confine con l’Austria e la Slovenia che ci ha riempito gli occhi di  verde.

Stefania del blog Con la valigia arancione in Messico con suo figlio Alessandro

Stefania del blog Con la valigia arancione in Messico con suo figlio Alessandro

Nel tempo i nostri viaggi sono cambiati: in un primo momento abbiamo prediletto dei viaggi soft e relax, sicuramente più comodi con un baby traveller. Abbiamo evitato le strutture family: siamo esigenti si, ma non cerchiamo hotel con biberoneria o miniclub. Man mano che Alessandro cresceva, e noi con lui come genitori,  è aumentata la nostra voglia di esplorare, vedere più mondo possibile, farlo scoprire a lui e allora abbiamo strutturato i nostri viaggi in modo tale che non fossero solo una vacanza di mare. Mi emoziona guardare con lui un grattacielo o un tramonto sul lago o  raccontargli aneddoti per coinvolgerlo durante il viaggio. Non è semplice, ma vederlo così curioso e pieno di entusiasmo mi fa battere il cuore. Forse non ricorderà quando ha visto per la prima volta il Burj Khalifa ma sta a me il compito di aiutarlo a costruire la memoria attraverso foto e racconti. E quella foto di noi tre davanti alla torre più alta del mondo è lì in camera sua, assieme al modellino dell’A380 di Emirates, il suo primo aereo.

Il mio blog Con la valigia arancione nasce nel 2017 per condividere i nostri viaggi in famiglia: per raccontare le nostre esperienze, la nostra organizzazione, consigliare, rassicurare ed ispirare altri  genitori ad intraprendere un viaggio con un piccolo compagno di avventure. Non troverete foto di Alessandro perché io ed il suo papà abbiamo scelto di non pubblicare immagini con il suo viso, ma se siete curiosi di scoprire i nostri viaggi con la valigia arancione di Alessandro, vi aspetto sul mio blog.


✒︎ Il vostro stile di viaggio è più simile a quello di Julia, Francesca, Stefania o delle blogger che hanno raccontato la loro esperienza nel primo e terzo post su come cambia il modo di viaggiare dopo la nascita di un bambino? Scrivetemelo nei commenti, insieme alle vostre motivazioni se pubblicare o meno le foto dei vostri figli sui social network.

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4 commenti

Zucchero Farina in viaggio 21/10/2018 - 19:22

Mi ha fatto davvero piacere partecipare a questa intervista e leggere gli interventi delle altre ragazze. Ora aspetto di sapere, tra qualche mese, come sarà cambiato ( e se lo sarà ) il tuo modo di viaggiare ed il tuo blog.

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Paola 22/10/2018 - 12:21

Sono curiosa anche io di scoprirlo!

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Elena del Becaro 19/10/2018 - 8:02

“La cosa più stupida che ho sentito dire è “Sono troppo piccoli, non si ricorderanno nulla”. Niente di più falso”. Non posso che essere d’accordo! Ho portato ad esempio Emi (il mio primo figlio) a vedere i castori in Olanda e poi le tartarughe giganti alle Seychelles. Ogni tanto guardiamo le foto e glielo racconto.. anche se era piccolo, lui è orgoglioso quando ne parliamo. E ogni tanto mi dice “andiamo alla casa dei castori?” E io sono felicissima.

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Paola 19/10/2018 - 14:33

Che dolce il tuo Emi! Foto e racconti di viaggio servono per fargli venire voglia di partire 🙂 Pensa che il primo libro che hanno regalato a mio figlio è sugli animali australiani da parte delle cugine che vivono down under! Scommetto che appena inizierà a parlare chiederà di vedere dal vivo koala & c.

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