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Babbo Natale da incubo

Tutta la verità su mercatini e Babbi Natale da incubo

16 commenti

Dopo anni da brava blogger in cui ho passato il mese di dicembre pubblicando articoli carini e politicamente corretti su regali di Natale, mercatini e tradizioni natalizie quest’anno ho deciso di offrirvi una versione riveduta a cattivissima su mercatini, Babbi Natale e atmosfera natalizia in genere. Grazie all’aiuto delle Travel Blogger Italiane che si sono prestate a confessare la verità, vi rivelerò tutta la folla, il freddo e la paccottiglia che si possono trovare nei mercatini più disparati sparsi per l’Europa.

🎄 Bretzel e speck al mercatino di Natale finto tirolese di Torino

Siccome odio sia la folla che la paccottiglia di solito evito i mercatini natalizi a meno di non essere super sicura che vendano solo produzioni artigianali, e se proprio cedo a questo rito annuale ci vado nelle ore più assurde tipo alle 10:00 del mattino per vedere le bancarelle senza venire spintonata.

L’anno scorso durante il periodo natalizio per qualche motivo ero andata in centro a Torino con mia mamma anziché chiudermi in casa come mio solito (tecnica collaudatissima per sopravvivere al Natale, così come fingermi morta) e ci siamo imbattute in un mercatino simil tirolese che stava aprendo i banchi verso l’ora di pranzo. Quello che amo – sì qualcosa mi piace – dei mercatini tirolesi sono tutti quei bretzel appesi di fianco a tagli di speck che chiedono solo di venire mangiati.

Avevamo quindi deciso di pranzare con un bretzel farcito con lo speck e visto che non c’era coda il tizio del mercatino aveva iniziato a parlare con mia mamma. Con me no, io di solito non parlo con gli sconosciuti, capita davvero raramente. Ricordatevi la tecnica del fingermi morta del paragrafo precedente? Ecco, evita anche parecchie delusioni.

Il fatto è che il tizio del mercatino mentre farciva i bretzel aveva iniziato a raccontarci la storia della sua vita, ovvero che la settimana prima aveva allestito il banco in stile americano con gli hot dog, quella settimana era un tirolese e quella dopo sarebbe stato boh… A quel punto ero troppo delusa e avevo smesso di ascoltarlo, e non ho mai più mangiato un autentico pretzel con speck fuori dal Trentino-Alto Adige Südtirol.

Banco dei bretzel in un mercatino
Immagine di stock di un banco dei bretzel in un mercatino natalizio. Probabilmente anche questo tizio domani fingerà di essere americano, indiano o turco a seconda della fiera a cui parteciperà

Questa è stata la mia più recente disavventura natalizia, continuate a leggere per scoprire quelle di altre blogger.

🎄 Mercatini di Natale a Lubiana: quell’amara delusione domenicale

Contributo di Elisa di Elimeli • Blog di viaggi e altre storie ⬇︎

In Friuli e nel Triveneto i mercatini di Lubiana sono un must pre-natalizio apparentemente imperdibile e dopo averli evitati come la peste per un sacco di tempo alla fine mi sono decisa ho ceduto, in un attimo di debolezza. Anche il Grinch ha un cuore del resto.

Decidiamo di partire una domenica mattina presto, freddo polare e cielo coperto. Tutte le premesse per una gita di successo.

Arrivati a Lubiana, percorriamo la strada pedonale lungo il fiume verso Piazza Prešeren e incontriamo le prime bancarelle. Vecchie cartoline, bicchieri della nonna, mobiletti retrò tarmati, libri ingialliti e cumuli di VHS in attesa di nuovo proprietario con videoregistratore ancora funzionante.

In piazza veniamo circondati da una confusione di bar, odore di salsiccia bisunta, vin brulè e baracchini puzzolenti, ognuno con una musica diversa a volume altissimo. 

Decidiamo di scappare verso il Mercato Centrale e ci accoglie un trionfo di calzettoni con motivi peruviani, candele in cera d’api e biglietti di auguri di dubbio gusto. Di decorazioni natalizie artigianali — magari anche pacchiane! —nemmeno l’ombra.

Ci dirigiamo verso il centro storico, nella speranza di rifarci in qualche negozio e trovare qualche orpello da aggiungere all’albero, almeno per giustificare i 170 km di strada e la levataccia. Negozi tutti chiusi. Temperatura: -4 °C.

Ultima spiaggia: chiudersi in un ristorante a scongelare le gambe e buttarsi sul cibo, prima di intraprendere il viaggio della speranza per tornare a casa.

Immagine di stock di un mercatino natalizio con albero di Natale
Immagine di stock di un mercatino natalizio che potrebbe trovarsi ovunque tanto sono tutti uguali

🎄 Babbo Natale in catena di montaggio alla Grotta di Ornavasso

Contributo di Julia di Zucchero e farina in viaggio ⬇︎

Fin da piccola ho sempre amato il Natale e da quando sono diventata mamma ho fatto conoscere questa atmosfera fatta di suoni, luci e colori ai bambini. Qualche anno fa, quando erano più piccoli, prediligevo gli incontri con Babbo Natale anziché i mercatini che a loro interessavano meno.

Non tutto fila liscio e spesso il web fa prevalere un’immagine piuttosto che un’altra. Così è stato per la grotta di Babbo Natale di Ornavasso nel 2016 dove, a mio avviso, è prevalso maggiormente lo spirito commerciale.

L’organizzazione era impeccabile con parcheggi, navette, indicazioni ma pur pagando un biglietto di ingresso generale molte piccole cose erano escluse. Nel tendone dove davano i diplomini di bravo bambino era presente il letto di Papà Nöel e una lavagnetta, ma anche lì per sederti a scattare una foto c’era un extra. Il giro in giostra? Escluso!

Quando finalmente è arrivato l’orario per la grotta abbiamo atteso in fila, in questo caso c’era almeno il tè caldo nei grandi termos in distribuzione, ma dopo essere entrati l’incontro con il grande omone buono dalla barba bianca e cappello rosso è durato giusto il tempo di una foto!

Sarà che ricordo bene le chiacchiere con il Babbo Natale lappone tanti anni fa ma qui  mi è sembrato di essere su un rullo trasportatore in catena di montaggio!  La mia esperienza risale al 2016 e non è stata particolarmente soddisfacente, magari ora è un po’ diverso. Ho letto poi pareri discordanti, chi era entusiasta e chi deluso. Mancava la via di mezzo.

Babbo Natale con bambini
Dietro l’idilliaca immagine di Babbo Natale circondato da bambini felici si nascondono perfette organizzazioni imprenditoriali pronte a spillare soldi ai genitori (immagine di stock così non si offende nessuno)

🎄 Il lato oscuro dell’atmosfera natalizia

Contributo di Carlotta di Piccole avventure di famiglia ⬇︎

Novembre sta arrivando. E con lui la tanto attesa atmosfera natalizia inizia a prendere forma. Guardo la gente impazzire di gioia per strada e francamente non ne capisco il perché. La magia del natale rima davvero con tutte i riti consumistici che ci vengono propinati ogni anno: decorazioni, cibo natalizio, mercatini?  Ho sempre trovato questi ultimi quanto di più triste esistesse.

La stesse merce, made in China, riproposta ogni anno in qualunque mercatino della città e non solo, spacciata come artigianato locale. Robe, robine, robette di dubbia utilità, spacciate come ‘pensierini utili’ a cifre mostruose. Un artigianato seriale che si trova ovunque. Per non parlare delle folle di persone che si fiondano tra le bancarelle, facendomi rimpiangere il momento in cui ho deciso di passare da lì.

Non capisco la necessità di addobbare casa, riempiendola di ninnoli perché è Natale. Fatico a entrare nella logica perversa dei pensierini da scambiarsi, perché senza dindi sonanti, l’affetto delle persone vale meno. E detesto – si, detesto!- quel finto buonismo che investe le masse solo per circa due settimane l’anno. Bontà, altruismo e impegno sociale a tempo, come se nella restante parte dell’anno si fosse esentati dal chiedersi cosa ne è del prossimo.

Non capisco cosa ci sia di gioioso in una tradizione che ci vuole felici se inondati di regali, e conseguentemente tristi, qualora ce ne siano stati pochi. Sono allergica ai pranzi infiniti, quelli in cui si mangia finché si respira per onorare i padroni di casa. E detesto le poesie recitate da bambini dalla memoria zoppicante imposte come intrattenimento agli ospiti. Davvero per essere felici abbiamo bisogno di tutto questo?

Babbo Natale arrabbiato, crediti Richard Elzey
Un felice Babbo Natale che esprime in pieno l’atmosfera di gioia e serenità delle feste, crediti Richard Elzey

Voi siete #teamnatale e inghirlandate tutta la casa o non vedete l’ora che il periodo natalizio finisca al più presto? Fatemelo sapere nei commenti ⬇︎ Io corro a nascondermi fino all’Epifania che tutte le feste si porta via, come dice il detto popolare!

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16 commenti

Mariangela 24/12/2019 - 17:29

Ogni parola è sprecata per commentare Natale e la sua paccottiglia sia in senso materiale che morale. Arriva sempre troppo presto e mi coglie impreparata. Propongo di festeggiarlo ogni 5 anni.

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Paola 24/12/2019 - 18:43

Mi troveresti perfettamente d’accordo 🙂

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Lucy the Wombat 14/12/2019 - 12:45

Finalmente qualcuno l’ha detto, brava e brave!! 😉 L’anno scorso ho trattato del mio natale orrifico in Australia ma non avevo avuto il piacere di includere i mercatini, visto che non ci sono 😀 Il tuo trasformista che passa dalla crucco allo yankee in a blink mette una mestizia!

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Paola 14/12/2019 - 22:57

Io il Natale in Australia me lo sono sempre immaginato con Babbi Natale surfisti, ma in realtà quasi tutto il mio immaginario dell’Australia è popolato da surfisti, pure i koala e gli aborigeni ahahah

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elena 08/12/2019 - 19:13

Io sono decisamente una di quelle che “inghirlandano tutta la casa” (ma con gusto!) però…
Oh… che postacci! Sanno rovinare in pieno lo spirito natalizio, che secondo me è tutto… fuorché navette, ticket d’ingresso e cinesate! Eccheccavolo!

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Paola 08/12/2019 - 19:49

Purtroppo c’è proprio questo Spirito del Natale Pacchiano che rovina lo spirito natalizio in generale 🙁

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Viaggiare con Laura 08/12/2019 - 18:28

Io quest’anno ho scelto di visitare quello di Lana, vicino a Merano, rigorosamente nella giornata d’apertura. Giusto una ventina di banchi, prodotti tipici tirolesi, hand-made con riciclo e poca gente. Lo spirito natalizio ancora sopravvive, ma anche io odio ressa e prodotti dozzinali.

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Paola 08/12/2019 - 19:47

Bello! Qui a Torino purtroppo i mercatini più interessanti sono in periferia, non troppo comodi da raggiungere con il bimbo nel passeggino 🙁 Comunque proprio oggi mia madre mi ha trascinato in centro e abbiamo ritrovato lo stesso mercatino degli anni scorsi con il tizio finto tirolese, niente pretzel stavolta!

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Silvia - The Food Traveler 07/12/2019 - 14:52

Io abito a dieci minuti da uno dei mercatini di Natale “più grandi d’Europa” o forse “più belli d’Italia” – insomma non ricordo più il titolo esatto e i vari premi vinti, ma sta di fatto che potrei infilarmi le scarpe e la giacca proprio ora, salire in macchina e prima che tu possa dire Merry Christmas sarei là. Ma non ci sono mai andata! Un po’ perché ho paura di incontrare tutta quella gente che non vedo da un sacco di tempo, dovermi fermare e fare gli auguri a loro, ai genitori e a tutta la famiglia, ma soprattutto perché temo di trovarmi in queste situazioni descritte sopra. Pretzel che domani diventano churros; calze e cappelli peruviani; vin brulé fatto con le bustine… No, mi sa che domani mi chiudo in casa a guardare Incompreso 😉

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Paola 07/12/2019 - 18:29

Ahahahah capisco perfettamente! Credo sia in generale una deriva delle feste “tipiche”. Pensa che ho smesso di andare alla festa del paese dove vivono i miei genitori (la classica festa dei paesini con biscotti tipici e vin brulé) dopo un anno in cui avevo portato esaltatissima l’ex British boyfriend alla scoperta del cibo tradizionale locale e ci siamo trovati in un mercatino cinese di vestiti cheap. Su tutto il mercato solo tre banchi potevano essere considerati tipicamente locali… terribile!

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Carlotta 06/12/2019 - 17:49

Adoro questo tipo di post! Mi fanno sentire meno sola 😉

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Paola 06/12/2019 - 22:52

No problem, ci sono qua io! Il buonismo natalizio non lo sopporto proprio anche se mi sto addolcendo dopo aver scoperto l’esistenza dei panettoni con le ciliegie 😀

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Elisa Malisan 06/12/2019 - 17:34

Finalmente un post in cui dare libero sfogo allo spirito antinatalizio!
Molto divertente! E mi fa un gran piacere che sono in ottima compagnia!
Anche io aspetto il 7 gennaio con trepidazione, quando tutto questo luccicare di plastica sarà finalmente alle spalle per altri 12 mesi!

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Miss Polette 06/12/2019 - 13:02

Sul Natale mi sono espressa più e più volte, e i mercatini mi potrebbero anche piacere non fosse per file, spintoni & affini come dici tu…comunque è certo che siamo state separate alla nascita, anche io evito gli attacca-bottone come la peste e quella di fingersi morta è una strategia validissima

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Julia 06/12/2019 - 10:09

che dire.. vedo che negli ultimi anni, vuoi per globalizzazione e quant’altro la mia non è un’esperienza singolare.. peccato perchè ci sono ancora piccoli luoghi autentici che spesso vengono offuscati, speriamo si conservino così!

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Katja 06/12/2019 - 09:18

Lo stavo aspettato questo postblog!!! Io uso la tecnica di sparire per andare in letargo e rifarmi viva il 7 di gennaio! E poi vendono sempre le stesse cose ricicliate ogni anno!

Mi fai conoscere il Babbo Natale incazzato?? L’adoro!

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