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La Lanterna di Genova vista dall'alto

Storia e curiosità della Lanterna di Genova come non ve le ha mai raccontate nessuno

2 commenti

Vi avevo già raccontato perché visitare la Lanterna di Genova, un vero faro ancora in funzione, mentre in questo nuovo articolo vi racconto la sua storia avventurosa, tra re tenuti prigionieri un po’ a caso, altri re francesi fissati con gli assedi e progressi tecnologici.

La prima vita low-tech della Lanterna di Genova con il faro a olio di oliva

Il faro della Lanterna è una torre storica che esiste dal Cinquecento, anche se la base originale potrebbe essere del 1128 come è emerso da ricerche storiche. Già prima infatti era presente una torre da cui si controllava l’arrivo di imbarcazioni sospette e si segnalava l’ingresso del porto.

Ovviamente questo primo faro antico non aveva una lampada, ma era un semplice braciere su una terrazza su cui venivano bruciate delle fascine per fare luce. Solo nel 1326 fu installata la prima lanterna vera e propria, alimentata a olio d’oliva.

Anche se mi piace immaginare i marinai guidati dal profumo dell’olio ligure, non funzionava proprio così. Il segnale per le navi era infatti la luce dell’olio bruciato concentrata in un fascio attraverso i cristalli trasparenti della lanterna, prodotti dai migliori maestri vetrai liguri e veneziani.

Gli usi alternativi della Lanterna come prigione per re catturati a caso

Nel Quattrocento i genovesi utilizzarono la torre della Lanterna pure come prigione, rinchiudendoci per cinque (o dieci) anni Giacomo (o Jacopo, le fonti sono un po’ vaghe…) di Lusignano, re di Cipro, sua moglie Eloisa, e tutta la loro corte, senza essere colpevoli di nulla in particolare. Pare fossero stati catturati abbastanza per caso e quindi tenuti in ostaggio.

Tra l’altro la vita alla torre della Lanterna doveva pure essere abbastanza noiosa perché durante la prigionia la coppia ne approfittò per dare alla luce il figlio Giano. Non so però confermarvi se il nome Giano in questo caso derivi dal dio bifronte visto che dalla lanterna si guarda sia il mare che i monti, ma mi sembra tutto molto suggestivo, così sospeso tra cielo e terra.

L’arrivo dei francesi fissati con gli assedi

Tra le sue vicissitudini storiche, Genova ebbe pure un periodo di dominazione francese. Probabilmente il re francese Luigi XII non si fidava troppo degli italiani perché, oltre a una lunga fortificazione intorno alla città per isolarla dalle montagne e difenderla dal mare, nel 1507 fece pure costruire ai piedi della Lanterna il Forte Briglia. Questo forte serviva per ospitare le sue truppe e qualche anno dopo venne usato come base per assediare Genova.

I genovesi comunque non apprezzarono particolarmente l’invasione francese e vennero cacciati via da Andrea Doria. Mi è venuto subito in mente l’assedio francese di Torino perché pare proprio che i francesi facciano sempre una brutta fine in nord Italia. Sfortunatamente però Andrea Doria sarà pure stato un eroe, ma non aveva certo una buona mira visto che con la battaglia del 1513 oltre a far abbattere il forte tirò pure giù un pezzo di Lanterna.

Il faro fu poi ricostruito con il suo aspetto attuale una trentina di anni dopo, togliendo le merlature di gusto medievale e mettendoci al posto una moderna decorazione rinascimentale. Per questo motivo gli studiosi stanno oggi ancora discutendo se datare la Lanterna in base al alla data del 1128 oppure mantenere la datazione convenzionale della seconda ricostruzione del 1543.

Paola Bertoni nelle gallerie del museo della Lanterna di Genova
Qui sono in posa nelle gallerie del museo della Lanterna di Genova per farvi vedere quanto è cool essere una blogger… ehm per mostrarvi la parte del forte su cui poggia la torre della Lanterna

Il nuovo design cinquecentesco della Lanterna

La nuova Lanterna fu realizzata in doghe di legno di rovere e ricoperta da fogli di rame e piombo, fissati da ben seicento chiodi di rame. Non so chi li ha contati uno per uno, però sappiate che il numero di chiodi viene riportato ovunque con un certo orgoglio ligure.

All’epoca la torre della Lanterna aveva un’ampia vetrata, sempre realizzata da mastri vetrai liguri e veneziani, con vetri di notevole spessore e peso che spesso si spaccavano o esplodevano abbastanza spesso a causa del vento o della caduta di fulmini. I fanalisti custodi della Lanterna dovevano vivere con la famiglia al suo interno e

“curare che i vetri fossero sempre tersi e puliti affinché la luce della lampada apparisse nitida e brillante”

Insomma, un lavoro divertentissimo. Per fortuna nel 1565 decisero di dare una ritoccatina alla cupola per renderla stagna e, visto che probabilmente il lavoro non era venuto molto bene, finirono per rifarla completamente nel 1681 in legno di castagno isolando il tutto con pece e stoppa, e ricoprendola di fogli di piombo con i bordi sovrapposti, la massima tecnologia isolante dell’epoca.

I ritorno dei francesi (ancora!), fulmini e altri bombardamenti

I francesi dovevano portare non poco rancore, visto che un altro re Luigi, questa volta il numero XIV, decise di far bombardare Genova nel 1684 e centrò in pieno la vetrata che venne provvisoriamente ricostruita. Comunque dopo questa nuova scaramuccia con i francesi i genovesi decisero di modificare la vetrata nel 1692 e aggiunsero una nuova serie di vetri, spero non per renderla più resistente alle cannonate visto che il vetro non è propriamente conosciuto per la sua solidità.

Da allora la Lanterna sopravvisse alle successive battaglie del 1746 dopo la rivolta di Portoria, i bombardamenti della seconda guerra mondiale, anche se aveva (e ha ancora oggi) qualche difficoltà con i fulmini.

L’arrivo delle nuove tecnologie alla Lanterna di Genova

Per rendere la torre solida e flessibile allo stesso tempo, nel 1771 fu incatenata con le chiavarde e i tiranti che possiamo vedere all’interno delle scale durante la visita alla Lanterna, mentre per difenderla dai fulmini nel 1778 venne installato un parafulmine.

Per un vero e proprio salto tecnologico dobbiamo però aspettare tempi più recenti, quando vennero introdotti i moderni sistemi ottici e i nuovi combustibili. Nel 1840 venne infatti realizzata un’ottica rotante (la lampada) con la lente di Fresnel che serve a raccogliere e distribuire la luce. Questa nuova lanterna aveva un diametro di ben quattro metri ed era visibile fino a venti miglia nautiche, quasi quaranta chilometri.

Faro al museo della Lanterna di Genova nella sala dei cannoni dedicata alle lenti di Fresnel
Nel museo della Lanterna di Genova c’è una sala dedicata alle spiegazioni su come funzionano i fari e le lenti di Fresnel

Se pensiamo che sia una distanza considerevole, non era così perché verso la fine dell’Ottocento si parlò di declassare il faro e costruirne uno nuovo più adeguato alla navigazione. Alla fine fu comunque deciso di tenere la Lanterna e potenziarla in base agli ultimi progressi tecnologici.

Da fine Ottocento si susseguirono in fretta numerosi cambiamenti, con il passaggio prima al gas di acetilene e poi al petrolio pressurizzato, fino a elettrificare la Lanterna nel 1936. La lampada vera e propria fu cambiata nel 1956 perché era stata danneggiata dai bombardamenti dell’aviazione statunitense e britannica nella Seconda guerra mondiale. In quell’occasione vennero cambiate anche l’ottica rotante e tutti i meccanismi di rotazione.

Durante questo riammodernamento venne anche ritinteggiato lo stemma della Repubblica Marinara sulla torre, sistemato un impianto elettrico di emergenza e installato l’ascensore nella tromba delle scale, usato oggi solo dalla Marina Militare.

Curiosità sulla Lanterna di Genova

Dalle varie leggende popolari che circolano su internet, pare che il progettista della Lanterna sia stato lanciato giù dalla sua cima perché non fargli costruire un altro faro simile. Un’altra versione attribuisce invece il motivo del lancio dell’architetto al non doverlo retribuire terminato il lavoro. Chissà da dove arrivano tutte le maldicenze sui genovesi tirchi…

Un’altra curiosità, questa volta verificabile sui registri del faro, è che uno dei custodi della Lanterna nel 1449 fu Antonio Colombo, uno zio del Cristoforo che scoprì l’America.

Nel corso della sua vita la Lanterna è stata colpita regolarmente dai fulmini, cosa che avviene ancora oggi, per cui furono dipinte delle invocazioni su ogni lato per evitare il peggio.

Infine, risalendo la torre possiamo vedere nelle parte dei ferri che si uniscono in delle specie di ganci: si chiamano catene e servono per rendere la torre flessibile anche se costruita in pietra, con una struttura che ha anticipato quella dei moderni grattacieli!

Paola Bertoni alla Passeggiata della Lanterna di Genova
Yep! Per visitare la Lanterna di Genova dobbiamo camminare un sacco, prima lungo la sua Passeggiata e poi salire 172 gradini, ma ne vale la pena!

Conoscevate già l’importanza storica della Lanterna di Genova? Io sono rimasta impressionata dallo scoprire quante epoche ha attraversato. Possiamo acquistare i biglietti per la Lanterna su Musement oppure recarci direttamente là. Non dimenticate di scrivermi nei commenti la vostra curiosità storica preferita!

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2 commenti

Fiorella 13/11/2019 - 15:19

Impressionante! È un’attrazione di Genova che non ho mai nemmeno sfiorato, devo ammettere che non me l’aspettavo così interessante a livello storico!

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Paola 15/11/2019 - 14:42

Credo che la sua posizione defilata in mezzo all’area industriale non invogli a visitarla ed è davvero un peccato. Per fortuna ora Genova sta cercando di puntare molto sul turismo e valorizzare le meraviglie nascoste della città

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