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Buddha seduto nella posa bhumisparsha mudra, esposto al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino

Museo d’Arte Orientale di Torino: scoprire l’arte dell’Estremo Oriente

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Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino è il museo perfetto per imparare arte e cultura orientale prima di partire per un viaggio, sospirare di nostalgia al nostro ritorno e scoprire le sottili differenze tra le rappresentazioni del Buddha del Sud-est asiatico. Vi consiglio una visita specialmente per le sue esibizioni temporanee che spesso offrono contenuti esclusivi poco noti in Europa.

Perché visitare il Museo d’Arte Orientale di Torino

Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino ha aperto nel 2008 e ha sede nel Palazzo Mazzonis, un edificio storico del Settecento del quale possiamo ancora ammirare gli splendidi pavimenti in legno originali e le decorazioni restaurate nelle sale, accanto a elementi espositivi moderni perfettamente integrati nell’ambiente.

Cosa vedere al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino

Il Museo d’Arte Orientale di Torino ospita la più importante raccolta di arte funeraria cinese in Italia, opere religiose provenienti da tutta l’Asia e una piccola collezione di arte islamica. Tutte queste opere prima di venire esposte al MAO di Torino facevano parte delle collezioni orientali del Museo Civico d’Arte Antica, delle collezioni della Regione Piemonte, della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Agnelli.

Nell’atrio del Museo d’Arte Orientale di Torino sono stati installati due giardini zen giapponesi di sabbia e muschio che lasciano senza fiato i visitatori, mentre l’intero piano terra è dedicato alle mostre temporanee. La collezione permanente è invece divisa per Stati e occupa i tre piani di Palazzo Mazzonis. La scelta espositiva è davvero ottima perché permette di apprezzare le differenze tra le varie espressioni artistiche delle diverse aree geografiche.

Le didascalie sono ovunque chiare e divulgative, sia in italiano che in inglese, e perfettamente leggibili. Sembra ovvio, ma dopo aver visto didascalie scritte su specchi o plexiglass trasparente mi sento di dover encomiare i musei che fanno lo sforzo di parlare anche a tutti i suoi visitatori, specialmente quelli che hanno davvero voglia di scoprire qualcosa di nuovo.

Corridoio del Museo d'Arte Orientale di Torino con esposizione di stampe giapponesi
Corridoio del Museo d’Arte Orientale di Torino con esposizione di stampe giapponesi

Mostre temporanee

Il piano terra del MAO Museo d’Arte Orientale di Torino è dedicato alle mostre temporanee, visibili anche con biglietto separato dal resto del museo. Dalla sua apertura nel 2008 ne ho viste parecchie, tra cui un’esibizione molto originale sulla cultura pop giapponese, una mostra fotografica sulla Via della Seta sulle tracce di Marco Polo e, più recentemente, il racconto attraverso le sue opere della vita dell’avventuriero, artista ed esploratore anglo-italiano Arnold Henry Savage Landor. Le mostre temporanee del MAO variano durante l’anno per cui se abiti vicino a Torino ti suggerisco di controllare periodicamente gli aggiornamenti sul sito del museo.

Cina

L’arte funeraria cinese riflette la società sua contemporanea e racconta moltissime storie: nell’area dedicata del Museo d’Arte Orientale di Torino ho scoperto che ci fu un periodo di apertura verso gli stranieri durante la dinastia Tang. Gli stessi fondatori del Secondo Impero erano imparentati con gli Xianbei, un popolo nomade proveniente dalla Mongolia, mentre la corte cinese era invece interessata agli stranieri che percorrevano le rotte commerciali per quanto potevano offrire.

Di conseguenza troviamo molti mercanti nell’arte cinese durante la dinastia Tang, raffigurati con realismo o tratti caricaturali. I mercanti persiani per esempio erano stereotipati con naso aquilino, occhi tondi e cappelli a punte, mentre altre raffigurazioni popolari erano i danzatori indiani, i suonatori del Sud-est asiatico e gli schiavi africani. Gli animali più raffigurati nell’arte funeraria furono i cammelli e i cavalli, simbolo dei commerci lungo la Via della Seta. I veloci e imponenti cavalli Tang in particolare erano uno status symbol e venivano portati alla corte dell’imperatore da Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan. Tutto questo cosmopolitismo si rifletteva anche la moda: nella Cina dei Tang l’abbigliamento rifletteva i contributi esterni e mischiava capi e acconciature provenienti dagli Stati vicini.

L’esposizione sulla Cina continua poi con corredi funerari e approfondimenti sul Medioevo cinese in cui vi fu un periodo di transizione verso il buddismo. L’aspetto più interessante dell’area sulla Cina del MAO Torino è la nuova visione dell’impero cinese come un incrocio di culture e influenze diverse anziché uno Stato immobile e immutabile durato secoli.

Statue di cavalli, parte di un corredo funerario cinese, esposte al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino
Statue di cavalli, parte di un corredo funerario cinese

Asia meridionale e Sud-est asiatico

Nel Sud-est asiatico l’arte è influenzata in modo molto marcato dal buddismo, con una prevalenza di statue di Buddha e Bodhisattva. Questi ultimi sono gli illuminati che pur avendo seguito il cammino del Buddha hanno rinunciato al nirvana per aiutare gli altri esseri viventi nel loro cammino spirituale e vengono ritratti come Siddharta: principi dai tratti e abbigliamento nobile.

Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino è riuscito a cancellare la mia prima pessima impressione su Siddharta, dovuta al Siddharta di Hermann Hesse, letto a scuola per puro obbligo. In realtà l’originale Gautama Siddharta era molto meno noioso e dopo aver constatato l’inutilità della mortificazione del corpo, sconfisse il dio della morte Mara (che io immagino ogni volta impersonificato da una mia ex collega omonima 🙈) e raggiunse l’illuminazione semplicemente meditando sotto un ficus.

Il “frullamento dell’oceano di latte” con gli dei e i demoni indiani coalizzati per trasformare il latte in burro utilizzando il serpente Vasuki come frullatore è abbastanza surreale, tuttavia il fascino dell’arte indiana è proprio quello di trovarsi di fronte a creature mitiche che fanno cose assurde. Mio figlio si è interessato moltissimo a questa storia mentre gli leggevo la didascalia e queste storie sono perfette per coinvolgere i bambini!

Giappone

L’area del MAO Museo d’Arte Orientale di Torino dedicata al Giappone espone paraventi, dipinti, stampe xilografiche, statue e oggetti laccati. Secondo me però la parte più scenografica della collezione permanente sul Giappone sono le imponenti armature di samurai, come quelle visibili al Museo Chiossone di Genova.

Le armature giapponesi sono super interessanti perché venivano realizzate con piastre di metallo forgiate in più strati di acciaio di diversa durezza, proprio come le spade dei samurai. Alla corazza vera e propria venivano poi aggiunti elmo e spalliere. L’elmo inizialmente aveva forme particolari per poter essere identificato da lontano e dirigere le truppe a distanza. L’armatura dei samurai venne utilizzata l’ultima volta in battaglia nel 1877, durante la ribellione di Satsuma.

Armature di samurai in una delle sale dedicate al Giappone al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino
Armature di samurai in una delle sale dedicate al Giappone al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino

Regione Himalayana

L’arte dei Paesi himalayani ha come elemento comune una diversa versione del buddismo. Il centro culturale più importante fu il Tibet che a causa della sua conformazione geografica, a 4800 metri di altezza, ha permesso di mantenere intatta la cultura locale per lungo tempo.

L’arte dell’Himalaya è sorprendente per la sua pregevole fattura. In particolare, mi hanno colpito le incredibili pitture murali, trasportate intere al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino. L’equivalente degli affreschi nell’arte tibetana infatti erano tele incollate al muro e dipinte a tempera. Infine i libri provenienti dai monasteri himalayani, con le loro copertine in legno riccamente decorate, sono assolutamente da vedere perché completamente diversi rispetto alla nostra idea di libro occidentale.

Paesi Islamici

Durante la mia ultima visita al MAO Torino, l’area dedicata ai Paesi Islamici era chiusa. Queste sale di solito espongono bronzi, ceramiche, manoscritti e ceramiche provenienti dal Medio Oriente, dalla Persia, dalla Turchia e dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale, oltre a una preziosa collezione di velluti ottomani.

La mia opinione sul Museo d’Arte Orientale di Torino

Sono molto affezionata al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino perché l’ho visitato per la prima volta di ritorno dalla Cambogia. A dire la verità la mia prima impressione fu meno positiva perché la sezione dell’arte khmer non reggeva il paragone con gli oltre 14.000 oggetti esposti al Museo Nazionale della Cambogia, tuttavia gli anni successivi sono tornata sempre molto volentieri.

Le mostre temporanee infatti sono sempre super interessanti e ogni nuova visita al MAO Torino mi riserva sempre piacevoli sorprese e nuovi particolari a cui non avevo fatto caso la volta precedente. Le statue provenienti da Giappone, Thailandia, Cambogia, Birmania e India sono incredibilmente affascinanti, mentre la Cina mi stupisce ogni volta per le sue sculture di terracotta. Infine, per me è sempre una sorpresa arrivare nell’area dell’Himalaya e scoprire come la cultura locale abbia invece seguito una direzione diversa, sviluppandosi con pitture e miniature, calligrafia e copertine di libri scolpite sul legno.

Museo d’Arte Orientale di Torino: orari, prezzi e informazioni utili

Il MAO Museo d’Arte Orientale è un museo da non perdere durante una visita a Torino. Se ami la cultura asiatica, ti consiglio di visitarlo sia sola che in compagnia. Il MAO con le sue mostre temporanee originali e interessanti è infatti un museo che si presta particolarmente bene a essere scoperto anche in famiglia. Se invece il tuo è un viaggio in solitaria ti consiglio di utilizzare tutto il tempo a leggere le didascalie con calma, davvero ricche di informazioni e spiegazioni.

Il MAO Torino con bambini

Il Museo d’Arte Orientale di Torino è un posto molto bello da visitare con bambini. Mio figlio di quasi due anni si è incuriosito davanti le sculture degli dei induisti a forma di elefante e si è entusiasmato in mezzo ai cavalli di terracotta nell’area dedicata alla Cina. L’intero museo è completamente accessibile in passeggino, con ampi spazi per muoversi.

Prima dell’emergenza sanitaria del coronavirus il Museo d’Arte Orientale proponeva anche appuntamenti per famiglie con percorsi di visita e laboratori, tuttavia oggi sul sito del museo queste attività sono sospese e sono presenti solo informazioni per i centri estivi.

Norme di sicurezza del MAO Torino per prevenzione coronavirus

In seguito alla riapertura dopo il lockdown dovuto dal coronavirus, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino ha implementato le sue norme di sicurezza. Al momento in cui scrivo questo post è possibile accedere solo con mascherina e se la temperatura corporea è inferiore a 37,5°C.

All’ingresso è posto un termo-scanner super tecnologico e bisogna sostare a distanza per la misurazione della temperatura. Devo confessarvi che è molto stiloso, ma decisamente poco pratico e intuitivo perché senza le spiegazioni degli addetti non si capisce come funziona. Inoltre, essendo una struttura fissa, ho dovuto prendere mio figlio in braccio e lo scanner si è comunque lamentato dell’assenza di mascherina, nonostante non sia necessaria per i bambini molto piccoli.

L’accesso avviene per numero contingentato di visitatori che devono mantenere la distanza di sicurezza tra loro. Presentandomi all’orario di apertura la domenica mattina al MAO Torino non c’era ancora nessuno e quando sono uscita dopo circa un’ora c’erano ancora pochi visitatori senza coda all’ingresso. Infine, in diversi punti del museo sono presenti erogatori a disposizione del pubblico con una soluzione igienizzante idroalcolica.

Orari e prezzi del MAO Torino

Per orari e prezzi aggiornati, mostre e prossimi eventi ti suggerisco di consultare il sito ufficiale del MAO Torino prima di pianificare la tua visita. Purtroppo in questo periodo post-covid molte attività dei musei torinesi sono sospese o limitate.

📌 MAO Museo d’Arte Orientale
via San Domenico, 11
10122 Torino

Gattino disegnato nel libro illustrato giapponese Gyokusen Shuga Cho del periodo Meiji esposto al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino
Gattino disegnato nel libro illustrato giapponese Gyokusen Shuga Cho del periodo Meiji

Il MAO Museo d’Arte Orientale è uno dei miei musei preferiti di Torino. Lo dico quasi per ogni museo, ma è il rischio di vivere in una città così ricca di cultura come Torino. In ogni nuova visita al Museo d’Arte Orientale imparo qualcosa di nuovo, scopro una sorprendente mostra temporanea e apprezzo sempre di più l’arte asiatica.

Se stai programmando, sognando o sei appena tornata da un viaggio in Asia devi assolutamente passare dal MAO anche tu! Nei commenti invece scrivimi se conoscevi già Museo d’Arte Orientale di Torino e quale parte della collezione permanente ti è piaciuta di più o le mostre più interessanti che hai visto.

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