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Libri in treno: Transiberiana, Transmongolica & c.

14 commenti

Ho iniziato questa rubrica pensando ai libri da leggere durante un normalissimo viaggio in treno per poi scoprire che molti titoli erano invece reportage e diari di viaggio della Transiberiana o della Transmongolica, la linea ferroviaria lungo la Mongolia che si dirama dalla Transiberiana. Questo articolo raggruppa quindi tutte quelle avventure su rotaia attraverso i territori dell’Asia continentale che facevano parte dell’Unione Sovietica per un viaggio, anche solo letterario, memorabile, esotico e avventuroso.

Mappa della linea ferroviaria Transiberiana da Mosca a Vladivostok, fonte Wikipedia

#1 Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca, di Massimo Loche

Inizio la carrellata di titoli sulla Transiberiana & c. con un libro che mi ha sorpreso per come è nato. Persino la sua stessa pubblicazione ha qualcosa di avventuroso. Il viaggio da Hanoi a Mosca di cui parla Mario Loche è iniziato infatti per la necessità del giornalista di scrivere un reportage per l’Unità, nonostante i bombardamenti americani sull’aeroporto di Hanoi. Per via di terra è stato pubblicato la prima volta ben vent’anni dopo i fatti narrati da una casa editrice che successivamente è fallita, per poi venire ripubblicato da una seconda casa editrice dopo altri vent’anni.

Novembre 1974. Il giornalista Massimo Loche, allora corrispondente da Hanoi per l’Unità, sceglie per viaggiare un mezzo inusuale: il treno. Parte dal Vietnam, attraversa la Cina di Mao per arrivare a Mosca, nell’Unione Sovietica di Breznev. Un itinerario irto di complicazioni e difficoltà di ogni tipo, in carrozze a quel tempo lussuose, popolate da marinai romeni e intellettuali jugoslavi, attrici del cinema mongolo e diplomatici avventurosi. Alla scoperta di un mondo che oggi non esiste più ma che è rimasto nell’immaginario di tutti.

#2 Buonanotte Signor Lenin, di Tiziano Terzani

Simile a Per via terra di Massimo Loche per la natura giornalistica del viaggio, quello di Tiziano Terzani si svolge parecchi anni dopo e racconta la caduta dell’Unione Sovietica in modo unico, attraverso la storia comune delle città attraversate dalla ferrovia transiberiana. Buonanotte Signor Lenin è uno dei miei libri preferiti, emozionante come tutti quelli scritti da Tiziano Terzani, e allo stesso tempo così interessante da farmi venire voglia di viaggiare per vedere in prima persona i luoghi da lui raccontati.

Nell’agosto del 1991 Tiziano Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, aggregato a una spedizione sovietico-cinese, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacëv che ha appena avuto luogo a Mosca. Decide di intraprendere subito, questa volta da solo, un lungo viaggio che in due mesi lo condurrà, attraverso la Siberia, l’Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un’esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro, una testimonianza in presa diretta di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti e abbandonati ai margini della storia, di vestigia del passato e di segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che riprende la fotografia istantanea del tramonto definitivo dell’impero sovietico.

Treno lungo la linea Transiberiana da Mosca a Vladivostok

#3 Scompartimento n.6, di Rosa Liksom

Nel viaggio narrato da Rosa Liksom lungo la linea transiberiana la protagonista finisce nella stessa cuccetta con un tizio dall’aria poco raccomandabile e pure razzista. Dalle prime pagine mi sono immaginata la sofferenza di questa povera studentessa a dover far conversazione controvoglia con qualcuno di estremamente socievole e di idee fortemente nazionaliste per un viaggio così lungo rinchiusi nello stesso scompartimento. Non vi stupirà sapere che questa Transiberiana non mi ha messo nessunissima voglia di partire.

Mosca, anni ’80, sul leggendario treno della Transiberiana diretto a Ulan Bator, due estranei si trovano a condividere lo scompartimento: una taciturna studentessa finlandese e un violento proletario russo dall’inesauribile sete di vodka. Nell’intimità forzata del piccolo spazio la tensione sale. Lui è uno sciovinista, misogino, avvezzo al carcere, ma con l’irriducibile passione per la vita. Lei è tormentata dai ricordi del suo ragazzo moscovita che si è finto pazzo per non combattere in Afghanistan ed è impazzito nel manicomio dove l’hanno rinchiuso, lasciandola piena di domande nella terra che l’ha sedotta. È l’anima di questa terra a pulsare nelle sconfinate distese che il treno attraversa, nel mosaico di identità e popoli di una Siberia in cui tutto è estremo. Con un realismo crudo che trasuda poesia, Rosa Liksom racconta l’incontro tra due destini ma soprattutto il viaggio attraverso la fine di un impero che sembra sciogliersi in fanghiglia, nel cuore di un popolo disilluso e fiero, che vive nella perenne nostalgia del passato e del futuro, nell’eterno sogno cechoviano “A Mosca! A Mosca!”.

#4 L’alcol e la nostalgia, di Matthias Einard

Il libro L’alcol e la nostalgia è l’adattamento di un racconto radiofonico scritto sulla Transiberiana fra Mosca e Novosibirsk. In questo viaggio intrapreso da Mathias per trasportare il corpo dell’amico Vladimir nella sua città natale, si intrecciano i ricordi e i rapporti complicati con Jeanne, prima sua fidanzata a Parigi e poi dell’amico a Mosca.

Se Bussola era il libro dell’amore “impossibile” tra Oriente e Occidente, L’alcol e la nostalgia è il romanzo di un altro sofferto rapporto: quello tra Occidente e Russia. È la storia di un interminabile viaggio in treno verso la Siberia, intrapreso da Mathias per accompagnare alla sepoltura nel suo villaggio natale il grande amico Vladimir. Un’amicizia difficile, nata come rivalità per una donna, Jeanne, prima fidanzata di Mathias a Parigi poi innamoratasi di Vladimir a Mosca. Quando il giovane francese raggiunge la ragazza in Russia si crea un appassionato e autodistruttivo triangolo amoroso, un percorso sentimentale segnato dall’alcol, dal sesso, dalla poesia, dalla droga, dalla follia. Mathias racconta questo viaggio interminabile attraverso distese di ghiaccio e di neve, betulle, tundra, spettri di deportati in Siberia e di cosacchi dell’Armata a cavallo: “…da solo con i ricordi, l’alcol e la nostalgia, è tutto quello che rimane, come diceva Čechov il medico morto bevendo champagne, da solo con qualche frase, qualche verso, qualche ricordo; forse Jeanne aveva ragione, finirò per perdermi in capo al mondo, per scomparire nella notte siberiana e colare a picco nel Pacifico, ancora diecimila verste… Ti ricordi Vlado, quando Jeanne ci ha presentati ti chiamavo principe Andrej perché mi ricordavi Bolkonskij con quella tua aria insieme nobile e fragile, sicuro di te anche se vacillavi nella violenza e nella droga come un salice…”.

#5 Sulla Transiberiana. Sette fusi orari, 9200 km, sul treno leggendario da Mosca al mar del Giappone, di Mario Buffa

Mario Buffa racconta il mese di viaggio impiegato per viaggiare in treno lungo la Transiberiana, un vero e proprio diario scritto in prima persona.

Un lungo viaggio da Mosca a Vladivostok sui treni della leggendaria Transiberiana per andare a vedere cosa c’è oltre gli Urali. Mentre le giornate scorrono pigramente a bordo del treno, sfilano dal finestrino le città siberiane sopravvissute alla seconda guerra mondiale. Soste di pochi giorni o poche ore diventano occasioni per entrare in contatto con culture e tradizioni affascinanti. E gli incontri si moltiplicano: bellissime donne dagli occhi a mandorla, nostalgici del comunismo e sostenitori del nuovo ordine, un cuoco stagionale che ha trovato lavoro a seimila chilometri da casa e un ex combattente della prima guerra cecena. Giunti infine sul mar del Giappone non resterà che tornare indietro riportando testimonianze, impressioni e colori di un viaggio nel cuore e nella periferia del più grande paese del mondo che ancora oggi rimane in gran parte sconosciuto.

#6 Sulla Transmongolica. Oltre 9000 km in treno da Mosca a Pechino sulle orme di Gengis Khan, di Mario Buffa

Due anni dopo essere tornato dalla Transiberiana, Mario Buffa riparte per la Transmongolica con alcuni amici con i quali passare due settimane di vacanza in mezzo alle steppe. Anche in questo caso è un diario di viaggio scritto in prima persona.

Il treno è verde, con un cartello in caratteri cirillici e cinesi che riporta la città di partenza, Mosca, e quella di arrivo, Pechino. In mezzo, c’è un mondo selvaggio, quelle regioni estreme raccontate da esploratori e pionieri, territori vasti ed enigmatici, sul filo del sogno. Il treno è un ponte lunghissimo che attraversa la taiga siberiana, le steppe mongole, il deserto del Gobi, superando il remoto confine tra le regioni di Gengis Khan e il paese più popoloso del mondo, la Cina. Passando da una civiltà pressoché immutata nei secoli a una dimensione avveniristica e tecnologica. Il treno è una casa in movimento, che ospita passeggeri stravaganti e ombre del passato. Mauro Buffa ci racconta questo insolito viaggio in treno (più la digressione in Mongolia, sceso dal convoglio) in cui ha incontrato russi post sovietici, babuske infreddolite, pastori nomadi maestri dell’essenzialità; ha brindato con la vodka insieme agli occasionali compagni di scompartimento, ha trovato ospitalità nelle gher, mangiando carne di montone e bevendo tè salato, lasciandosi incantare dagli spazi infiniti ancora non contaminati dall’uomo.

#7 Transiberiana, di Vittorio Russo

Sto iniziando a pensare che ogni persona che riesce a completare la Transiberiana via treno si senta in dovere di scrivere un libro. Anche la Transiberiana di Vittorio Russo è infatti un diario scritto in prima persona che si differenzia per l’approfondimento sulla manodopera friulana impegnata nella costruzione della linea ferroviaria.

“Transiberiana” è il reportage di un viaggio lungo 12 mila chilometri che valica i confini geografici e culturali che separano Occidente e Oriente. Lo scrittore ci fa strada tra le sconfinate terre russe e la civiltà mongolica e ci porta con lui nei vagoni della ferrovia più lunga del mondo, l’infrastruttura faraonica che fu costruita anche grazie al contributo delle maestranze friulane, fatto noto più in Russia che in Italia e sul quale si sofferma e rievoca in queste pagine. Luoghi e popoli così distanti non sono mai stati tanto vicini. Un libro dal linguaggio evocativo. Un libro carico di immagini poetiche. Un libro alla scoperta dell’esotico e più autentico Oriente.

Treno da Mosca a San Pietroburgo che non c’entra nulla con la Transiberiana, ma ha un’aria molto russa

Ringrazio il gruppo Facebook Exploreading per avermi aiutata nella ricerca dei titoli, mi hanno davvero stupita segnalandomi romanzi, reportage e diari di ogni tipo. Fatemi sapere nei commenti ︎ se avete letto questi libri e se vi sono stati utili nella preparazione di un viaggio lungo la Transiberiana, o se volete segnalarmi altri titoli da aggiungere all’elenco. Buona lettura!

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14 commenti

Silvia 18/03/2020 - 19:01

Adoro questo articolo e sarebbe stra affascinante fare un viaggio del genere, quello da Hanoi a Mosca deve essere folle.

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Paola 20/03/2020 - 21:34

A me affascinava tantissimo, poi grazie ai libri ho scoperto che non è proprio super comodo. La mia idea di lungo viaggio in treno resta più sul genere Orient Express 😉

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Lucy the Wombat 15/03/2020 - 06:55

Sììì, certo è scomodissimo senz’altro! Però puoi vuoi mettere la soddisfazione!
Allora per te andrebbe bene il Ghan, il treno che taglia l’Australia in verticale da una parte all’altra: anche lui tira molto tra i pensionati, promette molto comfort 🙂

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Paola 20/03/2020 - 21:25

Uhhhh non ne avevo ancora sentito parlare, ma da come lo descrivi sembra molto interessante 😉

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Francesca 14/03/2020 - 09:15

La Transiberiana è il mio sogno da sempre, mi viene voglia di partire solo a sentirne parlare! Alcuni titoli li conoscevo già, ma altri non li avevo mai sentiti nominare. Sicuramente il libro di Terzani è quello di Rosa Liksom finiranno dritti nella mia wishlist

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Paola 20/03/2020 - 21:22

Anche io la consideravo un sogno prima di scoprire dai libri quanto fosse spartana!!!

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Silvia - The Food Traveler 12/03/2020 - 16:32

A parte i titoli di Mario Buffa (che conosco solo per fama e non per averli letti), degli altri non avevo mai sentito parlare e mi ispira molto quello di Rosa Liksom perché mi incuriosisce parecchio questa “strana coppia”.
“Sto iniziando a pensare che ogni persona che riesce a completare la Transiberiana via treno si senta in dovere di scrivere un libro”: mi hai fatto morire qui

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Paola 13/03/2020 - 23:44

Sul serio, hai mai pensato a quante persone fanno un viaggio un po’ particolare e poi ci buttano giù un libro malamente senza editing? No, no, no, non si può sentire 😀

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Silvia - The Food Traveler 14/03/2020 - 18:48

Lascia perdere… qualche settimana fa in una libreria della mia città c’era un autore auto-pubblicato che promuoveva il suo libro. L’ho comprato perché mi ha fatto pena e mi sono pentita a pagina 5 perché sono stati dieci euro buttati via! Pieno di refusi, errori di battitura e pure di grammatica

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Paola 20/03/2020 - 21:24

Gli autori autopubblicati ci perseguitano ovunque 😀 secondo me ce ne spetta in dotazione almeno uno a testa, ma di quelli convinti di essere il nuovo Dan Brown

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Lucy the Wombat 11/03/2020 - 13:44

Oddio, grazie!! La transiberiana è nei miei piani da anni (da quando ho conosciuto mio marito grazie al russo, diciamo), per fortuna non è uno di quei viaggi che passano di moda. Ora so anche come prepararmi. Sembrano top *_*

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Paola 13/03/2020 - 23:43

Era anche il mio viaggio dei sogni, poi ho iniziato a informarmi meglio e dopo aver scoperto che è di una scomodità totale credo che opterò per una crociera in compagnia dei pensionati inglesi ahahah

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Elimeli 11/03/2020 - 07:35

Molto interessante, certi autori non li conoscevo proprio.
Quando di parla di Asia non posso resistere
Aggiungerò alcuni di questi titoli alla mia infinita lista di libri da leggere 🙂

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Paola 11/03/2020 - 08:17

Anche io sono appassionata di Asia e visto che amo pure i lunghi viaggi in treno dovevo assolutamente scrivere un post così 🙂 Se scopri altri titoli avvisami così li aggiungo alla lista!

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