Home DestinazioniEuropaItalia La chiesa “de’ ’e cape ’e morte” del Purgatorio ad Arco di Napoli
Interno della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco di Napoli, foto Wikipedia

La chiesa “de’ ’e cape ’e morte” del Purgatorio ad Arco di Napoli

4 commenti

Napoli mi ha stupito per il gran numero di chiese presenti a ogni angolo, pare che i partenopei abbiano davvero un rapporto speciale con le divinità. Tra tutte secondo me spicca la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, detta “de’ ’e cape ’e morte”, riconoscibile per il suo teschio lucido posto davanti all’ingresso e per una decorazione interna dal gusto barocco e macabro insieme.

Scultura a forma di teschio di fronte alla chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco di Napoli
La scultura a forma di teschio di fronte alla chiesa delle capuzzelle

Come ho scoperto la chiesa “de’ ’e cape ’e morte” a Napoli

La mia visita alla chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco non era assolutamente programmata. Come sapete non amo particolarmente le chiese, più che altro perché trovo abbastanza splatter e incomprensibile il culto cattolico, per cui a Napoli ho dato la precedenza a una serie di musei e attività diverse.

Il percorso più breve dal mio hotel per raggiungere la cappella Sansevero con il Cristo Velato e le Statue delle Virtù passava però per via dei Tribunali, dove si trova appunto la chiesa “de’ ’e cape ’e morte”. I napoletani devono sempre aver avuto parecchio senso dell’umorismo perché davanti a una chiesa dove si venerano crani anonimi hanno piazzato un bel teschio di ottone con delle ossa incrociate, nello stile dello stemma dei pirati. A questo punto ho dovuto fermarmi a curiosare, non fosse altro per fotografare quel teschio diventato lucido a forza di venire sfregato dai passanti.

La chiesa vera e propria, un tripudio di barocco, è in realtà molto più significativa di quello che si può percepire con uno sguardo veloce. Non avendo programmato questa visita non ho potuto seguire un percorso approfondito con una guida, ma se vi interessano arte e folclore partenopei vi suggerisco di non perdervi nulla nel complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.

Il complesso museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

La chiesa “de’ ’e cape ’e morte” è composta dalla chiesa vera e propria con un ipogeo, ovvero un’area sotterranea, e da una zona museale. La particolarità della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco è proprio quella di essere sdoppiata su due livelli: la chiesa nella parte superiore che rappresenta il mondo dei vivi e rimanda alla vita terrena, e il sottostante l’ipogeo che rappresenta il mondo dei morti e rappresenta il Purgatorio.

Il museo, situato nella sacrestia e nell’oratorio dietro l’abside, ospita invece una serie di paramenti e oggetti liturgici databili tra il Seicento e l’Ottocento, probabilmente poco interessanti a meno che non siate appassionati di arte sacra. Quello che invece è davvero curioso è il caratteristico culto dei morti praticato dai napoletani. Il culto delle anime pezzentelle, ovvero pregare per l’anima di uno a caso dei resti conservati nella chiesa era una specie di do ut des, o scambio di favori che l’anima avrebbe poi restituito una volta arrivata in paradiso.

La chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

La parte della chiesa vera e propria di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco risale al Seicento, il secolo della peste. In quel periodo diverse famiglie nobili partenopee pare abbiano fondato l’Opera Pia Purgatorio ad Arco allo scopo di prendersi cura delle anime finite in Purgatorio (!). Scrivo pare perché in realtà ho trovato notizie discordanti e non è chiaro se la loro associazione di volontariato ante litteram si occupasse solo delle anime purganti o pure dei poveri vivi e vegeti.

In ogni caso la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arcofu fondata per dare degna sepoltura ai poveri e bisognosi, e il progetto di Giovanni Cola di Franco e di Giovan Giacomo Di Conforto prevedeva un livello superiore e uno inferiore. Il livello superiore della chiesa è un vero tripudio di arte barocca napoletana, mentre l’ipogeo, il livello inferiore, è ancora oggi sede del culto delle anime pezzentelle, proibito dal culto cattolico ufficiale.

Curiosamente il nome “ad Arco” deriva da una torre romana che all’epoca era presente lungo la via, con appunto degli archi per consentire il passaggio di persone e mezzi.

La chiesa al livello superiore

Anche se nella struttura della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco il Purgatorio è rappresentato dall’ipogeo, tutta la decorazione del complesso è stata pensata per ricordare ai fedeli di pregare per le anime purganti in modo da far loro raggiungere il Paradiso.

Proprio per questo motivo sia la facciata che le decorazioni interne rimandano al tema del Purgatorio. Persino i quadri ‘parlano’ ai fedeli dell’epoca di trapasso come il Transito di San Giuseppe di Andrea Vaccaro, o la Morte o Estasi di Sant’Alessio di Luca Giordano. Le opere migliori (decidete voi in che senso) di questa chiesa barocca sono comunque la tela con La Madonna delle anime purganti di Massimo Stanzione e la scultura del Teschio alato di Dioniso Lazzari. Se fate attenzione sulla facciata potrete pure notare dei delicati motivi decorativi composti da ossa e teschi.

Interno barocco della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco di Napoli
Il trionfo del barocco napoletano nell’altare della chiesa superiore di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

L’ipogeo al livello inferiore

Per visitare la parte splatter della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco dobbiamo scendere una serie di gradini che si aprono dal pavimento della chiesa superiore. L’ipogeo si presenta decisamente spoglio rispetto alla chiesa superiore, con al centro solo una tomba anonima circondata da catene nere chiuse dalla solita decorazione di un teschio. L’aspetto kitsch e abbastanza raccapricciante del culto delle anime pezzentelle è relegato a una stanza a cui si accede attraverso un corridoio laterale dell’ipogeo. Nella “terra santa”, così venivano chiamati i luoghi di sepoltura all’interno delle chiese, si trovano vari teschi venerati dai credenti, tra cui quello popolarissimo di Lucia, che secondo il folclore popolare è capace di intercedere per le spose e gli innamorati.

➽ Se state ridendo immaginandovi la mia espressione davanti all’altarino di Lucia piastrellato come una pizza al taglio, potete leggervi anche la mia esperienza al santuario di San Bernardino alle Ossa di Milano.

Il museo del complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Il museo della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco raccoglie principalmente arte sacra, ma se volete vedere anche il livello sotterraneo sappiate che fa parte del circuito museale anche l’ipogeo sotterraneo.

Il museo si trova dietro l’abside, nello spazio dedicato alla sacrestia e all’Oratorio dell’Immacolata. Gli oggetti esposti sono principalmente oggetti liturgici, anche se possiamo vedere pure argenteria, manoscritti, libri e dipinti databili tra il Seicento e l’Ottocento.

Il culto delle anime pezzentelle a Napoli

Dalla mia visita a Napoli ho capito che il folclore popolare mescola spesso e volentieri sacro e profano, in un modo decisamente curioso e affascinante. Il culto delle anime pezzentelle ne è l’esempio perfetto perché si basa su un rito cattolico ufficialmente approvato e lo trasforma in uno scambio utilitaristico di favori.

Se non siete addentro alla cultura cattolica (io stessa ho dovuto fare un bel ripasso per capirci qualcosa!) il culto delle anime era approvato e sostenuto dalla chiesa cattolica per raccogliere offerte e soldoni. In pratica si credeva che le anime dei morti finissero in Purgatorio e che i vivi dovessero predisporre messe e preghiere in suffragio dei defunti per farli arrivare in Paradiso, dietro ovviamente versamento di un’offerta.

I napoletani presero questa pratica alla lettera, ma oltre a far arrivare i propri cari in Paradiso, presero pure a occuparsi delle anime dei morti anonimi per farsi però restituire il favore una volta giunte nel regno dei cieli. Secondo la leggenda popolare le capuzzelle, ovvero i teschi anonimi, potevano comunicare con il loro benefattore in vita attraverso i sogni, e magari dare pure i numeri del lotto. L’intraprendenza dei fedeli partenopei non fu però particolarmente apprezzata dalla chiesa cattolica. Il culto delle anime pezzentelle fu tollerato per secoli per raccogliere le offerte, e vietato ufficialmente nel 1969 perché considerato pagano.

Un mio gentilissimo follower napoletano di Instagram mi ha anche suggerito un’interpretazione diversa, legata alla pietas di toccare il teschio e dire una preghiera per consolare le anime del Purgatorio, tradizione che si è sviluppata in seguito all’epidemia di peste del Seicento e alla conseguente perdita per la popolazione dei propri cari, seppelliti in aree comuni sotto le chiese. Anche in questo caso il culto delle anime pezzentelle lega tra loro le anime dei poveri, le anime che intercedono e le anime che hanno bisogno di preghiera per passare dal Purgatorio al Paradiso.

Facciata della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco di Napoli
La facciata della chiesa del Purgatorio ad Arco, incastrata tra altri palazzi, con decorazioni macabre per ricordare le anime pezzentelle e la sofferenza dell’aldilà (allegria)

Perché visitare il complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Ho scoperto questa chiesa per caso, attirata più che altro dal teschio in ottone davanti all’entrata, e ve la consiglio se volete approfondire il culto tutto partenopeo delle anime pezzentelle o se siete curiosi di scoprire il barocco napoletano. L’ingresso nella chiesa superiore è gratuito, mentre per accedere al museo e all’ipogeo è necessario acquistare il biglietto di ingresso, ridotto per i possessori dell’Artecard.

📌 Complesso Museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
Via dei Tribunali, 39
80138 Napoli (NA)

Scrivetemi nei commenti se conoscevate già la chiesa “de’ ’e cape ’e morte” del Purgatorio ad Arco di Napoli e il culto delle anime pezzentelle, ma soprattutto cosa ne pensate di questo pittoresco folclore napoletano.

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4 commenti

Arianna 30/03/2020 - 10:45

Per un attimo credevo si trattasse di una chiesa “stile” Chiesa di Santa Maria Immacolata a via Veneto a Roma, piena zeppa di teschi. Invece con questo articolo ho scoperto una tradizione davvero interessante del culto pagano-cattolico napoletano!

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Paola 31/03/2020 - 11:12

A Milano c’è il santuario di San Bernardino alle Ossa con i teschi quindi potrebbero essercene anche altre! Quella di Roma che mi segnali non la conoscevo

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maria 22/03/2020 - 16:45

Credo che molte chiese a Napoli abbiano la parte superiore e quella inferiore. Anche io difficilmente visito le chiese se proprio non è un monumento o se è un caso. Quelle che mi attirano sono sempre particolari come questa che descrivi.

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Paola 22/03/2020 - 22:18

Penso anche io che ci siano parecchie chiese doppie a Napoli, un po’ per la conformazione geologica (la guida della Galleria Borbonica mi aveva spiegato che gli edifici sono stati costruiti tutti scavando il sottosuolo e creando così dei grandi spazi interrati), un po’ perché il culto delle capuzzelle è davvero popolare. Ora sarei curiosa di fare il percorso guidato del cimitero delle fontanelle che unisce tutti questi discorsi.

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