Home DestinazioniEuropaFrancia L’architettura (troppo) visionaria dell’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia
Unité d'Habitation di Le Corbusier a Marsiglia

L’architettura (troppo) visionaria dell’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia

2 commenti

La mia visita alla Cité Radieuse, la Città Radiosa di Marsiglia, nel 2011 fu qualcosa di abbastanza surreale perché nessun abitante del luogo dimostrava interesse per quel monumento storico che a breve sarebbe diventato Patrimonio UNESCO. Al contrario, io avevo deciso di visitare la città principalmente per vedere dal vivo l’Unité d’Habitation di Le Corbusier e mi ero trovata davanti a un patrimonio architettonico decisamente ignorato.

L’Unité d’Habitation, ovvero l’unità abitativa, fu un progetto visionario di Le Corbusier che considerava la vita individuale, familiare e collettiva in sinergia tra loro. La teoria della città-condominio dentro la città e delle unità abitative a moduli è super affascinante, eppure il risultato non è stato particolarmente apprezzato dai marsigliesi.

Diciamo la verità, lo stile brutalista, ovvero l’uso più che generoso del béton brut, il cemento grezzo, sulle facciate, non fa di sicuro amare questo stile architettonico a chi adora forme più leggere e dettagli decorati. I marsigliesi, che condividono lo snobismo dei loro connazionali, decisero quindi tempo zero di rinominare la Cité Radieuse di Le Corbusier in la maison du fada, ovvero la casa dei pazzi. Se vi state chiedendo perché queste unità abitative vengono chiamate anche Città Radiosa il motivo risiede nella struttura esposta al sole a est e a ovest per godere di luce durante tutto il giorno.

Unité d'Habitation di Le Corbusier a Marsiglia
Effettivamente al primo impatto l’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia sembra solo un blocco di cemento bruttino…

Cosa rende unica l’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia

Avvicinandoci a piedi alla Cité Radieuse il suo massiccio volume di cemento grezzo potrebbe lasciarci prima stupite e poi sinceramente preoccupate di come un rettangolo di solido calcestruzzo appoggiato ai suoi pali di fondazione possa essere diventato Patrimonio UNESCO. Lo stile brutalista, proprio come quello razionalista, richiede del tempo per venire apprezzato, e magari possibilmente pure un po’ di conoscenza di storia e architettura.

Non dobbiamo pensare all’Unité d’Habitation come a un semplice condominio, nelle intenzioni di Le Corbusier questa struttura doveva essere una città verticale dentro la città, diciassette piani con 337 appartamenti, uffici, piscina, scuola materna, palestra e negozi.

Le aree comuni della Cité Radieuse di Marsiglia

L’originalità dell’Unité d’Habitation di Marsiglia sta proprio nella presenza nel complesso residenziale di servizi e negozi che di solito si trovano nel contesto urbano circostante. Il progetto di Le Corbusier mischia quindi le aree comuni del condominio con zone commerciali e aree residenziali, lasciando comunque gli appartamenti ben isolati.

Per Le Corbusier mettere case e servizi sotto lo stesso tetto serviva a riconciliare le esigenze di famiglia e società, e questo pensiero è ancora attualissimo (magari non in una casa in béton brut però). Non so voi, ma io apprezzerei molto poter avere palestra, piscina e scuola materna nel mio stesso condominio!

Il settimo e l’ottavo piano dell’Unité d’Habitation erano interamente dedicati ai servizi, racchiusi tra i piani superiori e inferiori riservati agli appartamenti. Nei piani dei servizi, distinguibili dall’esterno per la diversa forma della facciata, lavanderia, supermercato, biblioteca, centro benessere, caffetteria, ristorante, cinema, aree ricreative, negozi, studi professionali e persino un albergo con ventuno camere, si affacciavano tutti su un lungo corridoio vetrato, quasi come in un moderno centro commerciale.

Gli interni della struttura sono molto particolari anche per l’uso del colore come elemento di arredo. Se l’esterno è in puro calcestruzzo, all’interno troviamo colore ovunque, anche nei corridoi.

Gli stessi corridoi poi non sono considerati corridoi da Le Corbusier, ma strade, per la precisione rues intérieures, strade interne, pensate come spazi in cui le persone possono incontrarsi, anche se è un po’ strano come possa essere piacevole scambiare due chiacchiere con i vicini di casa in un corridoio buio. Le Corbusier aveva infatti progettato le rues intérieures volutamente buie proprio per far risaltare la luminosità degli appartamenti nascosti dietro le porte colorate.

Gli appartamenti dell’Unité d’Habitation

Oltre alla novità degli spazi comuni con servizi e aree pubbliche come la terrazza sul tetto, l’originalità della Cité Radieuse di Le Corbusier si ritrova anche negli stessi appartamenti. Ogni appartamento infatti è pensato come se fosse composto da moduli rettangolari che si ripetono nell’edificio come dei mattoncini Lego. Gli appartamenti dell’Unité d’Habitation sono infatti ventitré tipi diversi e classificati da A a H a seconda della metratura, ma basati tutti sullo stesso concetto modulare.

Moduli che compongono gli appartamenti dell'Unité d'Habitation di Le Corbusier a Marsiglia
I moduli che compongono gli appartamenti dell’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia sono cubi e rettangoli combinati tra loro

L’appartamento più piccolo è il monolocale di tipo A di 15,5 metri quadri pensato per una persona sola, mentre il più grande è lo spaziosissimo appartamento H su più livelli di 203 metri quadri progettato per una famiglia di dieci persone. L’appartamento duplex di tipo E per quattro persone è comunque il più frequente nell’intero edificio e misura 98 metri quadri su due livelli collegati da una scala interna.

Appartamento duplex nell'Unité d'Habitation di Le Corbusier a Marsiglia
Composizione di un appartamento duplex nell’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia

Il rapporto aureo e il Modulor degli appartamenti

Gli amanti delle curiosità matematiche apprezzeranno sapere che le dimensioni dell’intera struttura e dei singoli appartamenti si possono ridurre fino al rapporto aureo, un numero usato nell’arte e nell’architettura pari a 1, 618, chiamato anche proporzione divina. A questo numero Le Corbusier a poi affiancato il suo Modulor, un’unità di misura simboleggiata da un uomo alto 183 centimetri che con il braccio alzato arriva a 226 centimetri.

I soffitti sono quindi tutti ad altezza Modulor, 226 centimetri, e i mobili della cucina alti 70 centimetri per rendere ergonomici i piani di lavoro. Io sono andata a misurare i piani di lavoro della mia cucina e ho guardato le misure delle cucine su internet e purtroppo i piani di lavoro degli appartamenti di Le Corbusier non dovevano essere super comodi seppur numericamente perfetti. Le nostre moderne cucine infatti hanno un altezza del piano di lavoro da 85 a 95 centimetri!

L’Unité d’Habitation di Marsiglia da case popolari a Patrimonio UNESCO

Dopo aver letto di numeri, moduli, uso infinito del cemento e negozi in mezzo ai condomini probabilmente vorrete pure sapere com’è nata questa Unité d’Habitation di Marsiglia.

Alla fine della seconda guerra mondiale, a causa dei numerosi bombardamenti subiti, in Francia mancavano alloggi popolari. Per la ricostruzione postbellica il governo commissionò un progetto di unità abitative a Le Corbusier, iniziando proprio da Marsiglia che aveva subito più danni.

Nonostante il mancato apprezzamento dei marsigliesi per la creatività della Cité Radieuse, negli anni seguenti l’Unité d’Habitation ottenne diversi riscontri dalle riviste di architettura e dai ricchi borghesi francesi professionisti e intellettuali che vi si trasferirono gentrificando le case popolari. Infine nel 1995, dopo più di quarant’anni dalla sua costruzione, l’Unité d’Habitation di Marsiglia è stata nominata Monument Historique e candidata come Patrimonio UNESCO.

Sfortunatamente nel 2012 il complesso ha subito alcuni danni a causa di un incendio che si è sviluppato da un appartamento del primo piano, ma è stato prontamente restaurato così da potersi guadagnare il titolo di Patrimonio UNESCO nel 2016.

Le altre Unité d’Habitation in Europa

Se pensavate che i progetti visionari di case-città fossero finiti con l’Unité d’Habitation di Marsiglia, sappiate che dopo questo primo progetto sperimentale, Le Corbusier fu coinvolto in ulteriori progetti analoghi sia in Francia a Nantes, Briey e Firminy, che in Germania a Berlino Ovest. C’è da precisare però che l’Unité d’Habitation tedesca fu disconosciuta da Le Corbusier perché subì troppe modifiche in corso d’opera.

La mia visita surreale alla Cité Radieuse di Marsiglia

Durante la mia visita a Marsiglia del 2011 l’Unité d’Habitation di Le Corbusierera nell’elenco delle attrazioni da vedere assolutamente, ma fu un’esperienza abbastanza deludente, non per l’edificio in sé quanto per la situazione assurda in cui mi ero trovata. Specifico l’anno perché ero andata a visitarla prima dell’incendio, della successiva ristrutturazione e nomina a Patrimonio UNESCO, quindi nel frattempo qualcosa potrebbe essere cambiato.

Come prima cosa avevo chiesto informazioni alla mia ospite marsigliese, ma non ne sapeva nulla e non pareva neanche particolarmente colpita di vivere nella stessa città di un’opera di Le Corbusier. La stessa cosa mi era capitata con i residenti dei dintorni ai quali avevo chiesto conferma della strada – all’epoca non c’erano ancora né roaming telefonico né tariffe flat quindi Google Maps se esisteva già non veniva comunque utilizzato – per cui scesa dal bus mi ero avventurata sempre più sorpresa di questo fatto verso la Cité Radieuse.

Una volta arrivata davanti a questo parallelepipedo di cemento armato appoggiato su dei pilastri anch’essi di cemento ero rimasta delusissima perché nulla faceva immaginare di essere finita all’interno di un’opera architettonica super importante. Ovviamente anche se non si capiva se era aperto al pubblico o meno, o dove fosse la parte museale, avevo deciso di infilarmi dentro e curiosare un po’ in giro.

In realtà la terrazza panoramica dell’edificio pare fosse già accessibile al pubblico, ma vi assicuro che non c’era nessun cartello pensato per i turisti. Alla fine avevo scattato qualche foto e incontrato solo un tizio annoiato che fumava sul terrazzo. Probabilmente pure lui come la maggior parte dei suoi concittadini pensava al complesso come alla Maison du fada piuttosto che a una famosissima opera di architettura moderna!

Terrazza dell'Unité d'Habitation di Le Corbusier a Marsiglia
La terrazza dell’Unité d’Habitation di Le Corbusier al tempo della mia visita del 2011, ovvero deserta e senza turisti

Cosa vedere oggi all’Unité d’Habitation di Marsiglia

Comunque se volete visitare l’Unité d’Habitation a Marsiglia pare che nel frattempo siano cambiate un po’ di cose e con internet über flat è anche molto più facile reperire informazioni prima di partire. Poi spero che nel frattempo abbiano messo pure cartelli turistici chiari, ma non ve lo posso confermare perché non sono più tornata.

Dal 2013 la terrazza è diventata un museo di arte contemporanea, chiamato MaMo, la contrazione di Marseille Modulor dal nome della misura che Le Corbusier aveva inventato per le sue unità abitative. Tra le attività del complesso vale la pena visitare la libreria e casa editrice Ibernon specializzata proprio in architettura, urbanistica e arte del ventesimo e ventunesimo secolo, Le Corbusier compreso.

Per vedere un vero appartamento nello stato originario così come era stato progettato da Le Corbusier dobbiamo invece recarci all’appartamento n.50 che ospita mostre d’arte. Per preservarne la conservazione pur aprendolo al pubblico, l’appartamento n.50 è rimasto classificato come appartamento, una scappatoia ingegnosa per poter eludere gli attuali standard di accessibilità, segnalazioni e luminosità richiesti agli spazi pubblici. Se comunque siete curiose e non avete in programma viaggi a Marsiglia, Architecture de Collection ha pubblicato le foto di un appartamento duplex da ristrutturare e di uno splendido appartamento ristrutturato e arredato con mobili di modernariato.

Se invece vogliamo dormire o mangiare all’interno della Cité Radieuse possiamo andare all’Hôtel Le Corbusier che pare essere l’unico hotel in Francia all’interno di un monumento storico oppure affittare l’appartamento di Pierre.

L’indirizzo naturalmente è lo stesso per tutte le attività.

📌 Unité d’Habitation Le Corbusier
280, Boulevard Michelet
13008 Marseille

Raccontatemi nei commenti ⬇︎ se avete mai visitato qualche edificio di Le Corbusier o in stile brutalista e che effetto vi ha fatto. Se poi siete andate a Marsiglia di recente vi prego di rassicurarmi sul fatto che qualcosa è cambiato e che finalmente l’Unité d’Habitation non è più considerata la Maison du fada.

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2 commenti

Miss Polette 17/01/2020 - 10:54

In effetti dalla foto iniziale sembra un edificio triste, ma la tua descrizione mi ha incuriosita. Se capitero`da quelle parti lo visiterò sicuramente e ti farò sapere. Certo che questi francesi…

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Paola 19/01/2020 - 09:55

Les françaises sont fou 😉

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