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La Parigi segreta del quartiere Belleville

La Parigi segreta di Belleville

4 commenti

Una volta visitati tutti i monumenti e musei simbolo di Parigi vi consiglio di allontanarvi dalle solite rotte, prendere la metropolitana e scoprire una Parigi segreta e senza turisti a Belleville. Questo quartiere multiculturale in cui sono ambientati i romanzi di Pennac ci offre tutta la francesità possibile di un piccolo borgo, alternata però a graffiti a ogni angolo, e ristoranti da ogni parte del mondo.

Le mille anime di Belleville

Belleville è il quartiere parigino perfetto per ripercorrere l’infanzia della cantante Édith Piaf, nata proprio qui, sorseggiare un bicchiere di vino in una vecchia taverna rimasta sempre uguale negli anni, passeggiare a caccia di murales o in uno dei parchi più belli della città.

Prima di visitare Belleville ne avevo sentito come di un quartiere abbastanza degradato dal fascino multiculturale, con l’aspetto però di un borgo di provincia per cui ero curiosissima di andare a vederlo. Con Belleville è stato amore a prima vista, avevo girato a piedi alla ricerca dei suoi giardini segreti, ero andata a un Bal de pompiers il 14 luglio e fatto colazione in un locale con i tavolini in piazza, tutto molto francese ed elegante. Aggiungiamo il fatto che a Belleville non ci sono turisti, se non qualche avventuroso solo traveler come me, ed ecco come è diventato uno dei miei quartieri preferiti.

Murales nel quartiere Belleville di Parigi
Una scala disegnata si appoggia a un muro di Belleville

Il quartiere di Belleville comunque mantiene un po’ della sua aria da vecchio borgo perché fu annesso alla capitale sono nel 1860, prima era davvero un paesino nella campagna circondato da filari di vite. Iniziò a riempirsi di colori, lingue e aromi diversi solo dai primi del Novecento con l’arrivo degli immigrati armeni e polacchi, seguiti poi da ebrei, algerini, tunisini, vietnamiti e cinesi.

Il risultato è uno straordinario miscuglio dove alle vecchie taverne si sono affiancati ristoranti di tutte le cucine del mondo. Lo stesso mercato del boulevard de Belleville, un vero mercato popolare di quartiere, riflette la provenienza dei suoi abitanti perché il cibo sui banchi mescola Francia, oriente e nord Africa.

Anche se non siamo appassionate di street art, non possiamo restare indifferenti davanti ai murales che decorano quasi tutti i muri del quartiere e che ne sono diventati un tratto caratteristico. Alcune opere sono anche firmate da artisti super conosciuti in Francia come Invader, Ender, Mosko, Jérôme Mesnager o Anis. Belleville è infatti popolata anche da artisti che si sono trasferiti nel quartiere a partire dagli anni Ottanta perché gli alloggi costavano poco, come succede sempre nelle aree con tanti immigrati prima della conseguente gentrificazione.

Belleville però non ci offre solo una Parigi antica, colorata, alternativa e multiculturale, sulla sua collina si trova anche un parco con piante, roseti, alberi, sentieri, una cascata e una terrazza da cui ammirare la città dall’alto. Anche il parco di Belleville è un parco vivo, vissuto dai suoi abitanti, in cui la gente del quartiere va a correre, i genitori lasciano giocare i bambini, e gruppi di amici o familiari si ritrova per fare pic-nic nelle giornate di sole. Sapevate che in Francia il pic-nic è quasi un’istituzione? Esiste anche il verbo apposito pique-niquer!

Il quartiere Belleville di Parigi
Le strade piene di verde del quartiere Belleville di Parigi

Suggestioni leggerarie e musicali

Possiamo vivere il quartiere di Belleville anche nel ciclo di Malaussène, la serie di romanzi di Daniel Pennac ambientati proprio in questo quartiere di Parigi, dove aveva vissuto anche il suo autore. Il protagonista Benjamin Malaussène e la sua inverosimile famiglia, con una mamma sempre innamorata e incinta, e fratelli dalle doti particolari, vengono coinvolti in ogni sorta di avventura gialla, a partire dal primo libro Il paradiso degli orchi. I personaggi dei libri del ciclo di Malaussène sono tutti strampalati e surreali, ma vi faranno affezionare così tanto che non riuscirete a dimenticarli facilmente.

Nella zona ha sede anche il museo privato di Édith Piaf, dedicato alla celebre cantante parigina nata in rue Belleville dal suo ossessionato ammiratore Bernard Marchois, autore anche di due sue biografie. Il museo si trova poco distante, all’indirizzo 5, rue Crespin-du-Gast, nell’adiacente quartiere Ménilmontant, vicino al Cimitere du Père Lachaise dove la cantante è sepolta, ma essendo un museo privato non è facilissimo capire come visitarlo. Dovrebbe essere gestito dall’associazione Les Amis de Piaf che non ha un sito internet per cui se proprio volete andarci vi conviene cercare su Google il numero di telefono aggiornato e chiamare qualche giorno prima.

Fatemi sapere nei commenti se conoscevate già la Parigi segreta di Belleville e se anche voi vi siete innamorati a prima vista di questo quartiere a metà tra il borgo di campagna e un colorato melting pot.

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4 commenti

Marilù 19/05/2020 - 08:04

Io ho un debole per tutti i posti poco noti ai ‘turisti’ Belleville è tra questi. Un quartiere così vivace, difficile non restarne folgorati da subito, anche su di me ha sortito lo stesso effetto

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Paola 21/05/2020 - 08:16

Belleville è praticamente sconosciuta al turismo di massa parigino, speriamo si conservi un’oasi felice 🙂

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Miss Polette 16/05/2020 - 09:42

Che nervi, essermi persa una meraviglia del genere! Per una sfegatata fan di Parigi come me è imperdonabile, dovrò rimediare il prima possibile❤️

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Paola 21/05/2020 - 08:13

Hai già la prossima destinazione pronta 😉

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