Come e perché fare glamping, la vacanza perfetta per chi è indeciso tra il campeggio avventuroso e l’hotel di lusso

Alla scoperta del glamping

L’idea di associare qualcosa di lusso ad un campeggio sembra qualcosa di assurdo, ma gli inglesi stanno diffondendo la moda dei glamping, il campeggiare in modo confortevole e stiloso, anche fuori dalla loro isola.

Ho sempre considerato il campeggio come un modo spartano per fare un’economica vacanza avventurosa anche perché la maggior parte delle mie esperienze sono state con gli scout. Se ci siete passati anche voi, ricorderete sicuramente le vecchie tende canadesi piene di toppe, il materassino e il sacco a pelo scomodissimi, la totale mancanza di servizi igienici e il cibo discutibile, ma anche i momenti magici attorno al fuoco al suono delle chitarre. Anni dopo ho ripetuto l’esperienza del campeggio due volte: in Italia per vedere la gara automobilistica Susa-Moncenisio e poi attraverso Israele, durante un avventuroso viaggio in bicicletta, e in entrambi i casi si trattava di sistemazioni senza nessuna comodità.

In Inghilterra invece il campeggio è popolarissimo e prevede quasi il trasferimento dell’intera casa nel campo prescelto. Gli inglesi amano così tanto questo tipo di vacanze che se in questo periodo entrate in un negozio qualsiasi vi trovate davanti a incredibili offerte per sedie pieghevoli, materassini, attrezzatura da campeggio, stoviglie di plastica, borse frigo e tappeti da picnic. Chiarissimo quindi che il glamping potevano inventarlo solo qui!

Cos’è il glamping

Glamping

La parola glamping nasce nei primi anni 2000 dall’unione di glamorous e camping per descrivere un campeggio di lusso basato sullo stile e sulla comodità. Per fare un esempio pratico, le tende di un glamping non hanno nulla a che vedere con le tende da escursionismo, assomigliano piuttosto a quelle di un safari di inizio ‘900 e possono anche essere allestite con veri letti, oltre ad essere attrezzate con prese elettriche e lampadari.

L’idea di glamping comunque non si limita solo alla tenda perché nella stessa categoria vengono inserite anche capanne di legno, vecchi rimorchi zingari riadattati, roulotte airstream ed altre strutture ricche di fascino, purché ristrutturate in modo da ospitare viaggiatori più esigenti di quelli per cui erano state progettate.

Grazie a questa moda del campeggio di lusso, molte aziende specializzate in attrezzature e forniture da campeggio stanno iniziando a creare prodotti dal design più elegante. Se continua così, in poco tempo ci ritroveremo tutti molto più glamorous anche in mezzo a un prato!

Storia dei campeggi di lusso

Anche se glamping è una parola recente, l’idea del campeggio di lusso non è nuovissima e si tramanda dai tempi dell’Impero Ottomano, con le tende dei sultani, riccamente decorate, trasportate da una missione militare all’altra.

In Europa, l’equivalente del lato posh degli Ottomani è il vertice diplomatico del 1520 tra Enrico VIII d’Inghilterra e Francesco I di Francia, durante il quale piantarono circa 2.800 tende e allestirono delle fontane per il vino nella Francia del nord. Più tardi nel XVI secolo ci fu un’altra esperienza di glamping degna di nota quando il conte di Atholl invitò re James V e sua madre nelle Highlands e allestì delle tende con i mobili più sontuosi del suo palazzo.

Negli anni ’20 invece il riferimento del glamping è il safari africano, il viaggio imperdibile per i ricchi inglesi e americani dell’epoca, i quali volevano però scoprire la natura selvaggia senza sacrificare lusso o comodità. La loro soluzione fu quella di portarsi dietro generatori elettrici, bagni pieghevoli e casse di champagne, guadagnandosi quindi l’odio degli indigeni obbligati a trasportare tutte queste cose.

Per chi è il glamping?

Dal romanticismo delle tende ottomane e dei safari ad oggi, l’idea del campeggio di lusso si sta (ri)diffondendo e sui vari siti di glamping si trovano sistemazioni molto diverse tra loro, dall’esclusiva casa sull’albero con piscina riscaldata ai più semplici campeggi attrezzati con tende particolari come le iurte o i tepee, con un intervallo di prezzi abbastanza vasto.

In Inghilterra anche diversi festival hanno iniziato ad offrire ai partecipanti sistemazioni in stile glamping, come le tende che abbiamo visto in Bridget Jones’s Baby quando Bridget incontra quel bel manzo di l’affascinante Jack. Sembra un’esperienza fantastica, ma i biglietti dei festival si esauriscono prestissimo e io non ho ancora capito quando e dove andare.

Glamping al Cornbury Music Festival

Il Cornbury Music Festival nell’Oxfordshire offre musica & glamping

Per facilitare i glampeggiatori, nel Regno Unito nel 2016 l’Automobile Association, che equivale alla nostra ACI, ha stabilito uno standard di valutazione da una a cinque bandierine per i siti di glamping. Il punteggio prevede che siano presenti delle caratteristiche di base come i pavimenti in legno, elettricità, oltre a doccia e servizi igienici, per arrivare nel caso di massima valutazione a sistemazioni con arredi di alta qualità, accoglienza clienti 24 ore su 24, Wi-Fi, piscina e idromassaggio, praticamente il posto ideale per vivere d’estate.

Nella versione base del glamping composta da tenda carina su una pedana di legno e accesso ai servizi il prezzo è all’incirca quello di un ostello o un bed & breakfast, mentre affittare un airstream può essere molto più caro di un hotel. Non esiste (ancora) un tipo di cliente ideale per il glamping, dipende tutto dal tipo di struttura.

In Inghilterra sono anche presenti campeggi che offrono diverse sistemazioni nello stesso spazio, come quella dove siamo andati noi ad inizio mese. Nella stessa area c’erano sia gli spazi per il campeggio semi-selvaggio che zone dove parcheggiare la roulotte, oltre a spazi attrezzati con elettricità e persino dei pod, delle piccole capanne a forma di cupola molto molto glamping!