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Decorazione albero di Natale

Le tradizioni natalizie del nord Italia raccontate dalle blogger

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Ho festeggiato la maggior parte degli ultimi Natali in Inghilterra per cui so tutto di crackersChristmas jumperChristmas pudding, ma molto poco delle tradizioni natalizie nostrane così ho rimediato facendomele raccontare dalle Travel Blogger Italiane.

Grazie ai racconti delle blogger ho scoperto che in Piemonte, dove vivo quando sono in Italia, il pastore con la pecorella sulle spalle ha un suo nome proprio. In Alto Adige invece al posto di Babbo Natale arriva San Nicolò accompagnato da delle specie di diavoli spaventosi. E poi mi è venuta l’acquolina in bocca con i dolci tipici.

Iniziamo quindi a festeggiare con le tradizioni natalizie del nord Italia, seguite a ruota nei prossimi post da quelle del centro, sud e isole, per una panoramica completa di casa nostra 🎄

Come si festeggia il Natale in Valle d’Aosta

Tradizioni natalizie della Valle d’Aosta raccontate da Francesca del blog Guida turistica Valle d’Aosta

Passato Halloween si entra nell’atmosfera natalizia anche in Valle d’Aosta, la più piccola regione d’Italia circondata dalle montagne ed in inverno ricoperta di un candido manto di neve. Una zona turistica oggi, ma che conserva ancora alcune tradizioni antiche.

Per prepararsi alle feste nel passato ci si concedeva anche del pane dolce, la micòòula. Si tratta di un pane di segale che si differenzia dal comune pane nero per la presenza di castagne, noci, fichi secchi, uva passa, e, talvolta, anche scaglie di cioccolato.

Nel patois, ovvero nel dialetto franco-provenzale parlato da queste parti la parola micòoula significa ‘pane un po’ più piccolo e un po’ speciale’. L’8 dicembre nel borgo di Hône si celebra questo pane particolare con una festa. Nello stesso giorno a Saint-Denis si celebra il vischio, pianta benaugurante che viene raccolta e poi appesa alle porte per augurare buon anno.

Albero di Natale a Pré Saint Didier, in Valle d'Aosta

Albero di Natale a Pré Saint Didier, in Valle d’Aosta

Il presepe in Valle d’Aosta

Il presepe è sempre stato un momento di raccoglimento ed unione della famiglia. Un tempo questo veniva allestito solamente in parrocchia sotto lo sguardo vigile ed attento del parroco, successivamente si è poi diffuso nelle case. Ancora oggi però è usanza organizzare un presepe vivente durante la santa messa di Natale del 24 dicembre, dove i bambini del paese impersonano i pastorelli e una giovane famiglia con bebè impersona la Sacra Famiglia.

A Natale oggi i bimbi aspettano l’arrivo di Babbo Natale per ricevere i tanti sognati regali. A Gressoney, ai piedi de Monte Rosa, i bambini aspettano invece San Nicola.  La festa di Sankt Kloas, ispirata alla tradizione germanica, è una usanza Walser ancora molto sentita. Il 6 dicembre infatti San Nicola porterà a tutti i bambini caramelle, cioccolatini e dolcetti.

Da non dimenticare durante le festività natalizie la presenza del tradizionale mercatino natalizio Marché Vert Noël trasforma un angolo di Aosta in un villaggio alpino in cui poter acquistare originale articoli regalo, manufatti artigianali e prodotti tipici del territorio.

Come si festeggia il Natale in Piemonte

Tradizioni natalizie del Piemonte raccontate da Maria Grazia del blog Compagnia dei Viaggiatori

In Piemonte, una delle storiche tradizioni natalizie è quella dei pastour, i pastori, termine con cui in dialetto piemontese si chiamano le rappresentazioni popolari dell’adorazione di Gesù Bambino.

Un rito che negli ultimi anni sembrava quasi scomparso, ma che invece ultimamente è tornato in auge con i numerosi presepi viventi diffusi un po’ in tutta la regione. Una tradizione particolarmente viva tra le colline del Monferrato e dell’Alessandrino, il teatro sacro natalizio, recitato rigorosamente in dialetto, ha tra i suoi personaggi principali il buon Gelindo, che non è altro che l’incarnazione della statuina del presepe del pastore con l’agnello sulle spalle e la cavagna, il cesto, al braccio.

È il buon Gelindo che nella notte di Natale offre riparo alla sacra famiglia e poi guida gli altri pastori verso il luogo dell’adorazione della natività. Il bonario pastore monferrino è una figura talmente legata al Natale nell’immaginario collettivo, che ancora oggi, nelle campagne piemontesi, si dice “a ven Gelindo” per indicare l’arrivo delle festività!

Come si festeggia il Natale in Liguria

Tradizioni natalizie della Liguria raccontate da Cinzia del blog Più mondo possibile

Quando si parla di Natale, sono peggio dei bambini. I primi di novembre inizio a canticchiare Last Christmas e cambio tema al cellulare, riempiendolo di pupazzi di neve, renne, alberelli… lo so, sono un caso umano!

Dove vivo? In Liguria, ad un passo dal mare. E qui il Natale, a volte, è un po’ strano! La più classica delle atmosfere natalizie, con neve e temperature polari, lascia spazio al clima quasi sempre mite dandoci la possibilità, a volte, di prendere un aperitivo in spiaggia prima del pranzo/abbuffata! Cosa non da poco, direi…

Ma veniamo alle tradizioni: qui da noi – almeno, per quel che ne so io! – non è molto usuale festeggiare la vigilia, ma concentriamo tutto sul 25!

La tradizionale messa natalizia

Io e la mia famiglia, da sempre, iniziamo la serata del 24 con qualche aperitivo, seguito da una cena veloce aspettando la mezzanotte e poi via alla messa di Natale, ogni volta in una chiesa diversa. L’anno scorso, ad esempio, sono stata nel duomo di Savona. Era la prima volta che ci entravo e sono rimasta incantata da tanta bellezza! Per non parlare della chiesetta di Borgio Verezzi illuminata a dovere… sembra di essere in un film!

Natale a Borgio Verezzi, in Liguria

Il presepe e la chiesa illuminata per Natale a Borgio Verezzi, in Liguria

Dopo la messa, solitamente, si va in un locale della vecchia darsena di Savona, dove fanno il grog natalizio, una bevanda calda composta da acqua e rum… un delizia!! Dopo un paio di bicchieri la bimba che è in me scalpita per correre a casa, a dormire. A dormire subito perché deve passare Babbo Natale e per fortuna che ora c’è Cristian, il mio bimbo di quattro anni, così uso lui come scusa per tutta l’eccitazione che provo!

La mattina di Natale ci si sveglia prestissimo per aprire i regali e poi si esce, sperando in un cielo azzurro che ci permetta di godere dell’aria e dei nostri bellissimi panorami fino all’ora di pranzo… un pranzo che durerà fino a cena, pieno di cose buonissime!

Io vivo con la passione dei viaggi, ma a Natale non c’è nessun posto al mondo in cui vorrei essere se non a casa, con le persone che mi vogliono bene. Nessun problema, possiamo benissimo partire il 27!!

Come si festeggia il Natale in Lombardia

Tradizioni natalizie della Lombardia raccontate da Ilona del blog Joy Follower

Le feste di Natale da adolescente sono quelle che ricordo maggiormente. La vigilia era dedicata agli amici. Si usciva a cena (una pizza e una birra) e ci si scambiava dei regali. Terminato il rito dello scambio dei regali – di basso valore monetario, ma i regali più importanti del mondo – ci avviavamo tutti verso la parrocchia per assistere alla messa di mezzanotte, seduti rigorosamente lontanissimi dai nostri genitori. Fuori dalla chiesa era allestita una bancarella, dove potersi scaldare con una tazza di vin brûlé e del panettone, scambiandosi gli auguri con le persone del paese.

In Lombardia, a differenza di molte altre regioni, il protagonista della festa di Natale è il 25 dicembre. Babbo Natale o Gesù Bambino consegna i doni durante la notte del 24 per farli trovare al mattino del 25 sotto l’albero, addobbato rigorosamente dopo Sant’Ambrogio, seguendo le tradizioni del calendario Ambrosiano. Aperti tutti i regali, s’inizia con il lungo pranzo!

I piatti serviti cambiano da zona a zona, ma il più delle volte la pasta ripiena fa da protagonista per i primi tra tortelli di zucca, casoncelli bergamaschi e tortellini in brodo, seguito da un volatile ripieno, magari di castagne. Non mancano dolci come il torrone o la sbrisolona, ma il protagonista della festa non poteva che essere il tradizionale panetùn, l’antico dolce Milanese celebre ormai in tutta Europa.

Panettone natalizio

Il panettone, il tipico dolce di Natale in Lombardia

Le leggende del Panettone

Sul panettone abbiamo diverse leggende. La prima ha come protagonista un falconiere del duca Ludovico Maria Sforza di nome Ughetto, perdutamente innamorato di Aldagisa, la figlia di un pasticciere di nome Toni. In un momento di difficoltà della pasticceria, Ughetto diete il suo contributo aggiungendo a del pane dolce lievitato burro e canditi. Inutile dire che il dolce ebbe un enorme successo nel milanese, dando cosi vita al Pan de Ton.

Una seconda leggenda si svolge invece nella corte di Ludovico Sforza, dove durante la Vigilia di Natale il cuoco di Corte lasciò bruciare il dolce a cupola andando in ansia, quando l’aiutante di nome Toni suggerì di servire il dolce ugualmente, ed evidentemente fu una buona idea!

L’ultima invece parla di un convento in difficoltà economiche, dove suor Ughetta preparò il dolce con i pochi ingredienti a disposizione. Per benedire il dolce disegnò una croce col coltello, creando il famoso dolce a cupola.

“San Bias benediss la gola e el nas” e secondo la tradizione Meneghina, per scongiurare raffreddori, bisogna far benedire e mangiare un pezzetto di panettone il giorno di San Biagio, il 3 febbraio. Il Santo protettore contro raffreddore e mal di gola, ci proteggerà contro i malanni di stagione… Per nostra fortuna nei giorni nostri i panettoni si trovano fino a Pasqua, cosi non dovremmo preoccuparci di congelarlo!

Come si festeggia il Natale in Trentino-Alto Adige

Tradizioni natalizie del Trentino-Alto Adige raccontate da Katia del blog Il Miraggio

Nonostante il clima ancora mite, si avvicina il pensiero dei mercatini di Natale con la voglia di sorseggiare un buon vin brulè con le amiche. Probabilmente i mercatini e il vin brulè sono molto famosi in Trentino e in Alto Adige e la neve rende tutto più magico, ma che ne dite di conoscere meglio l’avvento e le tradizioni natalizie in Alto Adige?

L’avvento segna l’inizio dell’attesa del Natale e nella tradizione locale è facile notare le corone d’avvento all’interno delle case: la corona tradizionale è creata con rami dell’abete bianco o di vite che si incrociano, decorati con fiocchi, nastri, spezie, pigne e quant’altro (vi assicuro che sono molto profumate!). Quattro candele sono messe sulle corone per essere accese ogni domenica: ogni settimana se ne accende una, fino ad arrivare a Natale con tutte e quattro le candele accese.

San Nicolò invece di Babbo Natale per i bambini altoatesini

In Alto Adige, così come in tutto il mondo tedesco, si festeggia San Nicolò: un vecchietto con la mitra in testa, il bastone pastorale e la barba bianca che porta i doni ai bimbi tra la notte del 5 e del 6 dicembre. Dovesse venire di giorno, è accompagnato da un angelo e dai rumorosi Krampus, dei diavoli spaventosi con corna e sembianze di capra. Attenzione se li incontrate: possono essere davvero cattivi con le loro fruste e le loro grida! Se San Nicolò arriva di notte, lasciategli sul davanzale un bicchierino di grappa per scaldarsi un po’ e della farina bianca che sicuramente userà per cancellare le proprie impronte.

Se capitate in Val Sarentino e in Val Venosta, ricordatevi dei Klöckeln che girano per i paesi ogni giovedì d’Avvento, seguendo i Zussler. Un indizio: non sorprendetevi di incontrare delle persone in costume e mascherate, con campanacci che suonano delle melodie con degli strumenti tipici, seguendo una coppia di sposi. Se bussano alla vostra porta, non spaventatevi del loro baccano ma piuttosto fate delle offerte perché è di buon auspicio: maggiori sono le offerte, migliore sarà il raccolto del grano e il loro baccano non farà altro che scacciare gli spiriti cattivi.

Natale in Alto Adige

Banco di uno dei tradizionali mercatini di Natale in Alto Adige

La benedizione della casa in Alto Adige

La sera del 24 e del 31 dicembre e quella del 6 gennaio, è usanza benedire la casa e la famiglia. La famiglia con il papà in testa, girano per l’abitazione con l’acqua santa, un ramoscello e l’incenso fatto con il fumo della brace calda della stufa. Questa abitudine serve per scacciare gli spiriti maligni e benedire la casa. E per concludere le festività natalizie, i Cantori della Stella animeranno le vie dei vari paesi durante i primi giorni dell’anno: di casa in casa, bimbi o adulti vestiti da Re Magi intoneranno canti di natale.

L’Avvento e le tradizioni natalizie in Alto Adige non sono sinonimo solo di mercatini e alberi di Natale, di un presepe o di un buon gluhwein che ci riscalda: sono anche tradizioni antiche che si perdono nella notte dei tempi!

Come si festeggia il Natale in Veneto

Tradizioni natalizie del Veneto raccontate da Martina del blog Travel and Marvel

Il Veneto come le altre regioni italiane sente molto la festività del Natale. Già dal mese di novembre le piazze e le vie di molte città vengono addobbate con luci e decorazioni natalizie. Da Padova a Cortina, da Asiago a Venezia molte sono le piazze della regione che vengono affollate dalle bancarelle di tipici mercatini natalizi. È bello girare le città della regione e visitare i diversi mercatini tipici che offrono molti spunti per regali e pensierini da fare a parenti e amici.

I festeggiamenti di Santa Lucia in Veneto

Tra tutte la città di Verona è celebre per i Bancheti de Santa Lussia ovvero il mercatino di Santa Lucia allestito a Piazza Bra. Santa Lucia è una santa di origine siciliana che secondo la tradizione è nata tra il 12 e 13 dicembre, e proprio nella notte tra il 12 e il 13, accompagnata dal suo asinello, porta dolci e giocattoli ai bambini buoni.

Nelle giornate dal 10 al 13 dicembre la piazza di Santa Lucia si riempie quindi di bancarelle di venditori che offrono diversi articoli: dai prodotti tipici agli articoli da regalo. A coronare l’evento viene installata una bianca stella cometa che esce dall’Arena, e che è considerata simbolo del Natale a Verona.

Non solo Verona si organizza per aspettare la festa del Natale, anche la città di Venezia si prepara al Natale con dei bellissimi mercatini di Natale sulla Laguna con stand dove si possono trovare prodotti enogastronomici da tutta Italia.

La città di Cortina D’Ampezzo si addobba per le feste e attira numerosi turisti anche stranieri. Nei numerosi mercatini della città troverete in vendita articoli artigianali in legno, decorazioni fatte a mano, addobbi per l’albero natalizio e per la casa, e molto altro. Indipendente dalla città veneta che deciderete di visitare dovunque troverete degli angoli e dei banchi che servono il tipico vin brulé, cioccolata calda e biscotti secchi.

Laguna di Venezia con addobbi natalizi

La laguna di Venezia con addobbi natalizi

Natale in famiglia in Veneto

Il Natale è un momento di riunione per le famiglie che si siedono a tavola mangiando ricette tipiche della tradizione. Sulle nostre tavole si possono trovare: pasta e fagioli, ravioli in brodo, bigoli con l’anatra, polenta e baccalà, carne lessa con il cren (la salsa di rafano), radicchio e soppressa, e molto altro. L’aperitivo, come il pasto principale, sono spesso accompagnati da dell’ottimo vino bianco spumante, il noto Prosecco veneto.

Come dolci in Veneto abbiamo il famoso pandoro di Verona, torrone e mandorlato, ed i biscotti secchi accompagnati a fine pasto da un ottimo vino dolce, come il Recioto.

Come si festeggia il Natale in Friuli-Venezia Giulia

Tradizioni natalizie del Friuli-Venezia Giulia raccontate da Sheila del blog A trendy experience

Il Friuli Venezia Giulia si trova nell’estremo nord est d’Italia. Le culture presenti in questa piccola regione sono davvero molte e le influenze astro ungariche e friulane hanno dato vita a tradizioni natalizie alternative e molto intense.

San Nicolò, Babbo Natale e Krampus

Il 5 dicembre apre ufficialmente il periodo natalizio in Friuli Venezia Giulia con i festeggiamenti di San Nicolò. I mercatini dedicati a questa festa vanno da Trieste alla Carnia. San Nicolò per i bambini del Friuli Venezia Giulia è come Babbo Natale, un signore anziano dalla barba bianca folta e lunga che accompagnato da angeli distribuisce i dolcetti e frutta secca ai bambini buoni.

Nella zona della Pedemontana e della Carnia a San Nicolò si affiancano i Krampus. Al calar della sera, con la partenza di San Nicolò arrivavano i terribili Krampus che mandati dai diavoli cercavano i bambini cattivi. Se non avete programmi in Carnia ci sono ancora oggi tantissime celebrazioni con i Krampus che arrivano nei villaggi a spaventare i bambini.

Mercatini e altre tradizioni natalizie

Dall’8 dicembre partono i mercatini di Natale, tipici di tutte le più grandi città del Friuli Venezia Giulia, da non perdere quello di Trieste.

Nel periodo natalizio in Friuli Venezia Giulia, nella zona di Aquileia c’è un’antica tradizione che coinvolge tutta la comunità. Tutti i nove giorni che precedono il Natale i cittadini si radunano nella chiesa aquileiese per prepararsi alla Natività dove viene cantato il missus, un brano evangelico che racconta l’annunciazione dell’angelo a Maria.

La notte della vigilia di Natale è molto sentita in tutta la regione. Una delle usanze più diffuse è l’accensione del nadalin, un grosso ceppo di faggio, gelso o quercia con la funzione di scaldare tutte le famiglie e i bambini. Questo ceppo viene acceso con l’intento di farlo ardere fino a Capodanno, ma se rimane acceso fino all’Epifania vale come buon auspicio per tutte le famiglie. In alcune località dell’alto Friuli durante la vigilia di Natale gruppi di ragazzini guidati da una stella fissata su un bastone cantano canti natalizi girando di casa in casa per ricevere doni.

Anche l’Epifania è molto sentita e chiude il periodo natalizio in Friuli Venezia Giulia. Oltre alla benedizione dell’acqua alla vigilia dell’Epifania c’è il pignarûl . Al calar del sole del 5 gennaio il Friuli si riempie di falò in omaggio di Beleno e di Belisma, due dèi pagani. A Cividale del Friuli invece il 6 gennaio si conclude il periodo natalizio con la messa dello Spadone dove un corteo storico di oltre duecentocinquanta persone in costume raggiunge la chiesa per la celebrazione della spada del patriarca Marquardo di Randeck, usata dal diacono per salutare e benedire la popolazione.

Abete con la neve

Spero che i racconti delle blogger sulle tradizioni natalizie del nord Italia vi abbiano trasmesso la magia del Natale. Mi raccomando, non perdetevi i post sulle regioni del centro, sud e isole che usciranno tra qualche giorno! Se invece volete scoprire come si festeggia il Natale all’estero, Anna di La tartaruga volante ha raccolto le tradizioni di Australia e Europa dell’est delle Travel Blogger Italiane expat.

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18 commenti

Serena Marigliano 18/12/2018 - 9:15

Venendo dal Sud, mi affascina sempre leggere e scoprire quelle che sono le tradizioni natalizie del resto dell’Italia. Del resto, siamo un paese ricco di tradizioni e molto variegato. Interfacciarsi con quelle degli altri è sempre interessante.

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Paola 19/12/2018 - 1:22

Io mi sono innamorata delle tradizioni del sud in fatto di cibo. Più seguo blogger del sud più penso di dover fare un on the road sulle tracce del gusto 😉

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Martina Bressan 13/12/2018 - 10:17

Bellissimo articolo! Interessante leggere delle varie tradizioni nelle regioni italiane, specialmente quelle più vicino a dove vivo. Regioni così vicine ma con culture e storie diverse che portano a tradizioni spesso simili ma “personalizzate” da ogni regione .. vedo che per te tutte durante il Natale la famiglia riverste un ruolo davvero importante, questo è bellissimo!

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Paola 17/12/2018 - 23:35

In realtà io non sono mai stata troppo amante del Natale, sono più il genere di persona che fa regali di ritorno da un viaggio, ma sto cercando di ritrovare quella magia di quando eravamo piccoli per trasmetterla al mio bimbo ♥

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Miss Polette 11/12/2018 - 16:43

Qui in Sardegna i classici mercatini, cenone la sera della vigilia e pranzone il 25, il tutto sempre in famiglia ovviamente…a livello gastronomico non possono mancare l’agnello, la frutta secca, panettone pandoro e i classici dolci sardi che sono davvero tanti, infatti sto pensando si scriverci un post!

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Paola 17/12/2018 - 16:36

Che bontà! Isole e sud Italia secondo me danno il meglio in fatto di cibo, quando ho impaginato l’ultimo post sulle tradizioni natalizie mi è venuta una fame incredibile!

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Maria Grazia 11/12/2018 - 15:44

Certo che l’Italia è un paese davvero sorprendente! Non immaginavo proprio che da una regione all’altra, a distanza di poche centinaia di chilometri, ci fossero tradizioni completamente differenti! Grazie per avermele fatte scoprire!

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Paola 17/12/2018 - 16:35

È stata una sorpresa anche per me! Poi ci sono alcune tradizioni che si rincorrono tra le regioni limitrofe e altre invece assolutamente originali per chi non è della zona

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Katja 11/12/2018 - 12:31

Mi ritrovo tanto con le tradizioni del Friuli Venezia Giulia raccontate da Sheila perché sono molto simili alle tradizioni dell’Alto Adige: si vede che c’è stata una forte influenza tedesca in entrambe le zone!

In Trentino festeggiamo soprattutto S. Lucia e proprio ieri sono andata a Verona a vedere i mercatini e la fiera di S. Lucia (come se non ne avessi avuto abbastanza della relativa fiera che c’è stata pure a Trento!).

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Paola 17/12/2018 - 16:33

Sei una super appassionata di mercatini 🙂 Ero andata taaanti anni fa a Merano da ragazzina e ricordo che i locals di lingua tedesca non dimostravano assolutamente interesse per noi turiste italiane!

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Katja 18/12/2018 - 17:32

Guarda Paola, a distanza di tempo, ora ci vado ben poco (quest’anno a quelli di Trento ci sono stata solo 2 volte ed entrambe le volte è stata una toccata e fuga). Se ci vado è perché accompagno amici che vengono da fuori e ne vanno matti!

Sorvoliamo la questione Alto Adige: se non devo fare grandi discorsi, dove mi becchi subito che non sono tedesca, cerco sempre di parlare in tedesco proprio per evitare situazioni spiacevoli!

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Paola 19/12/2018 - 1:45

Perché alcuni tedeschi sono così poco socievoli? Eppure in Baviera ho trovato persone cordialissime, al livello del centro Italia come espansività! Misteri europei…

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Valentina 11/12/2018 - 9:02

Bellissimo post Paola!!! ogni anni vado alla ricerca di qualche articolo sulle tradizioni natalizie italiane: è sempre molto interessante leggere delle differenti tradizioni di ogni regione italiana 🙂

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Paola 17/12/2018 - 16:31

Pensa che alcune di queste tradizioni non le conoscevo proprio e le ho scoperte solo grazie alle blogger che hanno partecipato a questa iniziativa! Sono cresciuta in Piemonte poco distante dalle zone del buon Gelindo e non lo avevo mai sentito nominare… ho rimediato ora con questo post 🙂

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anna di 10/12/2018 - 15:06

Bello leggere delle diverse tradizioni nelle Regioni Italiane. Se le confronto con quelle all’estero, alla fine due sono le cose in comune: il cibo e la famiglia… come si dice, tutto il mondo è paese, anche a Natale

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Paola 11/12/2018 - 0:43

Sicuro! Il cibo poi è proprio la base di ogni festa, come non sentirsi vicino alle altre persone con una fetta di dolce e un bicchiere di vino?

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Francesca | Chicks and Trips 10/12/2018 - 14:25

Insomma via… si mangia, si beve e si spende! Noi italiani sappiamo come goderci il Natale! Altro che pastorelli poveri XDDD

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Paola 11/12/2018 - 0:42

E non hai ancora letto le tradizioni di centro, sud e isole… qui al nord in confronto siamo a dieta stretta ahahah

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