Home DestinazioniAsiaIndia Induismo, religione e spiritualità: cosa devi sapere prima di un viaggio in India

Induismo, religione e spiritualità: cosa devi sapere prima di un viaggio in India

di Paola
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L’Induismo, la religione più diffusa in India, permea ogni aspetto della vita quotidiana, tra musica, cucina e celebrazioni. Per questo motivo, per comprendere davvero l’India durante il tuo viaggio, ti consiglio di scoprire almeno le basi di questa antica religione. Con la sua struttura di caste e un vasto numero di divinità, l’Induismo abbraccia una vasta gamma di credenze e pratiche spirituali che puoi osservare in ogni città e tempio.

Quali sono le credenze dell’Induismo

Innanzitutto l’Induismo non è solo una religione, ma uno stile di vita con una serie di regole da seguire che si è evoluto nel corso dei secoli. A differenza di altre fedi, l’Induismo non ha un fondatore specifico, una teologia definita né un’autorità religiosa centrale. Inoltre, nell’Induismo non sono previste conversioni, perché si nasce già di fede hindu e in una precisa casta di appartenenza. Questo rende abbastanza confuso convertirsi per un occidentale che decide di abbracciare l’induismo, in quanto non esiste una formale procedura di conversione e una casta “di arrivo”.

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Paola Bertoni durante una benedizione al Tempio Harshad Mata
Benedizione al Tempio Harshad Mata, visitato perché di fronte al pozzo a gradoni Chand Baori vicino a Jaipur

Il sistema di caste nella religione induista

Una caratteristica distintiva dell’Induismo che stupisce noi occidentali è la suddivisione della popolazione in caste. Questo sistema definisce il ruolo e le responsabilità di ogni individuo all’interno della società, con una categoria di fuori casta o intoccabili che oggi sembra essere scomparsa. Tradizionalmente le caste indiane sono suddivise in quattro gruppi principali:

  • Brahmani (sacerdoti, studiosi e insegnanti): la classe superiore che si occupa principalmente di attività religiose e spirituali. Sono considerati i custodi della conoscenza sacra.
  • Kshatriya (guerrieri e governanti): la classe sociale responsabile della protezione e del governo. Include re, guerrieri, nobili e amministratori.
  • Vaishya (mercanti e agricoltori): la classe sociale dedita alle attività commerciali e all’agricoltura.
  • Shudra (artigiani e lavoratori): questa classe sociale comprende artigiani, lavoratori manuali e servitori. Sono responsabili di fornire supporto e servizi alle altre caste.

Grazie a una nuova sensibilità, i vari governi indiani che si sono succeduti negli ultimi anni hanno messo in atto misure per eliminare questa discriminazione e promuovere l’uguaglianza e la mobilità sociale. In particolare, la guida che ci ha accompagnato durante il nostro viaggio in Rajasthan ci ha spiegato che l’India offre a tutti i bambini, indipendentemente dalla classe sociale e casta di appartenenza, la possibilità di studiare fino ai livelli più alti, mentre gli adulti possono scegliere un lavoro diverso da quello della casta di nascita.

Tuttavia il sistema delle caste continua a influenzare in modo molto forte la società indiana, specialmente nelle aree rurali. In alcune regioni o quartieri delle città dell’India la povertà è davvero così diffusa che, da quanto ho notato, l’istruzione non sembra una priorità per le famiglie. Per questo il figlio del lavoratore manuale che diventa un politico è un caso decisamente unico.

La creazione e il ciclo di rinascita della religione induista

Gli induisti credono che la vita sia stata generata dal dio Brahma, la divinità della creazione. Per comprendere l’Induismo, è importante sapere che dopo la nascita, tutti gli esseri umani sono soggetti agli obblighi della vita terrena, chiamati dharma, e al ciclo della reincarnazione.

Secondo gli indiani, il corpo è considerato solo un indumento temporaneo che viene indossato durante questa vita. È visto come qualcosa che viene abbandonato alla fine di un ciclo di rinascita, per poi affrontarne uno nuovo. Per questo la nascita e la morte vengono vissuti in modo molto più leggero di quanto facciamo noi in Occidente. Per gli induisti, nulla è permanente, siamo solo di passaggio.

La concezione di reincarnazione è profondamente radicata nella cultura degli induisti per i quali che le azioni compiute in questa vita determinano il destino e la posizione nella successiva reincarnazione. Questo ciclo continua finché l’anima non raggiunge la liberazione e si unisce al divino.

Di conseguenza l’idea della reincarnazione e del dharma influenza le scelte e le azioni degli induisti che cercano di vivere una vita in armonia con i loro principi morali e religiosi al fine di migliorare le loro possibilità nelle future esistenze. Curiosamente però questa visione del mondo incentrata sulle responsabilità personali e sull’importanza delle proprie azioni non si riflette in modo così visibile sulla società indiana.

Mi sarei aspettata una maggiore attenzione all’ambiente e alle classi sociali più basse, mentre invece per gli indiani le azioni che contribuiscono maggiormente a plasmare il proprio destino spirituale sono prendersi cura delle mucche sacre, visitando e lasciando offerte ai loro ashram che evitare di buttare l’immondizia per strada, dove talvolta vivono famiglie senza casa. Un’altra contraddizione che fa parte del fascino dell’India e lascia tante domande aperte a noi occidentali.

Immersioni rituali al Tempio delle scimmie di Galtaji, vicino a Jaipur
Immersioni rituali al Tempio delle scimmie di Galtaji, vicino a Jaipur

I testi sacri dell’Induismo

I testi sacri hanno un ruolo centrale nell’Induismo perché forniscono ai credenti una guida spirituale e filosofica, attraverso insegnamenti essenziali sulle pratiche religiose e le dottrine fondamentali, spesso sotto forma di dialogo tra maestro e discepolo. Alcuni dei testi sacri più importanti includono:

  • Vedas: i testi più antichi e sacri, comprendono inni, formule rituali, preghiere e insegnamenti filosofici.
  • Upanishad: testi filosofici che esplorano principi fondamentali come l’unità dell’essere, l’anima individuale (Atman) e l’Assoluto (Brahman).
  • Bhagavad Gita: parte epica del Mahabharata, considerata una guida spirituale su moralità, dovere, azione corretta e ricerca della verità.
  • Ramayana: narra la storia di Rama, il suo epico viaggio e le sfide nella lotta contro il male, offrendo insegnamenti morali e devozione.
  • Mahabharata: uno dei più grandi poemi epici del mondo, narra la guerra tra due famiglie reali e contiene insegnamenti etici, filosofici e spirituali.
  • Puranas: una vasta collezione di testi mitologici e leggendari che dettagliano divinità, eroi, storie e pratiche religiose.

Quali sono le principali divinità induiste

L’Induismo è caratterizzato da un vasto numero di divinità, ciascuna venerata per motivi diversi. Ogni divinità ha i suoi attributi unici e la sua sfera di influenza, che può riguardare la creazione, la protezione, l’amore, la saggezza e molti altri aspetti della vita, compresi eventi più materiali, come l’acquisto di una nuova auto. Gli dei principali e più popolari dell’Induismo sono:

  • Brahma: la divinità della creazione, venerato per il suo ruolo nel processo della nascita dell’universo. Spesso viene raffigurato con quattro teste che simboleggiano i quattro Veda, i testi sacri induisti.
  • Vishnu preserva e mantiene l’equilibrio dell’universo. Viene venerato per il suo ruolo di protettore e per le sue incarnazioni (avatar) sulla Terra, attraverso le quali salva l’umanità dalle forze del male.
  • Shiva è la divinità della distruzione e della trasformazione. È venerato come il signore della meditazione, della saggezza e del distacco dal mondo materiale. Spesso è raffigurato con un tridente (trishula) e un serpente intorno al collo (Naga).
  • Krishna è una delle incarnazioni di Vishnu ed è venerato come il signore dell’amore e della devozione. La sua vita e le sue gesta sono narrate nell’epico Mahabharata e nel Bhagavad Gita, in cui offre insegnamenti spirituali e morali.
  • Parvati, moglie di Shiva e madre di Ganesha e Skanda, è la dea del potere femminile e dell’amore coniugale, spesso rappresentata con molte braccia e una corona sulla testa.
  • Ganesha è il dio della saggezza, dell’intelletto e dell’inizio di ogni nuovo progetto. È facilmente riconoscibile dalla sua testa di elefante ed è spesso invocato all’inizio di cerimonie e rituali per rimuovere gli ostacoli e conferire benedizioni.
  • Hanuman è il dio-scimmia noto per la sua forza, il coraggio e la devozione verso Rama. Viene venerato per il suo ruolo nell’epopea del Ramayana e rappresenta l’ideale di servizio e fedeltà.

Queste divinità rappresentano solo una parte delle molte figure venerate nell’Induismo, ognuna con le sue caratteristiche uniche e il suo significato simbolico. La loro venerazione riflette la ricerca di connessione spirituale, protezione, saggezza e il desiderio di condurre una vita equilibrata e armoniosa.

L’Induismo nella vita quotidiana: usi, costumi e tradizioni nella religione

In India ti accorgerai ben presto che l’Induismo si riflette attraverso usi, costumi e tradizioni. Rituali come la preghiera e le offerte di fiori nei templi sono parte essenziale della vita quotidiana degli indiani, per mantenere una connessione spirituale con le divinità e cercare benedizioni per una vita felice e prospera.

Un altra impronta molto importante dell’induismo nella vita quotidiana è il rispetto per la natura e per l’ambiente. Per esempio gli induisti considerano sacri alcune specie di alberi, per i benefici che offrono. Come il Ficus, venerato perché si crede che produca più ossigeno rispetto ad altre piante. Oppure il Neem, utilizzato per trattamenti della pelle, igiene orale e insetticida naturale. I principi dell’induismo prevedono il rispetto per ogni forma di vita, animali compresi. Per questo motivo molti indiani seguono una dieta vegetariana.

Tuttavia, nonostante la profonda connessione con l’ambiente prevista dalle tradizioni induiste, la sua tutela viene spesso trascurata. Nonostante negli ultimi anni si stia assistendo a un aumento dell’attenzione per l’ecologia, è molto comune vedere immondizia, persino nei laghi sacri come quello di Pushkar, dove gli indiani si fanno il bagno.

Immondizia al Tempio di Galtaji, vicino a Jaipur
Immondizia al Tempio di Galtaji, vicino a Jaipur

Mucche in India: perché sono sacre

In viaggio in India, scoprirai subito che le mucche occupano davvero un ruolo di grande importanza nella cultura indiana. Secondo la tradizione induista, la mucca è considerata sacra perché creata da una divinità e di conseguenza non consumata come alimento. Gli indiani che mangiano carne scelgono infatti pollo e agnello, mai bovini. Molti induisti credono anche che la mucca non sia semplicemente un animale, ma una divinità incarnata. Le mucche svolgono un ruolo essenziale nella vita quotidiana degli indiani perché forniscono cibo, medicinali e combustibile.

I doni delle mucche: cibo, medicine e combustibile

Il latte di mucca viene considerato un alimento prezioso e somministrato anche ai neonati che non possono venire nutriti dalla propria madre. Questo mi ha lasciato sconvolta perché nella medicina occidentale il latte bovino va evitato fino allo svezzamento, in quanto può causare gravi danni al sistema digestivo di un neonato.

Tuttavia la mucca ha anche un ruolo significativo nella medicina ayurvedica, basata sul concetto di equilibrio e armonia naturale. L’urina di mucca per esempio viene utilizzata per preparare rimedi tradizionali, inclusi trattamenti per il cancro. Nonostante sia affascinata dalla medicina tradizionale dell’Asia, anche queste affermazioni della guida sugli innumerevoli benefici dell’urina di mucca mi hanno lasciata decisamente perplessa.

Per quanto lontano dal nostro vivere occidentale, ho trovato più interessante vedere come il letame prodotto dalle mucche viene utilizzato come combustibile nelle aree rurali. Far essiccare il letame per poi venderlo come combustibile per le stufe, è una pratica comune, come avveniva nel secolo scorso nelle campagne italiane, ed è a suo modo un sistema molto ecologico.

Come vengono trattate le mucche

In India è molto difficile vedere animali domestici trattati come in Occidente. Anche gli animali con un padrone, come mucche e cani, girano liberi per le strade e vengono sfamati dalla comunità. La tradizione vuole che il primo pane chapati cucinato in ogni famiglia venga offerto alle mucche e l’ultimo ai cani. In pratica però molti animali vivono in modo semi-randagio ai margini delle strade e si nutrono di immondizia, nonostante il rispetto per gli animali promosso dai principi induisti.

Riguardo alle mucche, a Delhi ne ho viste poche e molto diverse dalle nostre mucche di allevamento ben nutrite. Le mucche indiane sono molto magre e alcune hanno una gobba sulla schiena. Fuori dalla capitale però le mucche sono ovunque, anche nelle strade a scorrimento veloce. Persino quelle con un un proprietario girano liberamente per le strade.

Nonostante questo, viene posta molta attenzione dagli autisti nell’evitarle perché chi uccide una mucca, anche in modo non intenzionale come può essere un incidente, deve lasciare la propria famiglia e chiedere l’elemosina come penitenza per un tempo prestabilito prima di poter tornare a casa.

Le mucche sono così venerate che è possibile trovare rifugi ad esse dedicati, che servono anche come ospedali per gli animali feriti, fondati da santi locali o asceti come i sadu. Prendersi cura delle mucche è considerato un atto di karma positivo per cui molte famiglie li visitano insieme e lasciano offerte, come ho visto al rifugio delle mucche di Nagaur, definito dalla nostra guida “la cosa più bella dell’India” anche se il mio gruppo ha preferito senza dubbio il Taj Mahal.

Paola Bertoni con le Travel Blogger Italiane e famiglia indiana al rifugio delle mucche di Nagaur
Con le mie compagne di viaggio Travel Blogger Italiane e una famiglia indiana al rifugio delle mucche di Nagaur

Templi, rituali e festività della religione induista

In viaggio in India, non perdere l’opportunità di immergerti nei numerosi riti della religione induista e partecipare alle festività, un’esperienza straordinaria per comprendere la cultura del Paese. Ogni festività ha un significato e una storia unica, spesso legati a episodi mitologici o eventi storici. Durante queste celebrazioni, puoi assistere a processioni, danze, canti e offerte ai templi. Diwali, ad esempio, è la festa delle luci che simboleggia la vittoria della luce sulle tenebre, mentre Holi è una vivace festa dei colori che annuncia l’arrivo della primavera.

Un aspetto fantastico dell’India è che se vuoi unirti alle processioni, sei sempre la benvenuta. Anzi, se ti limiti a osservare i partecipanti che danzano è probabile venire direttamente invitata a ballare tra la folla, tirata dentro dalle donne indiane, come è successo a me a un matrimonio a Jodhpur. Partecipare a un rito o a una festività induista è un’esperienza incredibile che ti permette di sperimentare in modo unico l’energia e la devozione che permeano queste pratiche millenarie.

Sposa indiana in abiti tradizionali durante un servizio fotografico a Jaipur, in Rajasthan
Sposa indiana in abiti tradizionali durante un servizio fotografico a Jaipur, in Rajasthan

Quali sono i motivi per venerare le divinità induiste

Ogni divinità della religione induista viene venerata per il suo ruolo specifico. Per esempio, Rama è considerato un’incarnazione divina, presente sulla Terra per per sconfiggere un demone re e quindi venerata per il suo coraggio, mentre il suo devoto servitore Hanuman è un uomo-scimmia adorato per la sua lealtà.

Gli induisti hanno un legame quasi personale con le divinità e possono scegliere di rivolgersi a una particolare divinità in base alle loro esigenze, esperienze e inclinazioni spirituali. Se cerchi prosperità e abbondanza materiale puoi rivolgerti a Lakshmi, la dea della ricchezza e della fortuna. Se ti interessano successo e saggezza, puoi invece pregare Saraswati, la dea della conoscenza e dell’arte. Shiva, il dio della distruzione e della trasformazione, viene invece invocato spesso per ottenere protezione, purificazione e pace interiore.

Krishna, considerato l’incarnazione di Vishnu, viene venerato per la sua saggezza, amore e compassione. Puoi pregare Krishna per ricevere amore, guidare il tuo cammino spirituale o superare i conflitti nella tua vita. Parvati, moglie di Shiva, è venerata come la dea dell’amore, della fertilità e della forza. Le donne possono rivolgersi a Parvati per chiedere protezione, benedizioni per la famiglia e il benessere dei figli.

Inoltre, nei templi dedicati a Vishnu, la divinità supremamente amata dagli induisti, potrai trovare l’immagine di Garuda, un uomo-uccello che funge da rappresentante di Vishnu, venerato come un potente simbolo di protezione e devozione. Il mio preferito però rimane Ganesh, il dio con la testa di elefante, pregato per ottenere successo in ogni nuova impresa e quindi venerato ogni qual volta viene acquistato un nuovo motorino.

Banchetto delle offerte davanti al Tempio di Brahma di Pushkar
Banchetto delle offerte davanti al Tempio di Brahma di Pushkar

Come sono fatti i templi induisti

I templi indiani sono complessi architettonici che riflettono l’estetica e le credenze dell’Induismo. Visitando i tempi induisti durante il tuo viaggio in India, puoi notare una varietà di stili e disegni. Tuttavia ci sono alcune caratteristiche comuni che si ripetono nelle varie architetture.

Innanzitutto, molto spesso i templi indiani sono circondati da mura perimetrali che delimitano un cortile o un complesso più ampio. L’ingresso principale è solitamente adornato con una grande porta chiamata gopuram, talvolta decorata da sculture e rilievi che raffigurano divinità e scene mitologiche.

Una volta all’interno del tempio, sono presenti sale dedicate alle offerte e alle preghiere dei fedeli e cortili aperti utilizzati per cerimonie e celebrazioni. Alcuni templi includono anche vasche per il bagno rituale e strutture che forniscono alloggio ai sacerdoti e ai devoti che visitano il tempio. All’interno del complesso del tempio, la parte più sacra chiamata è una stanza chiamata garbhagriha in cui si trova l’immagine o la statua della divinità principale a cui il tempio è dedicato.

Alcuni templi indiani sono famosi soprattutto per i loro dettagli architettonici e sculture intricati. Le pareti, i soffitti e le colonne sono spesso decorati con sculture raffiguranti divinità, scene mitologiche, fiori e animali. Queste opere d’arte possono essere realizzate in pietra, legno o metallo e sono eseguite con grande maestria artistica. Tuttavia ogni tempio ha le sue caratteristiche uniche che dipendono dalla regione, dal periodo storico e dallo stile architettonico.

L'interno del Tempio di Brahma a Pushkar
L’interno del Tempio di Brahma a Pushkar

Consigli per rispettare la cultura e la religione durante il viaggio in India

Durante il tuo viaggio in India, è di estrema importanza mostrare rispetto per la cultura e la religione induista. La prima cosa da tenere a mente, quando entri in un tempio, è togliere le scarpe come segno di rispetto (cosa comunque obbligatoria). Mentre visiti i templi, cerca di evitare di disturbare le cerimonie o i riti religiosi in corso. Osserva senza interferire o scattare fotografie senza permesso.

In molti luoghi sacri in India non è ufficialmente consentito scattare fotografie, anche se è frequente vedere famiglie indiane intente a scattarsi selfie. Come turista però ricorda che questi luoghi sono sacri per i fedeli e meritano in ogni caso il nostro rispetto. Per questo nel mio blog trovi poche fotografie di templi indiani, rispetto alla quantità di posti visitati.

Se interagisci con gli indiani in modo rispettoso e aperto, mostrando interesse per la loro religione e cultura senza giudizi, puoi imparare a comprendere molti aspetti dell’India spesso negati ai turisti mordi e fuggi. Visitare l’India può essere un’esperienza autentica e arricchente, anche grazie all’immersione nelle usanze e credenze della religione induista. Scrivimi nei commenti cosa ne pensi e se anche tu sei rimasta affascinata dalla religione induista nonostante i suoi apparenti contrasti.

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2 commenti

Virginia 28/06/2024 - 22:14

A prima vista l’Induismo mi è sembrato una dottrina con molte contraddizioni; dopo il viaggio, penso invece che sia molto complessa e che sia estremamente difficile per un occidentale avvicinarsi a quel tipo di filosofia (per dirla in senso lato) senza semplificarla

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Paola 04/07/2024 - 21:14

Ma sai che ho provato più o meno la stessa cosa. Da un lato mi è piaciuta molto la semplicità e leggerezza con cui vengono accolti fatti della vita che per noi occidentali sono tabù, es. morte o malattia, dall’altro tante cose sono rimaste un mistero come il numero improponibile di dei nei tempi che la nostra guida ci raccomandava per ogni cosa. Di sicuro vorrei tornare e approfondire

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