Home DestinazioniEuropaItalia Cosa vedere al Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova
Museo d'Arte Orientale E. Chiossone a Genova

Cosa vedere al Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova

6 commenti

Ogni appassionato di samurai e giapponesità dovrebbe dedicare almeno una mezza giornata a visitare il Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova. La collezione di arte e armature giapponesi è unica nel suo genere, e la sede del museo è un curioso edificio dagli interni asimmetrici che mischia razionalismo e architettura tradizionale giapponese. Lo stesso Edoardo Chiossone a cui è intitolato il museo era un personaggio genovese dalla storia incredibile, contemporaneo del capitano Enrico d’Albertis.

Oggetti buddisti e armature di samurai al Museo d’Arte Orientale E. Chiossone

Il percorso di visita è molto originale per via dell’edificio in cui si trova: dopo l’ingresso con la biglietteria c’è un solo grande stanzone con delle balconate in ferro e legno su cui si trovano gli oggetti esposti. Le gallerie sono collegate da due rampe di scale su diversi livelli, quasi come nelle scale di Escher, che rendono davvero unico questo museo.

Nel Museo d’Arte Orientale E. Chiossone sono esposte opere giapponesi di varie epoche, tra cui armi e armature, smalti, lacche, ceramiche e porcellane, e inquietanti maschere teatrali. Al piano terra possiamo anche ammirare delle grandi sculture in bronzo provenienti da Giappone, Cina e Thailandia.

Le sculture in bronzo al piano terra del Museo d'Arte Orientale E. Chiossone di Genova
Le sculture in bronzo al piano terra del Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova

Samurai e moda maschile giapponese

La parte di maggiore impatto del museo Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova è sicuramente la galleria dei samurai, dove possiamo ammirare le loro imponenti armature. Ce n’è persino una di taglia per bambini perché i samurai venivano addestrati a questa vita da guerrieri già a partire dai tre anni!

Più che la via del bushidō l’esposizione ci spiega come le tendenze e la moda uomo nel Giappone antico riflettano l’ascesa e il declino dei samurai. La forma dell’armatura per esempio era cambiata molto nel corso dei secoli.

Le corazze infatti erano inizialmente composte da piastre smaltate unite da lacci colorati. Nei periodi di guerra vennero poi sostituite con corazze formate da due larghe piastre di ferro rivettate, più veloci da realizzare, mentre a partire dal Periodo Edo l’armatura divenne molto ornamentale, fino a perdere del tutto qualsiasi funzione pratica, seguendo il declino dei samurai come casta guerriera.

Gli elmi e le maschere avevano l’ulteriore scopo di distinguere i singoli guerrieri, che ambivano a essere immediatamente riconoscibili sui campi di battaglia. La stessa funzione l’avevano gli accessori maschili perché nel Periodo Edo si usava un unico tipo di abito stile yukata. Non avendo le tasche, tutti gli oggetti da portare con sé venivano quindi inseriti in un borsello da cintura chiamato inrô su cui si sbizzarriva la fantasia di mercanti e samurai.

L’avventurosa storia della collezione di arte orientale del Museo Chiossone di Genova

Al Museo d’Arte Orientale E. Chiossone, oltre alle armature dei samurai, possiamo ammirare davvero tanti oggetti giapponesi antichi, come piatti smaltati, leoni guardiani cinesi e terrificanti maschere teatrali. Si tratta di una collezione unica nel suo genere perché è stata raccolta da un’unica persona, l’Edoardo Chiossone di cui il museo porta il nome, nel Periodo Meiji di modernizzazione del Giappone.

Chi era Edoardo Chiossone

Intorno al 1870 il Giappone fu forzatamente invitato ad allineare le sue istituzioni a quelle occidentali che portarono a una serie di riforme di ‘modernizzazione’. In realtà la diminuzione del potere dei samurai e la costituzione di un esercito regolare erano già iniziati molto prima, ma fu solo con la rivoluzione industriale giapponese che vennero assunti più di tremila occidentali per trasmettere le loro competenze.

Tra questi expat di fine Ottocento c’era anche Edoardo Chiossone, un professore di disegno e incisione, che venne assunto in Giappone come istruttore e responsabile del reparto incisioni dell’Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze (ai giapponesi pare piacciano molto i titoli pomposi). Durante gli anni trascorsi in Giappone, Edoardo Chiossone incise più di cinquecento lastre banconote, francobolli, bolli e titoli di Stato, e ritrasse in stile occidentale la famiglia imperiale e la sua corte.

Per questo suo immenso lavoro, l’incisore genovese fu insignito di due Ordini Imperiali al Merito, il Sol Levante e il Sacro Tesoro che non so cosa siano, ma sembrano molto importanti e pomposi anche loro.

Edoardo Chiossone comunque in Giappone non si dedicò solo al lavoro, si appassionò pure all’arte giapponese e iniziò a collezionare opere di tutti i tipi, dai piatti alle armature dei samurai. Nel periodo della modernizzazione giapponese infatti si trovava di tutto e con molta facilità sul mercato antiquario.

Alla sua morte, avvenuta a Tokio a sessantacinque anni, quando era già in pensione, la sua grande collezione fu lasciata interamente all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, dove aveva studiato, perché venissero esposte al pubblico in un museo a lui intitolato.

Pareti mobili in legno del Museo d'Arte Orientale E. Chiossone di Genova
L’esterno del Museo d’Arte Orientale E. Chiossone è realizzato con delle pareti mobili in legno ispirate all’architettura tradizionale del Giappone

La storia del Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova

La collezione di Chiossone fu inviata a Genova nel 1905, qualche anno dopo la sua morte, e fu esposta in un museo a lui intitolato, secondo quanto richiesto dal testamento, nel palazzo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti. Come successe a molti altri musei genovesi allo scoppio della seconda guerra mondiale tutte le opere furono imballate e sfollate dal Comune di Genova che le recuperò alla fine della guerra.

Visto che dopo i bombardamenti navali americani non era rimasto nulla del Villino Di Negro, il Comune di Genova fece costruire al suo posto l’attuale Museo d’Arte Orientale E. Chiossone. L’architetto Mario Labò che curò il progetto si ispirò sia all’architettura tradizionale giapponese che all’architettura razionalista, e incredibilmente ne uscì un edificio arioso e suggestivo, con il pavimento del salone al piano terra in cemento armato e parquet a incastro, e balconate interne in legno e ferro, collegate da scale alternate che formano un percorso continuo. L’esterno della costruzione è invece decorato con grandi pareti scorrevoli in legno, molto d’impatto.

Il nuovo Museo d’Arte Orientale E. Chiossone fu inaugurato nel 1971 e da allora ebbe poche modifiche nell’esposizione. Il percorso museale è infatti tutt’ora molto attuale come stile, anche se necessiterebbe di alcuni miglioramenti per renderlo fruibile a tutti i visitatori.

Breve storia triste di un museo non accessibile

Il Museo d’Arte Orientale E. Chiossone è bellissimo e molto interessante, e si trova pure in un edificio dall’architettura insolita in parco cittadino molto suggestivo che sembra uscito da un libro di fiabe. Le collezioni sono di grande valore ed esposte secondo criteri logici molto felici. (Lo preciso perché ho visto mostre e musei in cui non si capiva davvero il senso dell’esposizione).

Eppure c’è il grande problema che si tratta di un museo assolutamente non accessibile perché non sono presenti ascensori. Questa mancanza può rendere difficile, se non impossibile, la visita alle mamme con bambini in passeggino e alle persone con disabilità motorie.

Oltre al problema dell’accessibilità nella sua definizione più comune, c’è pure quello della fruibilità delle opere. Le didascalie e i cartelloni con le spiegazioni sono infatti solo in italiano, obbligando il visitatore straniero ad acquistare il libro Guida alla visita, disponibile comunque solo in inglese e italiano.

Le gallerie del Museo d'Arte Orientale E. Chiossone di Genova
Le gallerie del Museo Chiossone sono delle curiose balconate a sbalzo asimmetriche

La mia opinione sul Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova

Vi devo dire la verità, a me il Museo d’Arte Orientale E. Chiossone è piaciuto molto. C’ero già stata una volta diversi anni fa e l’ho rivisitato con piacere anche se l’esposizione non era cambiata di molto. Mi ha lasciata amareggiata solo la questione dell’accessibilità perché il Museo Chiossone è un museo unico nel suo genere, sia per l’edificio in cui ha sede che per la sua collezione.

Tra l’altro ha un potenziale enorme anche per quanto riguarda le mostre temporanee da ospitare, visto l’influenza che il Giappone sta avendo oggi sull’occidente (cultura, elettronica, industria…). Eppure l’impressione è che sia rimasto fermo agli anni settanta, senza considerare tutte le categorie di potenziali visitatori e senza un bookshop degno di questo nome, solo una tavolata con alcuni libri molto settoriali sull’arte orientale.

Alla fine basterebbe davvero poco per riportare alla modernità questo museo. Per esempio, il Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo, un altro museo in un edificio storico gestito dal Comune di Genova, è riuscito alla perfezione in questa impresa, proponendo diversi percorsi di visita adatti a tutti, qualsiasi sia l’età e la condizione, e offrendo nel bookshop libri adatti a tutti, bambini compresi.

Dove si trova il Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova

Il museo si trova nel centro cittadino ed è raggiungibile sia con i mezzi pubblici che a piedi dal centro. Vi consiglio di lasciare del tempo extra al vostro programma di viaggio per esplorare il parco Villetta di Negro perché è davvero incantevole, con le sue piccole cascate nascoste nel verde.

Se vogliamo vedere più musei nello stesso giorno possiamo acquistare la Card dei musei e del trasporto di Genova su Musement perché il Museo Chiossone fa parte degli ingressi compresi nel prezzo.

📌 Museo d’Arte Orientale E. Chiossone
Piazzale Giuseppe Mazzini, 4
16122 Genova

Fatemi sapere nei commenti se conoscevate già il Museo Chiossone a Genova e quali sono state le vostre reazioni se siete incappate anche voi in un museo con una collezione eccezionale, ma non troppo attento alle necessità del suo pubblico.

📌 Salva questo articolo su Pinterest

Altri post che potrebbero interessarti

6 commenti

Raffaella Martini 26/01/2020 - 18:55

Non conoscevo questo museo, sembra molto interessante! Peccato per la non accessibilità e la lingua: la cultura deve essere accessibile a tutti!

Rispondi
Paola 26/01/2020 - 20:21

Questo museo è spettacolare! Spero che prendano atto di queste osservazioni perché davvero può dare lustro alla città

Rispondi
topodibiblioteca 26/01/2020 - 11:35

Non sapevo dell’esistenza di questo museo, che sembra molto interessante, ma rimango parecchio perplessa dal fatto che non sia accessibile quando basterebbe poco per renderlo tale.

Rispondi
Paola 26/01/2020 - 15:53

Purtroppo il problema dell’accessibilità non riguarda solo i singoli musei, ma una sensibilità generale che in Italia ancora manca. Per esempio quante volte vediamo macchine parcheggiate davanti alle strisce pedonali o alle rampe? I musei dovrebbero dare il buon esempio – e spero che in futuro questo museo venga reso accessibile perché è davvero stupendo – sta però anche a noi farci portavoce di questo diritto 😉

Rispondi
Stefania 26/01/2020 - 09:40

Pensa che non l’ho mai visitato eppure amo l’arte orientale così diversa dalla nostra. Nei miei viaggi ho visto un interessante museo a Roma e a Cracovia altri pregevoli reperti portati anche lì da uno studioso.

Rispondi
Paola 26/01/2020 - 15:51

Io invece amo proprio i musei d’arte orientale 🙂 Dopo il viaggio in Cambogia però i nostri musei mi sembrano tutti piccoli! In compenso in Italia abbiamo dei musei di straordinario valore per le loro raccolte e per come riescono a fare divulgazione, come nel caso del Chiossone appunto, ma anche del MAO di Torino per citarne due al volo

Rispondi

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento

Questo sito internet utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy