Home DestinazioniEuropaItaliaGenova Il labirinto di caruggi nel centro storico di Genova
Caruggi di Genova

Il labirinto di caruggi nel centro storico di Genova

4 commenti

Una delle aree più caratteristiche di Genova sono sicuramente i suoi caruggi, gli stretti vicoletti del centro storico. In questo groviglio di stradine, con i palazzi che quasi si toccano tra loro, possiamo perderci senza difficoltà per poi ritrovare la strada semplicemente scendendo verso il porto. Oppure possiamo odiare il loro essere intricati e bui come un labirinto, ma non ci faranno restare indifferenti.

Il centro storico di Genova e i suoi caruggi

Caruggi è il nome con cui sono conosciuti i vicoli della parte più antica di Genova. Sono quelli cantati nelle canzoni di De André, sono le vie della movida genovese, sono i luoghi dove esercitano le prostitute, sono la parte degradata della città e sono pure un miscuglio di culture diverse. Sono però super affascinanti da girare a piedi, perdendoci nella ricerca della focaccia genovese prima di ritrovare la strada solo guardando la pendenza delle strade.

Se questa premessa vi ha incuriosito, inizio raccontandovi come il centro storico di Genova sia uno dei più vasti d’Europa, conservato praticamente immutato dal Medioevo. I caruggi, con i palazzi così attaccati gli uni agli altri, avevano in origine uno scopo difensivo contro le razzie dei pirati perché con questo tipo di architettura era molto facile sistemare barricate e difendere le case dalle finestre.

Caruggi di Genova
I palazzi nei caruggi di Genova sono così vicini che sembrano quasi toccarsi

Caruggi popolari e caruggi signorili

Oggi possiamo semplificare la toponomastica del labirinto dei caruggi dividendoli tra più o meno popolari. I più ‘signorili’ infatti si affacciano su via Garibaldi, dove hanno sede i Palazzi dei Rolli mentre quelli più pittoreschi sono quelli che si affacciano sul Porto Antico.

Intendiamoci, con pittoreschi intendo quello che altre persone definirebbero “peggio popolati” perché Genova, come tutte le città portuali, è anche un crocevia di popoli e culture diverse. Alcuni vicoli sembrano dei ghetti cinesi o africani, altri sono bui e pieni di negozi chiusi. Potrebbe pure accadervi di dover affrettare il passo per uscire dalle stradine, come è successo a me dopo aver scambiato una moschea per un hammam (mi ero affacciata super incuriosita, ma era una sala di preghiera e dall’espressione delle persone che si sono voltate verso di me dovevo aver infranto qualche regola religiosa…), eppure a mio avviso l’essenza di Genova consiste proprio nei suoi vicoli in cui si mischiano voci, lingue e sapori diversi.

D’altra parte, i caruggi possono invece stupirci positivamente quando dietro a una via stretta e buia si apre una piazzetta ariosa con una chiesa, o parte una scalinata di cui non si vede la fine. In alcuni punti le case sono così vicine da toccarsi quasi e c’è una vera e propria sovrapposizione di stili architettonici. In molti incroci possiamo anche ammirare le edicole votive, tutte diverse fra loro, che venivano donate dalle corporazioni per illuminare la strada.

Caruggi di Genova
Edicola votiva in alto a sinistra in un vicoletto del centro storico di Genova

I nomi dei caruggi e le antiche botteghe genovesi

I nomi delle vie di Genova ci riportano frequentemente alle attività artigiane o alle corporazioni che avevano sede in quelle aree. Vico del ferro, via degli orefici, piazza di pellicceria, vico indoratori e salita pollaiuoli parlano da soli. Mi è piaciuto molto scoprire come la città tuteli le botteghe storiche, non solo mantenendo i nomi originali dei caruggi, bensì facendo conoscere queste attività attraverso il sito internet Botteghe Storiche di Genova. La gustosissima trattoria Sa’ Pesta di cui vi parlo nel post su dove mangiare vegan-friendly è infatti nascosta tra i caruggi ed elencata tra le attività storiche della città.

Altra attività storica di Genova è la prostituzione, tanto da meritarsi la citazione di De André

“Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa”

Prima della Legge Merlin nel 1958, la legge che chiuse le case di tolleranza, i caruggi di Genova ospitavano alcuni postriboli molto popolari, mentre ora le signorine attendono i clienti sedute sulla soglia. Nei miei giri tra i vicoletti ho visto davvero diverse signore sedute fuori dalla porta di casa, ma non avevo capito che stavano esercitando la loro professione, me l’hanno dovuto spiegare (non le signorine stesse, non ho avuto il coraggio di chiedere loro). Comunque io sono la stessa persona che appena trasferita a Torino aveva raccontato a un’amica come il mio quartiere fosse pieno di bei ragazzi agli angoli delle strade e invece erano spacciatori, quindi devo ammettere di non avere troppo intuito per riconoscere i personaggi che popolano i vicoli.

Murales nei caruggi di Genova
Alcuni caruggi di Genova hanno effettivamente un’aria un po’ degradata

E voi siete #teamcaruggi oppure come molti turisti evitate questa parte di Genova così curiosa e pittoresca? Scrivetemelo nei commenti che sono curiosa ⬇︎

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4 commenti

Katja 31/12/2019 - 17:20

Ne ho sentito tanto parlare dei caruggi: ho conosciuto alcune persone di Genova e un paio di amici ci abitavano. So che un po’ di anni fa, questa era la zona malfamata della città ma che ultimamente è stata recuperata e valorizzata! Ma non avevo mai visto le foto: adoro già questa zona di Genova.

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Paola 04/01/2020 - 22:34

Secondo me è super caratteristica, e poi è ricca di ristorantini da scoprire, ogni volta ne trovo di nuovi ♥︎

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elena 24/12/2019 - 10:22

Ha sempre affascinato anche a me il passeggiare tra gli stretti caruggi in una città portuale ricca di contrasti come Genova!

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Paola 24/12/2019 - 18:45

Adoro i caruggi per le scoperte gastronomiche che faccio ogni volta tra street food e trattorie quindi per me sono il top, a parte il fraintendimento della moschea/hammam (però potevano mettercelo un cartello ahahah)

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