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La sala della mostra temporanea 2020 ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino

Arnold Henry Savage Landor al Museo d’Arte Orientale di Torino

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Fino al 6 settembre 2020 al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino è possibile visitare la mostra ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’. Mi sono imbattuta in questa esibizione temporanea per caso – ero andata al MAO per la collezione permanente – tuttavia me ne sono innamorata subito perché Arnold Henry Savage Landor è davvero un personaggio unico nel suo genere.

Vita e opere di Arnold Henry Savage Landor al MAO di Torino

Arnold Henry Savage Landor è uno scrittore/pittore/avventuriero/inventore vissuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Dopo averlo scoperto non posso fare a meno di sognare di ripercorrere i suoi viaggi. A differenza del capitano Enrico d’Albertis o di Edoardo Chiossone, Arnold Henry Savage Landor dopo la morte è stato quasi completamente dimenticato e questa mostra temporanea al MAO Museo d’Arte Orientale è l’unico modo per conoscerlo.

La mostra monografica ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ raccoglie la maggior parte dei dipinti a olio del pittore, circa 130 dipinti provenienti da più collezioni private, dieci acquarelli e cinque disegni che l’artista anglo-fiorentino realizzò nei suoi viaggi tra Cina, Giappone, Corea, Tibet e Nepal. Inoltre sono esposte anche alcune opere dipinte all’inizio della sua carriera a Firenze, nei suoi primi viaggi in Europa e nel primo viaggio in Egitto.

I suoi disegni e dipinti sono anche una testimonianza importante del passato perché raccontano l’aspetto di luoghi e persone cambiati completamente nei decenni successivi a causa della globalizzazione che iniziava a diffondersi. Infine, nella mostra temporanea del MAO possiamo vedere anche i libri di Arnold Henry Savage Landor e un suo brevetto depositato negli Stati Uniti d’America.

Chi era Arnold Henry Savage Landor

Arnold Henry Savage Landor nacque a Firenze nel 1865 da padre inglese e madre italiana e crebbe nell’ampia comunità di anglo-fiorentini che vivevano lì. Crescere in un ambiente colto tra arte e letteratura – il nonno era uno scrittore – doveva avergli fornito moltissimi stimoli, mentre l’incontro con il pittore orientalista Stefano Ussi, suo maestro, e la frequentazione dello studio fiorentino del pittore irlandese Henry Jones Thaddeus lo spinsero a dedicarsi alla carriera artistica, a viaggiare per l’Europa già da adolescente e a frequentare per un breve periodo la prestigiosa Académie Juliand di Parigi.

Se noi travel blogger di oggi abbiamo l’obiettivo di viaggiare scrivendo, Arnold Henry Savage Landor si era riproposto di raccontare i suoi viaggi attraverso la pittura. Nella sua valigia infatti erano sempre presenti taccuino, matite e colori. Per lui stesso dipingeva en plein air, mentre i suoi viaggi in principio erano finanziati dai ritratti commissionati in giro per il mondo.

Ritratto di Arnold Henry Savage Landor con i suoi gatti
Ritratto di Arnold Henry Savage Landor con i gatti Kerman e Zeris, comprati in Persia prima di avventurarsi nel deserto. Non sappiamo se i gatti apprezzarono il viaggio, tuttavia sopravvissero e vennero fotografati per la pubblicazione del libro relativo alla loro avventura!

L’Africa Settentrionale di Arnold Henry Savage Landor

Dopo un viaggio in Spagna, Arnold Henry Savage Landor attraversò lo stretto di Gibilterra per dirigersi a Tangeri e assaporare le atmosfere orientali del Marocco. Si spostò quindo a Malta, dove dipinse un taccuino di disegni per il Duca di Edimburgo, andò in Egitto e pare rimase molto deluso dalla Sfinge che credeva più grande. Praticamente la nostra stessa reazione a vedere oggi la Gioconda! In compenso in Egitto il pittore dipinse moltissimo, soprattutto paesaggi con figure e scene di vita quotidiana.

Il viaggio in USA e la scoperta del Giappone

Nel 1888 Arnold Henry Savage Landor partì per un viaggio di un anno negli Stati Uniti per eseguire ritratti su commissione dei membri dell’alta società americana e, appena finito di dipingere i ricchi & potenti degli States, si imbarcò per il Giappone. Affascinato dalla natura e dalla cultura giapponese, divenne parte della comunità di residenti stranieri a Yokohama e tra i vari ritratti su commissione si dedicò a esplorare le varie località dell’arcipelago, tra cui Kyoto e Nikko.

Dopo essersi quindi stabilito in Giappone, nel 1890 Arnold Henry Savage Landor girò per l’Hokkaido per cinque mesi percorrendo circa 5.000 chilometri. L’Hokkaido era un territorio poco conosciuto dagli stessi giapponesi, abitato dagli Ainu che lo colpirono soprattutto perché erano molto pelosi. Con molta eleganza intitolò quindi il suo libro ‘Alone with the Hairy Ainu’.

Arnold Henry Savage Landor dalla Corea alla Cina

L’esposizione temporanea del MAO Museo d’Arte Orientale di Torino ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ continua seguendo il filo della vita del pittore. Dopo il successo sul suo libro degli Ainu pelosi si spostò in Corea, dove affiancò alla sua attività di pittore quella di antropologo/esploratore dilettante.

Alla fine dell’Ottocento la Corea era quasi totalmente sconosciuta agli europei e il pittore/scrittore/avventuriero la raccontò nel suo libro ‘Corea or Cho-son. The Land of the Morning Calm’. Il suo viaggio in Corea fece scandalo per la decapitazione di alcuni condannati ritratti in un suo quadro, tuttavia in quegli stessi anni i diritti umani erano sconosciuti pure nel vecchio continente dove le impiccagioni andavano molto di moda per cui mi è sfuggito totalmente il motivo dello scandalo.

Il viaggio intorno al mondo di Arnold Henry Savage Landor proseguì poi verso la Cina, dove rimase alcuni mesi visitando Shangai e Hong Kong. Lì conobbe il diplomatico inglese Robert Hart, all’epoca massimo conoscitore della cultura cinese, e Nicola Romanov, l’ultimo zar di Russia, il quale gli commissionò un grande dipinto.

Dipinti di Arnold Henry Savage Landor esposti nella mostra temporanea 2020 ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino
Dipinti di Arnold Henry Savage Landor esposti nella mostra temporanea 2020 del MAO Museo d’Arte Orientale di Torino

I libri più di successo di Arnold Henry Savage Landor furono quelli su Tibet e Nepal. Il pittore visitò l’area dell’Himalaya due volte, la prima nel 1897 grazie a una sovvenzione della Royal Geographic Society di Londra e la seconda, autofinanziandosi, nel 1899. Da questi suoi viaggi trasse i due libri ‘In the Forbidden Land’ e ‘Tibet and Nepal’ illustrati con acquerelli e fotografie.

Alla fine dell’Ottocento Tibet e Nepal erano teoricamente un protettorato inglese, ma di fatto delle roccaforti autonome che non amavano troppo le visite straniere. In un’occasione Arnold Henry Savage Landor fu anche catturato e torturato dai tibetani e fu rilasciato grazie all’intervento del suo assistente indiano Chaden Sing!

Acquerelli di Arnold Henry Savage Landor esposti nella mostra temporanea 2020 ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino
Acquerelli esposti nella mostra temporanea 2020 ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino

La fantasiosa Africa di Arnold Henry Savage Landor

Nel 1906 Arnold Henry Savage Landor attraversò il continente indiano da est a ovest, partendo da Gibuti per arrivare a Capo Verde, e raccolse le sue avventure nel volume ‘Across Widest Africa’. Le informazioni geografiche, geologiche e antropologiche riportate nel suo libro si rivelò negli anni successivi abbastanza fantasiosa, tuttavia rimane il diario di un’avventura straordinaria, con incontri memorabili, tra cui un leone selvaggio e l’imperatore d’Etiopia Menelik II ritratto ad acquerello.

Per approfondire: il catalogo della mostra ‘Dipingere l’Asia dal vero’

Se a questo punto, come me, sei rimasta affascinata da questa figura super interessante di pittore-avventuriero, ti suggerisco di acquistare il catalogo della mostra ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ di SAGEP che raccoglie i dipinti esposti e contiene interessanti approfondimenti. Io adoro i cataloghi delle mostre perché mi permettono di rivedere con calma a casa tutto quello che mi è sfuggito sul momento, oltre a scoprire particolare inediti.

Il catalogo di ‘Dipingere l’Asia dal vero’ in particolare è introdotto da due approfondimenti super interessanti: il primo sulla vita di Arnold Henry Savage Landor e il secondo sulla sua pittura. Molte parti di questi testi sono inediti rispetto alle didascalie delle mostra e rendono ancora più piacevole (ri)scoprire la storia del pittore protagonista.

Perché vedere ‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’

La mostra sulla vita e la pittura di Arnold Henry Savage Landor al MAO di Torino è stata per me una piacevole sorpresa e la consiglio a tutti. La esplorazioni del pittore sono straordinarie per l’epoca e ci fanno sognare avventure intorno al mondo. Certo, pure lui era figlio del suo tempo e filocolonialista, però la sua storia appassionerà sicuramente tutti quelli che da piccoli sognavano avventure straordinarie con i racconti di Jules Verne.

‘Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor’ al Museo d’Arte Orientale di Torino è un’esibizione temporanea interessante e curata nei minimi dettagli. Inoltre, essendo una figura non particolarmente conosciuta, è difficile poter vedere le sue opere raccolte insieme in un museo quindi ti suggerisco di non perderti assolutamente questa esibizione temporanea al MAO di Torino, aperta fino al 6 settembre 2020.

Se invece stai programmando un viaggio a Firenze, puoi visitare la sua tomba al Cimitero degli Inglesi. Naturalmente scrivimi nei commenti se conoscevi già la figura di Arnold Henry Savage Landor e se ti è piaciuta questa mostra al Museo d’Arte Orientale di Torino.

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2 commenti

Giovy Malfiori 25/07/2020 - 08:32

Il MAO è uno dei musei che più amo di Torino. In generale, adoro i musei della tua città ma quello ha qualcosa in pioù, per me.

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Paola 27/07/2020 - 13:42

Anche per me il MAO è un museo spettacolare. Le mostre temporanee in particolare sono davvero interessanti e con un taglio unico

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