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Corridoio della fermata Vanvitelli della metropolitana di Napoli

Le Stazioni dell’Arte della metropolitana di Napoli

3 commenti

Per un viaggio unico alla scoperta di Napoli dobbiamo munirci di biglietto giornaliero per i mezzi pubblici perché tra le attrazioni spesso ignorate dai turisti c’è la sua metropolitana. Alcune fermate fanno infatti parte del progetto ‘Stazioni dell’Arte’ che mescola il trasporto pubblico con l’arte moderna. Io le ho viste tutte e in questo articolo vi dico anche quali sono le mie preferite.

Perché vedere le Stazioni dell’Arte a Napoli

Le Stazioni dell’Arte erano nella mia lista di cose da vedere a Napoli perché adoro quando l’arte moderna si mescola con la vita quotidiana. In più la metropolitana partenopea era stata citata pure dal quotidiano inglese The Guardian tra le cose da visitare a Napoli, quindi non potevo proprio perdermela.

Dove sono le fermate della metropolitana con le installazioni artistiche

Le fermate della metropolitana coinvolte nel progetto si trovano sulla linea 1 e sulla linea 6. In totale sono esposte circa duecento opere d’arte, di più di novanta artisti e architetti sia internazionali che locali. Arte e architettura sono quasi sempre correlate, tuttavia nelle Stazioni dell’Arte vengono anche combinati stili diversi tra loro per un effetto davvero d’impatto.

Alcune Stazioni dell’Arte secondo me sono meglio riuscite, in altre ho faticato a trovare l’aspetto artistico. Di sicuro la metropolitana di Napoli non passa inosservata, e non c’è nemmeno il rischio di scambiare una fermata per un’altra visto che sono tutte diverse fra loro.

Mappa delle Stazioni dell'Arte della metropolitana di Napoli
Mappa delle Stazioni dell’Arte della metropolitana di Napoli

Le più belle Stazioni dell’Arte da vedere a Napoli

Siccome erano nella mia lista di cose da fare a Napoli, ho visto tutte le Stazioni dell’Arte in un itinerario alternativo nel sottosuolo. In fondo la Napoli sotterranea è anche la metropolitana, non solo la Galleria Borbonica e le catacombe di San Gennaro.

Il mio metodo è stato di vedere le fermate della metropolitana con le installazioni artistiche una per volta, con la cartina cartacea della metropolitana e la pagina Wikipedia delle Stazioni dell’Arte aperta sul telefono. Purtroppo Wikipedia questa volta si è rivelata abbastanza noiosa e poco utile, ma non ho trovato altre guide a parte il sito dei trasporti pubblici napoletani che è ancora peggio.

L’ho già detto che Napoli è bellissima e confusa allo stesso tempo? Comunque se volete ripercorrere il mio itinerario vi segnalo di seguito le fermate più belle, secondo l’ordine delle stazioni della metropolitana.

Garibaldi

La stazione Garibaldi della metropolitana si collega alla stazione ferroviaria Napoli Centrale ed è davvero impressionante. Io sono arrivata a Napoli in treno e la prima cosa che ho visto della città è stata proprio la parte esterna della stazione Garibaldi, sulla piazza davanti alla stazione ferroviaria.

Nel mezzo di piazza Garibaldi, da cui il nome della fermata della metropolitana, l’architetto Dominique Perrault ha ricavato una seconda piazza a un livello inferiore, una piccola piazza circondata da negozi su due piani che rimane luminosa grazie al pergolato con pannelli in teflon trasparente.

La parte più incredibile della stazione Garibaldi sono però le rampe delle scale mobili che si intrecciano, quasi un labirinto alla Escher grazie alle superfici specchiate. Le banchine hanno invece preso ispirazione dalla metropolitana di Londra, mentre le installazioni di Michelangelo Pistoletto rappresentano delle persone a grandezza naturale che si confondono con la gente di passaggio. Mi avete riconosciuta nel mezzo dell’opera d’arte?

Università

La fermata Università è senza dubbio la mia preferita per l’uso smodato del colore. Il tema dell’era digitale è stato declinato dagli architetti Karim Rashid e Alessandro Mendini sulle pareti delle scale con i termini tech usati dagli anni Sessanta scritti su piastrelle di ceramica.

La stazione è completamente invasa dal colore, i soffitti e le pareti sono in cristallo traslucido azzurro e rosa, quando non totalmente rosa, mentre i pavimenti sono viola, bianchi e gialli con motivi grafici. Nell’atrio sono invece esposti la scultura d’acciaio ‘Synapsi’ sulla quale purtroppo non ci possiamo arrampicare per fare foto, i due pilastri neri ‘Conversational profile’ che ricordano dei volti di profilo e un pannello coloratissimo. Peccato solo per le superfici lucide che rendono le foto poco instagrammabili.

Municipio

Durante la mia visita nella fermata Municipio c’erano dei lavori in corso. La città di Napoli negli ultimi anni è diventata un enorme cantiere per completare e ampliare le linee della metropolitana e la stazione Municipio è in fase di ampliamento/completamento.

La sua particolarità è che il progetto degli architetti Àlvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura integra la base delle colonne del Maschio Angioino e dovrebbe poi esporre i reperti archeologici rinvenuti durante lo scavo della fermata, compresa una barca romana dell’antica Neapolis.

I lavori della metropolitana hanno infatti portato alla luce proprio l’antico porto di Neapolis, con i suoi fondali, le barche e la banchina. Per mettere in luce la parte archeologica il resto della stazione della metropolitana è volutamente minimalista, in pietra lavica e intonaco bianco.

Toledo

La fermata Toledo, progettata dall’architetto Oscar Tusquets Blanca, è sicuramente la più eclettica di tutta la metropolitana di Napoli. I colori della stazione sono diversi a seconda del livello di profondità: l’atrio è nero per richiamare l’asfalto della civiltà contemporanea, il piano intermedio di un caldo color ocra che richiama il tipico tufo napoletano, e al livello dei binari veniamo avvolte dal blu degli abissi marini.

La caratteristica più scenografica e fotografata della stazione Toledo è il ‘Crater de luz’, il cono con il gioco di luci LED ‘Relative light’ di Robert Wilson, nel quale passano le scale mobili. Dello stesso artista sono anche i pannelli luminosi con il mare ‘By the sea… you and me’ che attira l’attenzione appena usciti dalla banchina. Nell’atrio invece mi hanno colpito i bellissimi mosaici a tutta parete di William Kentridge che raccontano la storia di San Gennaro e della città di Napoli. Tutta la stazione Toledo è comunque un concentrato di opere d’arte, da scoprire una per una come in una caccia al tesoro.

Dante

La stazione Dante è stata progettata da Gae Aulenti e colpisce per le borchie colorate che escono dalle pareti. In alcuni punti della fermata il colore predomina su tutto, in altre aree invece i toni sono neutri per valorizzare le opere che la decorano.

L’accesso alle scale mobili dall’atrio è ricoperto da citazioni di Dante Alighieri realizzate da Joseph Kosuth con le luci al neon, mentre sempre sulle scale possiamo vedere uno specchio di Michelangelo Pistoletto che dovrebbe simboleggiare il Mar Mediterraneo. Personalmente dell’Arte Povera penso le peggio cose, e questo specchio tutto mi suggeriva tranne “le origini delle civiltà orientali, europee e nordafricane. Nello stesso specchio si rifletterà la civiltà di domani” che avrei dovuto vedere secondo il suo autore.

Un’altra robaccia che secondo me è priva di senso è l’opera di Jannis Kounellis: dovrebbe trasmettere l’idea di viaggio come condizione esistenziale, ma mi ha fatto pensare ai deportati nei campi di concentramento o alle morti sul lavoro. Poche cose mi hanno trasmesso una tale ansia indefinita come quella parete di scarpe schiacciate dai binari che se abitassi a Napoli mi sposterei a piedi pur di non vederla tutti i giorni.

Salvator Rosa

Anche se la fermata Salvator Rosa è più bella dall’esterno perché l’Atelier Mendini l’ha progettata come un piccolo Centre Pompidou, anche all’interno sono presenti alcune installazioni interessanti. Quella più fotografabile è sicuramente ‘A subway è chiù sicura’ di Perino&Vele, composta da tre automobili ferro, cartapesta e vetroresina.

Quattro Giornate

La stazione Quattro Giornate mi ha fatto uno strano effetto perché mi ricordava la parte di un cimitero con i loculi, con tutto quel marmo fissato al muro con borchie in metallo. Probabilmente è proprio la reazione che voleva ottenere l’architetto Domenico Orlacchio perché la fermata della metropolitana, come l’omonima piazza in superficie, è dedicata alle Quattro Giornate, l’insurrezione dei napoletani contro gli occupanti nazisti.

Tra le opere d’arte esposte, il pannello in bronzo di Nino Longobardi raffigura dei corpi contenenti delle armi e il collegamento con gli eroi anonimi, assenti sui cippi del ricordo. Altre installazioni invece sono meno intuitive, ma nel complesso la stazione Quattro Giornate è decisamente interessante da esplorare.

Vanvitelli

La stazione Vanvitelli è stata progettata da Michele Capobianco per accogliere le opere di otto artisti contemporanei. A me sono piaciuti molto i mosaici vicino alle banchine di Isabella Ducrot, mentre la ‘Successione di Fibonacci’ di Mario Merz, una spirale blu in neon mi ha lasciato perplessa.

Prima di scrivere questo post non sapevo che la spirale blu fosse un’opera di Mario Merz, per cui condivido con voi il mio genuino disappunto. Io sono oggettivamente prevenuta nei suoi confronti visto che le schifezze che ha sparso per Torino e la mia incomprensione con l’Arte Povera, ma non lasciatevi influenzare dalla mia opinione, e soprattutto se invece apprezzate Mario Merz aiutatemi a capirlo nei commenti.

In questo itinerario vi ho portato alla scoperta della parte sotterranea delle Stazioni dell’Arte, ma molte fermate sono state arricchite con opere d’arte nella parte esterna, a volte nei piccoli slarghi o giardini di fronte all’ingresso della stazione stessa. Per completare il giro potete quindi decidere di uscire anche all’esterno della metropolitana. In questo caso considerate forse più tempo rispetto alla mezza giornata che ho impiegato io per vedere tutte le Stazioni dell’Arte.

Scrivetemi nei commenti se questo itinerario alternativo della Napoli sotterranea vi è piaciuto e se avete visto anche voi tutte le Stazioni dell’Arte. Mi piacerebbe scoprire altre città con fermate della metropolitana così interessanti, a parte Parigi e Mosca, quali metropolitane vale la pena vedere?

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3 commenti

Lisa Trevaligie Travelblog 24/07/2020 - 08:00

Se c’è una cosa che mi affascina particolarmente quando viaggio è proprio la spettacolarità delle stazioni delle metropolitane. Ogni città ne ha di bellissime, artistiche o vintage, e mi incanto a scoprirne i particolari. Dopo Parigi credo che le stazioni di Napoli siano le più belle al mondo.

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Paola 27/07/2020 - 13:38

Anche io ho adorato la metro di Parigi! Pare comunque che le stazioni della metropolitana di Mosca siano ancora più belle! Non ho ancora avuto l’occasione di vederle dal vivo, ma sono nella mia wish list

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Alessia 05/06/2020 - 08:14

Interessantissimo questo itinerario sotterraneo. Mi riprometto sempre di tornare a Napoli anche per i tour ipogei, ma a questo punto aggiungo anche questo Trovo che queste stazioni siano un bellissimo esempio di arte urbana ❤️

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