fish & chips

Fish & chips, il primo e unico cibo che tutti collegano all’Inghilterra

Da quando vivo in Inghilterra sono aumentata di una taglia a forza di mangiare fish & chips. Non è una tragedia però la sensazione di ciccia schiacciata nei vestiti è davvero fastidiosa e allo stesso tempo non voglio dovermi ricomprare tutti i vestiti. Dovrei mangiare meglio, ma viaggiare per lavoro inoltre non aiuta perché mangio solo al ristorante, dove qualsiasi cibo viene fritto o annegato da salse.

Anche i miei buoni propositi di seguire una dieta vegetariana stanno scomparendo perché è quasi impossibile vivere di sole verdure mangiando fuori, a meno di non cibarsi solo di cibo indiano. La dieta inglese infatti è composta praticamente da carne, latticini e patate, più qualche verdura finita nel piatto per sbaglio. Per dovere di cronaca devo avvisarvi che la lasagna vegetariana presente nei menu di tutte le caffetterie non è cibo, si tratta di pasta per lasagne scotta, condita con verdure accostate in maniera casuale e accompagnata da salse e patatine fritte. No good.

Good morning Mr Cod!

Il cibo più economico e commestibile che si trova da queste parti è, purtroppo per lui, il merluzzo (cod), accompagnato da patatine fritte molto più buone delle loro omologhe italiane. Comprendetemi quindi se ho sviluppato un’ossessione per i chippies e passo buona parte del mio tempo libero alla ricerca di nuove friggitorie. Una delle poche cose su cui l’East Anglia batte Londra è la qualità del pesce fritto. Trovare pesce fresco in Suffolk, Norfolk e dintorni è possibile persino nei terribili locali con le sedie e le posate di plastica. E plastica = male, molto male nella scelta dei ristoranti.

Come autogiustificazione sul mangiare frittume, posso dirvi che il fish & chips è un cibo con una storia di tutto rispetto. Infatti è diventato il pasto base della working class come conseguenza del contemporaneo sviluppo della pesca nel Mare del Nord e della rete ferroviaria, nella seconda metà del diciannovesimo secolo. Questi due fattori insieme hanno permesso di inviare con il treno del pesce super economico appena pescato direttamente ai mercati cittadini.

Joseph Malin doveva essere il Richard Branson dei suoi tempi perché nel lontanissimo 1860 intuisce la possibilità di business e registra il primo chippy della storia. Da vero genio del marketing lo pubblicizza come pesce fritto alla maniera ebraica, come riporta la versione inglese di Wikipedia, per allargare la clientela anche a chi segue una dieta kosher ed è subito un successo. Da lì in poi le friggitorie hanno iniziato ad annegare nell’olio qualsiasi alimento, persino salsicce e formaggio, doverosamente avvolti in pastella.

Da pranzo per lavoratori a cibo per turisti

La composizione del fish & chips negli anni non è variata più di tanto, se non per la sostituzione nel take away della carta di giornale con della più igienica carta oleata. In un locale o in un pub invece il pesce fritto viene servito in un piatto di ceramica, soluzione molto più pratica. Ovviamente merluzzo e patatine sono così amati da essere presenti in ogni menu.

Capirete quindi che non è concepibile visitare l’Inghilterra senza provarlo almeno una volta. Per vivere questa esperienza andate lontano da Londra perché la versione che propinano ai turisti è solo un merluzzo surgelato annegato nell’olio. Io ho iniziato ad apprezzarlo solo quando ho iniziato ad esplorare l’Inghilterra fuori dai circuiti più battuti.

Come riconoscere un fish & chips ben cucinato

Un fish & chips come si deve va cucinato con pesce fresco, e la differenza di sapore si sente enormemente. La versione base è composta da un filetto di pesce, solitamente merluzzo, impastellato e fritto nell’olio bollente, accompagnato dalle onnipresenti patatine fritte. Le versioni più complete del piatto prevedono anche i piselli, interi o nella loro versione schiacciata. Io preferisco questi ultimi, i mushy peas, perché gli inglesi hanno un rapporto molto particolare con le poche verdure che entrano in cucina: se non le friggono, le mangiano quasi crude.

Possiamo certamente discutere su quanto i British cucinino male rispetto a noi italiani, ma non riuscivo a spiegarmi il motivo delle verdure così poco cotte da risultare durissime. Ho risolto il mistero grazie all’insider con cui condivido casa: ai British piacciono proprio così, crude o appena scongelate. D’altra parte a loro piace anche la pizza all’ananas…

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