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Spiaggia con ombrelloni

Come si viaggiava negli anni ’90 #viaggi90

29 commenti

Non sono una persona nostalgica, proprio per niente. Più andiamo avanti più sono felice di avere computer sempre più piccoli e leggeri, voli aerei meno costosi, automobili più accessoriate e cellulari con fotocamere ad alta risoluzione. Per quanto riguarda i viaggi in particolare, non ho tempo per rimpiangere il sapore vacanziero delle rustichelle degli autogrill perché sono troppo impegnata ad attendere i razzi per viaggiare su Marte.

Vi racconto dei miei viaggi vintage solo perché Daniela di The Daz Box ha rievocato di modi di viaggiare dimenticati innescando una catena tra i blog di viaggi. Negli anni ’90 ero un’adolescente quindi i viaggi di quel periodo sono stati lo spartiacque tra le vacanze al mare in Italia e i primi voli aerei rigorosamente di linea. Non immaginavo neanche che un giorno avrei potuto viaggiare come faccio ora, prenotando un volo da casa con pochissimo anticipo, dal cellulare e senza agenzie di mezzo.

Le vacanze al mare in famiglia

Fino a sedici anni le mie vacanze erano al mare con i miei genitori, rigorosamente a Tirrenia, in Toscana, o a Igea Marina, sulla riviera romagnola, sempre nello stesso albergo. Partivamo da Torino all’alba e facevamo una tirata unica beccando traffico a Genova o coda allo svincolo di Piacenza, con un’unica sosta all’autogrill per rustichella e pipì per poi arrivare al mare nel pomeriggio.

Di Igea Marina mi ricordo principalmente le alghe e la torta di carote che preparava la padrona dell’hotel al mattino. La torta era incredibilmente buona, mentre le alghe sull’Adriatico mi hanno fatto pensare per anni che fosse normale uscire dall’acqua con dei pezzettoni verdi attaccati alle gambe.

A un certo punto abbiamo abbandonato Igea Marina per Tirrenia, dove abbiamo scoperto il piacere dei pasti a buffet e delle vacanze con le altre famiglie dei vigili del fuoco. Il Centro Soggiorno Santa Barbara era un grande palazzone di epoca fascista recuperato e trasformato in un hotel riservato alle famiglie dei vigili del fuoco (Santa Barbara è la patrona dei vigili del fuoco) dove negli anni ’90 l’animazione e i servizi erano sostanzialmente autogestiti.

Il personale dell’hotel era composto da militari di leva, riciclati in cuochi e camerieri per la stagione estiva mentre l’animazione serale la organizzava un ospite romano con la faccia di Pippo Baudo. Un anno “Pippo” mi aveva coinvolto nella tradizionale recita serale e posso dimostrarlo con un’imbarazzante videocassetta. La ginnastica in spiaggia invece la organizzava un tizio di Torino fanatico del fitness che aveva un figlio molto carino, il quale però non mi considerava minimamente perché avevamo tre anni di differenza.

La cosa surreale delle vacanze a Tirrenia è che anno dopo anno ci si conosceva tutti sempre di più, da un lato perché erano comunque tutti colleghi, dall’altro perché ogni famiglia sceglieva sempre la stessa settimana, ritrovando così quasi tutte le persone dell’anno prima!

Come si viaggiava negli anni ‘90

Per fare un tuffo nel passato, dimentichiamoci Google Maps, aria condizionata, foto scattate con il cellulare e Facebook. Prendiamo fiato e avventuriamoci a scoprire una serie di oggetti dimenticati.

Autoradio anni '90, foto Kijiji
Autoradio anni '90 che si estraeva tutta (non solo il frontalino), foto Kijiji
Walkman della Sony
Negli anni '90 al posto dei lettori di mp3 usavamo il Walkman della Sony
Fotocamera usa e getta Kodak
Fotocamera usa e getta Kodak
La mitica Renault 5, foto Wikipedia
La mitica Renault 5 con cui ho fatto tutte le mie vacanze negli anni '90, foto Wikipedia
Cartina pieghevole
Cartina pieghevole d'ordinanza perché negli anni '90 non esistevano i navigatori satellitari

1. La cartina stradale prima di Google Maps

Negli anni ’90 internet non esisteva, i primi cellulari erano degli oggetti di lusso e avevano uno schermo piccolissimo che ospitava una sola riga in bianco e nero, quindi l’idea del navigatore satellitare era davvero molto molto futuristica. Usavamo invece i grandi atlanti stradali di quelli ancora in vendita all’Autogrill o le cartine ripiegate che una volta aperte occupavano metà cruscotto. Al passeggero del sedile davanti spettava il compito di controllare la cartina e segnalare per tempo gli svincoli stradali e non si aveva nessuna conferma di aver preso la strada giusta fino all’uscita successiva.

2. Le auto senza aria condizionata

Negli anni ’90 le auto non erano per nulla confortevoli, probabilmente qualche modello aveva già l’aria condizionata e i cristalli elettrici, ma la nostra ammiraglia era una Renault 5 spartana ai massimi livelli che nel sole di luglio si trasformava in un forno. Per tirare giù i finestrini a manovella inoltre era necessaria la forza di uno scaricatore di porto e l’autoradio era di quelle completamente estraibili. Scommetto che le più giovani tra voi non le hanno neanche mai viste le autoradio così!

3. Le telefonate dalle cabine

I cellulari erano davvero poco diffusi negli anni ’90, li avevano i manager e pochi altri ricchi. Noi comuni mortali per salutare la nonna rimasta a casa dovevamo andare alle cabine del telefono o sperare che il telefono fisso dell’hotel non mettesse un sovrapprezzo pari al costo della vacanza stessa. Inoltre le telefonate erano sempre molto molto brevi perché chiamare da una regione all’altra poteva farti saltare la rata del mutuo perché la Sip (l’antenata della Telecom) raddoppiava i prezzi tra numeri con prefissi differenti.

4. Le cartoline prima dei social network

Vi immaginate un mondo senza Facebook in cui l’unico modo per far vedere le nostre foto delle vacanze era mettere la foto stampata sotto il naso di amici e parenti? Anche se non andavamo in nessun posto entusiasmante, volevamo comunque farlo notare agli amici a casa così mandavamo le cartoline con i tramonti, paurosamente simili sia sul Tirreno che sull’Adriatico.

5. Le fotografie con il rullino e le macchine fotografiche usa e getta

Probabilmente vi starete chiedendo come si facevano le foto negli anni ’90 senza i cellulari. Le macchine fotografiche digitali non esistevano ancora per cui si fotografava tutto in analogico, con i rullini da 12, 24 o 36 pose. In pratica si scattava alla cieca perché non si poteva controllare fino alla settimana successiva dopo lo sviluppo del rullino. Io ho avuto una serie di fotocamere compatte di plastica con una rotella per far avanzare il rullino, ma c’era anche chi fotografava solo con la macchina fotografica usa e getta, e sinceramente devo ammettere di non aver mai capito se venissero smaltite o riciclate.

6. La musica nelle cassette

La musica invece si ascoltava rigorosamente dalle cassette e i primi CD arrivarono solo verso la fine del decennio. Noi adolescenti dovevamo assolutamente portare in viaggio con noi il walkman a cassette con le cuffie nello zaino di scuola dell’Invicta, per l’occasione riciclato come bagaglio. Le cassette degli adolescenti degli anni ’90 erano dei perfetti capolavori di pirateria, con copertine ridisegnate a mano nei minimi dettagli perché anche computer, scanner e stampanti non erano molto diffusi all’epoca. La canzone di viaggio perfetta comunque era Nord Sud Ovest Est degli 883 che mi ha insegnato a viaggiare per il gusto dell’avventura perché se parto con uno scopo preciso

forse quel che cerco neanche c’è, uououoooooo

#viaggi90 e come partecipare

Questo post fa parte dell’iniziativa #viaggi90 nata da The Daz Box, con il primo articolo sui ricordi di viaggiare negli anni ’90 di Daniela, e dalla mia community delle Travel Blogger Italiane, grazie ad un’idea di Alessia di Una valigia di emozioni.

Se vuoi partecipare anche tu e vedere il tuo post letto e condiviso da più di 100 travel blogger italiane, raccontaci com’erano i tuoi viaggi negli anni ’90 e condividilo sui social con l’hashtag #viaggi90. E non dimenticare di lasciare un commento sulle mie vacanze vintage ⬇︎

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29 commenti

Elisa 09/03/2018 - 6:59

Nooo a Tirrenia!! Figurati! E’ il “primo mare” che si incontra da Firenze… e io la prima volta che ci sono andata avrò avuto 30 anni!!

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Paola 09/03/2018 - 11:13

Davvero?!! Per me è stato “il mare” per anni 🙂 Anche perché è vicino a Signa e dintorni dove vive la famiglia di mia mamma, quindi ci aggiungevamo quasi sempre un giro a salutare i parenti e mangiare la fiorentina. Comunque i miei genitori stanno pensando di andare a Tirrenia anche quest’anno!

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Elisa 09/03/2018 - 15:26

Io sono di Scandicci quindi vicinissimo a Signa!! ; ) I miei raramente tornavano nello stesso luogo. Ho messo poche radici da quel punto di vista.. i miei nonni mi portavano a giugno o settembre a Castiglioncello o al Forte dei Marmi quando era ancora avvicinabile!!

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marialetizia 05/03/2018 - 21:46

che flash rivedere il walkman! io lo portavo sempre dietro insieme a mille cassette che occupavano tantissimo spazio.. portavo sempre anche i rullini per le foto, e mi piaceva l’idea di dover aspettare giorni per vedere le foto sviluppate e rivivere i ricordi del viaggio. ero affezionata alla mia macchina fotografica… fino a quando scivolò via dallo zaino (rigorosamente invicta) e cadde in un lago americano…

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Paola 05/03/2018 - 21:52

Anche io giravo con uno zaino solo di attrezzatura fotografica e avevo imparato a chiedere in tutte le lingue di non passare i rullini ai controlli ai raggi X però sono felicissima delle fotocamere digitali, l’ansia da rullino non mi manca per nulla!

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panannablogdiviaggi 05/03/2018 - 14:34

Se ci penso ora, mi chiedo come siamo sopravvissute senza aria condizionata!! 😀

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Paola 05/03/2018 - 21:01

Io mi scioglievo ogni volta ahahaha

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valekappa90 09/02/2018 - 18:31

I viaggi senza aria condizionata….mamma mia!! Ricordo come fosse ieri gli interminabili tragitti verso la montagna sulla punto grigia del nonno! Nonostante partissimo prima dell’alba, riuscivamo sempre a farci cogliere dal caldo torrido dell’autostrada del mezzogiorno di luglio (probabilmente anche a causa delle 4000 soste in autogrill).. Rimanevamo puntualmente imbottigliati in interminabili code, e speravamo sempre di avere un camion di fianco a farci ombra! 😀

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Paola 09/02/2018 - 20:36

Noi partivamo a orari improbabili tipo le 3 del mattino per evitare il caldo!!!

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ultimatedetours 06/02/2018 - 14:22

Che nostalgiaaaaaaa! Le macchine fotografiche usa e getta… le cartoline! A fine estate si faceva la conta di chi si era ricordato di mandarti la cartolina e si sapevano tutti gli indirizzi di casa a memoria 🙂

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Paola 06/02/2018 - 22:43

Verissimo! Memorizzavamo anche i numeri di telefono delle amiche del cuore per poterle chiamare ovunque 🙂

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Rivogliolabarbie 05/02/2018 - 19:00

Direi che avevamo diversi elementi in comune! 883 in primis, pensa che un paio di anni fa siamo anche andati al suo concerto in memoria dei vecchi tempi!

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Paola 05/02/2018 - 23:51

Grande! Pensa che ho provato a convertire pure il British boyfriend agli 883, ma si è schifato subito perché in Inghilterra la musica è decisamente più cool. In ogni caso per me Max Pezzali forevahhhh 😉

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Miss Polette 03/02/2018 - 23:07

Io, come te, amo le comodità del nostro presente, ma rievocare i ricordi degli anni 80 e 90 mi piace da morire, come tu ben sai! Io e la mia famiglia andavamo al mare ogni giorno, in macchina..la fortuna di essere nata in Sardegna! Mamma preparava la borsa frigo con roba leggera: lasagne, fettine impanate, anguria, crackers, merendine. Poi si mangiava in pineta e il bagno dopo tipo 4 ore! Tornavo a casa stremata e felice. Bei tempi! Ora vado al mare, mangio un tramezzino, entro in acqua, un altro tramezzino, bagno, caffè, gelato, bagno e torno a casa stremata e felice? Boh, a volte.

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Paola 04/02/2018 - 14:38

Fantastica la tua mamma! La mia non credo abbia neanche mai pensato all’idea delle lasagne in spiaggia 🙂 Forse il segreto della felicità sta anche nella cucina e nell’atmosfera familiare…

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LaPasionaria 03/02/2018 - 20:23

Mi ricordo perfettamente di tutte le cose che racconti. Mi sento vecchia 🙂

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Paola 04/02/2018 - 14:33

Io direi più vintage 😉 Pensa ai poveri hipster che hanno rispolverato le macchine fotografiche analogiche quando invece noi abbiamo esultato per l’arrivo del digitale!

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dritteontheroad 01/02/2018 - 19:50

Mi hai fatto ridere quando racconti delle cartoline! Noi siamo andati per anni sempre nello stesso posto in Puglia quindi quando si trattava di prendere le cartoline era un incubo! Non ricordavo se quella prescelta l’avevo già spedita anni addietro!

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Paola 02/02/2018 - 12:30

Ahahahah quello sì che era un problema! Mi ricordo però che ogni anno usciva sempre qualche “modello” nuovo, almeno in Toscana e Romagna, con i collage, con la cornice dorata, con il tramonto… i tramonti sono stati un ever green per anni 🙂

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Alessia 30/01/2018 - 22:45

Quanti ricordi davvero… Sembrano passati secoli! Cosa diranno i nostri figli tra 30 anni?!?! Faranno #viaggi2018 e racconteranno le differenze tra oggi e il 2050 in cui vivranno loro…. Forse non avranno neanche bisogno di parlare, esisterá il telepensiero e ci prenderanno in giro x i nostri voli low cost… Loro avranno direttamente il teletrasporto

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Paola 01/02/2018 - 10:34

Io sarò una vecchietta mezza matta pronta a provare tutte le nuove tecnologie di trasporto 😉

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Raf 30/01/2018 - 22:30

L’immagine del mare Adriatico e delle alghe è terribile. Tanto terribile quanto vera. Che ricordi!

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Paola 01/02/2018 - 10:33

A me le alghe facevano troppo senso quando mi toccavano le gambe e i miei genitori mi dicevano di non preoccuparmi che era normale ahahahah

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Lara C 30/01/2018 - 19:33

Le mie vacanze in quegli anni sono stati molto simili alle tue, solo con destinazione fissa Gabicce. Il bello era ritrovare ogni estate sempre gli stessi amici con cui chiaccherare, giocare e, da più grandicelli, condividere le prime serate in discoteca. Il brutto che, anno dopo anno, ritrovavi tutto come l’avevi lasciato. Ora questo tipo di vacanza mi farebbe impazzire!!

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Paola 30/01/2018 - 20:15

Sono d’accordo con te! Io ho smesso con queste vacanze a 16 anni, sentivo già la voglia di indipendenza e avventura!!!

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Stefania C. (Girovagando con Stefania) 30/01/2018 - 16:20

Me le ricordo bene le autoradio estraibili e gli walkman, sembra impossibile che ora la musica si possa ascoltare dagli smartphone o dagli Ipod che in fondo sono i nipotini di questi oggetti ormai di antiquariato!

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Paola 30/01/2018 - 20:15

Pensa quanto peso in meno dobbiamo portarci in valigia!

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Daniela - The DAZ box 30/01/2018 - 8:41

Vedo che bene o male le stesse peripezie le abbiamo vissute tutti! Compresi gli interminabili viaggi della speranza in auto senza aria condizionata. Pensa che ad un certo punto mio padre comprò un’alfa 164 (che ci rubarono anni dopo in Calabria…sigh) che aveva l’impianto di condizionamento. Solo che mio padre non l’accendeva per non consumare troppo!

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Paola 30/01/2018 - 20:10

Ahahah con la mia prima auto con l’aria condizionata se accendevo l’aria il motore perdeva un sacco di potenza!

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