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Piazza Vecchia a Bergamo Alta

La storia osé di Bergamo tra emblemi virili e case chiuse

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Nonostante le mie origini orobiche, ho visitato Bergamo per la prima volta in occasione del primo blogtour firmato Travel Blogger Italiane, organizzato da Raffaella di Cose di Bergamo, con l’aiuto di Gloria di Vagabondainside. La visita guidata è stata ricca di sorprese, a partire dal passaggio della funicolare in mezzo alle mura venete per scoprire tante curiosità come i borlanti, sassi di fiume che compongono la pavimentazione della Città Alta.

Il mio blogtour purtroppo si è interrotto a causa della scarsa collaborazione del Britalian baby, ma dall’hashtag #TBItourBergamo potete risalire all’intero giro. Grazie alla guida Bergamo Insolita e Segreta ho comunque potuto approfondire il curioso rapporto dei bergamaschi con il sesso, tra putti evirati, case di piacere e testicoli in sovrannumero.

Guida Jonglez Bergamo Insolita e Segreta

Durante il viaggio in treno verso il capoluogo orobico mi sono ripassata i dettagli scabrosi della città con la guida Bergamo Insolita e Segreta edita da Jonglez

Quando si esagera con l’immagine del condottiero virile

Nel Cinquecento il personaggio più illustre della nobilità bergamasca era sicuramente Bartolomeo Colleoni, capitano di ventura di idee politiche non troppo salde e discendente da giudici e notai ghibellini. Il suo cognome derivava dal simpatico soprannome affibiato al suo avo, tale Gisalbertus Attonis detto “Il Colione”, dove colione sta senza ombra di dubbio per coglione.

Bartolomeo Colleoni, anziché vergognarsi dell’appellativo di famiglia, ne fece un vanto trasformandolo in urlo di battaglia e inserendo i nobili testicoli nella sua insegna gentilizia. Probabilmente però vinceva tutte le battaglie solo perché al grido “Coglia, coglia”, che si traduce in “coglioni, coglioni”, i suoi nemici scoppiavano a ridere anziché imbracciare le armi. Comunque sia andata Bartolomeo era così orgoglioso dei suoi zebedei da inserirne ben tre nel suo stemma, in mezzo ai più eleganti gigli d’oro d’Andegavia e alle fasce di Borgogna.

Oggi a Bergamo è possibile ammirare le tre gonadi nel Duomo, sullo stemma posto nella cappella Colleoni. Pare che toccare i testicoli sullo stemma porti fortuna per cui turisti e bergamaschi hanno abbondato di tastatine, rendendo luccicante lo scudo in ferro e bronzo.

Sempre nella stessa cappella, il sarcofago di Bartolomeo Colleoni ha incontrato la furia censoria della chiesa cattolica. Ogni putto della decorazione di Giovanni Antonio Amadeo ha infatti subito un’irreparabile evirazione nell’Ottocento, su ordine del vescovo di Bergamo Pier Luigi Speranza.

Piazza del Duomo a Bergamo alta

Piazza del Duomo è una tappa obbligata in ogni tour di Bergamo comprensivo di toccatina ai testicoli portafortuna dello stemma Colleoni

Il tour delle case chiuse di Bergamo

Se da un lato i cattolici bacchettoni distruggevano opere d’arte a colpi di scalpello, dall’altro a Bergamo fiorivano le case di piacere. Oggi Paolo Moschini del Gruppo archeologico bergamasco ne ha addirittura ideato un tour (storico, eh!).

Il primo bordello pubblico di Bergamo risale al Cinquecento ed era di proprietà comunale, dato in appalto a privati con contratto quinquennale, proprio come oggi avviene con la manutenzione delle strade. Al bordello del Quarterolo lavoravano le signorine prima sparse sulle strade perché non era decoroso lasciarle esercitare in giro per la Città Alta. Curiosamente la casa chiusa e la chiesa avevano entrambe un affaccio sul cimitero cosicché i fedeli dovettero chiedere al prete di chiudere quella porta durante le funzioni.

Il postribolo più famoso di Bergamo è sicuramente quello di piazza Mercato del Fieno, con i camini in stile diverso, ognuno dei quali corrispondente a una stanza. Se la fanciulla che occupava la stanza era impegnata, allora accendeva il caminetto e il fumo lo indicava anche all’esterno per consentire ai frequentatori di fare la coda in modo discreto.

I bergamaschi dovevano comunque essere assidui frequentatori dei bordelli perché erano attive anche la Casa del pecat, la Villa delle Rose e il Casino dei Nobili, quest’ultimo rimasto in attività fino a fine Ottocento. In più a Bergamo le libere professioniste del peccato continuavano a esercitare clandestinamente sulla strada ed esistevano pure delle case di piacere illegali. A questo punto io una riflessione sul rapporto domanda/offerta me la sono fatta…

Queste curiosità le ho lette sulla guida Bergamo Insolita e Segreta, un buon modo per scoprire la città quando non è possibile partecipare a una visita guidata.

Bergamo mi ha fatto una splendida impressione, l’ho trovata una cittadina pulita e ben valorizzata. Mi è dispiaciuto solo passarci così poco tempo per cui spero di poterci tornare al più presto! Fatemi sapere nei commenti se conoscevate queste curiosità di condottieri e case chiuse.

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2 commenti

Ioana Silvia 19/07/2019 - 9:51

Molto interessante la storia sulle case chiuse, mi sa che di domanda ce ne fosse. E il tipo fiero dei propri coglioni è diventato il mio personaggio storico preferito.

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Paola 19/07/2019 - 16:11

Io non sono riuscita ancora a smettere di ridere da quando ho scoperto il suo grido di battaglia!

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