Home DestinazioniEuropaItalia Come vedere un’area archeologica sotterranea e edifici razionalisti nella stessa piazza di Trento
Teatro Sociale e ingresso al SASS a Trento

Come vedere un’area archeologica sotterranea e edifici razionalisti nella stessa piazza di Trento

8 commenti

Dopo il Museo Pietro Micca a Torino e il Museo delle fogne a Parigi, non potevo perdermi la Trento sotterranea per scoprire le sue origini romane di Tridentum. Purtroppo lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas non è valorizzato come meriterebbe, ma tanto ci aveva già pensato Mussolini a deturpare l’architettura medievale della piazza con qualche scempio razionalista. Alla fine comunque da questa visita ho imparato che pure gli antichi romani amavano le ostriche, che i trentini chiamano le piazze come vogliono e che i bassorilievi di epoca fascista possono avere straordinarie similitudini con le pubblicità degli insetticidi.

Dove scoprire la Trento razionalista, medievale e romana in un unico posto

L’area archeologica della Trento sotterranea si trova in una piazza molto particolare, con un nome ufficiale e uno ufficioso, e uno stile architettonico completamente diverso dal resto della città. Piazza Cesare Battisti fu infatti realizzata in pieno stile razionalista al posto del quartiere medievale del Sas – nome che deriva da sasso, pietra, come erano costruite le case del periodo e le strade del quartiere – che a sua volta era stato costruito sopra le rovine dell’antica Tridentum romana.

Il mistero del nome della piazza

Prima di addentrarci nell’area archeologica vera e propria vale però la pena soffermarci un momento sul nome della piazza, chiamata in modo diverso dai locali e dalla toponomastica ufficiale.

Oggi questa piazza è dedicata a Cesare Battisti, condannato a morte per alto tradimento e fucilato a dietro il Castello del Buonconsiglio. Cesare Battisti infatti, pur essendo considerato un patriota italiano e figura di spicco dell’irredentismo, era un cittadino austriaco, eletto anche alla camera dei deputati in Austria, perché Trento all’epoca faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico.

La piazza però fu realizzata nel 1934 in pieno periodo fascista, sostituendo le case di epoca medievale con palazzi dalla chiarissima impronta razionalista. Venne chiamata piazza Littorio e fu utilizzata soprattutto per adunate e comizi. Dopo la seconda guerra mondiale e fino agli anni sessanta il nome venne cambiato in piazza Italia e i locali continuano ancora a chiamarla così, ignorando il sacrificio del nostro eroe di cittadinanza austro-ungarica.

A Trento quindi se un trentino vi dà appuntamento in piazza Italia sappiate che intende piazza Cesare Battisti, non è un modo elegante per bidonarvi al primo appuntamento.

Piazza Italia - Cesare Battisti a Trento
Palazzoni razionalisti in piazza Cesare Battisti a Trento, conosciuta però dai trentini come piazza Italia

Il quartiere medievale del Sas

Prima di piazza Italia/piazza Cesare Battisti, in quest’area si trovava il quartiere Sas, un agglomerato di case popolari e piccole botteghe artigiane ancora con una struttura in pietra di epoca medievale. Per la costruzione della piazza furono espropriate le strutture, trasferiti i suoi abitanti in case popolari di nuova costruzione e raso al suolo l’intera area senza troppa cura, motivo per cui non resta nulla di visibile del Sas.

Tanto dal nome dovevano essere solo quattro sassi, avrà pensato il burocrate del regime responsabile degli espropri. Sas infatti significa proprio sasso in dialetto trentino.

Gli edifici razionalisti di Trento e la pubblicità occulta del Flit

Piazza Cesare Battisti oggi è circondata da edifici razionalisti, tra cui spiccano il Teatro Sociale e il retro del Passaggio Legionari Trentini che si affaccia su via San Pietro e sul cui lato esterno è presente il bassorilievo razionalista della Signora del Flit, così chiamata per la somiglianza del fascio littorio con la confezione dell’omonimo insetticida.

Purtroppo non sono riuscita a trovare fonti che spiegassero lo scopo o il valore architettonico degli altri edifici razionalisti. Ho notato che in Italia l’architettura razionalista non viene quasi mai valorizzata, nonostante il suo valore storico-architettonico, a parte in progetti virtuosi, ma sostanzialmente fermi come Atrium, volto a catalogare tutte le costruzioni europee di regimi totalitari.

Monumento del regime fascista a Trento, chiamato dai trentini Signora del Flit
L’iconica Signora del Flit di Trento da cui sono stati cancellato brutalmente il fascio littorio e la scritta Mussolini. Da monumento di regime è passata a essere… boh, se devo essere sincera non ne ho capito il significato attuale, ma mi ha fatto tanto ridere il soprannome che le hanno dato i trentini

Cosa vedere nello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas

La parte romana di Trento fu scoperta durante i lavori di ampliamento e restauro del Teatro Sociale, tra il 1990 e il 2000. Le scale per accedere al SASS, acronimo di Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, si trovano proprio di fianco al teatro e sembrano l’ingresso a un parcheggio sotterraneo.

Probabilmente il povero imperatore Claudio si immaginava un futuro maggiormente luminoso per la sua Tridentum visto che nel 46 d.C. l’aveva definita uno “splendidum municipium”. I romani comunque fondarono ex novo la città verso la metà del I secolo a.C. per presidiare la valle del fiume Adige, una delle principali strade che collegavano l’Europa centrale con l’area mediterranea.

Oggi sotto il livello stradale sono stati riportati alla luce diversi parti di edifici, strade, mura di cinta e reti fognarie di epoca romana. Si tratta di ritrovamenti davvero notevoli dal punto di vista archeologico, l’unico problema è la confusione che regna nell’organizzazione dello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas che vuole ospitare pure incontri, conferenze, mostre e spettacoli, non sempre a tema.

Il SASS fa anche parte del progetto ‘Tridentum . La città sotterranea’ che dovrebbe mettere in rete una serie di siti archeologici per far scoprire la Trento romana. Sfortunatamente pure questo progetto non è valorizzato così bene perché fosse stato segnalato meglio avrei visitato volentieri anche gli altri siti archeologici aperti al pubblico come l’area archeologica di Palazzo Lodron, la Porta Veronensis e la Basilica Paleocristiana del Duomo (trovati su internet ora mentre verificavo i dati storici di questo articolo).

Case, fogne e strade romane allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas

La Tridentum romana è davvero molto interessante e ha il classico schema urbano regolare dei quartieri quadrati con le strade che si intersecano ad angolo retto. I romani che erano dei furbacchioni l’avevano progettata con delle ampie mura difensive intervallate da torri e un fossato, così da poterla difendere agevolmente. Le strade erano poi belle ampie, lastricate in pietra e affiancate da marciapiedi.

Strada romana al SASS di Trento
Se avete sempre sognato di calpestare una strada costruita dagli antichi romani potete farlo allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento

Molti visitatori del SASS rimangono affascinati dai mosaici, io invece sono rimasta affascinata dai ritrovamenti archeologici riguardanti il sistema fognario e di riscaldamento, di concezione decisamente moderna e ancora attuale. Il sistema fognario infatti raccoglieva sia le acque bianche che le nere direttamente negli edifici e le faceva confluire in collettori che correvano sotto le strade per poi finire in un fossato esterno alla mura. Il sistema di riscaldamento utilizzato nelle domus di Tridentum invece funzionava come un moderno riscaldamento a pavimento, con tubi che riscaldavano l’ambiente.

Cosa non funziona nel percorso dello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas

La Tridentum romana è bellissima e super interessante per cui la Trento moderna avrebbe potuto valorizzarla molto facilmente e invece è stato uno degli ambienti museali più approssimativi in cui sia finita.

Innanzitutto non si capisce subito il percorso di visita, ci sono delle frecce, ma piccoline. Ok il design, ma un ambiente pubblico dovrebbe avere secondo me un approccio più orientato all’esperienza utente che al minimalismo. Persino le luci sembravano disposte a caso.

Alcune didascalie inoltre non erano neanche tradotte in inglese nonostante l’affluenza di turisti stranieri. Peggio ancora ho beccato errori d’ortografia in italiano e in Trentino non hanno la scusa della madrelingua tedesca. Non devo stare a spiegarvelo io la differenza tra virgolette, accenti e apici, spero. Nel dubbio comunque vi linko la grammatica italiana dell’Enciclopedia Treccani.

Errore di ortografia in una spiegazione dello SASS di Trento
I curatori dello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento hanno evidenti problemi nell’uso di apici, accenti e virgolette

La cosa più ridicola di tutte però è stato il video sulla vita degli antichi romani nella domus, o almeno credo che il tema fosse quello perché ho riso veramente tanto durante lo spezzone che veniva proiettato sopra un mosaico. Nella parte del video che ho visto c’era un gruppo di antichi romani dall’accento romanesco che banchettava allegramente, secondo il migliore stereotipo sulla vita nell’Antica Roma. Ho scattato una foto ricordo per assicurarmi di non essermi immaginata questo scempio.

Video che dovrebbe illustrare la vita dell'Antica Roma allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento
Forse questo finto antico romano non diceva proprio “Nun se finisce mai de imparà, ma anche de magnà” durante il banchetto, eppure aveva un accento romano pesantissimo

Le mostre sul cibo degli antichi romani e sull’Alzheimer contemporaneo

La mia lista degli aspetti assurdi dell’esposizione del SASS però non è ancora finita perché quando ho visitato l’area archeologica di Trento erano presenti due mostre che mi hanno spiazzata perché erano entrambe molto belle, ma senza nessuna correlazione tra loro. La prima infatti trattava la cucina degli antichi romani tra ostriche e vino, mentre la seconda era un progetto fotografico di Luca Chistè sull’Alzheimer.

Dalla mostra sulle abitudini alimentari dei romani ho imparato che bere il vino puro è da barbari, che andrebbe sempre diluito con l’acqua, e che pure a loro piaceva mangiare le ostriche (e a chi non piace, aggiungerei). In realtà tutto l’immaginario dei romani che mangiano distesi mentre i domestici tagliano loro le pietanze è poco veritiero perché limitato ai banchetti dei ricchi patrizi.

La maggior parte degli antichi romani si accontentava di una frugale colazione e un pranzo veloce, mangiato al bancone delle taverne o in piedi davanti alle bancarelle dei venditori ambulanti. L’unico pasto più completo era la cena, consumata al tavolo insieme alla famiglia. La cucina romana comunque non mi ha convinta più di tanto perché pare mettessero salsa di pesce pure sulle torte di frutta. Se volete sincerarvene di persona la mostra Ostriche e vino durerà fino al 2024.

Mostra Ostriche e vino al SASS di Trento
Dalla mostra Ostriche e vino al SASS di Trento ho imparato che gli antichi romani di Tridentum avevano la mia stessa serie di bicchieri IKEA in vetro soffiati a mano (probabile collezione 2017 a.C.)

L’esposizione fotografica invece racconta con rispetto e attenzione i malati di Alzhaimer e le loro famiglie. Quotidiani // Paralleli // è una raccolta di fotografie davvero intense e toccanti che meriterebbero uno spazio dedicato esclusivamente a loro. Esposte nello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas non vengono valorizzate né dalle luci né come argomento trattato, totalmente estraneo a quello della Trento romana.

Mostra fotografica Quotidiani // Paralleli // di Luca Chistè al SASS di Trento
Mostra fotografica Quotidiani // Paralleli // di Luca Chistè esposta allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento

La mia impressione sulla Trento sotterranea

Lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas è davvero molto interessante, ma l’allestimento dell’area risulta poco efficace per una serie di mancanze linguistiche ed espositive. L’unica scusante a questo scempio è il costo del biglietto, davvero economico a € 2,50 per il prezzo intero, ma avrei preferito pagare di più e apprezzare maggiormente l’area archeologica.

Sarebbe un’ottima idea ripensare completamente il percorso di visita, facendolo però progettare a un architetto specializzato in allestimenti museali. Io tornerei volentieri a visitare il SASS una volta rimesso a nuovo. Se può consolare i curatori del SASS, a Torino abbiamo la GAM (Galleria di Arte Moderna) a cui ho smesso di andare proprio perché le esposizioni erano sostanzialmente incomprensibili. A Trento per lo meno hanno avuto il buon gusto di non scrivere le didascalie dei reperti sugli specchi.

Fatemi sapere nei commenti se siete mai capitate in un museo super interessante che però vi ha deluso per la sua esposizione. Se invece avete visitato anche voi il SASS di Trento, avete notato gli stessi problemi o l’avete trovato fruibile pur con queste mancanze? Magari sono io che sono una snob di musei e ho sempre aspettative troppo alte.

Altri post che potrebbero interessarti

8 commenti

Lucy 11/10/2019 - 9:10

A Lucy piace tanto questo elemento :°°D Ho riso molto. Ma veramente, non è Kirk Douglas quello? Ti prego non dirmi che esiste uno Spartacus in romanaccio perché vengo lì e faccio una strage! Comunque questo post oltre che molto divertente è anche interessantissimo, devo proprio farla una gita a Trento a scoprire queste e altre cose *_*

Rispondi
Paola 13/10/2019 - 19:42

Sai che me lo avevano già detto che il romanaccio sembra Kirk Douglas? Sono andata a controllare ed effettivamente sembra proprio Spartacus. Ovviamente solo il curatore del museo può dirci se hanno preso qualche scena della pellicola, ma a meno che non sia una persona particolarmente spiritosa dubito che voglia avere qualche contatto dopo aver letto la mia opinione sul SASS 😀

Rispondi
Francesca 06/10/2019 - 13:13

Oddio, ma hanno proiettato “Spartacus” doppiato in romanesco? Quello nella foto sembra tanto Kirk Douglas

Rispondi
Paola 06/10/2019 - 17:59

Ahahahah io ho visto solo la scena del banchetto e un pezzo di quella dopo dove arrivava una ragazza con la brocca d’acqua… Può darsi, sembrava molto vecchio film di Hollywood 😀

Rispondi
Sandro 08/10/2019 - 8:52

Complimenti per l’analisi 🙂 purtroppo il passato romano di Trento non è valorizzato come dovrebbe, a volte ti imbatti per caso in resti romani di grande interesse nelle cantine dei palazzi pubblici…solo un appunto: se avessi parlato con qualche trentino di passaggio in piazza Italia, avresti scoperto che i locals la pensano un po’ diversamente su Cesare Battisti “nostro eroe”… 🙂

Rispondi
Paola 08/10/2019 - 20:31

Ah non lo sapevo di Cesare Battisti! Io per prima sono molto dubbiosa sul culto degli ‘eroi’, ma è interessante notare come riflettano i valori di un determinato periodo storico. In ogni caso mi hai dato un ottimo spunto da approfondire per la prossima visita a Trento 😉

Rispondi
Katja 06/10/2019 - 8:23

Ti do ragione, questo spazio ha un pontenziale ma è organizzato piuttosto male! Spero proprio che, dopo il restauro di altre aree archeologiche della città, si riesca a rivalutare il tutto!

Rispondi
Paola 06/10/2019 - 9:17

Andrebbe proprio ripensato il percorso per i visitatori per renderlo chiaro, ma soprattutto bisognerebbe eliminare l’idea di fare tutto nello stesso posto, la Trento sotterranea dovrebbe essere un’area archeologica e basta per lasciare un buon ricordo ai turisti (e immagino anche alle scuole locali in visita)

Rispondi

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento

Questo sito internet usa i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy