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Immagine storica del D-Day (Decimalisation Day) nel Regno Unito, crediti Money Week

Il D-Day della decimalizzazione quando gli inglesi hanno iniziato a contare in base dieci

12 commenti

Il primo impatto con l’Inghilterra può essere scioccante non solo per l’abuso di alcol, l’incomprensibile senso dell’umorismo e i rubinetti doppi. Per molte attività, come bere birra o calcolare le distanze tra i pub, gli inglesi utilizzano un sistema di misura in base dodici, il complicato e macchinoso Sistema Imperiale Britannico, che prevede pinte e miglia invece di litri e chilometri.

Se calcolare liquidi e distanze in base dodici ci sembra una complicazione assurda, dobbiamo comunque tirare un sospiro di sollievo perché fino al 1971, anno della decimalizzazione, vigeva un sistema non decimale anche per il calcolo del denaro. Il giorno in cui la sterlina è stata suddivisa in dieci parti, e gli abitanti delle isole britanniche hanno abbandonato a malincuore lo scellino per il penny, viene pomposamente ricordato come D-Day (come Decimalisation Day, non come il D-Day dello sbarco in Normandia).

La complicazione britannica di pagare in sterline, penny e scellini

Nel sistema tradizionale, una sterlina era suddivisa in venti scellini e ogni scellino in dodici pence. Vi risparmio il calcolo, all’epoca una sterlina era composta da 240 pence. Questo simpatico sistema era chiamato £sd ovvero “pounds, shillings and pence” e pronunciato LSD come la popolare droga degli hippies per via delle allucinazioni che causava.

Per confondere ancora di più i malcapitati turisti che decidevano di visitare la Perfida Albione, in circolazione si trovavano pure monete assurde come la mezza corona, del valore di due scellini e sei pence (e qui vi risparmio il calcolo, possiamo tranquillamente fidarci di Wikipedia e delle notizie che si trovano su internet). Probabilmente l’uso di lasciare la mancia nel mondo anglosassone è nato dalla difficoltà di calcolare correttamente il resto senza i computer della NASA, ma questa è solo una mia malevola supposizione.

Tabella di comparazione tra sistema il £sd e il sistema decimale per le sterline inglesi e irlandesi

La decimalizzazione delle valute negli altri Paesi così folli da usare sistemi non in base dieci

I sistemi monetari, così come quelli di misura, non sono sempre stati tutti in base dieci. E non parliamo di antichi egizi, greci o romani, bensì di secoli più recenti. La decimalizzazione, il passaggio ai conteggi in base dieci, è infatti avvenuta in tempi diversi per diversi Paesi.

Fino al Decimalisation Day la sterlina irlandese, detta anche Irish punt, era agganciata al sistema monetario britannico e le due valute erano legate tra loro con un tasso di cambio fisso 1:1. Quindi tutto quello che abbiamo letto sopra su sterline, scellini e penny valeva anche per la Repubblica d’Irlanda.

I Paesi del Commonwealth

Le ex colonie del Regno Unito cambiarono sistema monetario quando acquisirono l’indipendenza, primi tra tutti gli Stati Uniti. Altri Paesi del Commonwealth però, affezionati ai calcoli con divisioni in venti e dodici parti, mantennero il sistema monetario tradizionale anche in seguito. L’Australia ne è l’esempio perfetto perché passò al sistema decimale solo nel 1966.

Altri Paesi con sistemi valutari non in base dieci

Per fortuna altri Stati scoprirono prima le gioie di contare in base dieci, come la Russia che adottò il sistema decimale tra il 1701 e il 1704. La Francia invece approfittò della Rivoluzione per cambiare sistema valutario, esportandolo in seguito in tutti i suoi dipartimenti d’oltre mare.

Oggi le uniche due valute non decimali rimaste al mondo sono l’ariary malgascio del Madagascar e l’ouguiya della Mauritania, entrambi divise in cinque parti più piccole. Per quanto sia originale, il sistema di calcolo in base cinque rimane comunque più semplice della divisione in scellini e penny che erano costretti a fare i sudditi della Regina.

La lunga strada del Regno Unito verso la decimalizzazione

Il Regno Unito adottò il sistema decimale solo nel 1971 anche se furono presentate proposte di decimalizzazione già dall’Ottocento, ovviamente mai accolte con entusiasmo. Una prima timida mozione per abbandonare la sterlina divisa in duecentoquaranta penny fu avanzata nel 1795, in seguito all’introduzione in Francia del franco decimale. John Wrottesley, fondatore della Royal Astronomical Society, riprovò una seconda volta a decimalizzare la sterlina nel 1824, ma anche questa proposta fu bocciata in Parlamento.

Il lavoro della Decimal Association

Nel 1841 fu comunque fondata la Decimal Association con l’obiettivo di promuovere la decimalizzazione e la metrizzazione. Secondo i suoi fondatori l’utilizzo del sistema decimale per misure e valuta infatti avrebbe favorito il commercio internazionale in vista dell’Esposizione Universale del 1851 ed effettivamente non avevano tutti i torti.

La Decimal Association non riuscì comunque a convincere i Lord della necessità di contare in base dieci, ma almeno riuscì a far emettere il fiorino, una moneta d’argento del valore di due scellini, ovvero 1/10 di sterlina. Non sono riuscita a trovare nessun parere degli inglesi dell’epoca, per cui ne deduco che la notizia del fiorino fu accolta con il solito entusiasmo britannico.

La Royal Commission on Decimal Coinage, probabilmente come contentino per la Decimal Association, negli anni seguenti valutò gli eventuali benefici e problemi della decimalizzazione. Curiosamente, nella relazione finale del 1859 Lord Overstone e il governatore della Banca d’Inghilterra John Hubbard dichiararono di essere contrari alla decimalizzazione perché secondo loro aveva “pochi meriti”.

Una successiva Royal Commission on Decimal Coinage nel 1920 se ne uscì invece con l’avviso di dividere la sterlina in millesimi, idea a dire il vero già proposta nel 1824. Una parte dei Lord disapprovò – ovviamente – la proposta, mentre altri suggerirono invece l’ulteriore complicazione di sostituire la sterlina con un reale, un’ipotetica moneta composta da 100 mezzi penny.

Alla fine negli anni sessanta, visto il successo della decimalizzazione nel resto del mondo, anche il Regno Unito si arrese e annunciò la lieta novella, non senza ulteriori proposte di decimalizzare i penny invece che la sterlina.

Come avvenne il D-Day della decimalizzazione in Inghilterra

La decimalizzazione della sterlina avvenne mantenendo la sterlina allo stesso valore, ma suddivisa in 100 nuovi penny. Per avvicinarsi a questo traguardo senza fare troppi danni, la zecca britannica introdusse negli anni precedenti delle nuove monete da 5, 10 e 50 ‘nuovi’ penny con un valore pari a quello degli scellini circolanti, mentre ritirò altri tagli di monete scellini.

Per avvisare la popolazione del cambiamento, nelle settimane precedenti al D-Day la BBC e le altre reti televisive trasmisero programmi e campagne pubblicitarie sulla decimalizzazione, proprio come avvenne in Italia durante il passaggio all’euro. Le banche invece restarono chiuse per quasi una settimana per rifornirsi delle nuove monete che sarebbero uscite in circolazione il Decimalisation Day (immagino questi poveracci guadagnarsi duramente il loro stipendio contando monetine!).

In teoria il passaggio dalla vecchia alla nuova sterlina sarebbe dovuto durare diversi mesi, ma venne accelerato con efficienza britannica a una durata di poche settimane perché i commercianti scoprirono di non poter gestire la doppia valuta con i loro registratori di cassa (ah-ah, questo i precisissimi inglesi non lo avevano proprio previsto!).

Immagine storica del D-Day (Decimalisation Day) nel Regno Unito, crediti BT
Immagine storica del D-Day (Decimalisation Day) nel Regno Unito, crediti BT

Sicuramente avrete sentito anche voi storie di amici e famigliari che in viaggio in Inghilterra negli anni Sessanta pagavano gli acquisti rovesciando le monetine sulla cassa per l’incapacità di raccapezzarsi con questo sistema. Scrivetemi però nei commenti se conoscevate già tutta questa confusissima storia sulla sterlina inglese e se avete mai incontrato una valuta non decimale nei vostri viaggi!

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12 commenti

Claudia 03/11/2019 - 16:11

Viva il D-Day!!! Basta già la guida a destra e tutti i complicati calcoli con cui abbiamo a che fare ogni volta che mettiamo piedi in Inghilterra! Almeno ci hanno evitato quest’ulteriore complicazione! Grazie della spiegazione!

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Paola 03/11/2019 - 16:15

Non salirò mai in macchina con te se guidi a destra in UK ahahah! Scherzi a parte, l’ex British boyfriend a Torino era riuscito a prendere un paio di controviali nel senso opposto di marcia quindi il rischio confusione è reale 😀

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raffigarofalo 31/10/2019 - 7:52

Grazie di questo post. Finalmente ho capito tutto sui penny e sulle bizzarre abitudini “non decimali” dei Britannici.

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Paola 31/10/2019 - 9:25

Se vuoi approfondire ho scritto anche un altro post sul sistema di misura imperiale britannico. Io mi ci sono affezionata e su Google Maps ho ancora le distanze in miglia. Riguardo alla valuta però sono felice che sia stata semplificata!

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antomaio65 29/10/2019 - 13:59

Davvero interessante il tuo post. Non sapevo che la perversione britannica fosse arrivata a tanto! Mi sembra impossibile che si possa contare in modo diverso da quello decimale! E contro la logica!

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Paola 29/10/2019 - 21:13

Forse addirittura contro natura ahahah! Io le apprezzo perché il calcolo in basi diverse era una delle cose che più mi aveva affascinato a scuola

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Claudia 29/10/2019 - 12:47

Fino ad oggi conoscevo solo un D-Day non sapevo ce ne fosse anche un secondo! Avevo sentito dire il termine scellino ma pensavo fosse un sinonimo di penny…un’altra “particolarità” degli inglesi! Fortuna che ho visitato UK dopo il 71′ sennò sai che confusione!

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Paola 29/10/2019 - 21:10

Amici e famigliari mi hanno raccontato che per pagare in vacanza in UK usavano il sistema di mettere mucchi di monetine sulla cassa e far prendere i soldi direttamente ai cassieri tanto era assolutamente impossibile riuscire a capire il sistema al volo ahahahah

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Lucy 29/10/2019 - 12:22

Certo che prima era un incubo! Ma pensavo fosse avvenuto molto prima il passaggio, non nel ’71! Anche se, riguardo ai soldi, ora che ci penso per me sta diventando un incubo anche solo ragionare in termini di soldi normali a base decimale, visto che dove sto io pago con la carta anche il caffè, non uso più nemmeno il portafoglio 🙂

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Paola 29/10/2019 - 21:09

Quello sarebbe il mio sogno, in Italia ti fanno storie ovunque per pagare con la carta, il rientro era stato un trauma. In compenso qui vanno tutte delle app del cavolo per pagare con il telefono che odio!

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Silvia - The Food Traveler 29/10/2019 - 9:14

Ce ne aveva parlato l’insegnante di inglese del liceo ma siccome non amo la matematica, quel giorno di sicuro non ho prestato troppa attenzione a lezione
No, per fortuna non mi è mai capitato di ritrovarmi a pagare in valuta non decimale – e se dovesse succedere spero di poter usare la carta di credito!

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Paola 29/10/2019 - 21:05

Io invece mi sono appassionata e ora continuo a conteggiare le distanze in miglia in mancanza di altre lunghezze non decimali 😀

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