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British curry e regina Vittoria

Guida definitiva al British curry, da avventura coloniale a piatto nazionale britannico

10 commenti

Quando siamo in Inghilterra e gli amici British ci dicono “Let’s have a curry tonight!” non dobbiamo preoccuparci. Niente spezie crude in polvere anche se ci hanno già fatto dubitare delle loro capacità in cucina. Gli inglesi infatti usano la parola curry anche come sostantivo per dire ‘cibo indiano’ e vi assicuro che la versione anglicizzata dei piatti indiani è davvero squisita. Inoltre la venerazione degli inglesi per il curry ci mette al riparo da orrori culinari perché, se non andiamo direttamente in una curry house, al supermercato vendono sia i cibi già pronti da microondare che tutti gli elementi per assemblare un piatto decente in dieci minuti.

Il periodo migliore per abbuffarci e provare piatti nuovi è sicuramente la National Curry Week a ottobre di ogni anno, ma nel Regno Unito possiamo trovare cibo indiano in qualsiasi momento. Nelle curry house, ovvero i take away indiani, e nei negozi di alimentari troviamo senza problemi curry cucinato secondo il gusto inglese anche se c’è una domanda crescente di autentico cibo indiano. Il curry inglese ha origini antiche e decisamente multiculturali, grazie alla passione per l’India della regina Vittoria e all’immigrazione dal Bangladesh.

Cena indiana a base di curry

Appetitosa cena indiana a base di curry

L’avvincente storia del curry inglese, dal Bengala alla tavola della regina

Nel lontano 1810 Sake Dean Mahomed aprì la prima curry house in Inghilterra, l’Hindoostane Coffee House. Questo imprenditore era decisamente un personaggio affascinante: nato nel 1759 nell’attuale Patna, allora parte della colonia del Bengala, Mahomed prestò servizio nell’esercito della Compagnia delle Indie Orientali come chirurgo tirocinante e in seguito viaggiò in Inghilterra con il suo capitano e sposò una donna irlandese. La sua passione per l’Inghilterra lo portò quindi a creare questa caffetteria che mescolava cucina indiana con un’autentica atmosfera coloniale fatta di sedie di bambù, dipinti con scene indiane e una sala fumatori separata per i narghilè. Probabilmente Mahomed era troppo visionario per l’epoca perché la sua curry house fallì dopo due anni.

Anni dopo l’India diventò decisamente moda sulla spinta della regina Vittoria, la quale ne era così affascinata da aver fatto costruire la Osborne House tra il 1845 e il 1851 dove raccolse arredi, dipinti e oggetti indiani in un’ala appositamente progettata, la Durbar Room, decorata con intonaco bianco e oro nelle forme di fiori e pavoni. La regina Vittoria impiegò anche domestici indiani tra cui Abdul Karim, diventato poi suo munshi, maestro e segretario quindi caro amico (o toy boy come sussurrano i maliziosi).

Abdul Karim con la regina Vittoria

Abdul Karim con la regina Vittoria

Abdul Karim viene ricordato perché è il protagonista del film Victoria e Abdul, il film di Stephen Frears con Judi Dench e Ali Fazal, nato in seguito al ritrovamento dei diari dello stesso Abdul, sopravvissuti alla distruzione da parte della famiglia reale di tutte le testimonianze riguardanti la sua amicizia con la regina.

Questa amicizia ha portato la regina Vittoria a interessarsi alla cultura e alla cucina indiana, rimanendo impressionata dal pollo al curry con dal riso pilau e rendendo l’India un argomento di moda. In un libro di cucina del 1852 indicava addirittura che poche cene potevano considerarsi complete senza un piatto indiano a tavola. D’altra parte tutta questa attenzione della regina Vittoria verso l’India poteva anche essere legata alla promozione del suo impero, non solo all’interesse verso Abdul.

Con il cambio di secolo il curry è andato fuori moda, con pochissimi ristoranti indiani in Gran Bretagna negli anni ’20 e ’30 che servivano una fantasiosa interpretazione britannica di quello che avrebbero mangiato i reali moghul, principalmente stufati e riso ricchi di spezie. Nel frattempo però si stavano già gettando le basi per le moderne curry house perché i primi immigrati provenienti dalle città portuali del Bengala, nell’odierno Bangladesh, si stabilirono nel Regno Unito iniziando a lavorare nelle cucine dei ristoranti, investendo poi i loro risparmi per acquistare negli anni ’40 negozi bombardati di fish & chip ai quali apportarono la novità di curry e riso accanto ai tradizionali piatti inglesi.

Non parliamo di alta cucina, molti ristoratori erano autodidatti improvvisati che copiarono i menu degli altri ristoranti indiani gettando lo standard del curry inglese fatto da vindaloo, korma e chicken tikka. Con un orario decisamente più prolungato rispetto agli alimentari gestiti da inglesi, queste prime curry house, hanno anche inaugurato la tradizione del curry post-pub, ora sostituita dal kebab post-pub.

Le caratteristiche del moderno curry britannico, tra identità nazionale e cucina etnica

Nel 2001, il ministro degli esteri del Regno Unito, Robin Cook, ha definito il pollo tikka masala ‘un vero piatto nazionale inglese’ in un discorso sull’identità britannica, innalzando il curry a esempio del multiculturalismo come forza positiva per dell’economia e della società:

Chicken Tikka Massala is now a true British national dish, not only because it is the most popular, but because it is a perfect illustration of the way Britain absorbs and adapts external influences. Chicken Tikka is an Indian dish. The Massala sauce was added to satisfy the desire of British people to have their meat served in gravy.
Coming to terms with multiculturalism as a positive force for our economy and society will have significant implications for our understanding of Britishness.

Il chicken tikka masala infatti è nato proprio perché agli inglesi non piaceva il pollo troppo secco così i cuochi indiani e bengalesi si sono inventati una salsa formata da spezie, yogurt e zuppa di pomodoro, praticamente l’equivalente del nostro sugo con gli avanzi, che è diventata così popolare da venire oggi rivendicata dalle città di Glasgow, Birmingham, Manchester e Leicester!

Curiosamente il curry inglese si è sviluppato in una cucina distinta che affianca korma anglicizzati dai sapori del sud dell’India accanto ai rogan josh del Kashmir, accompagnandoli con il pane naan che tradizionalmente viene consumato solo in Iran e in alcune parti del nord dell’India. Il balti addirittura sarebbe una cucina regionale del Pakistan che prende il nome dalle ciotole d’acciaio in cui viene servito, ma si è trasformato in un modo di cucinare tipico dei ristoratori pakistani di Birmingham che utilizzano ingredienti precotti.

Balti curry servito nel caratteristico pentolino di acciaio

Balti curry servito nel caratteristico pentolino di acciaio

Comunque sia andata il curry inglese è delizioso e per sentirci delle vere British dobbiamo assolutamente provarlo, che sia in un ristorante elegante che in una semplice curry house! Fatemi sapere nei commenti se ve ne siete innamorate anche voi.

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10 commenti

Valeria 13/07/2018 - 15:05

Che voglia di indiano che mi hai fatto venire…e comunque il Chicken tikka masala è il mio preferito! 😛
Molto interessante la storia della cucina indiana in Inghilterra, il film devo ancora vederlo e adesso ho un ottimo motivo per farlo 🙂

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Paola 14/07/2018 - 13:46

Sto facendo il conto alla rovescia dei giorni prima della partenza per mangiare di nuovo British curry 🙂

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Arianna Lenzi 13/07/2018 - 11:17

Interessantissimo, come sempre! Tra l’altro il film che citi è di una delicatezza unica, l’ho trovato storicamente interessante e ben riuscito. Ma chissà perché hanno questo desiderio di nascondere la vicenda…

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Paola 13/07/2018 - 14:55

Nella monarchia inglese il protocollo viene prima di tutto. Nel telefilm The crown si nota molto nel senso del dovere di Tommy Lascelles e di come si comporta la giovane regina Elisabetta II

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anna di 13/07/2018 - 10:16

Ma sai che non conoscevo al storia del curry e soprattutto del piatto al curry “inglese”? Ora ho capito il perchè si sia diffuso in tempi recenti, in effetti negli anni ’30 non c’era, in Italia credo si sia diffuso ancora più tardi che in GB. Il cibo indiano mi piace molto, dal curry alla strana salsa verde piccantissima (che non ricordo come si chiama). Invece il mio uso del curry in cucina risale a poco tempo fa, perchè per abbellire la cucina mi serviva una spezia gialla e ho trovato solo il curry. Poi per caso l’ho utilizzato per le patate e sono squisite, così ora lo uso spesso e faccio esperimenti (per la gioia di mio marito :)) .

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Paola 13/07/2018 - 10:49

In Italia ancora oggi non ci sono tantissimi ristoranti indiani e in genere sono appiattiti su un gusto molto molto soft perché gli italiani non amano il cumino.
Il curry inteso come spezia invece è una miscela di spezie che varia in base alla composizione 🙂 la base gialla colorata è la curcuma, una delle mie spezie preferite. Se ti piace il curry prova a prenderlo in viaggio, ogni Paese mediorientale e asiatico ne ha una sua versione diversa!

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Il Miraggio - consigli di viaggio e di arte 29/06/2018 - 11:50

Interessante la parte storica che hai dato! Non mi meraviglio che India & dintorni abbiamo influenzato la cucina e la cultura inglese, essendo ex colonie.

Mi hai fatto venire in mente una scena indimenticabile: una decina d’anni fa ero a Brighton per un corso di inglese e la famiglia che ospitava me e una mia amica cenava alle 17. Per noi era l’ora della merenda, loro no, cenavano quasi tutte le sere cucinando i tipici menu indiani. Quindi figurati il forte odore di curry in pieno pomeriggio … orribile! Rido ancora adesso perché scappavamo in camera velocemente … ci avranno prese per maleducate!

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Paola 29/06/2018 - 12:27

Ahahah gli orari inglesi effettivamente sono assurdi! Una volta qui in Italia sono tornata dal lavoro e per farmi una sorpresa il British boyfriend aveva preparato cena… alle 18:00!
Il curry casalingo però resta una vera delizia!!!

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Elizabeth Sunday 19/06/2018 - 14:28

Grazie per avermi fatto venire fame alle 3 del pomeriggio.
Detto questo, mi è piaciuta molto questa spiegazione sul curry in UK! Io lo mangiai sia a Londra (buonissimo) sia a Cardiff (speziatissimo, fu la volta in cui mi bruciarono persino le orecchie). Il naan è fantastico, lo mangio sempre al ristorante pakistano a Muscat. Devi proprio venire a trovarmi…

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Paola 19/06/2018 - 14:53

Io mi ingozzo – letteralmente – ogni volta che vado su in UK e l’ho sempre trovato molto buono! La cucina indiana in genere mi piace molto, ho avuto difficoltà solo in Malesia dove “no spicy” si è trasformato in “inferno di fuoco” 🙂
Appena il bimbo sarà in grado di viaggiare ovunque senza problemi verremo a trovarti, tanto verrà svezzato a British curry visto la passione per la cucina indiana dei suoi genitori, già nella panza è uno dei pochi piatti che mi ha lasciato digerire in qualsiasi circostanza!!!

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