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Centro storico di Trento

Cosa vedere nel centro di Trento in un giorno

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Trento è una città dal centro storico piccolissimo e quasi tutto pedonale. In un solo giorno possiamo quindi visitare le attrazioni più interessanti e conosciute della città. Io ci sono stata in occasione dell’evento di anteprima di #AComeGusto, e vorrei tornarci presto con mio figlio per vedere il MUSE Museo delle Scienze, il Museo dell’Aeronautica e gli altri musei che mi mancano perché mi è sembrata davvero una città a misura di famiglie.

Come orientarci a Trento

Il centro storico di Trento è molto piccolo per cui possiamo girovagare senza meta e senza rischiare di perderci. A me piace molto passeggiare con il naso all’insù senza un percorso prestabilito e osservare i vari edifici. Sentire le good vibes delle mie destinazioni fa ormai parte del mio stile di viaggio, dopo anni in cui creavo dettagliatissimi programmi in base alle guide turistiche. Se abbiamo poco tempo però ci conviene seguire un itinerario per non perderci i monumenti e le attrazioni principali della città.

A Trento ho trovato il giusto compromesso con una passeggiata serale al termine del press tour #AComeGusto in compagnia degli organizzatori, e un giro più approfondito il giorno dopo con Martina di Travel and Marvel, accompagnate da Katia de Il Miraggio, blogger trentina che ha arricchito la nostra visita di curiosità e dettagli.

Da sole possiamo comunque orientarci in città con Google Maps o con la cartina con i punti di interesse turistico scaricabile dal sito del Comune di Trento. Talvolta anche l’Azienda per il Turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi organizza delle visite guidate che vengono pubblicizzate sul portale Discover Trento.

I maggiori punti di interesse nel centro di Trento

Il mio itinerario di Trento riguarda solo il centro storico perché non avevo tempo per visitare anche il MUSE Museo delle Scienze e il Mart, la Galleria Civica di arte contemporanea. Per lo stesso motivo non sono riuscita a visitare gli interni delle chiese e del Castello del Buonconsiglio, limitandomi ai suoi giardini e alle prigioni.

Aree archeologiche sotterranee ed edifici razionalisti

Il nostro giro di Trento è partito dallo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas ed è proseguito con la chiesa di San Pietro degli Orbi, nella contrada tedesca dove vivevano mercanti e artigiani di origine tedesca, proprio di fronte al Passaggio Legionari Trentini con il bassorilievo fascista della signora del Flit. Se vi incuriosisce, racconto cosa vedere del museo archeologico del SASS e perché i trentini chiamano così questo ridicolo monumento di regime nel mio articolo sulla Trento sotterranea e i sovrastanti edifici razionalisti.

Chiese cattoliche e storie tristi

Siamo poi passate davanti alla chiesa di Santa Maria Maggiore dove ha avuto luogo il luuunghissimo Concilio di Trento, durato ben diciotto anni. Dopo questa scoperta probabilmente non riuscirò più a lamentarmi delle riunioni-fiume in ufficio. Sempre nel centro storico non potevamo ignorare la Cattedrale di San Virgilio in piazza Duomo che mi ha fatto riflettere su come a Trento ci sia un altissimo numero di chiese cattoliche pro-capite e manchi invece il quartiere ebraico, presenza fissa in quasi tutte le principali città.

A Trento il ghetto ebraico però manca non per un virtuoso esempio di integrazione, al contrario per una penosa storia di antisemitismo culminata nel culto del Simonino. Uno dei ‘martiri’ trentini è infatti il Simonino, un bambino di due anni e mezzo morto nel 1475 probabilmente per un incidente, ma usato come pretesto per cacciare gli ebrei dalla città, incolpati del suo omicidio rituale secondo le cosiddette accuse del sangue, molto in voga all’epoca.

Bassorilievo raffigurante il mai avvenuto omicidio rituale del Simonino sulla facciata di un edificio nel centro storico di Trento
Bassorilievo molto inquietante che raffigura l’ipotetico omicidio rituale del Simonino. Si trova sulla facciata di un edificio nel centro storico di Trento

La Torre Verde con la porticina dei puffi

Appena fuori dall’area pedonale del centro storico di Trento si trova la Torre Verde, famosa per la sua piccola porticina, diventata ad altezza puffo per maldestre asfaltature stradali. In realtà il valore storico di questa torre si basa sulla sua posizione strategica, lungo il muro di cinta della città e a guardia dell’Adige.

Oggi comunque ci risulta difficile immaginarci la Torre Verde come magazzino fluviale e casello per i dazi perché dell’Adige non è rimasto neanche una goccia. Il fiume infatti è stato deviato a metà Ottocento, cambiando l’aspetto di buona parte dei quartieri di Trento.

Il nome Torre Verde veniva utilizzato già nel Cinquecento come Turrim Viridim e deriva dal verdissimo colore del tetto in mattonelle smaltate. Pare comunque che non fosse così verde in origine, bensì modificata in seguito a una delle varie ristrutturazioni subite nel corso dei secoli.

Oggi la Torre Verde è in ottimo stato di conservazione ed è considerata uno dei monumenti simbolo di Trento, ma non è visitabile. Potete però importunare un passante come abbiamo fatto noi per farvi fare una foto ricordo davanti alla porticina dei puffi, così piccola perché negli anni il manto stradale si è alzato… ehm parecchio.

Torre Verde di Trento
La Torre Verde di Trento che all’epoca della sua costruzione di affacciava sul fiume Adige ed era molto più alta. La porticina dei puffi si trova a sinistra, letteralmente incastrata nel marciapiede

Il Castello del Buonconsiglio

Per motivi di tempo con le mie compagne di viaggio e blogging abbiamo deciso di non visitare l’interno del Castello del Buonconsiglio, ma limitarci ai giardini interni e alle prigioni che non necessitano neanche di biglietto di ingresso. Tra mostre temporanee e collezione permanente, il castello richiede infatti almeno un paio d’ore per essere visitato. In particolare la collezione permanente ripercorre quasi tutta la storia e l’arte trentina con una serie di sculture, mobili, dipinti, stampe, ceramiche e altri oggetti. Il suo reperto più importante è il Ciclo dei Mesi, un ciclo pittorico profano di epoca medievale esposto nella Torre Aquila.

Curiosamente il Castello del Buonconsiglio non è un vero e proprio castello inteso come un unico edificio progettato in maniera unitaria perché è un complesso di più edifici di epoca diversa, circondati da mura e sopraelevati rispetto alla città. Tra l’altro il Castello del Buonconsiglio è diventato un museo solo nel 1924, perché prima ha cambiato più volte destinazione d’uso.

Dal Duecento al Settecento infatti il Castello del Buonconsiglio è stato la residenza dei principi-vescovi di Trento per poi venire riciclato come caserma nel 1803, alla fine del principato vescovile.

Castello del Buonconsiglio a Trento
Il Castello del Buonconsiglio è uno dei simboli della città di Trento

La prigione del Buonconsiglio e gli irredentisti italiani

Dai giardini del Castello del Buonconsiglio possiamo accedere alle celle, ricavate dal loggione rinascimentale e utilizzate nel periodo in cui il castello era stato trasformato in caserma. Caserma austriaca, visto che all’epoca il territorio trentino era parte dell’Impero austro-ungarico. Lo preciso perché gli eroi italiani qui ricordati non erano in realtà italiani visto che Trento venne annessa all’Italia solo alla fine della prima guerra mondiale.

Nelle celle del Castello del Buonconsiglio comunque viene ricordato Cesare Battisti, deputato al parlamento di Vienna, e qui rinchiuso prima di venire impiccato per alto tradimento nel fossato sul retro del castello. Cesare Battisti, così come Fabio Filzi e Damiano Chiesa, condannati e fucilati nello stesso periodo, facevano tutti parte del movimento irredentista il cui scopo finale era annettere l’area del Tirolo allo Stato italiano. Sul fatto che gli Einwohner Südtirols (traduzione di Google Translate) ne siano felici però è tutto un altro discorso.

Il giardino del Castello del Buonconsiglio

Per fortuna il giardino del Castello del Buonconsiglio è molto più allegro da visitare, anche se ha subito parecchi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Era stato infatti progettato nel Cinquecento dal il principe-vescovo Bernardo Cles in previsione del Concilio di Trento (una sorta di Grande Opera ante litteram) e doveva essere un giardino all’italiana in stile rinascimentale, pieno di piane ornamentali e odorose, con una fontana centrale raffigurante Nettuno.

Nel Settecento il giardino del Castello del Buonconsiglio venne modificato da un altro principe-vescovo, Francesco Felice Alberti d’Enno, che aggiunse una nuova fontana, statue rococò e delle aiuole. Lo stravolgimento maggiore però avvenne nell’Ottocento, quando il castello venne adibito a caserma. Una parte di giardino venne infatti trasformata in piazza d’armi, gli archi della loggia murati e trasformati in celle.

Noi oggi vediamo il giardino come è stato ricostruito a inizio Novecento da Giuseppe Gerola, primo soprintendente italiano di Trento e fondatore del museo del castello. A me piacciono molto parchi e giardini, e il giardino del Castello del Buonconsiglio è davvero un luogo piacevole per una passeggiata rilassante. Oltre ad aiuole e siepi di bosso, è presente un grande pergolato su colonne, davvero d’effetto.

Giardino del Castello del Buonconsiglio di Trento
Il pergolato del giardino del Castello del Buonconsiglio a Trento si appoggia a un muro merlato, rendendo la passeggiata davvero suggestiva

Nella nostra breve visita del centro storico di Trento abbiamo purtroppo dovuto escludere alcuni musei e attrazioni, grazie alle quali ho però un buon motivo per tornare. Fatemi sapere nei commenti se conoscete Trento e se condividete l’itinerario di questa passeggiata alla scoperta del suo centro.

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2 commenti

Katja 19/10/2019 - 14:48

Appena riuscirò a racimolare materiale, informazioni e un sopralluogo, ti aggiornerò sul castello del Malconsiglio!! Così quando verrai ancora a Trento, ci facciamo un giro all’intero del castello del Buonconsiglio e scoprirai un sacco di cose interessanti 🙂

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Paola 19/10/2019 - 16:00

Grazie! Sei la mia guida preferita 😉

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