Home DestinazioniEuropaItalia La ruota degli esposti nel complesso monumentale dell’Annunziata di Napoli
La facciata del complesso monumentale dell'Annunziata di Napoli, dove si trova la ruota degli esposti, con la basilica della Santissima Annunziata Maggiore

La ruota degli esposti nel complesso monumentale dell’Annunziata di Napoli

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A Napoli, nel complesso monumentale dell’Annunziata, si trova la ruota degli esposti più famosa in Italia, dove un tempo venivano abbandonati i neonati non voluti. La stanza dove si trova la ruota degli esposti è una curiosità storica liberamente visitabile, ma l’impatto di vederla dal vivo ci fa sentire in modo inaspettato tutto il carico di sofferenza e disperazione a cui è legata.

La ruota degli esposti di Napoli

Il motivo per cui mi incuriosiva visitare il complesso monumentale dell’Annunziata era la sua ruota degli esposti, da cui deriva anche il cognome napoletano più diffuso Esposito. Un tempo le madri che non potevano o volevano tenere il loro figlio, per povertà o perché illegittimo, a Napoli affidavano anonimamente il neonato alla Congregazione della Santissima Annunziata attraverso la ruota.

La ruota di Napoli era una delle più conosciute in Italia (le altre più note sono quelle di Milano, Firenze e Roma) e venne chiusa nel 1875, anche se negli anni successivi continuarono a venire abbandonati neonati sui gradini della chiesa. L’orfanotrofio invece funzionò fino al 1980. I bambini abbandonati venivano affidati dalla Congregazione della Santissima Annunziata a famiglie esterne o restavano all’interno del complesso.

Oggi ci sembra una pratica terribile, eppure al tempo la ruota era largamente utilizzata. Sarà che ho un bambino piccolo e sono ancora troppo sensibile all’argomento, ma non riesco proprio a immaginare come si potesse voler dar via il proprio neonato dopo la fatica immane della gravidanza e del parto. La maternità ci fa sentire prepotentemente il legame con i nostri figli, in un modo che non avrei mai creduto possibile. Proprio per questo vedere dal vivo la ruota degli esposti mi ha lasciata triste e senza parole, non è stata la solita curiosità storica.

Interno della ruota degli esposti di Napoli nel complesso munumentale dell'Annunziata
La stanza interna in cui si trova la ruota degli esposti di Napoli nel complesso munumentale dell’Annunziata

Come funzionava la ruota degli esposti

Il meccanismo della ruota era quello di una bussola girevole montata su un perno di metallo, costruita in legno con un’apertura in cui venivano deposti i bambini. L’apertura della ruota combaciava con l’apertura del muro dell’edificio, in modo che le madri potessero collocarvi i neonati senza essere viste dall’interno. Allo stesso tempo facendo girare la ruota, il bambino veniva recapitato all’interno dove un campanello avvisava la suora addetta alle prime cure.

Il vano della ruota era pensato per neonati, ma spesso veniva usato anche per bambini più grandi. I bambini che venivano lasciati nella ruota venivano comunemente chiamati ‘figli della Madonna’, ‘figli d’a Nunziata’ o ‘esposti’ e a partire dal Cinquecento venivano registrati in appositi libri con l’annotazione di giorno e ora di ingresso, età e lineamenti, ed eventuali segni distintivi.

Alcuni genitori infatti lasciavano un foglio con il loro nome o una medaglietta per poterli poi riconoscere e riprendere in futuro se la loro situazione fosse migliorata. Altri invece lasciavano delle monete, più spesso i neonati venivano lasciati solo con i vestiti che avevano addosso. Non sono riuscita a trovare informazioni se effettivamente qualche madre sia tornata sui suoi passi a riprendersi i figli, spero di sì perché è una storia straziante.

Il futuro dei bambini esposti

Su internet ho trovato diverse versioni contrastanti su come venivano accolti e cresciuti i bambini. Per quanto riguarda le bambine invece le varie versioni sono concordi sul ‘rito del fazzoletto’ per favorire i matrimoni. In pratica le suore che gestivano l’orfanotrofio facevano sfilare le ragazze e le disponevano in fila nel cortile conservatorio. Se un pretendente era interessato gettava un fazzoletto bianco alla ragazza che gli interessava, la quale doveva raccoglierlo accettare la proposta o lasciarlo cadere per rifiutarla.

Capisco che per delle ragazze senza dote e senza famiglia potesse essere difficile trovare un marito o crearsi una vita fuori dall’orfanotrofio, ma trovo aberrante il modo in cui le suore favorissero i matrimoni e mi immagino i peggiori pretendenti alla ricerca di una ragazza ingenua e disperata.

Interno della ruota degli esposti di Napoli nel complesso munumentale dell'Annunziata
L’ingresso alla stanza interna della ruota degli esposti di Napoli nel complesso munumentale dell’Annunziata

Perché moltissimi napoletani si chiamano Esposito

Il cognome Esposito oltre a essere diffusissimo a Napoli ha anche un particolare interesse storico perché deriva dal cognome che veniva dato a tutti i bambini immessi nella ruota, ovvero esposti, fino al 1811 quando il governo francese mise fine a quest’abitudine discriminatoria. La prima registrazione di un Esposito viene datata il 1 gennaio 1623 in un documento ufficiale dell’Ospedale dell’Annunziata e si riferiva a “Fabritio, di anni due”.

Vincenzo Gemito: un esposto famoso

Dopo il 1811, in seguito alla dominazione francese, non venne più dato il cognome Esposito ai neonati abbandonati nella ruota perché considerato come un marchio infamante. Da quel momento vennero dati cognomi di fantasia. Uno di questi cognomi fu Genito, ovvero generato, ma per un errore di trascrizione diventò Gemito. Il bambino che prese quel cognome, Vincenzo Gemito, diventò in seguito famoso come disegnatore, scultore e orafo.

Interno della ruota degli esposti di Napoli nel complesso munumentale dell'Annunziata
L’ingresso della stanza della ruota degli esposti, con i cartelli che raccontano la sua storia e quella di Vincenzo Gemito, il suo esposto più famoso

Il complesso monumentale della Santissima Annunziata Maggiore

Il complesso monumentale dell’Annunziata di Napoli oggi comprende una struttura sanitaria ancora in funzione, la ruota degli esposti visitabile gratuitamente e l’adiacente basilica. In origine il complesso era composto da un convento, un ospedale, un orfanotrofio e un conservatorio per le ragazze povere senza famiglia, e tutte queste attività erano gestite dalla Congregazione della Santissima Annunziata fondata nel 1318.

Oggi si raggiunge attraverso una trafficata stradina circondata da alti edifici, un classico vicolo popolare di Napoli, pieno di auto parcheggiate in modo approssimativo e vestiti stesi ai balconi. La facciata della chiesa si erge alta e maestosa dietro alle auto e l’ingresso alla ruota degli esposti avviene dall’edificio accanto dall’aspetto dimesso.

C’è un custode, credo della struttura sanitaria, qualche cartello, ma nessuna indicazione prettamente turistica. Possiamo entrare e curiosare liberamente, calpestare gli stessi pavimenti di piastrelle ora scheggiate in cui un tempo venivano accolti dalle suore i neonati abbandonati.

📌 Ruota degli esposti e complesso monumentale dell’Annunziata
Via Annunziata, 34
80139 Napoli

Cortile interno del complesso monumentale dell'Annunziata di Napoli
Il cortile interno del complesso monumentale dell’Annunziata di Napoli

Le mie impressioni sulla ruota degli esposti di Napoli

Probabilmente non avessi avuto figli la visita alla ruota degli esposti non mi avrebbe colpito così tanto, l’avrei vissuta come una curiosità storica senza troppe emozioni. Oggi invece il filtro della maternità mi ha fatto immedesimare con quelle donne che hanno utilizzato la ruota degli esposti nei secoli passati. Mi sono immaginata la loro disperazione e solitudine, senza però riuscire a capire davvero cosa possa portare una madre alla decisione drastica e irrevocabile di abbandonare un figlio. Quale futuro incerto può essere peggiore del doversi separare dal proprio bambino?

Guardare e toccare la ruota mi ha trasmesso una grande tristezza, una sensazione difficile da descrivere a parole. Se avete visitato anche voi la ruota degli esposti scrivetemi nei commenti quali emozioni vi ha trasmesso. Per me è stata una visita davvero intensa.

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2 commenti

Miss Polette 03/03/2020 - 17:09

Pazzesco.. Sai che avevo sentito nominare queste ruote ma non avevo idea del fatto che avessero questa funzione! Immagino infatti come hai detto tu che per una mamma sia una visita piuttosto sofferta, ma anche io che non ho figli sono rimasta molto colpita soltanto dalla tua descrizione

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Paola 03/03/2020 - 22:47

Pensa che io non mi impressiono facilmente, ma qui ho sentito davvero tutto il peso della tristissima storia di questo luogo, sono stata proprio travolta dall’eco delle emozioni di chi è passato dalla ruota. Ancora ci sto male se ci penso!

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