Home Appunti di viaggio Perché continuare a viaggiare in gravidanza e non farci spaventare da chi ci raccomanda di stare a casa
Viaggiare in gravidanza

Perché continuare a viaggiare in gravidanza e non farci spaventare da chi ci raccomanda di stare a casa

21 commenti

Appena ho scoperto dell’arrivo del Britalian baby mi sono chiesta se e come avrei continuato a viaggiare perché non avevo nessuna intenzione di trasformarmi una mammina paranoica quindi sono partita alla ricerca di informazioni su internet rimanendo delusissima. La maggior parte dei post su quando, come e se viaggiare in gravidanza infatti sono abbastanza surreali perché danno dei consigli assurdi: la gravidanza non è una malattia e, se non ci sono situazioni a rischio, possiamo fare praticamente tutto.

A grande richiesta arrivano quindi i miei consigli su come viaggiare con il pancione, alla faccia di chi pensa che in dolce attesa sia necessario prendere millemila precauzioni e non viaggiare da sole. Io il marito-facchino, una delle possibili evoluzioni del fidanzato-fotografo, non ce l’ho eppure ho viaggiato lo stesso da sola. Vi assicuro che è possibilissimo, basta seguire quello che ci dice il nostro corpo e ripensare le varie indicazioni sulle nostre esigenze reali.

Per me più di metà della gravidanza è stata terribile grazie all’accoppiata di nausea e vomito che mi rendevano davvero difficile stare seduta alla scrivania in ufficio. In viaggio invece non ho quasi avuto nessun problema perché non avevo orario da rispettare e compiti da svolgere, semplicemente seguivo i miei ritmi e se un giorno ero stanca o sentivo che stava arrivando la nausea me ne stavo a letto fino a tardi, se faceva caldo non uscivo e così via. Ascoltando me stessa e le raccomandazioni del mio corpo ho esplorato Londra e dintorni prima di dirigermi in East Anglia dove ho poi trascorso una settimana con il British boyfriend.

Adesso sto programmando di fare un ultimo viaggio da sola, anche se tecnicamente non sarò proprio da sola visto che il Britalian baby ha già iniziato a farsi sentire e a esprimere rumorose preferenze per la cucina orientale e i centrifugati, rifiutando hash brown e fish and chips, ignorando il suo patrimonio genetico inglese.

La mia raccolta di consigli generali utili e assurdi per viaggiare con la panza

Appena ho reso pubblica la notizia e prima ancora che si potesse anche solo intravedere un accenno di pancia ho iniziato a sentirmi dire di stare tranquilla a casa, di non sforzarmi a viaggiare, di riposarmi. Ora non so voi, ma io dopo quattro mesi passati a vomitare selvaggiamente volevo decisamente evitare di riposarmi ancora quindi ho approfittato di una tregua del mio intestino per volare in Regno Unito e vedere il British boyfriend. La cosa buffa è che, pur essendo stata molto meglio all’estero che in Italia, mi sono sentita dare lo stesso dell’incosciente perché ho pensato bene di viaggiare da sola nella pericolosa Inghilterra, come se fossi andata in Nigeria a bere acqua di pozzo.

Cito la Nigeria a proposito perché la stragrande maggioranza dei siti internet con articoli sui viaggi in gravidanza spiegano proprio di evitare le aree soggette a malattie endemiche, come se scegliessimo le vacanze in base alla probabilità di contrarre ebola, malaria o febbre gialla. Allo stesso tempo questi post molto incoraggianti sottolineano la necessità di bere acqua in bottiglia dove non è potabile perché non mi verrebbe mai in mente che posso prendermi il cagozzo o peggio se l’acqua del rubinetto esce gialla.

Ci sono poi i fan dell’Amuchina che la usano per lavare qualsiasi cosa, igienizzandosi peggio di una sala operatoria. A me l’idea di mangiare disinfettante fa leggermente schifo, anche perché per evitare la toxoplasmosi possiamo usare il bicarbonato o lavare l’insalata sotto l’acqua corrente che sono rimedi decisamente meno chimici di un detersivo per pavimenti.

Gli unici consigli validi che effettivamente posso dare sono quelli di scegliere una valigia comoda da portare, uno zainetto leggero o un trolley, considerando che in gravidanza ci stanchiamo molto più in fretta. Io sono partita con il trolley piccolo e uno zainetto e al ritorno mi sono fatta spedire il trolley a casa con BagExpress perché era più pesante a causa dei souvenir. Oltre ai nostri oggetti indispensabili ci conviene mettere in valigia abbigliamento comodo e una crema solare a protezione alta, da 50 SPF in su, perché in gravidanza è più facile che compaiano indelebili macchie scure sulla pelle. Se viaggiamo in città poco soleggiate una crema idratante e fondotinta con protezione solare dovrebbero invece essere sufficienti a renderci decenti e protette dal sole.

On the road in gravidanza: possiamo viaggiare tranquillamente con auto, treno o bus!

In gravidanza possiamo viaggiare tranquillamente con qualsiasi mezzo. Auto, treno o bus sono perfettamente sicuri e li ho provati tutti, lasciando anche la mia scia di cibo premasticato nei bagni dei bus National Express britannici perché hanno tolto i travel sickness disposable bag, meglio conosciuti come sacchettini per il vomito.

Quando prenotiamo un viaggio in treno o bus accertiamoci sempre che ci siano bagni puliti a bordo per le nostre esigenze fisiologiche – comprese le nostre innumerevoli pipì da donne incinte – e portiamoci sempre almeno una bottiglia d’acqua se non è previsto il servizio bar a bordo. In auto invece non ci sono problemi perché possiamo fermarci quando e dove vogliamo, sempre che il nostro autista sia abbastanza sensibile da capire che quando gli urliamo di rallentare non è per minare la sua mascolinità, ma solo perché il nostro stomaco si sta ribellando alla cena romantica di due ore prima (storia vera finita con me a vomitare a bordo strada e il British boyfriend incapace di collegare la sua guida a 40 miglia orarie, circa 60 km/h, con la successiva scena splatter).

Come non restare a piedi se scegliamo di viaggiare in aereo in gravidanza

Prima di prenotare un viaggio aereo ci conviene parlarne con la nostra ginecologa per escludere problemi di circolazione, soprattutto se stiamo pensando a un volo a lungo raggio, ma in genere volare è perfettamente sicuro. L’unica complicazione è data dalle regole delle compagnie aeree che quasi mai garantiscono l’imbarco alle donne incinte dopo la 34-36ma settimana di gravidanza. Spesso inoltre nell’ultimo trimestre richiedono anche un certificato medico che escluda complicazioni e indichi la data presunta del parto. Queste regole cambiano da compagnia aerea a compagnia:

✈ British Airways e Lufthansa ci fanno volare fino alla 36ma settimana e dalla 28ma ci richiedono il certificato medico
✈ Alitalia non ci mette limiti, ma ci richiede un suo specifico modulo completato e firmato dal nostro medico
✈ Air France dal punto di vista di noi donne incinte è la compagnia migliore perché non ci mette nessun limite né richiede documentazione aggiuntiva

Le compagnie aeree low cost hanno regole ancora più restrittive (oltre a sedili più stretti, da considerare in caso di pancia ingombrante!) e queste regole cambiano ancora se siamo in attesa di gemelli. Ci conviene quindi leggere sempre attentamente la sezione relativa ai viaggi in gravidanza prima di prenotare il nostro volo.

La cosa migliore di volare in gravidanza comunque è saltare la fila anche se non abbiamo acquistato l’imbarco prioritario perché le panze salgono prima come le famiglie. Se non lo specificano al momento dell’imbarco e abbiamo difficoltà a stare in piedi a lungo basta chiedere e ci faranno passare. Se invece il check-in online ci ha assegnato un posto finestrino possiamo sempre chiedere in aeroporto se è possibile cambiare posto. Con me il personale di British Airways è stato gentilissimo e super comprensivo e mi ha assegnato un posto corridoio comodissimo al bagno senza farmi pagare nessun supplemento.

Fatemi sapere nei commenti ⬇︎ se avete viaggiato in gravidanza e le cose più assurde che vi hanno detto (o che avete letto) per convincervi a stare a casa!

Altri post che potrebbero interessarti

21 commenti

Daniela 01/07/2018 - 17:58

Sono assolutamente d’accordo. Io in gravidanza ho preso qualche volo, ma pochi. Non perché non volessi quanto piuttosto perché il lavoro non mi ha consentito di viaggiare molto in quel periodo. Fatalità ho avuto un problema poco prima di una partenza, ma dato che si è risolto velocemente sono potuta comunque andare. L’importante, come hai detto tu, è scegliere mete sicure. Se si sta bene non ci sono problemi di sorta.

Rispondi
Paola 01/07/2018 - 18:09

L’unica precauzione extra che mi hanno consigliato all’ultima visita sono le calze a compressione graduata anche per i voli brevi e da brava blogger ne ho approfittato per mettere in bozza un prossimo post 😉

Rispondi
Chiara 30/06/2018 - 14:54

Se la gravidanza è ok e tutto procede bene non c’è motivo di fermarsi. Anche io ho sempre viaggiato e preso aerei con la panza. Ah nemmeno io sono fan dell’amuchina

Rispondi
Paola 30/06/2018 - 20:20

Meno male che non sono l’unica 😉 All’estero è molto normale muoversi e viaggiare, in Italia una mamma che viaggia è già più rara

Rispondi
Giulia M. 08/06/2018 - 14:29

Io sono un tipo abbastanza pigro, riconosco questa parte di me XD quindi con la panza da gravidanza in stato di avanzamento non credo che avrei proprio voglia di viaggiare a prescindere, però capisco benissimo che dopo mesi passati a vomitare avessi una gran voglia di cambiare aria! Hai fatto benissimo a informarti bene anche con i dottori, penso che la cosa fondamentale sia sempre quella ^^ Se sono competenti e danno l’okay, che c’è di male a partire?!

Rispondi
Paola 08/06/2018 - 14:46

Tra poco parto per un giretto in Toscana, ma non vedo l’ora di volare di nuovo in UK, mi hanno raccomandato solo le calze a compressione graduata per il volo, tutto il resto (vomito&nausee) è gestibile in viaggio come a casa! Il fatto è che quando esaurisci le serie su Netflix e il frigo piange devi uscire di casa per forza, quindi tanto vale fare un viaggetto!!!

Rispondi
Anna di 08/06/2018 - 13:28

Non ho figli ma mi ha incuriosito il tuo post… Come sempre mi fai sorridere, sei autentica! In effetti io giro abbastanza e mi sono sempre chiesta come mai di italiane incinta o con bimbi piccoli… Vuoi che le spagnole o norvegesi abbiano dna super? Noooo, è che noi italiani siamo iper protettivi. Quindi cara Paola, tolta la Nigeria o il Burundi, viaggia, se stai bene e se te la senti.. Ascolta solo il tuo corpo, anche il tuo/tua piccolino ti ringraziera’. Nb sappiamo gia se sarà un mr o miss?!

Rispondi
Paola 08/06/2018 - 14:50

Sarà un Mr e avendo già fatto voli & viaggi nella panza per lui attraversare la Manica in auto o aereo sarà normale amministrazione! Mi ricordo ancora il mio primo viaggio in Asia in Cambogia quando ero rimasta stupita dalle tante famiglie australiane in viaggio… Cerco di tenere in mente questa immagine quando penso ai prossimi viaggi con bimbo al seguito, sono sicura che viaggiare sarà una ricchezza anche per lui!

Rispondi
valekappa90 03/06/2018 - 13:04

Ti ammiro molto, perchè non ho ancora visto una donna in dolce attesa come te dedicarsi senza paura ai viaggi! Soprattutto dopo essere stata parecchio male di stomaco i primi quatteo mesi! Di solito sento sempre dire le raccomandazioni che hai citato: riposarsi, stare in casa…. Viaggiare?! Ma che, siamo matti?!! È pericolosissimo!! Quando avrò anche io in pancia un pargolino scalciante seguirò i tuoi consigli! 🙂

Rispondi
Paola 03/06/2018 - 18:55

Grazieee! Nei gruppi di viaggiatrici per fortuna ho scoperto di non essere la sola mamma in attesa viaggiatrice quindi si può fare 😉 Ti dico anche che se non fosse per i limiti posti dalle compagnie aeree mi farei anche un viaggetto in più questa estate!!!

Rispondi
Bruna Athena 02/06/2018 - 15:19

Ok, se mi immagino col pancione un po’ di ansia mi viene; sempre che non riesca a muovere davvero nemmeno un passo, viaggerei lo stesso. Del resto, ho paura del cagozzo sempre e comunque ahahha

Rispondi
Paola 02/06/2018 - 15:52

Ahahah invece ti dirò che il classico cagotto del viaggiatore non mi è venuto questa volta, forse perché mi sono tenuta e non ho provato tutte le schifezze possibili, ma per una volta ho mangiato con moderazione!!!

Rispondi
ingirovagandomum 02/06/2018 - 14:14

La mia gravidanza e’ stata tanto tranquilla quanto burraascoso il periodo successivo (i casi della vita) e concordo che basta usare la testa e dare retta al nostro corpo per continuare a viaggiare e fare la maggior parte delle cose che facevamo senza panza. Io ho preso un aereo al terzo mese per andare ad un meeting di lavoro in Olanda e ci ho aggiunto un weekend ad Amsterdam e camminavo piu’ delle mie colleghe di Dubai abituate ad usare solo l’auto. Sono andata in montagna sulla nece, salita su una mongolfiera (il classico volo vincolato di prova) a sei mesi, ho trascorso 5 giorni in Val Pusteria al settimo mese e un weekend da sola con un’amica a Sirmione e al Parco di Sigurta’. Guidavo io e il parco ce lo siamo fatte tutto a piedi perche’ i golf cart non ci piacevano. Ah sono anche andata a San Siro a vedere i Pearl Jam e nella mia tribuna ovunque ti voltavi vedevi pance rock’n roll. Ho mollato il colpo su Ligabue a Padova perche’ era biglietto prato e a tre settimane dal termine mi sembrava eccessivo. In compenso non mi sono fatta mancare un matrimonio. Quindi viaggiare con la pancia si puo’ e compatibilmente con il tuo bambino e le tue energie si puo’ viaggiare anche dopo.

Rispondi
Paola 02/06/2018 - 14:34

Wow, tu sei ancora più attiva di me! Io mi limito ai viaggi, ma è anche vero che ai concerti non ci andavo neanche prima 😉

Rispondi
ingirovagandomum 03/06/2018 - 13:13

in compenso ho dovuto tirare il freno a mano dopo e ripensare completamente il mio modo di viaggiare

Rispondi
Paola 03/06/2018 - 18:57

Un passo per volta! Da un lato mi preoccupa non poter più viaggiare come prima, dall’altro vedo un sacco di mamme blogger che non si fermano e altre che fanno addirittura il giro del mondo quindi chissà…

Rispondi
partyepartenze 29/05/2018 - 13:03

Se tutto va bene non vedo perchè fermarsi! E’ più faticoso prendere i mezzi tutte le mattine per andare a lavorare! Inoltre è un periodo glorioso: ti cedono i posti, ti fanno passare prima e ti viziano…

Rispondi
Paola 29/05/2018 - 13:29

A Torino non proprio! Sarà che non ho ancora la pancia molto grossa, ma il posto sui mezzi pubblici devo conquistarmelo con la forza 🙂 Comunque sull’andare a lavorare è vero, io ho delle nausee mattutine molto pesanti e passavo metà del tempo in ufficio in bagno… a casa e in viaggio invece relax totale e mi sto rigenerando!

Rispondi
partyepartenze 29/05/2018 - 15:21

Io vomitavo in Namibia, al quarto mese. La carne secca di Kudu è stata la mia salvezza!

Rispondi
Alice 29/05/2018 - 9:51

Ecco, sfatiamo un po’ certi miti! Gravidanza = ansia perenne, anche no. Io non sono in attesa né ho mai avuto figli, ma simpatizzo molto con il tema e faccio il tifo per le donne che continuano a viaggiare anche quando hanno il pancione! 🙂

Rispondi
Paola 29/05/2018 - 10:45

Grazie! Da brava viaggiatrice in solitaria per scelta (vuoi mettere che bello lasciare ogni tanto fidanzato & amici a casa e godersi un viaggio da sola?) non potevo assolutamente smettere con la pancia. Il pargolo verrà su imparando prima i nomi delle compagnie aeree che degli animali 🙂

Rispondi

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento

Questo sito internet utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy