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Selfie di Paola Bertoni con Atlante Farnese nell'allestimento per la mostra Thalassa al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Cosa vedere al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

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Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, spesso abbreviato in MANN, è uno dei musei di più importanti di Napoli, se non del mondo, per la grande collezione di mosaici e affreschi romani recuperati dagli scavi di Ercolano e Pompei. L’edificio è enorme quindi è facile perdersi molti dettagli se non si parte preparati! In questo post vi riassumo tutto quello che dovete sapere per la vostra visita.

L’edificio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il MANN è situato in pieno centro, in un edificio bellissimo molto grande. Preparatevi a passarci parecchio tempo perché c’è davvero tanto da vedere. Per darvi un’idea della sua dimensione, l’area espositiva aperta al pubblico copre più di ottomila metri quadri tra collezione permanente e mostre temporanee, senza considerare gli spazi di uffici, servizi e deposito.

L’edificio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli è uno dei palazzi monumentali della città, il cosiddetto Palazzo degli Studi, costruito nel 1585 per venire utilizzato come caserma di cavalleria, e oggi dipinto nel classico rosso pompeiano. Al suo interno ospita anche una biblioteca, il laboratorio di restauro e gli archivi storici. Dall’ingresso principale del museo possiamo accedere anche ai due cortili interni in cui si trovano i giardini storici, delle splendide oasi di tranquillità per riposarci dopo la visita.

Atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli
L’atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Le collezioni da vedere al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il MANN è famoso soprattutto perché espone i ritrovamenti delle aree archeologiche di Pompei ed Ercolano, ma custodisce anche importanti reperti etruschi, egizi, greci e romani. La collezione egizia in particolare è la seconda in Italia, dopo il quella del Museo Egizio di Torino, e la terza nel mondo (il primo museo egizio per importanza è quello de Il Cairo). Nell’atrio del museo e nelle sale dedicate possiamo invece ammirare delle imponenti statue in marmo e bronzo raffiguranti imperatori e imperatrici romani.

Per orientarci nella visita, è bene sapere che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è suddiviso in tre sezioni principali:

  • la collezione Farnese, iniziata dal papa Alessandro Farnese con le statue romane delle terme di Caracalla e poi ereditata dai Borbone;
  • le collezioni pompeiane, con i reperti archeologici di Pompei ed Ercolano che facevano parte delle collezioni borboniche;
  • la collezione egizia che non ho visto per via dell’orario di apertura alternato (spesso i musei archeologici limitano l’accesso ad alcune aree per preservare i reperti più delicati).

Consigli per scegliere cosa vedere al MANN

Rassegnatevi a non poter vedere tutto in una sola volta: il museo è davvero enorme e non basta un solo giorno per vederlo. Oltre alle collezioni più note, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli possiede anche uno statuario imponente, e di solito propone anche più mostre temporanee in contemporanea.

Durante la nostra visita ci conviene quindi concentrarci su un solo tema archeologico, considerando che è impossibile riuscire ad apprezzare tutte le opere esposte in così poco tempo.

Per la mia prima visita ho scelto di dedicare la maggior parte del tempo alle sale che raccolgono i ritrovamenti romani degli scavi di Ercolano e Pompei. Mi piacerebbe infatti visitare queste aree archeologiche durante il mio prossimo soggiorno a Napoli. Ho volutamente tralasciato la parte egizia perché abitando a Torino ho il secondo museo più importante del mondo a poca distanza da casa. Se invece a voi interessa verificate bene gli orari perché la collezione egizia potrebbe essere chiusa.

Gli scavi di Pompei ed Ercolano al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

La collezione pompeiana comprende mosaici, affreschi e sculture rinvenuti durante gli scavi vesuviani. La parte più importante della collezione, quella comprendente i mosaici, è stata dissotterrata a Pompei durante gli scavi voluti da Gioacchino Murat nell’Ottocento, mentre i reperti di Ercolano risalgono agli scavi archeologici avviati dal re Carlo di Borbone nel Settecento.

I mosaici di Pompei

Durante la mia visita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono rimasta letteralmente a bocca aperta davanti ai mosaici della Casa del Fauno di Pompei, chiamata così per la statua di bronzo del fauno danzante ritrovata al suo interno. Questi mosaici sono realizzati con delle tessere piccolissime, e mi hanno fatto venire in mente delle immagini digitali divise in pixel. Ogni tessera riesce a rendere alla perfezione ogni minima sfumatura e ombreggiatura, e la loro bellezza è impressionante anche a distanza di quasi duemila anni!

Tra i mosaici esposti spiccano le scene mangerecce, con galline che razzolano prima di finire in pentola, pesci che aspettano di venire saltati in padella e banchetti, a dimostrazione che gli interessi degli antichi romani non erano poi tanto diversi dai nostri. Se invece ci interessano i mosaici per il loro valore storico, possiamo vedere un curioso teschio con le orecchie che rappresenta un memento mori, e l’enorme mosaico della battaglia di Isso tra Alessandro Magno e il re persiano Dario III.

Il tempio di Iside a Pompei

Come potete immaginare dal nome, il tempio di Iside di Pompei era dedicato alla dea egizia e pertanto decorato in tema, con abbondanza di statue di divinità egizie, dipinti di draghi, leoni, sfingi, delfini, nature morte, paesaggi egizi, e battaglie navali. Insomma, un tempio minimalista e discreto. Nelle sale che gli ha dedicato il MANN possiamo oggi scoprire molti reperti e pitture a tema religioso recuperati dagli scavi e, se siamo appassionati di archeologia, divertirci a trovare collegamenti con l’arte e la storia dell’Antico Egitto.

Il plastico di Pompei

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli possiamo vedere anche un plastico di Pompei in scala 1:100 che riporta fedelmente l’aspetto della città dagli inizi degli scavi fino alla fine della seconda guerra mondiale. Non si tratta però solo di un plastico interessante da vedere, è anche un documento molto importante per lo studio di Pompei perché riporta anche le strutture con relative decorazioni che sono state danneggiate dalla guerra o dai terremoti.

Il plastico di Pompei è anch’esso un’opera da museo: è stato infatti realizzato all’inizio del Novecento da Felice Padiglione e Nicola Roncicchi, che aveva già realizzato il plastico di Villa della Pisanella di Boscoreale, su iniziativa di Giuseppe Fiorelli, ispettore degli scavi di Pompei e curatore del Museo dalla fine dell’Ottocento.

La Sala della Meridiana e la statua di Atlante Farnese

Un’area espositiva da non perdere per le curiosità legate alla sala stessa, è la Sala della Meridiana in cui vengono allestite mostre temporanee e dove si trova la scultura di Atlante Farnese. Quando sono andata io la prima volta era in corso la splendida mostra Thalassa sul rapporto tra gli antichi romani e il mare, l’archeologia subacquea e le meraviglie sommerse del Mediterraneo, ma qualsiasi sia l’esibizione temporanea in corso possiamo abbassare gli occhi e scoprire una meridiana sul pavimento.

Il Gran Salone della Meridiana è stato costruito agli inizi del Seicento, modificando l’edificio in cui si trovava la Real Scuderia. Si tratta di una sala enorme dagli ampi spazi, con una volta decorata e diciotto tele enormi alle pareti che illustrano le vanterie di Alessandro Farnese nelle Fiandre.

Il pezzo forte è però il pavimento, in cui si trova una linea meridiana disegnata da Pompeo Schiantarelli: guardando sotto i nostri piedi possiamo vedere un listello di ottone tra le lastre di marmo, circondato da medaglioni incastonati con i dipinti dei segni zodiacali. Questo tipo di meridiana funziona con la luce proveniente dalla cupola e a mezzogiorno dovrebbe percorrere la linea sul pavimento in base alle stagioni.

Curiosamente la linea meridiana fu costruita durante i lavori di ristrutturazione per ospitare un osservatorio astronomico, ma come spesso accade in Italia il progetto fu abbandonato per alterne vicende politiche e per la scelta inadeguata del luogo rispetto al suo scopo. Dalla sede dell’attuale Museo Archeologico Nazionale di Napoli non è infatti possibile effettuare osservazioni astronomiche per l’ingombro causato dagli altri palazzi: non a caso tutti gli osservatori nel mondo si trovano in zone isolate e rialzate rispetto alle città più vicine.

Altro elemento da non perdere nella Sala della Meridiana al MANN è la statua di Atlante Farnese, una statua in marmo della collezione Farnese che rappresenta il titano Atlante inginocchiato sotto il peso del globo terreste. Sulla sfera possiamo vedere raffigurata la volta celeste, i meridiani e lo zodiaco. Durante la mostra Thalassa sulle meraviglie sommerse nel Mediterraneo l’Atlante Farnese era stato circondato da specchi, rendendolo ancora più suggestivo, nonché l’attrazione principale per i turisti intenti a farsi i selfie (ehm… 😅).

Perché visitare il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il MANN è uno dei musei più grandi che ho visitato e contiene dei reperti archeologici davvero incredibili, come i mosaici della Casa del Fauno che mi hanno stupita per la loro bellezza. Lo stesso palazzo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli è splendido, con i suoi giardini storici, la meridiana e gli ampi spazi luminosi.

Se vi trovate a Napoli per qualche giorno questo museo vale sicuramente la visita, anche se non bastano un paio d’ore per vederlo tutto. In più secondo me conviene anche vederlo prima di visitare gli scavi archeologici di Ercolano e Pompei proprio per la sua collezione pompeiana, unica al mondo per qualità e quantità.

Il prezzo del biglietto è sicuramente più caro rispetto ad altri musei napoletani e italiani in generale, ma se siete appassionati o semplicemente curiosi della vita ai tempi dell’Antica Roma li considererete soldi ben spesi.

Info utili per visitare il MANN

Prima di visitare il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ci conviene dedicare un momento per organizzare la nostra visita nel dettaglio. Il mio suggerimento è quello di verificare con attenzione gli orari per essere sicuri che la parte della collezione che ci interessa scoprire sia aperta al pubblico durante la nostra visita.

Durante il mio soggiorno a Napoli una parte del MANN era aperta solo al mattino e una parte solo al pomeriggio. Per me non è stato un problema saltare la collezione egizia perché a Torino abbiamo il secondo Museo Egizio più importante del mondo e preferivo scoprire la parte degli scavi archeologici di Pompei.

Prima di partire avevo letto sul sito del museo di dedicare tre ore alla visita, ma secondo me non bastano: tre ore sono appena sufficienti per una visita superficiale a tutti gli ambienti. Se volete provare a vedere il più possibile, mostre temporanee comprese, vi suggerisco di arrivare al mattino, pranzare al bar del MANN e continuare la visita al pomeriggio, magari aggiungendovi una visita guidata.

L’ingresso al Museo Archeologico purtroppo non è compreso nelle Campania Arteard e Napoli Artecard, che però offrono uno sconto ai loro possessori, mentre è compreso nel Naples Pass in vendita su Civitatis. Se vi interessa saltare la fila in biglietteria potete invece acquistare il biglietto saltafila per il MANN su Musement.

📌 Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Piazza Museo, 19
80135 Napoli

Scrivetemi nei commenti ⬇︎ la vostra collezione preferita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e quanto tempo avete impiegato per vedere tutto. Dopo questa esperienza al MANN, la mia prossima visita a Napoli comprenderà sicuramente un’escursione agli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano. E se questo post vi è stato utile non dimenticate di condividerlo sui social network 😉

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