Mi trasferisco nel Regno Unito

Perché prendere un anno di aspettativa dal lavoro è stata un’ottima idea

Qualche mese fa mia email di saluti ai colleghi riportava più o meno queste parole:

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima del periodo di aspettativa. Negli ultimi dieci anni ho cambiato case, città, marito & fidanzati, mentre questa azienda è sempre rimasta una costante. Dovrei scrivere che sono pronta per nuove sfide e bla bla bla, la verità è che adesso sono solo molto emozionata per questo cambiamento e non riesco ancora ad immaginare un’intera settimana senza ufficio. Vi saluto e ci diamo appuntamento al prossimo anno (forse)!

Avevo passato gli ultimi dieci anni sognando di lasciare il lavoro per passare dodici mesi a fare più o meno nulla distesa su una spiaggia tropicale. Avevo letto ogni singolo blog italiano scritto da persone che avevano mollato tutto per seguire i loro sogni, e ne avevo analizzato la fattibilità e la sostenibilità sul lungo periodo. Alla fine sono partita anche io.  Avrei dovuto essere più specifica riguardo ai miei sogni nel cassetto perché ‘anno di aspettativa’ e ‘mare’ si sono combinati malamente facendomi finire sulla costa del freddo Mare del Nord invece che in qualche spiaggia tailandese, ma sono felice lo stesso.

Le prime parziali conclusioni sul mio anno di aspettativa per quanto riguarda il lavoro

Dopo sei mesi che ho messo davvero in stand by il mio lavoro a tempo indeterminato in una società finanziaria è ora di tirare le prime somme. Sono passata da uno stipendio fisso con tante garanzie contrattuali a seguire un progetto entusiasmante per una multinazionale FA-VO-LO-SA senza sapere per quanto tempo verrò confermata (e allo stesso tempo ad avere la libertà di lasciare il lavoro senza troppo preavviso!). Parallelamente ho iniziato a lavorare freelance come SEO copywriter. Vale la pena rinunciare al posto fisso? Io sono ancora in aspettativa e per adesso per me la risposta è SI.

Il primo mese in Inghilterra facevo fatica a gestire il troppo tempo libero e ad accettare di non dovermi più alzare presto per andare al lavoro. Mandare curriculum e aspettare era davvero snervante per me che sono sempre super attiva e organizzata.

Poi mi sono iscritta ai portali per freelance con i quali ho trovato i primi lavoretti da copywriter. Questi portali però vanno bene giusto per rompere il ghiaccio e iniziare a capire come funziona questo specifico mercato del lavoro perché prendono grosse commissioni e portano pochi lavori. Nel frattempo le agenzie di selezione del personale hanno iniziato a contattarmi così sono finita a lavorare per Big G in Francia tramite un’agenzia di lavoro.

L’amore di nuovo a distanza

Lavorare in Francia è molto stimolante, anche se ha significato abbandonare MyLove da solo nel creepy flat. Da un lato mi dispiace perché mi ero trasferita per lui e per provare l’esperienza di vivere in Inghilterra, mentre ora siamo di nuovo distanti. Ci vediamo comunque più spesso di prima perché torno a casa una volta al mese. In ogni caso tra una convivenza difficile ed una storia a distanza che funziona, preferisco senza dubbio la seconda scelta.

Non sono così adattabile da poter vivere povery e felici. Lavoro tanto e penso sia un mio diritto avere un bella casa. A Torino mi aspetta ancora il mio appartamento, e confesso di iniziare a sentirne la mancanza. Adoravo avere piatti e bicchieri coordinati, tant’è che con il mio primo stipendio inglese ho acquistato un servizio nuovo per il creepy flat. Per sentirmi a casa in Inghilterra probabilmente dovrei buttare tutto quello che c’è in casa perché vivere in un posto con mobili di recupero e non abbinati fra loro mi deprime tantissimo.

Sarò anche esagerata con l’ordine e il volere tutto perfetto, ma il posto in cui si sceglie di vivere deve riflettere la propria personalità e avere un ammasso di robaccia in casa non è certo nel mio stile posh. D’altronde sono sempre la stessa persona che ha comprato il frigo Smeg di design perché un frigo qualsiasi non mi andava bene.

Progetti per il futuro

Per ora mi sto godendo questa sensazione di libertà. Libertà da una vita costretta in un lavoro a tempo indeterminato e libertà dai condizionamenti indotti dal mio ambiente. Ora non ho nessuno che mi fa sentire fuori posto se non mi vesto in un certo modo per andare al lavoro, condizionamento che in Italia è pesantissimo se pensate agli impiegati tutti vestiti uguali. In Inghilterra è molto diverso, ognuno è libero di esprimere il suo stile nei limiti del decoro.

Mi godo anche la possibilità di immaginare un futuro su misura per me in cui il fatto di essere donna e potenzialmente fertile non conta perché vincono le competenze, cosa impossibile anche solo da pensare in Italia. Coltivo l’attività da freelance come un’orchidea in vaso che sai fiorirà anche se non quando. Tutto è utile e la SEO è davvero un argomento interessante.

C’è anche la possibilità che a settembre torni lavorare in banca perché un lavoro in cui viaggi il 100% del tempo e vivi in albergo non è sostenibile sul lungo periodo. Se succederà non starò troppo male, ma la vivrò come una pausa in cui rimboccarmi le maniche e mettere a fuoco i miei progetti futuri, questa volta coinvolgendo di più MyLove perché se vogliamo vivere insieme è ora di provarci seriamente.

Comunque finirà, mio anno di aspettativa è un’esperienza fantastica e sta andando oltre ogni previsione: sto imparando quanto valgo e che con il giusto impegno posso davvero raggiungere ogni obiettivo.

2 Replies to “Perché prendere un anno di aspettativa dal lavoro è stata un’ottima idea

  1. Che bello leggere queste parole, io che sto per cominciare il mio “viaggio” verso l’ignoto, con la speranza di trovare un posto nel mondo che mi renda felice e orgogliosa, lavorando a qualcosa a cui tengo veramente. Io non potrò tornare in dietro perchè l’azienda (finanziaria) non esisterà più, per cui salto senza paracadute!
    se hai qualche suggerimento sai che lo accetto con grande entusiasmo!
    Complimenti Paola!! tanta stima!

    1. Grazie Sandra! Il mio consiglio è di restare sempre sintonizzata su quali sono i tuoi desideri e utilizzare questo periodo di vuoto sul lavoro per capire cosa vuoi fare veramente. Io lotto ancora tutti i giorni con chi mi dice di tornare indietro al lavoro in banca, ma cerco di esplorare strade alternative 😉

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento :)