Campeggiare in Inghilterra

Il mio (tragico) campeggio inglese al Secret Garden di Wisbech

Una delle maggiori passioni nazionali britanniche è il campeggio. Qui sono tutti veramente appassionati della vita all’aria aperta e appena c’è un raggio di sole corrono in giardino, spiaggia o prato qualsiasi per passare la giornata fuori. Non vi dico il numero barbecue ai quali ho partecipato con temperature che per noi italiani erano da piumino e caminetto perché non ci credereste.

Un buon indicatore delle passioni nazionali è comunque la corsia stagionale dei supermercati, e da maggio in poi trovate tutto per il campeggio. Sedie pieghevoli, griglie, carbonella, materassini gonfiabili, piatti e bicchieri di plastica sono tutti lì che ti invitano ad inselvaggirti dormendo in un prato, e non c’è inglese che non abbia una tenda pronta all’uso.

La nostra tenda prima di crollare, decorata con le luci a forma di ananas
La nostra tenda prima di crollare, decorata con le luci a forma di ananas

La mia esperienza di campeggio in Inghilterra

Nonostante tutto questo entusiasmo britannico per il campeggio, condiviso in pieno da MyLove e dalla sua famiglia, la mia esperienza è stata abbastanza traumatica e soprattutto molto distante dal concetto di glamping. Sono andata un paio di volte in campeggio e se è possibile sopravvivere una notte in tenda senza grossi problemi, trascorrere un’intera settimana in un campo è una tortura che non finisce più, senza parlare dell’astinenza da internet.

Prima di tutto tra italiani e inglesi c’è una netta differenza dell’idea di bel tempo. Per loro un singolo raggio di sole è perfetto per fare picnic e mettersi in pantaloni corti mentre noi per queste attività aspettiamo di avere almeno una temperatura costante di 20 gradi. Per fortuna dall’inizio dell’estate sono già riuscita ad adattarmi abbastanza e quando non piove e fa relativamente caldo metto gli shorts anche io, ma porto comunque sempre con me un jeans e una felpa d’emergenza.

Quando ho campeggiato però non avevo la possibilità di chiudermi in casa al primo acquazzone e neanche quella di cambiarmi e mettermi dei vestiti asciutti perché tanto si sarebbero bagnati di nuovo uscendo dalla tenda. Immaginate una settimana di seguito di pioggia, intervallata da un vento così forte che sembrava il tornado di Dorothy del mago di Oz.

A un certo punto, durante il nostro ultimo campeggio, il palo della veranda della nostra tenda si è anche rotto e siamo riusciti ad arrivare alla fine del campeggio solo grazie all’aiuto dei fratelli di MyLove, filo per stendere e tanto nastro adesivo. Immaginatevi la scena di noi tutti, fradici sotto un temporale, mentre cerchiamo di rimettere insieme i pezzi di un palo ormai completamente distrutto. E poi tre notti a restare svegli per il rumore del vento e della pioggia, con l’ansia di potermi trovare intrappolata nella tenda se il palo avesse ceduto del tutto. Io, perché MyLove non condivideva la mia ansia, anzi trovava tutto normale.

Alla fine del campeggio io ero stremata per aver lottato per la sopravvivenza in mezzo alla natura selvaggia, mentre tutta la famiglia di MyLove era perfettamente rilassata e si era pure divertita nonostante il tempo terribile. Gli inglesi infatti si preoccupano molto meno per l’apparenza e le comodità, e il loro modo per affrontare la vita all’aria aperta è endure, not enjoy che si traduce più o meno come ‘sopravvivenza, non divertimento’, concetto a noi totalmente, e per fortuna, sconosciuto. Io in vacanza voglio divertirmi e rilassarmi, non dover affrontare tempeste e uragani!

Credo comunque che la mia esperienza del campeggio in Inghilterra sia stata così negativa soprattutto perché, tenda danneggiata a parte, siamo stati così sfortunati da aver trovato il tempo peggiore di tutto il mese. Ho promesso a MyLove che ci riproverò ancora una volta a fine agosto quando andremo nel Nottinghamshire, ma abbiamo già prenotato un pod giusto per avere almeno un tetto sulla testa in caso di pioggia.

The Secret Garden

Il posto dove abbiamo campeggiato, The Secret Garden a Wisbech, era bellissimo, e devo ammettere che se non fosse stato per il maltempo mi sarei sicuramente divertita anche io. Il campeggio era strutturato con diverse aree e lo spazio per ogni tenda era delimitato da delle siepi. Inoltre alcune postazioni avevano un punto elettrico dove collegare una presa da esterno a cui poter attaccare poi caricabatterie e torce con le normali spine. All’interno della struttura era presente anche un piccolo negozio di prodotti locali e noi ci siamo innamorati della vodka al cioccolato e della grappa al caramello.

Maialini al campeggio The Secret Garden
Maialini al campeggio, foto The Secret Garden

Due aree del campeggio erano dedicate a maialini e galline, per la felicità mia e dei miei nipotini. Il pollaio era una graziosissima casetta sopraelevata con attorno un grande giardino dove le galline potevano scorrazzare libere. Si poteva entrare accompagnati dai membri dello staff, ma il tempo era così brutto che non valeva la pena. I maialini invece erano in un recinto basso ed era possibile dargli da mangiare il cibo che lo staff lasciava a disposizione. Loro lo sapevano e venivano a chiederci le patate senza nessun ritegno appena passavamo lì davanti!

Vernon, il 'resident cat' del campeggio The Secret Garden
Vernon, il ‘resident cat’ del campeggio, foto The Secret Garden (la gente dietro non la conosco, la foto è del sito internet The Secret Garden)

Nel complesso The Secret Garden è un posto idilliaco, immerso nel verde e decisamente piacevole. Se dovessi tornare però prenoterei subito il loro pod per evitare gli stessi problemi con la tenda in caso di maltempo.

Uno dei due 'resident pet' del campeggio
L’altro ‘resident pet’ del campeggio che si è innamorato del sugo vegan della pasta

 

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